{"id":27230,"date":"2017-01-07T10:55:55","date_gmt":"2017-01-07T09:55:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27230"},"modified":"2017-01-06T23:03:24","modified_gmt":"2017-01-06T22:03:24","slug":"parlamentarismo-stato-di-eccezione-permanente-e-ammissibilita-del-quesito-sullart-18","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27230","title":{"rendered":"Parlamentarismo, stato di eccezione permanente e ammissibilit\u00e0 del quesito sull&#8217;Art.18"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ORIZZONTE 48 (Luciano Barra Caracciolo)<\/strong><\/p>\n<div>Mentre sul fronte delle politiche economico-fiscali (e non a caso, visto che dovremo presto pensare alle coperture e ai &#8220;piani di rientro&#8221;) domina <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/mps-cronaca-del-suicidio-uro-annunciato.html\">la &#8220;questione bancaria&#8221;<\/a>, cio\u00e8 l&#8217;insolvenza posta a carico dei risparmiatori-contribuenti in (pi\u00f9) momenti, sostanzialmente inscindibili (e lo vedremo nel 2017-2018), <b>l&#8217;attivit\u00e0 parlamentare e &#8220;partitica&#8221; appare in una sorta di stasi che ricorda molto la quiete prima della tempesta<\/b>.<\/div>\n<div>Formalmente, l&#8217;attivit\u00e0 politica sembra in stallo perch\u00e9 vige la parola d&#8217;ordine che <b>occorre aspettare un paio di pronunciamenti della Corte costituzionale<\/b>.<\/div>\n<div>Uno \u00e8 quello, atteso per il 24 gennaio, relativo alla &#8220;costituzionalit\u00e0&#8221; della legge elettorale, c.d.<i><b>Italicum<\/b><\/i>.<\/div>\n<div>L&#8217;altro, ancor prima (<b>l&#8217;11 gennaio<\/b>), e ancor pi\u00f9 rilevante in termini di valori costituzional\u00ec, &#8211; in un Repubblica fondata sul lavoro (art.1) obbligata ad attivarsi per rendere &#8220;effettivo&#8221; il diritto relativo, con politiche economiche di pieno impiego (artt.3 e 4, comma 2, Cost. in relazione all&#8217;intera Costituzione &#8220;economica&#8221;)-, \u00e8 quello sull&#8217;<b>ammissibilt\u00e0 dei quesiti referendari sul jobs act<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2. Anzitutto,<b> <\/b><b>sull&#8217;<i>Italicum <\/i>la pronuncia della Corte potrebbe risultare di inammissibilit\u00e0<\/b>:tale legge, infatti, non solo non ha avuto applicazione in alcuna concreta elezione, ma risulta, secondo lo stesso Capo dello Stato, inapplicabile, dovendo essere quantomeno coordinata e &#8220;armonizzata&#8221; con il &#8220;Consultellum&#8221;, <i>de facto<\/i> vigente per il Senato, e una vera &#8220;armonizzazione&#8221; non \u00e8 compiutamente operabile dalla Corte. Questa allora, potrebbe fermarsi a rilevare il difetto di &#8220;rilevanza&#8221; delle norme denunciate, a rigor di logica. Ma se volesse superare questo non trascurabile aspetto pregiudiziale, con un certo &#8220;spirito pratico&#8221;, potrebbe anche scendere del merito: in tal caso, per\u00f2, essenzialmente per mostrare che non spetta a lei indicare soluzioni direttamente applicative che rimangono nella responsabilit\u00e0 del parlamento.<\/p>\n<p>Sui quesiti del <b>referendum<\/b> la questione \u00e8 ancor pi\u00f9 &#8220;spinosa&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>2.1. Il quesito pi\u00f9 importante, quello sull&#8217;art.18<\/b>, infatti, \u00e8 in odore di inammissibilit\u00e0 ed oggetto di una dura lotta interna alla Corte, stando a quanto <a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/politica\/palazzo-potere\/duello-alla-consulta-i-giudici-sciarra-amato-si-sfidano-sull--articolo-18-456767.html\">riportano i giornali<\/a>, non sorprendentemente orientati, <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/16_dicembre_16\/referendum-sull-articolo-18-jobs-act-corte-dubbi-sull-ammissibilita-1cfbb032-c3d1-11e6-951e-edbed16731f0.shtml\">in maggioranza<\/a>, ad accreditare l&#8217;inammissibilit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/12\/28\/italia\/politica\/articolo-la-consulta-verso-il-no-al-referendum-ht5zDY2Jj6kkQfaQ3OhSaL\/pagina.html\">sostenuta da esperti ESTERNI alla Corte<\/a>.