{"id":27316,"date":"2017-01-11T09:15:01","date_gmt":"2017-01-11T08:15:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27316"},"modified":"2017-01-10T21:28:16","modified_gmt":"2017-01-10T20:28:16","slug":"chi-e-e-chi-si-crede-dessere-jared-kushner-genero-e-consigliere-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27316","title":{"rendered":"Chi \u00e8 e chi si crede d\u2019essere Jared Kushner, genero e consigliere di Trump"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Mentre anche gli Stati Uniti scoprono il conflitto d\u2019interesse, il genero fuoriclasse del suo staff \u00e8 stato nominato consulente per il commercio e il Medio Oriente. Tra i primi dossier, la questione israelo-palestinese. Non proprio una passeggiata<\/em><\/p>\n<p>Giovane imprenditore, facoltoso editore dello storico <em>New York<\/em><em>Observer<\/em>, ebreo ortodosso che vuole la pace tra Israele e Palestina, consigliere della vincente campagna presidenziale del genero. <strong>Jared Kushner<\/strong> \u00e8 tutto questo e di pi\u00f9. Un vero mistero della politica anche per i pi\u00f9 attenti osservatori dell\u2019arte di governo americana che, a partire dallo stesso <strong>Donald Trump<\/strong>, ancora non riescono a inquadrare ci\u00f2 che sta accadendo lungo Pennsylvania Avenue, la strada che dal Campidoglio conduce alla residenza del presidente degli Stati Uniti d\u2019America. \u00c8 qui che tra pochi giorni, il 20 gennaio, s\u2019insedier\u00e0 il \u201cclan dei Trump\u201d cui oltre al tycoon, vanno aggiunti la figlia Ivanka e suo marito Jared, appena nominato consulente speciale per il commercio e il Medio Oriente.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\"><\/div>\n<p>Mentre il capo dello staff e il funzionario di transizione della Casa Bianca si stanno ancora domandando quale ufficio riservare al giovane rampollo dell\u2019alta borghesia newyorchese, i maggiorenti del partito democratico sono gi\u00e0 in subbuglio per la sua nomina. In particolare, i democratici si dicono preoccupati dal conflitto d\u2019interessi e hanno richiamato l\u2019attenzione della magistratura sulla <strong>legge anti-nepotismo<\/strong> che vieta al presidente di nominare familiari in ruoli chiave delle istituzioni americane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Anche gli USA scoprono il conflitto d\u2019interesse<\/strong><\/h3>\n<p>A spiegare la situazione pressoch\u00e9 unica \u00e8 stato l\u2019avvocato di Kushner, Jamie Gorelick, gi\u00e0 vice procuratore generale al tempo di Bill Clinton: Gorelick ha affermato che non ci sono molti esempi passati cui rifarsi e che comunque la legge anti-nepotismo non si applica allo staff della Casa Bianca ma solo al Gabinetto di governo, come confermato da un precedente pronunciamento del Dipartimento di Giustizia.<\/p>\n<p>Il Congresso approv\u00f2 la legge anti-nepotismo nel 1967, sei anni dopo che il presidente democratico John Fitzgerald Kennedy aveva nominato il fratello Bob ministro della Giustizia creando non poco astio nei suoi confronti (sappiamo bene che fine hanno poi fatto i fratelli Kennedy), mentre nel 1978 autorizz\u00f2 il presidente ad assumere senza restrizioni il personale della Casa Bianca. Il tema torn\u00f2 d\u2019attualit\u00e0 con Bill Clinton nel 1993, quando l\u2019allora first lady Hillary venne incaricata di presiedere una task force sulla riforma sanitaria nazionale: in quell\u2019occasione, la corte stabil\u00ec che una legge federale anti-nepotismo non si sarebbe dovuta necessariamente applicare allo staff presidenziale. Ma, detto ci\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 importante inquadrare la figura dell\u2019influente milionario trentaseienne al fianco del presidente e del ruolo che andr\u00e0 a occupare nella sua nuova amministrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La storia di Jared Kushner<\/strong><\/h3>\n<p>Jared \u00e8 erede di una <strong>storica famiglia ebrea<\/strong>: i nonni, dopo essere sopravvissuti all\u2019Olocausto fuggirono dalla Polonia nel 1949 e ripararono nel New Jersey \u2013 dove anche il giovane Jared crebbe, precisamente a Livingston \u2013 divenendo in breve immobiliaristi. Dopo aver studiato sociologia ad Harvard e aver conseguito un dottorato in giurisprudenza e un master in business administration alla New York University, Jared entr\u00f2 nell\u2019ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan e poi, a ventisette anni, inizi\u00f2 a gestire gli immobili di famiglia, guidando l\u2019azienda con abilit\u00e0 e divenendo per questo uno dei giovani imprenditori pi\u00f9 influenti al mondo, secondo <em>Fortune<\/em>.