{"id":27266,"date":"2017-01-27T00:06:22","date_gmt":"2017-01-26T23:06:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27266"},"modified":"2017-01-26T15:12:02","modified_gmt":"2017-01-26T14:12:02","slug":"uno-sradicamento-planetario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27266","title":{"rendered":"Uno sradicamento planetario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di SERGE LATOUCHE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i pensatori occidentali hanno elaborato una autocritica del colonialismo, hanno denunciato l&#8217;imperialismo europeo essenzialmente come un immenso sistema di &#8220;spoliazione&#8221;, cio\u00e8 di furto puro e semplice delle ricchezze. Che si tratti di un saccheggio devastante o di uno sfruttamento razionale, l&#8217;imperialismo \u00e8 identificato come un fatto &#8220;fondamentalmente&#8221; economico e solo in via accessoria politico. N\u00e9 Marx, n\u00e9 Lenin, n\u00e9 Rosa Luxemburg, n\u00e9 i marxisti terzomondisti vi hanno visto un fenomeno di &#8220;dinamismo culturale&#8221;, come del resto Schumpeter, Hicks e la maggior parte dei pensatori borghesi. Questi ultimi riconducono l&#8217;espansionismo dell&#8217;Occidente a strascichi del feudalesimo, alla sopravvivenza dell&#8217;aristocrazia, al permanere di mentalit\u00e0 predatrici e al risorgere dell'&#8221;economia di comando&#8221;, cio\u00e8 di una forma di dispotismo. In ogni caso, si tratta sempre di bottino e di prebende. Solo alcuni colonizzatori, in una forma cinica o confusa, e sempre paternalistica, hanno avuto l&#8217;intuizione della posta reale: la conquista delle menti e dell&#8217;immaginario. La vitalit\u00e0 delle culture si prova con la loro diffusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Denunciando l&#8217;imperialismo economico, i radicali occidentali hanno perseguito in altro modo l&#8217;occidentalizzazione del mondo, mentre i loro emuli del Terzo mondo, lanciandosi a corpo morto nella battaglia dello sviluppo, hanno approfondito ancor di pi\u00f9 tale processo. Tutte le descrizioni di ci\u00f2 che viene definito sottosviluppo nel Terzo mondo evocano una situazione tanto di carestia e di miseria quanto di abbandono che porta, anche nei casi meno desolanti, a societ\u00e0 senza speranze e senza prospettive. La teologia cristiana ha inventato la parola &#8220;derelizione&#8221; per designare la situazione dell&#8217;uomo abbandonato dalla grazia divina. Questo effetto dell&#8217;occidentalizzazione non \u00e8 il risultato di un meccanismo economico in quanto tale, ma di un processo pi\u00f9 complesso di distruzione culturale chiamato &#8220;deculturazione&#8221;. Questa deculturazione si riproduce a sua volta e si aggrava con la terapia messa in opera per porvi rimedio: la politica di sviluppo e la modernizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etnocidio \u00e8 lo stadio supremo della deculturazione. L&#8217;introduzione dei valori occidentali, quelli della scienza, della tecnica, dell&#8217;economia, dello sviluppo, del dominio della natura, \u00e8 la base della deculturazione. Si tratta di una vera e propria &#8220;conversione&#8221;, nel senso che si attribuisce a una conversione di tipo religioso. Il violento impatto in realt\u00e0 distrugge pi\u00f9 di quanto non converta. Le massicce conversioni religiose si sono verificate solo laddove le credenze nell&#8217;aldil\u00e0 si articolavano con \u00abtecniche\u00bb alle quali la &#8220;magia&#8221; dei bianchi poteva fare concorrenza con successo. Le societ\u00e0 tradizionali allergiche ai valori dei bianchi sono state puramente e semplicemente eliminate con lo sterminio o per declino &#8220;naturale&#8221;. Che cosa diventano le trib\u00f9 delle quali si occupano i servizi di protezione? Una volta \u00abpacificati\u00bb, i Parintintin non sono pi\u00f9 che dei poveri cenciosi, ridotti a mendicare; i Kaingang marciscono in una riserva dello Stato di S\u00e3o Paulo, dove si ammassano gli indios condannati di diritto comune; i Maka del Chaco paraguaiano abitano nel parco zoologico di Asunci\u00f3n, dove \u00abfanno l&#8217;indiano\u00bb per pochi soldi. Ridotti a mendicanti o massacrati, il risultato \u00e8 identico: la scomparsa quasi ineluttabile degli indios.