<\/div>\n<div>La tesi relativa sarebbe, in sintesi, (e salvo maggior approfondimento imminente), che <b>il quesito, <\/b>in particolare la parte di esso relativa al <b>comma 8 (dell&#8217;art.18), inciderebbe non solo sulle parti della disposizione complessiva introdotte dal jobs act ma anche sulla parte ad esso sopravvisssuta<\/b>, cio\u00e8 sulla differenziazione delle soglie di esenzione (dalla tutela rafforzata dei licenziamenti mediante la reintegra), tra imprese &#8220;industriali&#8221; (per cui \u00e8 di 15 dipendenti), e imprese agricole (per cui \u00e8 di 5 dipendenti), differenziazione risalente alla versione &#8220;originaria&#8221; della previsione.<\/div>\n<div>In pratica, si dice, <b>l&#8217;esito<\/b> del referendum sarebbe quello non di abrogare la norma vigente ma<b>quello di introdurne un nuova<\/b>, divenendo inammissibilmente &#8220;propositivo&#8221; (a differenza di qualsiasi disciplina previgente, nel tempo, si avrebbe l&#8217;estensione della reintegra a tutte le imprese con almeno 6 dipendenti).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2.2. Tale obiezione, non ha, a rigor logico-normativo, molto fondamento: <b>oggetto del referendum abrogativo \u00e8 il testo di una norma <\/b>(in tal caso articolata in pi\u00f9 disposizioni coordinate)<b>, a prescindere dalla pluralit\u00e0 di fonti, che materialmente hanno dato luogo a &#8220;quel&#8221; testo<\/b> (e all&#8217;unica fonte attuale &#8220;composita&#8221;, materializzata in un unitario testo di portata normativa).<\/div>\n<div>Se quindi l&#8217;abrogazione investe IL TESTO di una norma, in una delle disposizioni coordinate a tutte le altre nella sua attuale formulazione letterale, sia pur derivante da pi\u00f9 fonti, (comunque accorpate in un&#8217;unica disciplina come risultato attuale della pluralit\u00e0 di fonti), non <b>pare corretto ri-scindere, in fase abrogativa, le fonti unificate nell&#8217;unico testo <\/b>per sindacare l&#8217;effetto abrogativo: questo deve poter espandersi pienamente secondo il consenso maggioritario espresso dal corpo elettorale,\u00a0 e ipotizzarne, forzatamente, un risultato &#8220;creativo&#8221; di una nuova norma.<\/div>\n<div>E ci\u00f2 per la semplice ragione che <b>l&#8217;effetto abrogativo di una delle disposizioni contenute in un&#8217;unica norma-disciplina articolata,<\/b> disposizione legittimamente oggetto di richiesta di abrogazione, <b>conduce sempre, immancabilmente ad un nuovo testo della norma complessiva <\/b>e, quindi, a una <b>nuova norma in senso materiale<\/b> (&#8220;interpolando&#8221; la fonte nella sua attuale e inscindibile portata normativa).<\/div>\n<div>Non sta scritto in Costituzione che una complessiva norma, composta, come normalmente accade, di pi\u00f9 disposizioni coordinate, <b>provenienti INDIFFERENTEMENTE da una o pi\u00f9 fonti succedutesi nel tempo<\/b>, <b>possa essere solo oggetto di abrogazione integrale o relativa all&#8217;ultima fonte confluita in quella vigente<\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>3. Ma questo ordine di problemi, ci riporta a una questione pi\u00f9 generale e &#8220;pregiudiziale&#8221;.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/05\/larticolo-1-della-costituzione-breve.html\"><b>La sovranit\u00e0<\/b>, cio\u00e8 il potere di esprimere la volont\u00e0 realizzativa dei fini fondamentali della Comunit\u00e0-Stato, racchiusi nella Costituzione, <b>spetta in via prevalente al Parlamento o al popolo eretto in corpo elettorale<\/b> che, a rigor di Costituzione, \u00e8 titolare di tale sovranit\u00e0<\/a>?<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Per comprendere l&#8217;insidia che deriva dallo stesso porsi questo quesito, ricorriamo ai profili di storia, istituzionale ed economica, che sono emersi dal dibattito su questo blog.