{"id":27240,"date":"2017-01-08T11:18:10","date_gmt":"2017-01-08T10:18:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27240"},"modified":"2017-01-07T23:15:24","modified_gmt":"2017-01-07T22:15:24","slug":"terrorismo-come-sta-cambiando-la-strategia-di-al-qaeda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27240","title":{"rendered":"Terrorismo: come sta cambiando la strategia di Al Qaeda"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Oscurata dagli attentati dello Stato Islamico, l\u2019organizzazione di Ayman al-Zawahiri sta portando avanti un lento processo di ristrutturazione interna. In attesa di tempi migliori, l\u2019obiettivo \u00e8 il radicamento nei territori conquistati<\/em><\/p>\n<p>Campagne militari mirate e radicamento nei territori conquistati attraverso la mediazione con i leader di comunit\u00e0 e trib\u00f9 locali. Alla brutalit\u00e0 e al sensazionalismo degli attentati sferrati dallo Stato Islamico in tutto il mondo, negli ultimi anni Al Qaeda ha contrapposto una strategia di soft power che secondo molti analisti alla distanza potrebbe permettere all\u2019organizzazione jihadista guidata da Ayman al-Zawahiri di confermarsi quale prima minaccia terroristica a livello globale rispetto al Califfato di Abu Bakr Al Baghdadi.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\"><\/div>\n<p>Quella su cui sta puntando la leadership qaedista nasce in realt\u00e0 dall\u2019esigenza di rifondare a ogni suo livello l\u2019organizzazione e risollevarla da uno stato di debolezza causato dalla massiccia risposta militare degli Stati Uniti agli attacchi dell\u201911 settembre del 2001 e dall\u2019uccisione di Osama bin Laden nel 2011.<\/p>\n<p>Congelando in questa fase la tattica degli attacchi diretti contro l\u2019Occidente, missione che resta comunque prioritaria per l\u2019organizzazione come pi\u00f9 volte ribadito da Al-Zawahiri, Al Qaeda ha prima rilanciato le propria ambizioni internazionali annunciando nel settembre del 2014 la nascita di AQIS (Al Qaeda nel subcontinente indiano), mentre negli ultimi mesi ha sfruttato a proprio favore le battute d\u2019arresto patite dallo Stato Islamico in Medio Oriente e Nord Africa per consolidare la propria presenza in diversi fronti strategici: Afghanistan, Yemen, Somalia e Sahel.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/AL-QAEDA-MAPPA.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65189 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/AL-QAEDA-MAPPA.jpg\" alt=\"AL QAEDA MAPPA\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Afghanistan<\/strong><\/h3>\n<p>Nel gennaio del 2015 lo Stato Islamico ha annunciato la nascita dell\u2019emirato islamico del Khorasan, antico nome della provincia pi\u00f9 orientale dell\u2019impero persiano che ad oggi si estende dal nord-est dell\u2019Iran al subcontinente indiano passando per Afghanistan, Pakistan Uzbekistan, Turkmenistan e Tajikistan. Una mossa che rientra nel piano del Califfato di \u201caggredire\u201d l\u2019Asia meridionale dove risiede un bacino enorme di musulmani (in totale sono oltre 400 milioni) da affiliare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/AFGHANISTAN-TALEBANI.png\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65191 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/AFGHANISTAN-TALEBANI.png\" alt=\"AFGHANISTAN TALEBANI\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Paesi come il Bangladesh, l\u2019Indonesia, le Filippine e soprattutto il Pakistan il piano di ISIS ha finora prodotto riscontri concreti soprattutto sul piano degli attentati compiuti. L\u2019espansione in Afghanistan si sta rivelando invece molto pi\u00f9 difficoltosa. Qui Al Qaeda ha mantenuto uno stretto rapporto con la leadership dei talebani anche dopo la morte del Mullah Omar, in accordo con i talebani intercetta alcune delle principali rotte dei traffici di oppio e nonostante la recente uccisione di uno dei suoi uomini chiave, Faruq Al-Qahtani, da parte degli USA, vanta un radicamento nel Paese nettamente superiore rispetto a ISIS.<\/p>\n<p>Se lo Stato Islamico non punter\u00e0 a compromessi tanto con i talebani, quanto con gruppi islamisti che operano negli altri Paesi dell\u2019Asia meridionale, difficilmente sul lungo periodo potr\u00e0 eguagliare Al Qaeda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Yemen<\/strong><\/h3>\n<p>Rispetto a qualche mese fa, il divario tra Al Qaeda e Stato Islamico in Yemen si \u00e8 ridotto a favore di quest\u2019ultimo. Le milizie affiliate al Califfato (IS-Y, ISIS in Yemen) si sono infatti mostrate capaci di compiere attentati eclatanti (gli ultimi si sono verificati ad Aden) e di guadagnare progressivamente terreno. Entrambi i gruppi hanno sfruttato il caos generato dal conflitto tra le forze governative yemenite (appoggiate da un\u2019ampia coalizione di Paesi arabo-sunniti guidata dall\u2019Arabia Saudita) e i ribelli sciiti Houthi (sostenuti dall\u2019Iran e dalle milizie fedeli all\u2019ex presidente Saleh), concentrato principalmente nella parte orientale e nord-orientale del Paese, per avanzare a sud lungo la fascia costiera bagnata dal Golfo di Aden.