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella diffusione dell&#8217;immaginario occidentale, il rapporto con la morte ha avuto un ruolo fondamentale e spesso sottovalutato. Il progetto della modernit\u00e0, e dell&#8217;etica borghese, \u00e8 consistito anche nell&#8217;eliminare la morte in tutte le sue forme e imporre come valore la &#8220;vita&#8221;, senza altre qualit\u00e0. Esso non ha potuto radicarsi n\u00e9 diffondersi se non laddove la morte biologica \u00e8 ugualmente percepita come non auspicabile. Certo, le societ\u00e0 tradizionali danno un senso molto forte alla morte, come alla miseria e alla malattia. L&#8217;esaltazione della vita biologica come valore supremo \u00e8 &#8220;disumana&#8221;, in quanto essa rivela un rifiuto della nostra condizione di mortali. Essa distrugge il senso stesso dell&#8217;esistenza nel suo spessore qualitativo. L&#8217;Occidente sostituisce i misteri della natura con spiegazioni razionali e trasforma tutti gli oggetti in merci. Cos\u00ec, l&#8217;intero universo diventa utilitaristico e funzionale. Secondo l&#8217;analisi del grande sociologo tedesco Max Weber, l&#8217;Occidente &#8220;disincanta&#8221; il mondo, cio\u00e8 fa della vita terrestre il valore per eccellenza. Quando non si ha pi\u00f9 l&#8217;eternit\u00e0 davanti a s\u00e9, la vita \u00e8 una lotta inquieta contro il tempo. Certo, il tempo terrestre diventa infinito, ma questa infinitudine offre solo uno spazio illimitato all&#8217;ansiet\u00e0 dell&#8217;uomo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;accumulazione infinita delle opere \u00e8 un sostituto fantasmatico dell&#8217;immortalit\u00e0. Le societ\u00e0 che esaltano la morte nei campi di battaglia o idealizzano il suicidio non fanno della morte biologica, in quanto tale, un valore. Se la guerra \u00e8 una festa e la morte in combattimento \u00e8 una sorte invidiabile, la vita felice e spensierata \u00e8 un bene. Il progetto occidentale di eliminazione della morte \u00e8 desiderabile, purch\u00e9 non rimetta in causa l&#8217;antico e tradizionale senso della vita. Purtroppo, non \u00e8 cos\u00ec. Il progetto occidentale di morte alla morte \u00e8 radicale ed esclusivo. La lotta della vita per la vita \u00e8 veramente totalitaria ed esige un abbandono totale delle pratiche sociali di integrazione del &#8220;negativo&#8221;: la morte, la miseria, l&#8217;infelicit\u00e0, la malattia&#8230; La loro perdita di senso, che equivale alla perdita di senso e alla riduzione folcloristica di tutta quanta la cultura, avviene naturalmente e poco per volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto occidentale della vita per la vita, e il suo risvolto profano che non c&#8217;\u00e8 un aldil\u00e0 e che la morte non ha senso, \u00e8 penetrato assolutamente ovunque e si radica sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0. Nietzsche aveva molto ben percepito il significato di questo fenomeno: \u00abSi rinuncia alla grande vita quando si rinuncia alla guerra\u00bb. Anche se, in fin dei conti, non sono state eliminate n\u00e9 la morte violenta, n\u00e9 la morte miserabile, n\u00e9 la morte naturale, lo spettacolo del loro immaginario sradicamento \u00e8 sufficientemente impressionante per \u00abmettere in trappola\u00bb le societ\u00e0 non occidentali. Progressivamente, il mondo appare loro &#8220;disincantato&#8221;, senza che la vita, per quanto prolungata, ritrovi una qualche pienezza. E&#8217; solo sopravvivenza. C&#8217;\u00e8 anche una verit\u00e0 tragica nell&#8217;umanesimo-universalismo dell&#8217;Occidente. L&#8217;affermazione che i valori dell&#8217;Occidente, essendo \u00abnaturali\u00bb, appartengono a ciascuno e a tutti diventa vera, senza che per questo tali valori siano pi\u00f9 \u00abnaturali\u00bb. Semplicemente, sono sopravvissute e sopravvivono solo le societ\u00e0 che, almeno in parte, hanno accettato quei valori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il neocolonialismo, con l&#8217;assistenza tecnica e il dono umanitario, ha fatto senza dubbio molto di pi\u00f9 per la deculturazione che non la brutale colonizzazione. Gli economisti, con la calcolatrice al posto del cuore e della testa, ragionando come bottegai si sono senza dubbio profondamente sbagliati nell&#8217;attribuire il sottosviluppo al prelevamento delle ricchezze. L&#8217;orgia sanguinaria dei <em>conquistadores,<\/em> l'&#8221;auri sacra fames&#8221; degli avventurieri, la