<\/p>\n<p>Il padre Charles, uomo d\u2019affari prima di lui, lo introdusse nel business immobiliarista fino a farne diventare un degno erede, ma fu anche coinvolto e incarcerato per evasione fiscale, contributi elettorali illegali e falsa testimonianza nel 2005. A incastrarlo fu l\u2019allora procuratore del New Jersey, Chris Christie, tra l\u2019altro amico intimo di Donald Trump, poi estromesso da un possibile ruolo di peso alla Casa Bianca \u2013 non a caso \u2013 proprio dopo l\u2019ascesa di Jared. Charles \u00e8 stato anche un generoso donatore del partito democratico, prima di donare ai repubblicani 100mila dollari per finanziare la campagna elettorale di Donald Trump.<\/p>\n<p>Oggi suo figlio Jared possiede il <em>666 Fifth Avenue<\/em>, un grattacielo a pochi isolati dalla <em>Trump Tower<\/em>, ed \u00e8 proprietario del <em>New York Observer<\/em>, storica testata della Grande Mela da lui acquisita nel 2006. Secondo l\u2019avvocato Gorelick, con la nomina a consulente della Casa Bianca, Jared \u00e8 in procinto di dimettersi dal board delle aziende di famiglia e da editore dell\u2019<em>Observer<\/em>, al fine di rispettare le leggi sull\u2019etica e non intralciare la gi\u00e0 troppo chiacchierata presidenza repubblicana del genero, che per parte sua ha da risolvere ancora altri personali conflitti d\u2019interesse. Cos\u00ec come dovr\u00e0 fare la figlia Ivanka, moglie di Jared che, pur non avendo avuto ancora alcun ruolo ufficiale alla Casa Bianca, dovrebbe abbandonare i ruoli esecutivi all\u2019interno della <em>Trump Organization<\/em> cos\u00ec come i marchi di moda di cui \u00e8 proprietaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Consigliere per il commercio e il Medio Oriente<\/strong><\/h3>\n<p>Al netto del conflitto d\u2019interessi del \u201cclan dei Trump\u201d, quel che pi\u00f9 conta d\u2019ora in avanti \u00e8 capire come la storia recente di Jared s\u2019inserir\u00e0 nei dossier caldi della politica americana. Jared ha giocato un ruolo a dir poco influente nella campagna presidenziale di Donald Trump e per tutto il 2016, durante il periodo di transizione, \u00e8 stato inserito (cos\u00ec come anche la figlia Ivanka) nelle riunioni-chiave con i leader stranieri. La sua nomina ufficiale recita: \u201cconsigliere per il commercio e il Medio Oriente\u201d, il che la dice lunga sul compito che dovrebbe svolgere per conto del presidente.<\/p>\n<p>Passi il ruolo nel commercio, dove lo stesso presidente ritiene di non aver bisogno di troppi consigli, ma in materia di politica estera, secondo i primi commenti entusiasti dei sostenitori di Trump, suo genero potrebbe addirittura \u201c<em>aiutare a risolvere il conflitto israelo-palestinese<\/em>\u201d. Lo stesso presidente eletto ha dichiarato pi\u00f9 volte che gli piacerebbe essere ricordato come \u201c<em>quello che ha fatto la pace tra Israele e i palestinesi. Sarebbe davvero un grande risultato<\/em>\u201d. Di certo, Donald Trump oggi si sente molto pi\u00f9 vicino a Israele (nonostante un passato di frasi e battute caustiche sul tema) di quanto non lo sia stato il predecessore Barack Obama, che ha portato ai minimi storici i rapporti tra i due paesi, complici l\u2019accordo sul nucleare con l\u2019Iran, il <em>Memorandum of Understanding<\/em> (MoU) relativo al prolungamento degli aiuti militari statunitensi alla difesa israeliana e l\u2019antipatia ricambiata con il premier Benjamin Netanyahu.