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/YEMEN.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-64888 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/YEMEN.jpg\" alt=\"YEMEN_mappa\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima di perderne il controllo nell\u2019aprile del 2016, AQAP (Al Qaeda nella Penisola Araba) ha controllato per oltre un anno Mukalla, citt\u00e0 portuale strategica, capoluogo della provincia dell\u2019Hadramawt da dove ogni giorno transitano traffici marittimi del valore di 2 milioni di dollari. Secondo un rapporto americano, a fine 2015 AQAP \u00e8 arrivata a contare fino a 4.000 combattenti in Yemen, un numero quattro volte superiore rispetto al 2014. Per estendere e rafforzare la propria influenza, i qaedisti hanno stretto alleanze con i movimenti separatisti del sud, cosa che invece finora non \u00e8 stata fatta da ISIS neanche in questo scacchiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Africa<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019espansione di ISIS in Africa negli ultimi anni \u00e8 stata sotto gli occhi di tutti, al netto della perdita delle roccaforti che erano state conquistate lungo le coste libiche. Lo Stato Islamico ha messo radici non solo in Nigeria, dove l\u2019affiliazione di Boko Haram al Califfato \u00e8 stata sancita nel marzo del 2015 con il passaggio del gruppo sotto la nuova denominazione ISWAP (Islamic State\u2019s West African Province), ma anche in Tunisia, Algeria e soprattutto in Egitto. Ad oggi, infatti, la Provincia dello Stato Islamico nel Sinai rappresenta la principale minaccia per la stabilit\u00e0 del governo del presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/SAHEL-AQIM.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65193 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/SAHEL-AQIM.jpg\" alt=\"SAHEL AQIM\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In contrapposizione a questa avanzata, Al Qaeda mantiene l\u2019affiliazione con i somali di Al-Shabaab, che oltre a rappresentare un pericolo costante non solo per il governo di Mogadiscio ma anche per il Kenya, stanno facendo tabula rasa dei gruppi dissidenti annidati nel nord-est della Somalia, principalmente nella regione semi-autonoma del Puntland.<\/p>\n<p>Il vero epicentro di Al Qaeda in Africa resta per\u00f2 il Sahel. AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) \u00e8 il gruppo terroristico dominante nella regione. Facendo leva su conflitti etnici (come in Mali) e controllando i traffici di armi, esseri umani e droga che transitano nell\u2019area fino alle coste settentrionali del continente, AQIM \u00e8 destinata a dettare legge ancora a lungo, salvo quei casi in cui \u00e8 costretta a scendere a patti o a cedere il passo alla primula rossa d\u2019Africa Mokhtar Belmokhtar.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L\u2019incognita Siria<\/strong><\/h3>\n<p>Restano difficili da decifrare, infine, gli equilibri di forza tra ISIS e Al Qaeda in Siria. Rispetto allo Stato Islamico, che controlla vastissime aree di territorio nella parte centrale e in quella orientale del Paese confinante con l\u2019Iraq, Al Qaeda di fatto mira alla sopravvivenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/SIRIA-MAPPA1.png\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65190 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/SIRIA-MAPPA1.png\" alt=\"SIRIA MAPPA\" \/><\/a><\/p>\n<h5>(Le aree di influenza in Siria, mappa New York Times)<\/h5>\n<p>Con il cambio di nome da Jabhat Al Nusra in Jabhat Fateh al-Sham, e facendo leva sull\u2019alleanza strategica con il Free Syrian Army, i qaedisti coltivano ancora la speranza di poter evitare i bombardamenti dei caccia russi. Il piano finora non ha per\u00f2 funzionato, salvo in pochi casi come nella provincia di Idlib, confinante con Aleppo, che Jabhat Fateh al-Sham controlla insieme ai ribelli siriani. Se nei prossimi mesi la strategia di Mosca continuer\u00e0 a non incontrare ostacoli, anche per Al Qaeda non vi sar\u00e0 scampo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/al-qaeda-medio-oriente-africa-asia\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/al-qaeda-medio-oriente-africa-asia<\/a><\/strong>\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Oscurata dagli attentati dello Stato Islamico, l\u2019organizzazione di Ayman al-Zawahiri sta portando avanti un lento processo di ristrutturazione interna. In attesa di tempi migliori, l\u2019obiettivo \u00e8 il radicamento nei territori conquistati Campagne militari mirate e radicamento nei territori conquistati attraverso la mediazione con i leader di comunit\u00e0 e trib\u00f9 locali. 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