{"id":27423,"date":"2017-01-14T10:20:41","date_gmt":"2017-01-14T09:20:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27423"},"modified":"2017-01-13T23:29:42","modified_gmt":"2017-01-13T22:29:42","slug":"perche-e-falso-il-dossier-dellintelligence-che-accusa-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27423","title":{"rendered":"Perch\u00e9 \u00e8 falso il dossier dell\u2019intelligence che accusa Donald Trump"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici)<\/strong><\/p>\n<p><em>Dall\u2019esame del documento presentato dalle agenzie d\u2019intelligence USA sui presunti rapporti tra il tycoon newyorchese e il Cremlino emergono incongruenze ed errori formali<\/em><\/p>\n<p>Il 9 gennaio scorso <em>Lookout News<\/em> commentando il periodo di passaggio tra l\u2019Amministrazione uscente di Barack Obama e quella del suo successore Donald Trump, ha parlato di <strong>\u201cuna transizione difficile\u201d<\/strong>, resa complicata non soltanto dalle difficolt\u00e0 oggettive che tradizionalmente accompagnano questa delicata fase istituzionale negli Stati Uniti, ma anche da polemiche miranti di fatto a delegittimare il nuovo presidente americano.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\"><\/div>\n<p>In particolare, con la pubblicazione di un report elaborato dalle quattro principali agenzie di intelligence USA \u2013 la National Intelligence, la CIA, l\u2019NSA e l\u2019FBI \u2013 su mandato del presidente Obama, \u00e8 stata messa in dubbio in modo ambiguo e allusivo la scelta degli elettori a favore di Trump in quanto la campagna elettorale sarebbe stata inquinata da pesanti interferenze a favore del candidato repubblicano operate da <strong>hacker pilotati dai servizi segreti russi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel parlare di \u201ctransizione difficile\u201d si \u00e8 per\u00f2 peccato di ottimismo. Nella giornata di ieri, mercoled\u00ec 11 gennaio, infatti, sui giornali di tutto il mondo \u00e8 comparsa la notizia di un nuovo <a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/donald-trump-sotto-ricatto-russia-dossier-pdf\/\" target=\"_blank\"><strong>report asseritamente proveniente dall\u2019intelligence americana<\/strong><\/a>, contenente notizie molto compromettenti per il neo presidente, accusato di essere ricattato dal Cremlino per i suoi affari in Russia e per le sue perversioni sessuali. Accuse gravissime che in un primo momento sono state ricondotte a un\u2019informativa ufficiale dei servizi segreti americani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le incongruenze del documento<\/strong><\/h3>\n<p>Un esame del nuovo, incriminante, report mostra chiaramente che non pu\u00f2 essere minimamente riconducibile a un organismo ufficiale statunitense. L\u2019intestazione <strong>\u201c<em>Company intelligence report<\/em>\u201d<\/strong> non \u00e8 attribuibile alla CIA, che viene chiamata <strong>\u201c<em>Company<\/em>\u201d solo nei romanzi di spionaggio<\/strong>. La classifica di segretezza del documento non appartiene al gergo ufficiale: infatti i documenti dell\u2019intelligence recano in testa il livello di segretezza \u2013 \u201c<em>confidential<\/em>\u201d, \u201c<em>secret<\/em>\u201d, \u201c<em>top secret<\/em>\u201d, etc. \u2013 e nessun altro riferimento.<\/p>\n<p>In questo report la classifica di segretezza \u00e8 invece <strong>\u201c<em>Confidential\/Sensitive source<\/em>\u201d<\/strong>. Sarebbe stato sufficiente questo riferimento a far capire a chiunque con un minimo di esperienza di documenti dell\u2019intelligence che ci si trovava di fronte a una documentazione quantomeno sospetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, il protocollo del documento (anno e numero progressivo delle informative), la presenza di errori di ortografia, la denominazione improbabile delle fonti (<em>A<\/em>, <em>B<\/em>, <em>C<\/em>, etc.) che normalmente nei documenti interni dei servizi vengono indicate o con il nome di copertura (\u201c<em>Sonia<\/em>\u201d, \u201c<em>Mirtillo<\/em>\u201d e via dicendo) o, nelle informative destinate ai clienti istituzionali, definite in base all\u2019attendibilit\u00e0 o alla capacit\u00e0 di accesso alle informazioni sensibili (\u201c<em>fonte solitamente attendibile<\/em>\u201d o \u201c<em>fonte con accesso diretto<\/em>\u201d), da soli erano sufficienti a far capire sia ai tecnici del settore sia a giornalisti di una certa esperienza che ci si trovava di fronte a un documento estraneo all\u2019intelligence ufficiale.