{"id":27446,"date":"2017-01-14T12:12:53","date_gmt":"2017-01-14T11:12:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27446"},"modified":"2017-01-14T12:13:16","modified_gmt":"2017-01-14T11:13:16","slug":"27446","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27446","title":{"rendered":"Zagrebelsky: \u201cPolitici maggiordomi della finanza: hanno il terrore delle urne\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Gustavo Zagrebelsky (intervista di Marco Travaglio)<\/strong><\/p>\n<p>Per la prima volta dopo la vittoria del No al referendum parla il costituzionalista: \u201cQuei venti milioni di italiani hanno capito che c\u2019era qualcosa sotto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Professor Gustavo Zagrebelsky, \u00e8 trascorso pi\u00f9 di un mese dal referendum costituzionale e lei non ha ancora detto una parola dopo la vittoria del No. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>La campagna elettorale \u00e8 stata lunga e faticosa. Ora \u00e8 il tempo della riflessione e di qualche bilancio. Sarebbe insensato accantonare il 4 dicembre come se quel voto non avesse rivelato una realt\u00e0 pi\u00f9 dura di tutti gli slogan.<\/p>\n<p><strong>Che Italia ha incontrato, nei suoi incontri per il No?<\/strong><\/p>\n<p>Una realt\u00e0 che non appare nei grandi media: a proposito di post-verit\u00e0\u2026 I tanti che si sono impegnati hanno ricevuto centinaia di inviti da scuole, universit\u00e0, associazioni, circoli d\u2019ogni genere. Soprattutto da giovani, da molti di quelli che alle elezioni politiche si astengono, ma al referendum costituzionale hanno partecipato. Si pu\u00f2 pensare che un 20 per cento della grande affluenza sia venuta da l\u00ec. E con ci\u00f2 non voglio certo dire che il No ha vinto per merito dei giuristi e dei professori.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ha vinto il No?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che ci siano molte ragioni e che l\u2019errore del fronte del S\u00ec sia stato di far leva su una sola parola, semplice ma vuota: riforme. Si sono illusi che la figura del presidente del Consiglio e del suo governo fosse attrattiva. Si era pensato a un plebiscito in cui ci si giocava tutto e cos\u00ec, per reazione, si \u00e8 coalizzato un fronte di partiti, pezzi di partiti e movimenti tenuti insieme dal timore della vittoria totale dell\u2019altro. Ma lo slogan inventato dai \u2018comunicatori\u2019 \u2013 \u201c\u00e8 oggi il futuro\u201d \u2013 non era un presagio funesto, quasi un insulto, per i tanti che vivono un tragico presente? Non sottovalutiamo poi la pessima qualit\u00e0 della riforma. Spesso \u00e8 stato sufficiente leggerne qualche brano.<\/p>\n<p><strong>Quella l\u2019abbiamo notata in pochi\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Col senno di poi, trovo stupefacente che molti miei colleghi, politici esperti, uomini di cultura vi abbiano trovato motivi di compiacimento. Ma, forse, non avevano letto il testo. Poi quel 20 per cento di elettori di cui parlavo, e che ottusamente ci s\u2019incaponisce a definire \u201cantipolitici\u201d, hanno colto l\u2019occasione altamente \u201cpolitica\u201d per alzare la testa in nome della Costituzione. In generale, e pi\u00f9 in profondo, credo che molti abbiano colto i veleni contenuti in tutta questa triste vicenda che ci ha tenuti inchiodati per cos\u00ec tanto tempo.<\/p>\n<p><strong>Quali veleni?<\/strong><\/p>\n<p>Quello oligarchico e quello mercantile, che hanno insospettito molti elettori. Sono stati molti cittadini a domandarsi: ma se, come martella la propaganda del S\u00ec, la \u201criforma\u201d \u00e8 solo un aggiustamento tecnico \u2013 velocit\u00e0 e semplificazione, peraltro contraddette da norme tanto farraginose \u2013 perch\u00e9 mai le grandi oligarchie italiane ed estere si spendono in modo cos\u00ec spasmodico perch\u00e9 sia approvata? Ci dev\u2019essere sotto qualcosa di ben pi\u00f9 grosso e, se non ce lo dicono, dobbiamo preoccuparci.