{"id":27279,"date":"2017-01-09T12:55:59","date_gmt":"2017-01-09T11:55:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27279"},"modified":"2017-01-09T12:38:38","modified_gmt":"2017-01-09T11:38:38","slug":"attacchi-hacker-russi-nelle-elezioni-americane-tanto-rumore-per-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27279","title":{"rendered":"Attacchi hacker russi nelle elezioni americane: tanto rumore per nulla?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il dossier commissionato da Obama a CIA, FBI ed NSA ha confermato le intrusioni dei servizi segreti russi durante la campagna elettorale ma non la macchinazione del voto a favore di Trump<\/em><\/p>\n<p>Il lungo periodo che intercorre tra l\u2019elezione di un presidente degli Stati Uniti, nei primi giorni di novembre, e il suo effettivo insediamento, alla fine del gennaio successivo, \u00e8 definito <strong>\u201c<em>transizione<\/em>\u201d<\/strong>. \u00c8 stato concepito dai padri costituenti americani allo scopo di consentire ai due presidenti \u2013 quello eletto e quello uscente \u2013 di discutere, insieme ai rispettivi team, sui temi pi\u00f9 delicati dell\u2019agenda del Paese e di assicurare alla nuova Amministrazione la possibilit\u00e0 di subentrare alla precedente senza scosse n\u00e9 incertezze dovute all\u2019inesperienza o alla non conoscenza dei principali problemi che dovranno essere affrontati.<\/p>\n<p>Mai, nella storia recente degli Stati Uniti, si \u00e8 assistito a una transizione tanto turbolenta quanto quella alla quale stiamo assistendo, con un presidente \u2013 quello uscente \u2013 che tenta di delegittimare, di fatto, il suo successore commissionando alla comunit\u00e0 d\u2019intelligence un\u2019indagine sulla possibile influenza illecita esercitata dai servizi segreti russi nell\u2019orientare l\u2019elettorato americano nell\u2019ultimo voto presidenziale a favore del candidato dei repubblicani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Cosa dice il dossier dell\u2019intelligence americana<\/strong><\/h3>\n<p>Il report, intitolato <strong><em>Assessing Russian Activities and Intentions in recent US elections<\/em><\/strong>, \u00e8 stato presentato su ordine di Barack Obama a Donald Trump lo scorso 6 gennaio durante un incontro tra il neo presidente e i vertici delle agenzie di intelligence americane: James Clapper, direttore della National Intelligence, John Brennan, direttore della CIA, Michael Rogers, direttore della NSA, James Comey, direttore dell\u2019FBI.<\/p>\n<p>La pubblicazione del rapporto ha avuto un\u2019eco mondiale, scatenando commenti velenosi contro il presidente russo <strong>Vladimir Putin<\/strong> accusato dai media americani, e a seguire da quelli europei, di aver favorito l\u2019elezione del \u201csuo amico\u201d Donald Trump inquinando il processo elettorale che ha portato quest\u2019ultimo alla Casa Bianca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In sostanza, stando alle ricostruzioni dei giornali basate su una lettura superficiale del report, i servizi segreti russi sarebbero stati in grado di manipolare le intenzioni di voto degli elettori americani, <strong>screditando Hillary Clinton<\/strong> dopo una massiccia campagna di intrusione elettronica nei computer dei suoi pi\u00f9 stretti collaboratori e in quelli di non specificate \u201cistituzioni americane\u201d. Sempre i servizi segreti russi avrebbero successivamente fornito notizie in grado di imbarazzare la candidata democratica al sito <strong><em>Wikileaks<\/em> di Julian Assange<\/strong>, il quale poi le ha rese pubbliche nelle ultime settimane della campagna presidenziale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, un\u2019attenta lettura delle 25 pagine dell\u2019analisi condotta dalle agenzie di intelligence porta a conclusioni meno <em>tranchant<\/em> di quelle comparse sui titoli dei giornali. Infatti gli analisti dell\u2019intelligence americana, se da un lato accusano esplicitamente il servizio segreto militare russo GRU di aver orchestrato una \u201c<em>vasta campagna di operazioni sotto copertura per avere accesso a personaggi coinvolti a livello statale e locale nel processo elettorale<\/em>\u201d, dall\u2019altro concludono che \u201c<strong><em>non ci sono prove di una macchinazione<\/em><\/strong><em> che abbia alterato il voto dell\u20198 novembre<\/em>\u201d. Quindi, tanto rumore per nulla?