<\/p>\n<p>Jared, che ha sposato Ivanka solo dopo che lei si \u00e8 convertita all\u2019ortodossia ebraica, \u00e8 stato un notevole pontiere tra la comunit\u00e0 ebraica e i repubblicani filo-Trump; durante la campagna elettorale, \u00e8 stato inoltre capace di ricostruire un rapporto persino con il governo Netanyahu. Questo giocher\u00e0 certamente in suo favore quando dar\u00e0 corso al tentativo di resettare un rapporto storico, per\u00f2 raffreddatosi negli ultimi otto anni, e di rilanciare la politica degli Stati Uniti del \u201cmiglior alleato di Israele\u201d. In proposito, non possono non giovare le parole di Trump, pronunciate attraverso il neo-ambasciatore USA in Israele, David Friedman: <strong>\u201cTrasferiremo l\u2019ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La sfida di Gerusalemme<\/strong><\/h3>\n<p>Gerusalemme, come noto, \u00e8 una citt\u00e0 dall\u2019alto valore simbolico sia per lo Stato di Israele sia per i palestinesi. Attualmente, Israele ha il controllo quasi completo della Citt\u00e0 Santa, ma la comunit\u00e0 internazionale non ha riconosciuto l\u2019annessione della parte Est, n\u00e9 identifica Gerusalemme come capitale dello Stato. Il trasferimento qui dell\u2019ambasciata americana sposterebbe non poco il peso di questa visione politica, ma potrebbe anche trascinarsi dietro rivolte da parte della popolazione araba.<\/p>\n<p>Parte della querelle sulla politica della <strong>\u201csoluzione a due stati\u201d<\/strong> \u2013 Israele e Palestina \u2013 passa anche per lo status ufficiale della Citt\u00e0 Santa. \u00c8 per la paura di far naufragare i negoziati di pace che gli Stati Uniti sinora hanno sempre rimandato l\u2019applicazione del <em>Jerusalem Embassy Act<\/em> che la Camera dei Rappresentanti USA promulg\u00f2 nel lontano 1995. In base a tale atto, si prevedeva proprio il <strong>trasferimento dell\u2019ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme<\/strong> dopo sei mesi dall\u2019entrata in vigore della legge. Ma alla sua attuazione \u00e8 sempre stato opposto il veto presidenziale, secondo una consuetudine che dal 1995 a oggi ha contraddistinto le presidenze Clinton, Bush e Obama, i quali hanno puntualmente rinviato l\u2019entrata in vigore dell\u2019atto di sei mesi in sei mesi.<\/p>\n<p>Con Donald Trump e Jared Kushner, adesso, questa consuetudine politica potrebbe interrompersi. Sarebbe uno dei pi\u00f9 importanti atti in politica estera del mandato presidenziale del tycoon, nonch\u00e9 uno dei suoi pi\u00f9 difficili banchi di prova, che cade proprio mentre ai confini israeliani infuria una guerra civile e mentre il disimpegno americano in Medio Oriente ha consegnato alla Russia uno smisurato potere negoziale nell\u2019area. La precedente amministrazione aveva chiarito la propria posizione in merito. Valgano su tutto, le parole del Segretario di Stato, John Kerry: \u201c<em>La soluzione dovr\u00e0 considerare Gerusalemme come la capitale condivisa di due stati e dovr\u00e0 soddisfare non solo le due parti, ma tutte e tre le religioni monoteistiche. Gerusalemme non dovr\u00e0 essere divisa come era nel 1967, e non ci sar\u00e0 riconciliazione senza il rispetto delle ambizioni di entrambi i popoli di avere Gerusalemme come capitale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dopo che Donald Trump si \u00e8 esposto cos\u00ec tanto nell\u2019affermare un principio per lui apparentemente fondamentale, e dopo che la storia del Medio Oriente ha ripetutamente deluso le attese in tal senso di politici ben pi\u00f9 preparati, oggi il \u201cclan dei Trump\u201d sembra intenzionato a riprovarci. Su questa materia, prima che su altre, potranno essere valutati il peso e la capacit\u00e0 politica del giovane consigliere del presidente. Le aspettative sono altissime, ma gestire il Medio Oriente non \u00e8 esattamente come gestire i condomini di New York. Vedremo presto come se la sapr\u00e0 cavare il giovane Jared Kushner e come la storia giudicher\u00e0 l\u2019operato del 45esimo presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/jared-kushner-trump-genero\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/jared-kushner-trump-genero\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi) Mentre anche gli Stati Uniti scoprono il conflitto d\u2019interesse, il genero fuoriclasse del suo staff \u00e8 stato nominato consulente per il commercio e il Medio Oriente. Tra i primi dossier, la questione israelo-palestinese. 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