<\/p>\n<p><strong>Che c\u2019era sotto?<\/strong><\/p>\n<p>Il disegno di restringere gli spazi di partecipazione, cio\u00e8 di democrazia, per dare campo ancor pi\u00f9 libero alle oligarchie economico-finanziarie. I cittadini hanno presenti i propri bisogni reali: giustizia sociale e dunque fiscale, uguaglianza di diritti e doveri, attenzione a emarginati e lavoro. E si sono sentiti rispondere: pi\u00f9 velocit\u00e0, pi\u00f9 concentrazione del potere, mani pi\u00f9 libere per pochi decisori.<\/p>\n<p><strong>Cosa hanno voluto dire i 20 milioni di elettori del No?<\/strong><\/p>\n<p>Voltiamo pagina dalle politiche neoliberiste e dalla svendita del patrimonio pubblico che monopolizzano il dibattito culturale, accademico, giornalistico e politico da 30 anni e hanno prodotto tanti disastri sociali. Operazione completata con la riforma costituzionale dell\u2019articolo 81, cio\u00e8 dell\u2019equilibrio di bilancio sotto l\u2019egida della Commissione europea, approvata in fretta e furia sotto il governo Monti da centrodestra e centrosinistra nel silenzio generale. Ecco: proponeteci un\u2019altra politica.<\/p>\n<p><strong>Che c\u2019\u00e8 di male nell\u2019imporre bilanci in ordine?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019equilibrio di bilancio comporta di fatto la rinuncia alla politica keynesiana di investimenti pubblici per creare sviluppo e lavoro, cio\u00e8 la pura e semplice rinuncia alla politica. In nome del primato assoluto dell\u2019economia finanziarizzata. Come in Grecia, dove la democrazia \u00e8 stata azzerata. Nei miei incontri per il No, ho colto una gran fame di politica, cio\u00e8 di una sana competizione fra politica ed economia, senza il predominio della seconda sulla prima.<\/p>\n<p><strong>Si spieghi meglio.<\/strong><\/p>\n<p>Fare politica significa scegliere liberamente tra opzioni: se tutto \u00e8 obbligato da istituzioni esterne, grandi banche e fondi d\u2019investimento, la politica sparisce. \u00c8 la dittatura del presente, un presente repulsivo per molte persone. Nella dittatura del presente la politica sparisce e la democrazia diventa una farsa. Le elezioni diventano un intralcio, a meno che le oligarchie non siano sicure del risultato. Il sale della democrazia \u00e8 l\u2019incertezza del responso popolare. Invece si preferisce uno sciapo regime del consenso.<\/p>\n<p><strong>E, dopo il referendum, ecco il governo-fotocopia.<\/strong><\/p>\n<p>Distinguiamo tra Gentiloni e il suo governo. Il nuovo premier, rispetto al precedente, \u00e8 una novit\u00e0: \u00e8 educato, parla sottovoce, dice cose di buonsenso e appare poco in tv, non spacca l\u2019Italia tra pessimisti (anzi \u201cgufi\u201d e \u201crosiconi\u201d) e ottimisti, fra conservatori e innovatori a parole. Quando il penultimo premier lo faceva, a reti unificate, il minimo che potevi fare era cambiare canale o spegnere la tv. Ora quella finta contrapposizione \u00e8 finita. Gentiloni pare dire le cose come stanno o, almeno, non dire le cose come non stanno. E il presidente Mattarella, a Capodanno, ha richiamato l\u2019attenzione su tante cose che non vanno. Uno statista deve dire che il futuro non \u00e8 oggi, ma va costruito da oggi con enormi sacrifici, e che i sacrifici devono distribuirsi tra coloro che possono sopportarli e, spesso, hanno vissuto finora da parassiti alle spalle degli altri.<\/p>\n<p><strong>Vedo che Renzi lei non lo nomina proprio\u2026 E del governo Gentiloni che dice?