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>3.1. Ci dice <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html?showComment=1481811547302#c3988848627450714664\">Lorenzo Carnimeo<\/a>, commentando la questione della &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html\">neutralizzazione&#8221; degli stessi parlamenti perseguita, esplicitamente, fin dai suoi esordi, dalla costruzione federalista europea<\/a>:<\/div>\n<div>&#8220;Bello spunto, che mette in evidenza, tra l&#8217;altro, ed anzi conferma, <b>l&#8217;incompatibilit\u00e0 sostanziale tra liberalismo e democrazia parlamentare<\/b>, <b>laddove, invece, la &#8220;vulgata&#8221; dominante vede (ancora) come l&#8217;uno padre dell&#8217;altra<\/b>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 invece cos\u00ec (e lo vediamo oggi), non era cos\u00ec (e lo vediamo leggendo criticamente i trattati di Roma ed il manifesto di Ventotene), non era cos\u00ec ancora prima (vedi il liberale Salandra e tanti altri come lui affascinati dalle sirene dell&#8217;autoritarismo fascista).<\/p>\n<p>E <b>non era cos\u00ec nemmeno &#8220;alle origini&#8221;<\/b> in un certo senso.<br \/>\nGi\u00e0 alla fine dell&#8217;800, infatti, <b>Sonnino <\/b>si trovava ad affermare (nel celebre &#8220;<i>Torniamo allo Statuto<\/i>&#8220;) che &#8220;<i>In un Governo fondato quasi totalmente sull&#8217;elezione manca, nella alta direzione della cosa pubblica, la rappresentanza dell&#8217;interesse collettivo e generale<\/i>&#8220;.<\/div>\n<div>Il Passo citato ci dice gi\u00e0 tutto: <b>la composizione civile degli interessi particolari, che, a ben vedere, \u00e8 alla base del confronto parlamentare deve cedere, ad avviso di Sonnino, il passo ad un preteso interesse superiore<\/b>, che \u00e8 visto addirittura come estraneo e sovraordinato ai meccanismi della democrazia rappresentativa, i quali, per loro natura intriseca, rappresentano addirittura qualcosa di opposto (i cattivi &#8220;interessi particolari&#8221;).<\/div>\n<div>Si tratta, in sostanza, di un <b>perverso primato della politica<\/b> che costituisce, puta caso, la &#8220;<i>grundnorm<\/i>&#8221; di un particolare &#8220;<b>stato di eccezione<\/b>&#8220;, quello del &#8220;<b>vincolo esterno<\/b>&#8221; che diventa, da un punto di vista morale, una sorta di misura necessitata per, potrebbe ben dirsi, salvare la democrazia da se stessa (annullandola).<br \/>\nIn quel testo si trovano, poi, tanti altri rimandi al nostro presente. Primo fra tutti <b>il mito del &#8220;governocentrismo&#8221;<\/b> come unica via per affermare il preteso interesse superiore.<\/div>\n<div>Il ritorno alla formula letterale del <b>potere esecutivo in capo al Re, con conseguente rigetto della prassi parlamentare che si era consolidata<\/b>, viene infatti giustificato da una visione di un potere esecutivo che deve (si citano le testuali parole) &#8220;<i>nella sua azione di governo, mantenersi al di sopra e al di fuori dei partiti<\/i>&#8221; (e come si collocano, oggi, le istituzioni \u20acuropee? &#8220;Al di sopra e al di fuori dei partiti&#8221;!!!), e che non deve (si cita sempre dal testo) &#8220;<i>favorire gli interessi della maggioranza piuttostoch\u00e9 quelli della minoranza<\/i> [ &#8230; ] <i>ma considerare tutti i cittadini allo stesso modo tenendo conto del solo interesse generale dello Stato<\/i>&#8220;.<\/div>\n<div>Ben potrebbero vedersi, in queste parole, gli albori di quella che potremmo definire &#8220;<b>morale della tecnocrazia<\/b>&#8220;: <u>se il potere esecutivo, per ricondursi all&#8217;interesse superiore di cui \u00e8 unico portatore, deve prescindere da ci\u00f2 che un Parlamento democraticamente eletto rappresenta, ci\u00f2 significa -e non potrebbe essere altrimenti- che l&#8217;unico modo in cui il secondo pu\u00f2 coesistere col primo \u00e8 vincolato alla presenza di un perenne stato di eccezione che ne neutralizzi la sostanza, riducendolo a mero organo ratificatore<\/u>.<br \/>\nInsomma, la &#8220;dottrina&#8221; era gi\u00e0 stata scritta&#8230;..