<\/p>\n<p>Le perplessit\u00e0 sull\u2019attendibilit\u00e0 del \u201c<em>Company intelligence report<\/em>\u201d sarebbero poi dovute aumentare leggendone il contenuto, pieno di <strong>errori formali e di notizie strampalate e inattendibili<\/strong>. Infatti, nel testo si parla di <strong>\u201c<em>russian regime<\/em>\u201d<\/strong>, un termine che neanche un giornale scandalistico userebbe per definire il governo russo. Si afferma che fin dal 2013 Trump lavorava per screditare la sua concorrente Hillary Clinton con l\u2019aiuto del Cremlino, quando \u00e8 noto anche ai lettori meno attenti che nel 2013 la Clinton era ancora segretario di Stato e Donald Trump un ricco immobiliarista e che nessuno dei due \u2013 tra i due soprattutto Trump \u2013 poteva ancora immaginare che tre anni dopo avrebbe vinto le primarie e che avrebbe affrontato proprio quel rivale nella corsa alla Casa Bianca.<\/p>\n<p>Per non parlare delle notizie sulle <strong>perversioni sessuali di Trump<\/strong> e sui suoi intrecci con i vertici del Cremlino, fornite da una rete di fonti di altissimo livello, una rete che se fosse esistita realmente avrebbe fatto sognare i vertici di qualsiasi servizio segreto, una rete che la CIA ha sempre sconsolatamente ammesso di non avere.<\/p>\n<p>Senza andare oltre nel citare le incongruenze del report che per ventiquattr\u2019ore ha conquistato l\u2019attenzione dei media di tutto il mondo, questi esempi sono sufficienti a definirlo un falso. I dubbi che si trattasse di un \u201c<em>fake<\/em>\u201d, di un documento farlocco, avrebbero dovuto consigliare cautela sia ai giornalisti, ai quali \u201cmanine\u201d misteriose lo avevano fatto pervenire, sia ai vertici dell\u2019intelligence americana che dopo averlo esaminato lo hanno comunque giudicato degno di essere portato all\u2019attenzione sia del presidente uscente che del suo successore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Trump-Intelligence-Allegations.pdf\" target=\"_blank\">IL PDF DEL DOSSIER INTEGRALE SUI PRESUNTI RAPPORTI TRA TRUMP E IL CREMLINO<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La reazione di Trump<\/strong><\/h3>\n<p>Come era da aspettarsi, la pubblicazione del \u201c<em>Company intelligence report<\/em>\u201d ha provocato negli Stati Uniti e all\u2019estero una bufera mediatica che ha rovesciato sulla testa del neo presidente americano un quantit\u00e0 di accuse che, se vere e provate anche in minima parte, ne delegittimerebbero in modo irreparabile la figura prima ancora del suo ingresso alla Casa Bianca.<\/p>\n<p>Donald Trump ha ovviamente reagito in modo indignato sia alla pubblicazione del dossier sia per il fatto che l\u2019intelligence lo abbia potuto trovare attendibile al punto di sottoporlo in forma riassuntiva alla sua attenzione durante il briefing del 6 gennaio, quando i capi delle quattro Agenzie lo hanno incontrato alla Trump Tower per discutere delle attivit\u00e0 vere e presunte del Cremlino in America. L\u201911 gennaio, durante la sua prima conferenza stampa dopo le elezioni, il neo presidente, riferendosi alla pubblicazione del report ha detto: \u201ccredo sia una disgrazia che le agenzie di intelligence abbiano permesso la circolazione di notizie cos\u00ec false e truffaldine. \u00c8 qualcosa che poteva accadere, e in effetti accadde, solo nel Germania nazista\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La risposta imbarazzata della National Intelligence<\/strong><\/h3>\n<p>Accuse pesanti che hanno costretto il capo della National Intelligence, <strong>James Clapper<\/strong>, a diffondere un imbarazzato e confuso comunicato nel quale, dopo aver espresso disappunto perch\u00e9 il dossier \u00e8 stato fatto pervenire alla stampa ha ammesso che le accuse contro Trump provenivano da <strong><em>\u201cun\u2019agenzia di sicurezza privata\u201d<\/em><\/strong> e sostenuto che \u201c<em>le agenzie di intelligence americane non avevano espresso alcun giudizio sull\u2019attendibilit\u00e0 delle accuse<\/em>\u201d e che \u201c<em>tuttavia si era ritenuto di fornire comunque ai vertici della politica un quadro pi\u00f9 completo possibile delle materie che possono danneggiare la sicurezza nazionale<\/em>\u201d. Un\u2019affermazione incredibile che, dopo aver riconosciuto che nessuno nell\u2019intelligence community americana ha vagliato l\u2019attendibilit\u00e0 del dossier, getta una luce ambigua sulla professionalit\u00e0 dei vertici dei Servizi americani e sulle motivazioni di un\u2019azione di indubbia gravit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 \u00e8 stato considerato attendibile Christopher Steele?