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il rifiuto di guardare la realt\u00e0, una riprova dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 del politicantismo. Quasi uno sberleffo dopo il 4 dicembre. Era troppo sperare che si prendesse atto dell\u2019enorme significato politico del referendum, del colossale voto di sfiducia che l\u2019elettorato ha espresso nei confronti degli autori della tentata \u201criforma\u201d? Non \u00e8 una questione personale: saranno tutte ottime persone. Ma \u00e8 una questione politica. Invece, Maria Elena Boschi, la madrina della \u201criforma\u201d, \u00e8 stata promossa in un ruolo-chiave nel governo e la coautrice e relatrice, Anna Finocchiaro, \u00e8 diventata ministro. Mah! L\u2019unica novit\u00e0 \u00e8 la ministra dell\u2019Istruzione, subito caduta sul suo titolo di studio. Per il resto, uno scambio di posti. Ma per i nostri politici, forse perch\u00e9 sospettano di contare poco o nulla, chiunque pu\u00f2 fare qualunque cosa.<\/p>\n<p><strong>Non hanno capito o fingono di non capire tutti quei No?<\/strong><\/p>\n<p>Con i sondaggi che danno la fiducia nei partiti avviata verso il sottozero, verrebbe da credere che Dio acceca chi vuol perdere.<\/p>\n<p><strong>Che si voti ora o nel 2018, siamo comunque a fine legislatura.<\/strong><\/p>\n<p>Lei ne \u00e8 cos\u00ec sicuro? Io un po\u2019 meno. Si dice che occorre armonizzare le leggi elettorali di Camera e Senato. \u00c8 giusto. Ma, se non le armonizzano entro il 2018, cio\u00e8 alla naturale scadenza della legislatura, che succede? Si dir\u00e0 che, per forza maggiore, per il momento, non si pu\u00f2 ancora andare al voto?<\/p>\n<p><strong>Pensa seriamente che potrebbero farlo?<\/strong><\/p>\n<p>Non mi stupisco pi\u00f9 di nulla. La continuit\u00e0, ribattezzata stabilit\u00e0, sembra essere diventata la super-norma costituzionale. Il governo Gentiloni non ne \u00e8 una dimostrazione, in attesa che si ritorni al prima del referendum?<\/p>\n<p><strong>Dicono: non si pu\u00f2 votare subito perch\u00e9 il No ha mantenuto il Senato elettivo con una legge elettorale diversa da quella della Camera.<\/strong><\/p>\n<p>La colpa sarebbe dunque degli elettori? E non di coloro che hanno scritto leggi con la sicumera di chi ha creduto che l\u2019esito scontato del referendum sarebbe stato un bel S\u00ec? Cos\u00ec, la riforma delle Province della legge del 2014 \u00e8 stata scritta \u201cin attesa della riforma del Titolo V della Costituzione\u201d e l\u2019Italicum \u00e8 nato sul presupposto dell\u2019abolizione del Senato elettivo. Si pu\u00f2 legiferare, tanto pi\u00f9 in materia costituzionale, \u201cnell\u2019attesa di\u2026\u201d? Che presunzione! E la colpa sarebbe dei soliti cattivi che deludono le rosee attese\u2026 Suvvia\u2026<\/p>\n<p><strong>Napolitano e Mattarella dovevano respingere le due leggi?<\/strong><\/p>\n<p>Io credo che ci fosse un abbaglio generalizzato: tutti pensavano che le cose sarebbero andate inevitabilmente come poi, invece, non sono andate. Era l\u2019ideologia delle riforme, della volta buona, dell\u2019Italia che riparte, degli italiani in spasmodica attesa da trent\u2019anni\u2026 Che cos\u2019\u00e8 l\u2019ideologia, se non la presunzione di spiegare il mondo a venire tramite le proprie granitiche convinzioni e di tacitare i dissenzienti come eretici? Quelli del No tante volte, in questi due anni perduti, si sono sentiti bollare d\u2019eresia. La verit\u00e0 erano le riforme e i garanti delle istituzioni, se non sono stati essi stessi tra i promotori di quella verit\u00e0, come il presidente Napolitano, l\u2019hanno probabilmente subita, come il presidente Mattarella, insieme allo stuolo di commentatori e costituzionalisti che non hanno guardato le cose con il distacco che avrebbe fatto vedere loro entrambi i lati delle possibilit\u00e0. Se lei mi chiede se i garanti avrebbero dovuto aprire gli occhi e moderare l\u2019arroganza e la vanit\u00e0 dei \u201criformatori\u201d, la risposta \u00e8 s\u00ec. Ora il peccato originale di questa legislatura presenta il conto.<\/p>\n<p><strong>Peccato originale?