sfrenata sete dell&#8217;oro, fenomeni mai veramente scomparsi e ancora presenti nella rapacit\u00e0 delle societ\u00e0 transnazionali, nella violenza dei mercenari o negli abusi degli esperti, non sono che delle \u00absbavature\u00bb, certamente spettacolari ma tutto sommato secondarie nel dramma cosmico della dinamica delle societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;immaginario occidentale si tiene fuori portata e continua a dare senza accettare nulla. All&#8217;occasione sottrae, ma non riconosce alcun debito e non intende ricevere lezioni da nessuno. Colpite al cuore, le societ\u00e0 non occidentali possono solo girare a vuoto. La perdita di senso, che le colpisce e le corrode come un cancro, progressivamente, non \u00e8 un&#8217;acculturazione. Il semplice fatto che l&#8217;Occidente \u00e8 l\u00ec, presenza che non pu\u00f2 essere eliminata n\u00e9 assimilata, non comporta che le sue molle e i suoi segreti vengano integrati. Questa presenza, senza alcuna violenza fisica, senza alcun tentativo di spoliazione e di sfruttamento, \u00e8 di per s\u00e9 disastrosa. La favolosa societ\u00e0 di Bali? E&#8217; stata pi\u00f9 destrutturata da trent&#8217;anni di turismo internazionale che da duecento anni di colonizzazione olandese, seppure considerata &#8220;dura&#8221;. Il verme \u00e8 nel frutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vuoto creato dalla perdita di senso insidiosa e progressiva, generata dall&#8217;esistenza dell&#8217;Occidente, \u00e8 colmato, in certo qual modo, dallo pseudo-senso occidentale, ossia dal fascino del modello. Questa sostituzione non \u00e8 una acculturazione, perch\u00e9 non si tratta dell&#8217;adozione dei miti dell&#8217;Occidente e dell&#8217;integrazione dei suoi valori. Pi\u00f9 semplicemente: non avendo pi\u00f9 occhi per vedersi, parole per dirsi, braccia per agire, la societ\u00e0 ferita adotta lo sguardo dell'&#8221;altro&#8221;, si dice con le parole dell'&#8221;altro&#8221;, agisce con le braccia dell'&#8221;altro&#8221;. Il suo mondo \u00e8 proprio disincantato. In questo caso, la parola disincanto va presa alla lettera. Che cosa le resta quando i suoi d\u00e8i sono morti, i suoi miti sono dichiarati favole, le sue imprese appaiono impotenti e inutili? La societ\u00e0 non occidentale pu\u00f2 solo scoprirsi in una &#8220;nudit\u00e0&#8221; insensata, cos\u00ec come l&#8217;Occidente ha decretato: essa \u00e8 miserabile. Destinata alla mortalit\u00e0 infantile, a una derisoria speranza di vita, divorata da parassitosi di ogni genere, non possiede che tecniche arcaiche e ridicole che le danno un bassissimo Prodotto nazionale lordo pro capite. Non vede pi\u00f9 nei suoi riti che delle proliferazioni mostruose (cannibalismo, sacrifici umani &#8230; ) generate dal delirio della miseria e dall&#8217;oscurantismo. Stretta nella morsa delle norme dell&#8217;Organizzazione delle nazioni unite, essa \u00e8 vinta. Ammette di essere vinta. Chiede perfino con insistenza di essere classificata tra le meno progredite. E&#8217; ormai buona soltanto per la &#8220;mendicizzazione&#8221; internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto ci\u00f2 senza colonizzazione, &#8220;prima&#8221; ancora che le sue strutture produttive siano state distrutte dalla concorrenza dei prodotti stranieri, prima ancora che le sue \u00abricchezze\u00bb siano state saccheggiate dai &#8220;conquistadores&#8221;, dalle societ\u00e0 coloniali, dalle ditte transnazionali. Il sottosviluppo \u00e8, &#8220;nella sua essenza&#8221;, questo sguardo, questa parola dell&#8217;Occidente, questo giudizio sull&#8217;altro, decretato miserabile prima che lo sia, e che lo diventa perch\u00e9 \u00e8 giudicato cos\u00ec in modo irrevocabile. Il sottosviluppo \u00e8 una <em>nomination<\/em> occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[da <\/em>La fine del sogno occidentale. Saggio sull&#8217;americanizzazione del mondo<em>, trad. it. El\u00e8uthera, Milano 2002]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SERGE LATOUCHE Quando i pensatori occidentali hanno elaborato una autocritica del colonialismo, hanno denunciato l&#8217;imperialismo europeo essenzialmente come un immenso sistema di &#8220;spoliazione&#8221;, cio\u00e8 di furto puro e semplice delle ricchezze. 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