<\/strong><\/h3>\n<p>Il dossier, si \u00e8 poi saputo, \u00e8 stato elaborato da Christopher Steele, un funzionario in pensione del Servizio segreto inglese, attualmente titolare della <strong><em>Orbis Bussiness Intelligence<\/em><\/strong>, societ\u00e0 che dopo aver offerto i propri servizi ai concorrenti repubblicani di Trump alle elezioni primarie si sarebbe poi proposta ai democratici.<\/p>\n<p><strong>Michael Morell<\/strong>, ex vicedirettore della <strong>CIA<\/strong> e supporter di Hillary Clinton, ha dichiarato al <em>Washingotn Post<\/em>: \u201cmi sembra un fatto straordinario e senza precedenti che si sia portato all\u2019attenzione di un presidente in carica e di un presidente eletto un documento privato sui cui contenuti non si ha ragione di credere\u201d. Il giornale di Washington ha ammesso di aver ricevuto copia del documento insieme ad altri giornali americani e di aver svolto ricerche anche all\u2019estero per valutare le notizie riportate ma \u201c<em>di non essere riuscito trovare conferma delle accuse<\/em>\u201d contro Donald Trump.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>FBI<\/strong> ha ammesso di aver incontrato due volte Steele, nell\u2019agosto del 2016, dopo che questi aveva offerto il documento al senatore repubblicano John McCain, fiero oppositore di Trump, ma di non aver potuto valutare l\u2019attendibilit\u00e0 delle sue fonti perch\u00e9 Steele si era rifiutato di rivelarne l\u2019identit\u00e0. Comunque l\u2019ex funzionario del Servizio inglese era ritenuto \u201caffidabile\u201d e per questo una sintesi del suo dossier \u00e8 stata inserita nei briefing presidenziali mentre \u201cqualcuno\u201d, a dieci giorni dall\u2019insediamento di Trump alla Casa Bianca, ha deciso di far arrivare alla stampa la versione integrale di un rapporto che descrive il neo presidente come un pervertito, corrotto e ricattato da Vladimir Putin.<\/p>\n<p>La portata dell\u2019attacco condotto contro Donald Trump non solo dalla stampa liberal, che lo ha sempre avversato, ma anche da istituzioni come le Agenzie di intelligence americane che non hanno esitato a dare una credibilit\u00e0 sostanziale a un \u201cfake\u201d cos\u00ec grossolano come il <em>Company intelligence report<\/em>, induce a riflessioni preoccupate sul clima avvelenato che contraddistingue la transizione alla Casa Bianca. Un clima inquinato con ogni mezzo da un establishment che sembra non voler accettare di essere messo da parte dopo l\u2019inaspettato successo del tycoon newyorchese che, contro ogni previsione, ha comunque legittimamente conquistato il diritto di essere il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti vincendo libere e democratiche elezioni.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/trump-russia-dossier-intelligence-falso-prove\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/trump-russia-dossier-intelligence-falso-prove\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici) Dall\u2019esame del documento presentato dalle agenzie d\u2019intelligence USA sui presunti rapporti tra il tycoon newyorchese e il Cremlino emergono incongruenze ed errori formali Il 9 gennaio scorso Lookout News commentando il periodo di passaggio tra l\u2019Amministrazione uscente di Barack Obama e quella del suo successore Donald Trump, ha parlato di \u201cuna transizione difficile\u201d, resa complicata non soltanto dalle difficolt\u00e0 oggettive che tradizionalmente accompagnano questa delicata fase istituzionale negli Stati Uniti,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17308,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/lookout-news-2.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-78j","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27423"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27423"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27427,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27423\/revisions\/27427"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}