<\/p>\n<p>Le agenzie di intelligence statunitensi accusano le spie russe di aver creato un sito web chiamato <strong><em>DC Leaks<\/em><\/strong>, sul quale avrebbero pubblicato le notizie tratte dall\u2019intrusione nel computer di <strong>John Podesta<\/strong> \u2013 capo della campagna elettorale della Clinton \u2013 e in quelli del Comitato Nazionale Democratico, e di aver \u201c<em>molestato<\/em>\u201d sul web e sui social media utenti americani noti per essere antirussi tempestandoli di messaggi \u201c<em>offensivi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre, gli analisti americani puntano il dito contro l\u2019emittente televisiva <strong><em>Russia Today<\/em><\/strong> per una serie di corrispondenze da Washington fortemente critiche nei confronti della Clinton. In tal, modo secondo il report \u201c<em>Putin e il governo russo hanno tentato di sostenere le chance elettorali di Donald Trump screditando Hillary Clinton <\/em><em>[<\/em><em>\u2026<\/em><em>]<\/em><em> anche se non ci sono elementi per valutare l\u2019impatto che le iniziative russe hanno avuto sul risultato delle elezioni del 2016<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La \u201cdestabilizzazione\u201d diplomatica voluta da Obama<\/h3>\n<p>Insomma, le agenzie di intelligence americane evitano di chiarire il nodo fondamentale della questione: <strong>le elezioni sono state alterate o no dai servizi russi?<\/strong> A questo interrogativo l\u2019intelligence community evita di rispondere perch\u00e9, come viene sottolineato nelle conclusioni del report, \u201c<em>esula dalle nostre responsabilit\u00e0 analizzare i processi politici americani<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 un po\u2019 poco se si pensa che sulla base di questo report il presidente Obama ha preso la decisione senza precedenti di <strong>espellere 35 diplomatici russi dagli Stati Uniti<\/strong>, una mossa che ha riportato le relazioni tra Mosca e Washington ai livelli della Guerra Fredda e messo seriamente in imbarazzo il suo successore che si \u00e8 sempre dichiarato intenzionato a migliorare i rapporti tra Stati Uniti e Russia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Donald Trump, che la scorsa settimana aveva definito le indagini sugli hacker russi una <strong>\u201ccaccia alle streghe\u201d<\/strong>, ricordando che la Cina nel 2015 ha violato perfino i computer dell\u2019Ufficio del personale del governo federale senza che nessuno reagisse, ha commentato molto sobriamente le conclusioni del report. Dopo il suo incontro con i quattro capi dell\u2019intelligence, ha affermato che \u201cRussia, Cina, altri Paesi e gruppi di varia natura tentano continuamente di violare le infrastrutture informatichedelle nostre istituzioni, del mondo degli affari e di varie organizzazioni tra cui il Comitato Nazionale Democratico\u201d.<\/p>\n<p>In definitiva, la mossa dell\u2019ultim\u2019ora con cui Obama ha tentato di mettere in serio imbarazzo il suo successore \u00e8 riuscita finora soltanto ad avvelenare il clima della transizione, senza mettere seriamente a rischio il progetto di riavvicinamento con Mosca auspicato da Trump. Il clamore mediatico, comunque, ha fatto dimenticare le dichiarazioni rilasciate da Hillary Clinton il 12 novembre scorso quando, a quattro giorni dal voto, durante una <em>conference call<\/em> con i finanziatori della sua campagna accus\u00f2 esplicitamente il <strong>direttore dell\u2019FBI, James Comey<\/strong> \u2013 uno dei firmatari del report che accusa i russi \u2013 di aver contribuito in modo fondamentale alla sua sconfitta. Comunicando al Congresso l\u2019intenzione dell\u2019FBI di riaprire l\u2019inchiesta contro la Clinton per l\u2019uso scorretto dei suoi computer quando era segretario di Stato, Comey aveva fatto cambiare intenzione di voto a un numero consistente di elettori democratici. Un\u2019accusa esplicita e pesante che, vista l\u2019autorevolezza della fonte, avrebbe potuto portare al licenziamento di Comey. Obama, invece, ha preferito prendersela con Putin.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/hacker-russi-elezioni-usa-trump\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/hacker-russi-elezioni-usa-trump\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici) Il dossier commissionato da Obama a CIA, FBI ed NSA ha confermato le intrusioni dei servizi segreti russi durante la campagna elettorale ma non la macchinazione del voto a favore di Trump Il lungo periodo che intercorre tra l\u2019elezione di un presidente degli Stati Uniti, nei primi giorni di novembre, e il suo effettivo insediamento, alla fine del gennaio successivo, \u00e8 definito \u201ctransizione\u201d. \u00c8 stato concepito dai padri costituenti americani&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17308,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/lookout-news-2.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-75Z","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27279"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27279"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27279\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27280,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27279\/revisions\/27280"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}