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2014, dopo la sentenza della Consulta sul Porcellum che delegittimava il Parlamento, pur lasciandolo provvisoriamente in vita, si sarebbe dovuto, appena possibile, tornare alle urne. Una legge uniforme per le due Camere, allora, c\u2019era: quella uscita dalla sentenza, il cosiddetto \u201cConsultellum\u201d. Ma anche su questo s\u2019\u00e8 fatto finta di niente, contando sul fatto che i buoni risultati \u2013 su tutti la magica riforma costituzionale \u2013 avrebbero fatto aggio sul difetto di legittimit\u00e0 originaria, di cui nessuno avrebbe pi\u00f9 parlato. Buoni risultati? Il giudizio l\u2019ha appena dato il corpo elettorale.<\/p>\n<p><strong>Cosa si aspetta ora dalla Consulta, che il 24 si pronuncer\u00e0 sull\u2019Italicum?<\/strong><\/p>\n<p>Se valgono le ragioni scritte nei precedenti costituzionali, e non ragioni d\u2019altro tipo, pare di capire che \u00e8 incostituzionale anche l\u2019Italicum: per i capilista bloccati cio\u00e8 nominati, per il premio abnorme di maggioranza e per la difformit\u00e0 fra il sistema ipermaggioritario della Camera e il Consultellum proporzionale del Senato.<\/p>\n<p><strong>E sulla bocciatura del referendum della Cgil sull\u2019abolizione dell\u2019articolo 18?<\/strong><\/p>\n<p>Da ex giudice costituzionale, ho un obbligo di discrezione. Una sola osservazione: sono sconcertato dal fatto che escano notizie, fondate o infondate che siano, sugli schieramenti con nomi e cognomi formatisi nella camera di consiglio, dove dovrebbe regnare il riserbo assoluto.<\/p>\n<p><strong>Cosa si augura di qui alle elezioni?<\/strong><\/p>\n<p>Che si ricominci a fare politica, non con manovre di palazzo ma con progetti per l\u2019avvenire che ci facciano uscire da questo tempo esecutivo che ha bandito la politica, se non come mera lotta per l\u2019occupazione dei posti di potere. Tolto di mezzo il referendum, che \u00e8 stato un fattore di congelamento anche delle idee, mi auguro un periodo di disgelo. Spero che si ricominci a progettare politicamente e, attorno ai progetti, si raccolgano le forze sociali disposte a partecipare. Il Pd, cos\u00ec come \u00e8 stato negli ultimi tempi, \u00e8 uno dei problemi. Il congelamento della politica \u00e8 dipeso anche da quel partito che \u00e8 apparso finora come incantato o inceppato dal suo presunto salvatore. Mi augurerei una terapia di disincantamento. Si sente l\u2019esigenza di qualcuno che alzi gli occhi e guardi oltre il giorno per giorno.<\/p>\n<p><strong>A modo suo, sta cercando di ristrutturarsi il M5S: codice etico, scouting per la classe dirigente, programma, alleanze in Europa.<\/strong><\/p>\n<p>Stanno scoprendo la politica, evviva! Spero che si pongano il problema politico delle alleanze. In democrazia, le alleanze e anche i compromessi non sono affatto il demonio. La questione \u00e8 con chi, a che prezzo e per che cosa. Chi stipula buoni accordi d\u00e0 il segno della propria forza, pi\u00f9 di chi si isola nella propria diversit\u00e0. Cos\u00ec come \u00e8 segno di forza dire, nel \u201ccodice etico\u201d: non mi affido alla regoletta automatica secondo cui un avviso di garanzia comporta l\u2019allontanamento dal movimento; ma mi assumo la responsabilit\u00e0 di leggere quel che c\u2019\u00e8 scritto e poi di dire: \u201cQuesta condotta \u00e8 difendibile, faccio quadrato attorno a te; questa invece \u00e8 indifendibile e ti mando via\u201d. Sui fatti, non sull\u2019avviso in s\u00e9. Altrimenti ci si mette alla merc\u00e9 della denuncia d\u2019un calunniatore o di un avversario, o del ghiribizzo d\u2019un pm.<\/p>\n<p><strong>E la figuraccia in Europa, tra Farage e i Liberali?<\/strong><\/p>\n<p>Le darei meno peso politico: cattiva gestione d\u2019un problema di tattica parlamentare, che accomuna sempre tutti coloro che stanno in un Parlamento. Sono altri i punti che i 5Stelle devono chiarire.