{"id":27262,"date":"2017-01-22T00:52:52","date_gmt":"2017-01-21T23:52:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27262"},"modified":"2017-01-18T15:04:46","modified_gmt":"2017-01-18T14:04:46","slug":"la-selvatichezza-per-una-nuova-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27262","title":{"rendered":"La &#8220;selvatichezza&#8221; per una nuova morale"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0 CLAUDIO RISE&#8217;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luogo degli istinti e delle pulsioni primarie, nido dei comportamenti e desideri naturali dell\u2019uomo oggi\u00a0 \u201cbanditi\u201d e non riconosciuti (a cominciare da quello di Dio), il mondo selvatico della natura incontaminata, \u00e8 spesso considerato un territorio negativo. Nel migliore dei casi \u201cesotico\u201d, un \u201cparco a tema\u201d per ricchi che possano permetterselo, da confinarsi in spazi precisi, comunque anch\u2019esso con fini di sfruttamento economico, come ogni altro spazio della terra. Cacciandone gli esseri viventi, uomini piante animali, che non siano in tono col \u201ctema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione affettiva alla figura dell\u2019uomo \u201cselvatico\u201d produce nuove sensibilit\u00e0 e richieste morali adeguate alle proposte del tempo.\u00a0 Nel pieno del processo di industrializzazione e di sviluppo delle democrazie occidentali l\u2019intuizione poetica suscitava in Walt Whitman questi versi, ricchi di moniti per i suoi successivi sviluppi: &#8220;Celebro anche il poema del male \/ celebro anche quella parte \/ io stesso sono impastato di bene e di male&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvicinamento al mondo selvatico, confuso con quello organico in una comune proscrizione, emarginato da un modello di civilt\u00e0 sempre pi\u00f9 ipocrita e artificiale, porta a un atteggiamento sociale consapevole dell\u2019eguale valore di ogni essere umano, e ad una comprensione del significato morale del piacere. Per riattivare queste consapevolezze bisogna per\u00f2 andare a ripescarle l\u00e0 dove secoli di <em>Zivilisation<\/em> li hanno ricacciati: il mondo selvatico. I suoi abitanti, non solo l\u2019uomo selvatico ma anche gli animali, sono ricchi di indicazioni per chi le sappia cogliere. Il poeta \u00e8 sempre fra i primi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secolo dopo, a modernit\u00e0 molto pi\u00f9 avanzata nei suoi deliri di potere e nelle sue violenze, Ezra Pound chieder\u00e0 ancora all\u2019uomo di abbandonare la sua visione onnipotente e guardare, ascoltandolo, il mondo della natura: &#8220;La formica \u00e8 un centauro nel suo mondo di draghi. Strappa da te la vanit\u00e0, non fu l\u2019uomo a creare il coraggio, o l\u2019ordine, o la grazia. Strappa da te la vanit\u00e0, ti dico strappala! Impara dal verde mondo quale possa essere il tuo posto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo selvatico, e i suoi abitanti, \u00e8 un aspetto profondissimo, forse il pi\u00f9 profondo, della nostra psiche. Esso, come dice Whitman, reca i \u2018segni\u2019 della nostra appartenenza. Questi segni, per\u00f2, per il suddito della civilt\u00e0 delle buone maniere, con la sua unidimensionalit\u00e0 intellettuale e antinaturale, sono come il ritratto per Dorian Gray: qualcosa che occorre assolutamente nascondere, e poi distruggere, perch\u00e9 nessuno sappia mai chi veramente siamo, che cosa si agita nel nostro animo, e nel nostro corpo. Fare l\u2019esperienza della propria natura selvatica significa per l\u2019uomo riconoscere la propria Ombra, confrontarsi con essa. Ci\u00f2 provoca uno straordinario cambiamento morale. Perch\u00e9 allora diventa impossibile proiettare quest\u2019ombra sugli altri, perseguitandoli per ci\u00f2 che, ormai lo sappiamo, dividiamo con loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha osservato sulle orme di Jung lo psicologo analista Erich Neumann: &#8220;Poich\u00e9 un\u2019etica totale include anche l\u2019Ombra nella sfera della responsabilit\u00e0 morale, con l\u2019integrazione dell\u2019aspetto primitivo della nostra natura la sua proiezione cesserebbe&#8221;. Smetteremmo cio\u00e8 di vedere negli altri quei lati negativi, pericolosi, che non riconosciamo in noi stessi. Ma questo cambiamento avrebbe conseguenze profonde nella vita sociale e negli orientamenti morali in essa espressi. Osserva Neumann che integrando i nostri aspetti primitivi e prendendoci la responsabilit\u00e0 personale di ci\u00f2 che crediamo male, porremmo fine alla &#8220;psicologia del capro espiatorio ed alle campagne di annientamento condotte sotto il pretesto della moralit\u00e0 contro il male impersonificato dal proprio vicino. Il posto di tutto ci\u00f2 verrebbe preso da un nuovo atteggiamento, non pi\u00f9 condizionato dall\u2019ambiguit\u00e0 penaleespiatoria della vecchia etica&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recupero e l\u2019integrazione del lato selvatico porterebbero cos\u00ec a una morale che non procederebbe pi\u00f9, nel costume quotidiano come nelle relazioni internazionali, attraverso l\u2019identificazione e persecuzione di una serie ininterrotta di capri espiatori, ma attraverso l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 dirette, in prima persona. Questo nuovo orientamento etico porterebbe anche, necessariamente, a forti modifiche nelle attivit\u00e0 repressive e inibitorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il mostro non \u00e8 pi\u00f9 solo l\u2019altro, ma lo sono anche io stesso, allora forse cercher\u00f2 di convincere i miei simili a sviluppare una maggiore sensibilit\u00e0 umana verso la categoria del mostruoso. Diventer\u00f2 anche pi\u00f9 capace di dialogo e relazione coi mostri, innanzi tutto dentro di me. Questo aiuter\u00e0 inoltre i miei mostri e quelli del mondo, a provare un maggiore senso di solidariet\u00e0 sociale, una maggiore responsabilit\u00e0 verso gli altri; li render\u00e0 pi\u00f9 umani, capaci di relazione.