{"id":27336,"date":"2017-01-12T10:50:01","date_gmt":"2017-01-12T09:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27336"},"modified":"2017-01-11T18:02:59","modified_gmt":"2017-01-11T17:02:59","slug":"la-ricchezza-la-deflazione-la-bussola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27336","title":{"rendered":"La ricchezza, la deflazione, la bussola"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALESSANDRO GILIOLI<\/strong><\/p>\n<p>Per molti anni, in passato, il dibattito economico tra sinistra e destra \u00e8 stato sulla &#8220;creazione&#8221; versus la &#8220;distribuzione&#8221; delle ricchezze.<\/p>\n<p>A destra, come noto, si sosteneva che distribuire troppo la ricchezza prodotta mortificava la creazione della stessa; in altre parole, che le ricette di sinistra finivano per redistribuire solo povert\u00e0.<\/p>\n<p>Io non credo, come alcuni, che questa teoria sia stata una creazione a tavolino dei &#8220;ricchi&#8221; per avere l&#8217;alibi di non ridistribuire: anzi, in passato \u00e8 stata vera, \u00e8 successo cos\u00ec. Bisogna dirlo in onest\u00e0 intellettuale. Il cosiddetto socialismo reale \u00e8 fallito (anche) per questo.<\/p>\n<p>Adesso forse &#8211; dopo trent&#8217;anni in cui ha avuto l&#8217;egemonia culturale e politica- la destra economica dovrebbe interrogarsi sul contrario, tuttavia. Specie in Italia e in tempi di deflazione.<\/p>\n<p>Dovrebbe interrogarsi cio\u00e8 sull&#8217;ipotesi &#8211; che a me sembra molto suffragata dai dati di realt\u00e0 &#8211; che l&#8217;eccesso di concentrazione della ricchezza a sua volta soffochi la produzione della stessa.<\/p>\n<p>Ad esempio, deprimendo i consumi.<\/p>\n<p>Ma anche provocando quella parcellizzazione sociale (il tutti contro tutti tra categorie e tra fasce che stanno in basso) che \u00e8 il contrario della coesione sociale; e che a sua volta provoca sfiducia e scarsa progettazione del futuro, cio\u00e8 le condizioni ideali per una spirale di recessione.<\/p>\n<p>Forse ci si potrebbe anche utilmente chiedere, da quelle parti, se la &#8220;flessibilizzazione&#8221; a lungo evocata (ad esempio, la licenziabilit\u00e0 e il precariato estremo) alla fine ha effetti pi\u00f9 negativi che positivi: perch\u00e9 chi non ha un minimo di certezza del reddito non consuma, non fa girare la macchina dell&#8217;economia. Quindi l&#8217;imprenditore, tutto contento perch\u00e9 pu\u00f2 assumere e licenziare a piacimento anche solo per un&#8217;ora, poi si scopre un po&#8217; meno contento perch\u00e9 nessuno compra pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Negli ultimi trent&#8217;anni la sinistra ha fatto profonda e spesso fondata autocritica sugli errori dei suoi dogmi economici; un&#8217;autocritica che ha talvolta portato la sinistra stessa a sposare incondizionatamente e acriticamente la visione opposta. Il governo Renzi, in questo, \u00e8 stato emblematico &#8211; anche se non certo l&#8217;unico n\u00e9 il primo: ha scommesso cio\u00e8 tutto sugli imprenditori, ha dato loro miliardi di euro in incentivi e mani libere nel mercato del lavoro, ha applicato in modo quasi religioso le teorie classiche della destra economica sperando che producessero una ripresa dellla dinamica produzione-consumi. Risultato, siamo in deflazione: non credo che sia troppo aggressivo dire che quella scommessa \u00e8 clamorosamente fallita.<\/p>\n<p>A proposito: non \u00e8 ancora alle viste alcuna autocritica della destra economica n\u00e9 di chi, pur provenendo da altra storia, i dettami di quella destra ha sposato: bench\u00e9 questi abbiano portato non solo alla crisi iniziata nel 2008 ma anche al disastro sociale-civile contemporaneo, ai Trump e alle Le Pen, alla cieca rivolta dei ceti medi impoveriti e senza bussola.<\/p>\n<p>Eppure, forse, oggi &#8211; con i dati di realt\u00e0 inoppugnabili sulla enorme concentrazione di ricchezze che \u00e8 avvenuta negli ultimi trent&#8217;anni e sulla situazione drammatica in cui troviamo, anche in termini di stabilit\u00e0 e prospettive comuni &#8211; si potrebbe avanzare l&#8217;ipotesi che redistribuire un po&#8217; sia utile non solo a chi se ne avvantaggia direttamente, ma a tutto il sistema economico.<\/p>\n<p>E s\u00ec, credo che sia questo il principale dibattito da fare nel 2017, in Europa e in Italia.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/01\/06\/la-ricchezza-la-deflazione-la-bussola\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/01\/06\/la-ricchezza-la-deflazione-la-bussola\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO GILIOLI Per molti anni, in passato, il dibattito economico tra sinistra e destra \u00e8 stato sulla &#8220;creazione&#8221; versus la &#8220;distribuzione&#8221; delle ricchezze. 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