<br \/>\nGuardando ai fatti di oggi, rimango sempre pi\u00f9 convinto che <b>Liberalismo e parlamentarismo tutto sono tranne che fratelli<\/b>. E non c&#8217;\u00e8 momento nella storia, dalla nascita delle prime democrazie ottocentesche, in cui il primo non manifesti, ad intervelli regolari, decisa insofferenza verso il secondo&#8230;&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html?showComment=1481834958766#c3258189561030417918\">3.2. Sottolinea <b>Arturo<\/b><\/a> (autore del post), con un commento di cui occorre apprezzare i links:<\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedB9_FD\">&#8220;Sono d&#8217;accordissimo, ma l&#8217;equivoco, se vogliamo chiamarlo cos\u00ec, mi pare semplicemente il frutto di una <b>separazione fra storia filosofico-politica e storia giuridica<\/b>.<br \/>\nSe si evita l&#8217;apologetica della prima e ci si concentra sulla seconda, <b>la &#8220;normale&#8221; apribilit\u00e0 dello stato di eccezione<\/b> (ricordo la citazione di Bin che avevo riportato <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2015\/10\/lottenebramento-della-luce-diritti-di.html?showComment=1443704840798#c7983763139133469748\" rel=\"nofollow\">qui<\/a> e quella di Zagrebelsky <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/12\/democrazia-federalismo-indipendentismo.html\" rel=\"nofollow\">qui<\/a>, punto 1.4) <b>e la prevalenza dell&#8217;esecutivo sui parlamenti<\/b> (vedi la citazione di Bagehot riportata da Nania <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/11\/accentramento-del-potere-nellesecutivo.html?showComment=1478025533512#c7853795470219328439\" rel=\"nofollow\">qui<\/a>) <b>risultano fatti acquisiti&#8221;<\/b>.\u00a0 <\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>3.3. E infine vi ripropongo (sempre a fini di miglior conservazione dei pi\u00f9 proficui dibattiti) le<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html?showComment=1481870708089#c4924564443748255781\">mie riflessioni<\/a> indotte da questo importante scambio:<\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedB9_FD\">&#8220;Ci sarebbe da chiedersi perch\u00e9 i parlamenti siano stati, comunque, nel corso del tempo, anche esaltati dal capitalismo anglosassone, che \u00e8 poi il modello di riferimento del sempre autorazzista spirito imitativo delle elites italiane.<\/p>\n<p>Volendo farla breve, la ragione principale di tale concorrente &#8220;vena&#8221; della facciata etica del capitalismo liberoscambista, e implicitamente mercantilista-imperialista (come evidenzi\u00f2 Joan Robinson), \u00e8 la CORRUTTIBILITA&#8217; delle compagini parlamentari (pre-orientativa delle deliberazioni assembleari: cose che, ancora oggi, vediamo divenuta una mitologia pop in serials USA come House of cards o &#8220;The Boss&#8221;, di cui consiglio la visione a ci se lo fosse perso. Senza menzionare le &#8220;storiche&#8221; vicende dei rivolgimenti dell&#8217;Assemblea nazionale durante la Rivoluzione frencese&#8230;).<\/p>\n<p>In sostanza, la prevalenza dell&#8217;Esecutivo conssegue a un certo qual consolidamento di rapporti di forza che si incentrano sui pi\u00f9 eminenti operatori economici &#8220;tradizionali&#8221; e, in qualche modo, legati all&#8217;accumulo di terra-oro nel territorio nazionale.<\/p>\n<p>Si tratta, ovviamente, di <b>banchieri<\/b>, della cui &#8220;morale&#8221; prevalente Bazaar ha evidenziato il ruolo essenziale relativamente alla fondazione delle regole pregiuridiche ritenute &#8220;fondanti&#8221; un ordinamento <i>liberale<\/i>, e delle <b>grandi industrie di &#8220;prima generazione&#8221;<\/b>; questo complesso consolidato, in quanto tale, tendeva, e tende (adeguandosi ai tempi e alle tipologie di <i>media<\/i>) a condizionare l&#8217;opinione pubblica e la legislazione &#8220;a valle&#8221; di essa.<\/p>\n<p>In altri termini, nelle vicende storiche di superamento del c.d. <i>an<\/i><i>ci<\/i><i>en r\u00e9gime<\/i>, <b>gli operatori economico-finanziari<\/b>, resa rispettabile la propria condizione, <b>tendono irresistibilmente ad assumere funzione e ruolo delle vecchie aristocrazie<\/b> (che hanno espulso dal potere) ed &#8220;occupano&#8221; le strutture istituzionali, cio\u00e8 lo stesso Cabinet e le &#8220;filiere&#8221; pubbliche dell&#8217;esercito e della diplomazia (e della magistratura).