\u00a0 Come raccontano le narrazioni leggendarie e fiabesche presentate nei capitoli precedenti, l\u2019uomo selvatico \u00e8 colui che accetta di prendersi la responsabilit\u00e0 degli aspetti pi\u00f9 oscuri della personalit\u00e0 maschile. Egli, cos\u00ec facendo, redime la Terra (la societ\u00e0) attorno a lui dallo squilibrio creato dalla precedente frattura tra un conscio collettivo \u2018perbene\u2019 ma falso, e un inconscio ufficialmente proscritto, ma costantemente pronto a rigettare nel mondo le energie terrificanti che vi sono state cacciate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio di responsabilit\u00e0 verso il mondo vivente. E\u2019 stato questo lo sviluppo, prima pi\u00f9 sfumato e limitato alle Corti e agli spazi delle citt\u00e0 e poi trasferito al mondo intero, della civilizzazione (<em>Zivilisation<\/em>) contrapposto alle culture, anche spirituali e materiali, dei territori (<em>Kultur<\/em>). Esso \u00e8 diventato molto pi\u00f9 pervasivo e dettagliato con l\u2019industrializzazione\u00a0 e coi movimenti ispirati dall\u2019economista e filosofo Carl Marx, secondo il quale l\u2019uomo \u201cumanizza\u201d la natura con il suo lavoro. Come osserva Hans Jonas, forse il maggiore filosofo morale del nostro tempo, \u201calla luce della brutale strumentalizzazione poi avvenuta, l\u2019umanizzazione della natura si \u00e8 rivelato un eufemismo ipocrita per designare la totale sottomissione della natura per soddisfare\u00a0 i bisogni\u201d di gruppi di uomini. \u201cPoich\u00e9 a tale scopo deve essere radicalmente trasformata, la natura umanizzata \u00e8 la natura alienata a se stessa. Proprio questa trasformazione va sotto il nome di umanizzazione\u201d.\u00a0 E il suo abitante e custode, il selvatico che sopravvive nella profondit\u00e0 dell\u2019inconscio di ogni uomo come rappresentazione profonda della relazione con la vita, \u00e8 oggi l\u2019immagine umana di quel mondo \u201cnegativo\u201d. Egli \u00e8 un personaggio inaccettabile per la <em>Zivilisation<\/em> come oggi si esprime nelle\u00a0 utopie del progresso tecnologico impegnato nella fabbricazione di vite artificiali, secondo modalit\u00e0 meccaniche lontane dai corpi della natura creata. Integrare quest\u2019aspetto non significa dunque cadere nell\u2019arbitrio di un selvaggio soggettivismo, dove il maschio potrebbe agire ogni pulsione a danno del resto della societ\u00e0. L\u2019avvicinamento all\u2019uomo selvatico, restituendo al maschio l\u2019energia perduta e perci\u00f2 anche la capacit\u00e0 di rigore verso se stesso, lo renderebbe pi\u00f9 forte. Quindi anche pi\u00f9 autenticamente tollerante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvicinarsi a questo mondo naturale e selvatico, proporsi di difendere e\u00a0 integrarne i contenuti, \u00e8 per\u00f2 ormai un\u2019azione non solo psicologica ma morale. Dopo l\u2019orrore degli stermini di interi popoli, realizzati dai totalitarismi nel secolo scorso, e ancora oggi perseguiti\u00a0 da nuove forme di violenza politica ed economica, dopo le devastazioni del patrimonio naturale che ogni giorno impoveriscono nuovi territori del pianeta, mettendo a rischio la salute ed il benessere psichico di tutti, non \u00e8 pi\u00f9 lecito non\u00a0 assumerci la responsabilit\u00e0 del mondo che comunque abbiamo ereditato e in cui viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano psicologico i suoi effetti non sono difficili da riconoscere. La rimozione secolare degli istinti ha finito col separare il maschio da una buona parte della sua libido, della sua energia. Tanto da non essere pi\u00f9 in grado (sempre pi\u00f9 spesso) di riconoscere i propri autentici desideri, e doversi affidare agli strumenti del collettivo, i mass-media e il sistema pubblicitario, per poter desiderare qualcosa o qualcuno. Soltanto una nuova, profonda conoscenza e amicizia col mondo selvatico, in cui quelle antiche energie sono state cacciate, pu\u00f2 ridare all\u2019impersonale e devoto suddito del \u2018villaggio globale\u2019 il senso e il valore della propria soggettivit\u00e0 maschile. Questo diverso spessore psicologico, per\u00f2, apre subito la strada a un diverso atteggiamento morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da <em>Il maschio Selvatico 2. La forza vitale dell\u2019istinto maschile<\/em> (San Paolo Ed., 2015)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 CLAUDIO RISE&#8217; Luogo degli istinti e delle pulsioni primarie, nido dei comportamenti e desideri naturali dell\u2019uomo oggi\u00a0 \u201cbanditi\u201d e non riconosciuti (a cominciare da quello di Dio), il mondo selvatico della natura incontaminata, \u00e8 spesso considerato un territorio negativo. 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