{"id":27284,"date":"2017-01-10T09:15:41","date_gmt":"2017-01-10T08:15:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27284"},"modified":"2017-01-09T20:48:34","modified_gmt":"2017-01-09T19:48:34","slug":"tunisia-governo-alle-prese-con-i-terroristi-di-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27284","title":{"rendered":"Tunisia: governo alle prese con i terroristi di ritorno"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Manuel Godano)<\/strong><\/p>\n<p><em>Secondo gli ultimi dati ufficiali sono circa 800 i jihadisti tunisini rientrati in patria dai teatri di guerra in Medio Oriente. Un problema che riguarda direttamente anche l&#8217;Europa e l&#8217;Italia<\/em><\/p>\n<p>Il caso di Anis Amri, il ventiquattrenne tunisino accusato dell\u2019attentato di Berlino del 19 dicembre rivendicato dall\u2019ISIS ucciso a Sesto San Giovanni la notte del 23 dicembre da un agente della Polizia di Stato, ha riportato l\u2019attenzione sull\u2019aumento esponenziale negli ultimi anni in Tunisia di affiliati al Califfato Islamico.<\/p>\n<p>Nelle ultime settimane il dibattito pubblico e politico sull\u2019argomento \u00e8 tornato ad accendersi dopo la divulgazione dei ultimi dati ufficiali diramati dal ministero degli Interni sul numero effettivo dei foreign fighters di nazionalit\u00e0 tunisina. Sarebbero infatti pi\u00f9 di 2.900 i jihadisti tunisini schedati dalle autorit\u00e0. Di questi, 1.400 sarebbero in Siria, 400 in Libia, 150 in Iraq e 400 in Europa. Ottocento sarebbero gi\u00e0 rientrati in Tunisia, tra cui 30 donne, e solo 160 sarebbero attualmente detenuti in carcere.<\/p>\n<p>Le forze politiche e sociali si interrogano su quale debba essere il trattamento da riservare nei loro confronti. A innescare polemiche era stato nelle settimane scorse il presidente della Repubblica Beji Caid Essebsi, il quale a dicembre aveva detto in un primo momento che le carceri tunisine non avrebbero potuto contenere tutti i combattenti di ritorno, alludendo ad un\u2019eventuale amnistia. Criticato aspramente, Essebsi aveva poi ritrattato le proprie dichiarazioni, affermando che tutti i terroristi avrebbero dovuto essere giudicati dai tribunali. Successivamente era stato il premier Youssef Chahed a provare a gettare acqua sul fuoco dichiarando che il governo \u00e8 \u201cfortemente contrario\u201d alla concessione dell\u2019amnistia ai combattenti di ritorno dai teatri di guerra in Nord Africa e Medio Oriente e che sar\u00e0 la legge anti-terrorismo in vigore a giudicarli e ad assegnare loro una pena da scontare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal mondo politico tunisino le reazioni sono state contrastanti. Il partito islamista moderato Nidaa Tounes, insieme ai partiti Machrou Tounes e UPL (Union patriotique libre) ha diramato un comunicato congiunto denunciando la poca chiarezza del governo sulla questione. Il 24 dicembre, si \u00e8 svolto un sit-in a Tunisi organizzato da sigle dell\u2019attivismo sociale per protestare contro le proposte di amnistia ai terroristi \u201cpentiti\u201d. In particolare, l\u2019Unione Nazionale delle Donne Tunisine ha chiesto che venga tolta la nazionalit\u00e0 a chiunque sia impegnato in attivit\u00e0 legate al terrorismo internazionale. Di parere opposto \u00e8 invece Rachid Ghannouchi, leader del partito islamista Ennadha, secondo il quale i terroristi sono dei \u201cmalati\u201d, motivo per cui hanno diritto a un trattamento psichico oltre che a essere sottoposti al giudizio dei tribunali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le ultime operazioni antiterrorismo<\/strong><\/h3>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 innegabile \u00e8 che la Tunisia si trova a dover affrontare una delle fasi pi\u00f9 delicati dal post-primavere arabe, seconda solo ai terribili mesi del 2015 quando tra marzo e giugno con due violenti attentati \u2013 al Museo del Bardo e alla spiaggia di Sousse \u2013 lo Stato Islamico inflisse un colpo durissimo alla stabilit\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p>A testimoniare la tensione che si respira nel Paese sono gli arresti effettuati dalla Guardia Nazionale nelle ultime due settimane. Dal 25 dicembre sono state arrestate almeno 70 persone, effettuate diverse perquisizioni e raid in rifugi di sospetti terroristi. Una decina di persone sono state fermate il 30 dicembre a Enfidha, nel governatorato di Sousse, con l\u2019accusa di affiliazione a organizzazioni terroristiche. Gli arrestati, che comunicavano tramite il servizio di messaggistica <em>Telegram<\/em>, erano attivi tra Hammam Sousse, Akouda, Hergla e Kalaa Kebira. Nove persone sono state arrestate nello stesso giorno a La Manouba, con l\u2019accusa di appartenere all\u2019organizzazione terroristica Ansar al-Sharia Tunisia e di avere legami con terroristi tunisini di spicco. Altri arresti sono stati effettuati a Tebourba: gli arrestati pianificavano attentati per la serata di Capodanno. Un\u2019altra cellula terroristica \u00e8 stata smantellata a Siliana, nella regione di Gaafour, il 3 gennaio: la cellula era composta da cinque persone alle quali \u00e8 stato sequestrato un computer insieme a testi di matrice estremista. L\u2019accusa mossa nei loro confronti \u00e8 di indottrinamento a fini estremisti. Uno degli arrestati ha confessato di ricevere denaro da persone residenti in Europa. Il 4 gennaio un\u2019altra cellula \u00e8 stata individuata a Hergla, sempre dalla Guardia nazionale di Enfidha, formata da 13 persone che erano dedite all\u2019organizzazione dei viaggi dei combattenti verso le aree di conflitto in Medio Oriente ed erano in contatto con un esponente del gruppo terrorista Okba ibn Nafaa, legato ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI).<\/p>\n<p>Nel dare conto di questi aggiornamenti, da giorni i giornali tunisini parlano anche dei lavori in corso per la costruzione di un carcere di massima sicurezza dove verranno detenuti i terroristi. La sensazione, per\u00f2, \u00e8 che servir\u00e0 ben altro per contenere la minaccia jihadista.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/tunisia-isis-foreign-fighters\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/tunisia-isis-foreign-fighters\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Manuel Godano) Secondo gli ultimi dati ufficiali sono circa 800 i jihadisti tunisini rientrati in patria dai teatri di guerra in Medio Oriente. 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