<\/p>\n<p>Se la burocrazia diviene cos\u00ec esponenziale dello Stato borghese-liberale, incarnato dalla tendenziale prevalenza dell&#8217;Esecutivo, lo diviene in un modo particolare: cio\u00e8, inevitabilmente autoconservativo di certi rapporti di forza &#8220;interni&#8221; alla classe capitalistico-mercantile.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedB9_FD\">Allora, in questa situazione, <b>le forze nuove che operano sull&#8217;evoluzione dei traffici commerciali e delle filiere industriali, in chiave colonialista e mercantilista, entrano in concorrenza con l&#8217;establishment del capitalismo (pro-tempore) divenuto rispettabile <\/b>(ma non meno attento a conservare la prevalenza nel conflitto sociale interno).<\/p>\n<p>Per indurre politiche che siano anche protettive e promozionali dei nuovi settori emergenti, che spesso, in poco tempo, divengono i pi\u00f9 lucrativi, questi ultimi tendono a comprare l&#8217;indirizzo legislativo tramite il parlamento, di cui si assicurano un crescente numero di esponenti eletti e foraggiati, nelle loro prese di posizione, dai nuovi flussi finanziari.<\/p>\n<p>Sul punto, rammento questo post: http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/04\/la-mano-invisibile-che-affida-la.html (relativo alla guerra dell&#8217;oppio; esempio paradigmatico che pu\u00f2 essere esteso a molte altre successive ed analoghe vicende, anche negli Stati Uniti).<\/p>\n<p>Questa, in fondo, \u00e8 <b>la logica dei <i>checks and balances<\/i><\/b>: essa presuppone cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di<b>avvicendamento tra settori o fazioni del potere economico<\/b>, storicamente mutevoli e in dialettica rispetto agli assetti autoconservativi interni alla classe oligarchica.<\/p>\n<p>Dunque, <b>sulla base di alcuni principi organizzativi quali l&#8217;idraulicit\u00e0 delle elezioni, garantita dal controllo dei media, e i meccanismi delle leggi elettorali<\/b> (invariabilmente tesi a selezionare l&#8217;elettorato passivo), <b>i parlamenti sono considerati accettabili come espressione della &#8220;Mano Invisibile&#8221; proiettata nel campo del controllo concorrenziale delle istituzioni<\/b>: ma sempre ascrivibile ad una sola classe sociale&#8230;<\/p>\n<p><b>Al di fuori di queste rigide condizioni<\/b>, e spesso proprio per la inefficienza in termini di benessere collettivo di questi meccanismi delimitati, i parlamenti &#8220;<b>entrano in crisi<\/b>&#8220;: cio\u00e8 finiscono per <b>rappresentare diversi gradi di un pi\u00f9 esteso malcontento sociale<\/b>.<br \/>\nEd \u00e8 allora che la solidariet\u00e0 della classe finanziario-industriale viene ritrovata e si muove l&#8217;attacco sistematico ai parlamenti.<\/p>\n<p>Inutile dire che la causa di ci\u00f2 sono diversi gradi di compromesso: cio\u00e8 allorquando si accetta il suffragio (pi\u00f9 o meno) universale e\/o accedono alla burocrazia esponenti di altri ceti sociali, o &#8220;peggio&#8221;, si organizza il potere sindacale.<\/p>\n<p><b>Il parlamentarismo va bene, dunque, purch\u00e8 non si realizzi neppure un minimo di Stato pluriclasse<\/b> e l&#8217;<i>idraulicit\u00e0 <\/i>elettorale sopporti soltanto stress soggetti all&#8217;agire di forze, in evoluzione, tutte interne all&#8217;oligarchia.<\/p>\n<p>Oggi, dai veloci (e spesso violenti) arricchimenti coloniali, siamo passati all&#8217;affermarsi delle &#8220;nuove tecnologie&#8221; come dinamiche caratterizzanti questa dialettica, considerata accettabile e che, entro queti limiti, fa ancora conservare i parlamenti e i processi elettorali.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedB9_FD\">In pratica: <b>solidali quando si tratta di scongiurare la &#8220;dittatura della maggioranza&#8221;, in concorrenza, anche feroce quando di tratta di sostituire una &#8220;dittatura della minoranza&#8221; ad un&#8217;altra<\/b>.