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Democrazia interna, selezione della classe dirigente, programma, politica estera, immigrazione. Sui migranti, a proposito di rimpatri, Grillo in fondo dice la stessa cosa del governo che veglia sulla nostra sicurezza, secondo la legge. Ma, non esistendo una posizione chiara o chiaramente percepita del M5S, qualunque cosa dica pu\u00f2 essere accusato ora di deriva lepenista, ora di lassismo buonista.<\/p>\n<p><strong>I 5Stelle insistono per il referendum sull\u2019euro.<\/strong><\/p>\n<p>La Costituzione non lo prevede. Ma un referendum informale per dare un\u2019idea di massima degli orientamenti tra i cittadini, non vedo perch\u00e9 non sia possibile. Piuttosto, anche qui, occorre la chiarezza delle posizioni. Uscire dall\u2019euro, come, quando e con quali conseguenze? Contestare l\u2019Europa per distruggerla e tornare alle piccole patrie, o per rifondarla, e come? Tra tutti gli Stati attuali, o solo con il nucleo pi\u00f9 omogeneo? E cos\u00ec via.<\/p>\n<p><strong>Se i 5Stelle vincono le elezioni, che succede?<\/strong><\/p>\n<p>Si far\u00e0 di tutto per impedirglielo. Anzitutto con una legge elettorale ad hoc: quella proporzionale. Quando il Pd vinse le Europee col 41%, l\u2019Italicum col premio di maggioranza a chi arrivava al 40% era la legge pi\u00f9 bella del mondo. Ora che i sondaggi ipotizzano un ballottaggio vinto dal M5S, non va pi\u00f9 bene e si vuol buttare via una legge mai usata: roba da perdere la faccia. Non per nulla la Commissione di Venezia e la Corte di Strasburgo nel 2012 (Ekoglasnost contro Bulgaria) hanno detto che non si cambia legge elettorale nell\u2019imminenza delle elezioni. Ma anche qui arriva il conto di troppe miopie.<\/p>\n<p><strong>Quali miopie?<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2013 una classe politica lungimirante avrebbe tentato di parlamentarizzare i 5Stelle. Invece li hanno demonizzati e ostracizzati. E ora non sanno pi\u00f9 come neutralizzarli se non col proporzionale, che ci riporter\u00e0 alle larghe intese Pd-Forza Italia. Nulla di scandaloso di per s\u00e9 (vedi la grande coalizione tedesca). Ma in Italia il rischio \u00e8 che sia l\u2019ennesimo traffico di interessi, con fine ultimo di restare comunque a galla.<\/p>\n<p><strong>I 5Stelle non sono pronti per governare. Non le fanno paura?<\/strong><\/p>\n<p>Chi governa lo decidono gli elettori. Sotto certi aspetti, chiunque disponga del potere dovrebbe fare paura. A parte ci\u00f2, come gi\u00e0 sta avvenendo dove governano i 5Stelle, le nuove responsabilit\u00e0 impongono loro di cambiare pelle, natura e, spero, anche toni: pi\u00f9 oggettivit\u00e0 e meno proclami. Se si pensa che il problema sia afferrare il potere, perch\u00e9 poi tutto scorra facilmente, ci si sbaglia di grosso.<\/p>\n<p><strong>Il M5S ha difeso la Costituzione dalla \u201criforma\u201d , ma vuole il vincolo di mandato contro i voltagabbana, che ora vengono multati.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una soluzione pi\u00f9 semplice e costituzionale: il parlamentare \u00e8 libero di cambiare partito e anche di votare come vuole, in dissenso dal suo gruppo. Ma, se lascia la maggioranza con cui \u00e8 stato eletto per passare all\u2019opposizione, o viceversa (caso molto pi\u00f9 frequente), subito dopo deve decadere da parlamentare: perch\u00e9 ha tradito i propri elettori e ha stravolto il senso politico della sua elezione.<\/p>\n<p><strong>Lei vive a Torino: che gliene pare di Chiara Appendino?<\/strong><\/p>\n<p>Non l\u2019ho votata, perci\u00f2 posso dire in totale libert\u00e0 che \u00e8 una felice sorpresa. Ha detto che non tutto quel che s\u2019\u00e8 fatto prima \u00e8 da buttare: ecco la forza della continuit\u00e0. \u00c8 pi\u00f9 fortunata di Virginia Raggi, che a Roma ha trovato una situazione infinitamente pi\u00f9 compromessa: l\u00ec \u00e8 difficile salvare qualcosa del passato. Ma vedo che, ai 5Stelle in generale e alla Raggi in particolare, non si perdonano molte cose che si perdonano agli altri. Due pesi e due misure.