{"id":27511,"date":"2017-01-17T10:00:39","date_gmt":"2017-01-17T09:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27511"},"modified":"2017-01-16T17:54:15","modified_gmt":"2017-01-16T16:54:15","slug":"flassbeck-usa-cina-germania-e-la-prossima-guerra-valutaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27511","title":{"rendered":"Flassbeck: Usa, Cina, Germania e la prossima guerra valutaria"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Heiner Flassbeck; traduzione di Stefano Solaro)<\/strong><\/p>\n<p><em>In un recente approfondimento apparso su Makroskop, Heiner Flassbeck analizza le attuali dinamiche economiche tra Usa, Cina e Germania. Per l\u2019economista tedesco si prospetta il rischio di una vera e propria guerra valutaria<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Donald Trump fa paura a molti. Al momento a essere spaventata \u00e8 la Cina, in quanto il presidente neoeletto minaccia di imporre dazi sulle importazioni provenienti dal paese asiatico, colpevole di aver sfruttato unilateralmente gli scambi commerciali con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Molti si domandano se Trump pu\u00f2 davvero permettersi di scatenare una guerra commerciale con la Cina, considerato che si tratta del pi\u00f9 importante importatore e, dopo il Giappone, del pi\u00f9 importante creditore dell\u2019economia americana, che, come \u00e8 noto, soffre di un forte deficit commerciale.<\/p>\n<p>La Germania dovrebbe fare molta attenzione al comportamento di Trump nei confronti della Cina. In questa partita internazionale anche il paese tedesco \u2013 il membro del G20 con il pi\u00f9 grande il surplus commerciale (il 9% del PIL) \u2013 ha molto da perdere.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono il partner commerciale con il deficit pi\u00f9 grande nei confronti della Germania (60 miliardi di Euro). Presto o tardi Trump finir\u00e0 per accorgersene. \u00c8 probabile che succeda proprio quando il suo ministro delle Finanze gli presenter\u00e0 il Currency Report annuale, nel quale vengono elencati, dal punto di vista americano, i pi\u00f9 grandi peccatori in materia di commercio internazionale.<\/p>\n<p>Cosa pu\u00f2 fare quindi il presidente americano nei confronti dei paesi in surplus?<\/p>\n<p>L\u2019impressione diffusa in Europa \u00e8 che una guerra commerciale finirebbe per danneggiare anche gli Stati Uniti. Questa considerazione in realt\u00e0 \u00e8 fin troppo semplicistica.<br \/>\nPrima di tutto non si pu\u00f2 definire guerra economica il tentativo di riportare all\u2019ordine i paesi in surplus. Secondo l\u2019Organizzazione mondiale del commercio \u00e8 del tutto lecito utilizzare i propri mercati nazionali per contrastare e sanzionare i Paesi in eccedenza commerciale.<\/p>\n<p>In Germania e in Cina ci si dimentica poi di un ulteriore aspetto: chi accumula costante surplus danneggia a tutti gli effetti i paesi in deficit, inondandoli con i suoi prodotti ed esportando disoccupazione. Inoltre, l\u2019incremento del benessere nel commercio estero non viene equamente distribuito tra i paesi in disavanzo e in avanzo. Il Paese in surplus vince sempre, quello in deficit non pu\u00f2 che perdere. Ci\u00f2 contraddice l\u2019idea stessa di libero scambio e la speranza che a trarne vantaggio possano essere tutti in egual misura.<\/p>\n<p>Anche la questione dell\u2019elevato credito finanziario cinese nei confronti degli Stati Uniti non \u00e8 cos\u00ec semplice.<\/p>\n<p>In linea di principio i paesi in surplus accumulano crediti sempre crescenti verso i paesi in deficit, in quanto una parte dei prodotti trasferiti sono venduti proprio sotto forma di credito dalle nazioni in avanzo. In Cina, inoltre, la banca centrale ha provato a impedire per molti anni un apprezzamento della valuta cinese nei confronti del dollaro, facendo s\u00ec che lo stesso dollaro guadagnasse sul mercato valutario internazionale. Questi dollari sono stati poi scambiati principalmente con titoli del tesoro USA. Ora questa dinamica sta venendo al termine, in quanto la banca centrale cinese sta cercando di bloccare il deprezzamento della sua valuta vendendo dollari e riacquistando la propria moneta.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti godono della posizione privilegiata di poter contare su un mercato dei capitali molto forte, sul quale questi processi hanno poca influenza. Se la banca centrale cinese dovesse vendere le obbligazioni statunitensi qualcun\u2019altro le comprer\u00e0. Che in quest\u2019ottica il cambio possa apprezzarsi o deprezzarsi non fa davvero differenza. D\u2019altra parte gli Stati Uniti sono in una posizione favorevole perch\u00e9 quasi la totalit\u00e0 dei crediti esteri sono denominati in dollari USA che, come \u00e8 noto, \u00e8 la moneta creata dalla banca centrale americana.<\/p>\n<p>Elevati crediti esteri possono quindi essere ridotti solo nel caso il valore del dollaro scenda rispetto ad altre valute. Anche questo tipo di operazione non \u00e8 particolarmente difficile per il presidente americano. Deve solo lasciare che il proprio ministro delle finanze dica che gli Stati Uniti non hanno alcun interesse in un dollaro forte e la moneta automaticamente si deprezzer\u00e0, perch\u00e9 i mercati si aspettano che il presidente degli Stati Uniti faccia seguire delle azioni alle sue parole.<\/p>\n<p>Un dollaro debole significa che le importazioni dall\u2019estero saranno pi\u00f9 costose e quindi verranno acquistate in minor misura, ma vuol dire anche che i crediti americani avranno minor valore per i loro depositari stranieri, in quanto gli Stati Uniti forniscono sempre e solo dollari in cambio delle merci.<\/p>\n<p>Se quindi ci saranno conflitti tra Cina e Germania con gli States, si tratter\u00e0 di una guerra valutaria prima ancora che commerciale. Solo se vedranno che la guerra monetaria non porta i risultati sperati, allora gli Stati Uniti faranno ricorso agli strumenti legali previsti dall\u2019Organizzazione mondiale del commercio per scongiurare le importazioni. \u00c8 meglio non farsi illusioni: le nazioni in surplus sono comunque dalla parte del torto.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-flassbeck_usa_cina_germania_e_la_prossima_guerra_valutaria\/82_18583\/\">http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-flassbeck_usa_cina_germania_e_la_prossima_guerra_valutaria\/82_18583\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Heiner Flassbeck; traduzione di Stefano Solaro) In un recente approfondimento apparso su Makroskop, Heiner Flassbeck analizza le attuali dinamiche economiche tra Usa, Cina e Germania. Per l\u2019economista tedesco si prospetta il rischio di una vera e propria guerra valutaria &nbsp; Donald Trump fa paura a molti. 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