<\/p>\n<p>Il rapporto normale del capitalismo con le pubbliche istituzioni politiche, dunque, \u00e8 la corruzione, che rappresenta l&#8217;applicazione del metodo concorrenziale al processo di formazione dell&#8217;indirizzo politico (si tratta, a ben vedere, di un corollario della formazione dei prezzi in regime oligopolistico).<\/p>\n<p>Oggi, pi\u00f9 tecnocraticamente (and <i>out of political correctness<\/i>), la designano &#8220;<b>capture<\/b>&#8220;, ma il principio \u00e8 sempre lo stesso.<br \/>\nLa corruzione-brutta &#8211; quella delle classifiche promosse dai pi\u00f9 grandi corruttori (su scala industriale)- \u00e8 solo quando intermediari non appartenenti alle elites si inseriscono nel meccanismo ed alzano il costo della competizione politica &#8220;interna&#8221;, rendendo &#8220;inammissibilmente&#8221; pi\u00f9 incerto e oneroso un esito favorevole (cio\u00e8 ottimo-allocativo paretiano).<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedB9_FD\"><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html?showComment=1481884289189#c4996536074712751370\">3.4. Chiosa di <b>Francesco<\/b><\/a>:<\/span><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_13b+seedB9_FD\">&#8220;Non a caso, il Parlamento \u00e8 un\u2019istituzione dell\u2019epoca liberale, mentre l\u2019istituzione dell\u2019epoca democratica \u00e8 rappresentata dai partiti di massa: l\u2019entrata in scena di questi ultimi avrebbe dovuto spostare il centro della vita democratica fuori del Parlamento, organo che quindi avrebbe dovuto essere profondamente modificato per adattarsi al nuovo scenario. Non \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>I risultati sono quelli da Lei puntualmente rilevati: scadimento dell\u2019istituto Parlamentare a beneficio del Governo, con sostanziale concentrazione del potere oligarchico-capitalistico in capo a quest\u2019ultimo (la scampata riforma costituzionale voleva non a caso sublimare quest\u2019assetto).<\/p>\n<p>Il problema \u00e8, manco a dirsi, spostare dal Parlamento alle masse il definitivo baricentro, in modo che le masse possano inserirsi negli ingranaggi della vita collettiva, cio\u00e8 l\u00e0 dove sono in giuoco i loro interessi. Partiti e sindacati di classe, valorizzazione degli enti locali (Comuni), gestione diretta ed autonoma dei servizi sociali, culturali e servizi essenziali, oltre che dei sistemi informativi. Ma, soprattutto, democratizzazione del processo produttivo mediante gestione aziendale (art. 46 Cost., di cui i molti ignorano l\u2019esistenza; le argomentazioni di Giannini, sul punto, andrebbero riprese alla lettera).<\/p>\n<p>Non \u00e8 utopia, \u00e8 Costituzione italiana, norme precettive: artt. 1, 3, comma II, 4 e ss.. Sempre allo stesso punto andiamo a finire. Ma tanto che ce lo diciamo a fare\u2026&#8221;<\/span><\/div>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/01\/parlamentarismo-stato-di-eccezione.html\">http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/01\/parlamentarismo-stato-di-eccezione.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ORIZZONTE 48 (Luciano Barra Caracciolo) Mentre sul fronte delle politiche economico-fiscali (e non a caso, visto che dovremo presto pensare alle coperture e ai &#8220;piani di rientro&#8221;) domina la &#8220;questione bancaria&#8221;, cio\u00e8 l&#8217;insolvenza posta a carico dei risparmiatori-contribuenti in (pi\u00f9) momenti, sostanzialmente inscindibili (e lo vedremo nel 2017-2018), l&#8217;attivit\u00e0 parlamentare e &#8220;partitica&#8221; appare in una sorta di stasi che ricorda molto la quiete prima della tempesta. Formalmente, l&#8217;attivit\u00e0 politica sembra in stallo perch\u00e9 vige&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20140630125224viareggio1.flv.flv1_.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-75c","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27230"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27230"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27231,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27230\/revisions\/27231"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}