<\/p>\n<p><strong>Anche a giornali e tv si perdonano bugie e falsit\u00e0, mentre per il Web s\u2019\u00e8 perfino coniato il neologismo della \u201cpost-verit\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Come se, prima del Web, l\u2019informazione fosse il regno della verit\u00e0! Da sempre la menzogna \u00e8 un\u2019arma del potere, lo teorizzava gi\u00e0 Machiavelli. Il che non significa che la si debba accettare. Anzi, occorre combatterla, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8, invece, l\u2019arma dei senza potere contro i prepotenti. La Verit\u00e0 non esiste, ma la verit\u00e0 s\u00ec. Almeno sui dati e sui fatti oggettivi. Poi le interpretazioni sono libere.<\/p>\n<p><strong>Si dice che il successo di Trump, della Brexit e dei 5Stelle contro gli establishment \u00e8 colpa delle fake news sul Web.<\/strong><\/p>\n<p>Troppo facile. Le bufale del Web sono cos\u00ec dozzinali che chi ha un minimo di conoscenza pu\u00f2 facilmente respingerle, perch\u00e9 quella \u00e8 una comunicazione orizzontale: verit\u00e0 e bugie, spesso anonime o firmate da ignoti, non hanno autorevolezza e si elidono reciprocamente. Invece la somma delle bugie o delle reticenze diffuse dalla stampa e dalle tv sono firmate, dunque pi\u00f9 autorevoli, ergo meno smentibili, perch\u00e9 quella \u00e8 una comunicazione verticale. Occorrerebbe bloccare gli interventi anonimi sul Web, cos\u00ec sarebbe pi\u00f9 facile distinguere chi \u00e8 credibile e chi no. Se poi qualcuno diffama, si creino procedure giudiziarie rapide. La difesa della reputazione delle vittime \u00e8 inconciliabile con i tempi lunghi. Ma le fake news diffuse per turbare l\u2019ordine pubblico sono gi\u00e0 ora materia penale. Per il resto, questa storia della post-verit\u00e0 mi pare un discorso falso: come se, prima, non esistesse e vivessimo nel paradiso della verit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Che intende dire?<\/strong><\/p>\n<p>Da quando gli elettori disobbediscono regolarmente agli establishment, questi cercano scuse per giustificare le proprie sconfitte e per mettere le mani sull\u2019unico medium che ancora non controllano: la Rete. Si sentono voci autorevoli domandare: ma non vorremo mica far votare gli ignoranti, anzi i \u201cpopulisti\u201d? Se lo chiedeva gi\u00e0 Gramsci: \u00e8 giusto che il voto di Benedetto Croce valga quanto quello di un pastore transumante del Gennargentu? La risposta, di Gramsci ieri e di ogni democratico oggi, \u00e8 semplice: se il pastore vota senza consapevolezze, \u00e8 colpa di chi l\u2019ha lasciato nell\u2019ignoranza; e se tanta gente vota a casaccio, \u00e8 perch\u00e9 la politica non gli ha fornito motivazioni adeguate. Questi signori pensino a come hanno ridotto la scuola, la cultura e l\u2019informazione: altro che il Web!<\/p>\n<p><strong>Grazie, professore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/zagrebelsky-%e2%80%9cpolitici-maggiordomi-della-finanza-hanno-il-terrore-delle-urne%e2%80%9d\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/zagrebelsky-%e2%80%9cpolitici-maggiordomi-della-finanza-hanno-il-terrore-delle-urne%e2%80%9d\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gustavo Zagrebelsky (intervista di Marco Travaglio) Per la prima volta dopo la vittoria del No al referendum parla il costituzionalista: \u201cQuei venti milioni di italiani hanno capito che c\u2019era qualcosa sotto\u201d. Professor Gustavo Zagrebelsky, \u00e8 trascorso pi\u00f9 di un mese dal referendum costituzionale e lei non ha ancora detto una parola dopo la vittoria del No. Perch\u00e9? La campagna elettorale \u00e8 stata lunga e faticosa. 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