{"id":27513,"date":"2017-01-17T10:45:57","date_gmt":"2017-01-17T09:45:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27513"},"modified":"2017-01-16T22:22:58","modified_gmt":"2017-01-16T21:22:58","slug":"frattura-libica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27513","title":{"rendered":"Frattura libica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p><em>La Libia \u00e8 spaccata in due: da un lato la precariet\u00e0 del governo voluto dall\u2019ONU, dall\u2019altro le prove di forza dell\u2019esecutivo che ha sede a Tobruck, nel mezzo un\u2019Italia impantanata nel sostegno ad Al Serraj che rischia di ledere vecchie alleanze ed interessi strategici.<\/em><\/p>\n<p>Torna a muoversi lo scenario libico, <strong>sempre pi\u00f9 turbolento ed altrettanto frammentato<\/strong>. Il dopo Gheddafi per il paese nordafrican<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/se-il-respiro-della-storia-soffia-sulla-libia\/\" target=\"_blank\">o \u00e8 un incubo lungo gi\u00e0 sei anni che non accenna al momento a terminare<\/a>, neppure dopo la cacciata di sedicenti miliziani dell\u2019ISIS da Sirte. Come spesso accaduto nella storia libica, tanto antica quanto recente, il sentore che qualcosa di importante stia accadendo arriva da episodi verificatisi nelle due citt\u00e0 pi\u00f9 importanti, ossia Tripoli e Bengasi, che rispettivamente rappresentano le regioni della Tripolitania e della Cirenaica.<\/p>\n<div id=\"attachment_80995\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80995 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Lo-stato-islamico-nel-caos-libico.jpg\" alt=\"Lo-stato-islamico-nel-caos-libico\" width=\"2331\" height=\"1551\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Aree di controllo aggiornate al febbraio 2016 \u2013 Limes online<\/p>\n<\/div>\n<p>Sono due, in particolare, gli eventi degni di rilievo da sottolineare: il primo \u00e8 inerente alle<strong> ultime mosse del generale Haftar in Cirenaica<\/strong>, sempre pi\u00f9 vicino alla Russia. Il secondo invece riguarda <strong>un nuovo tentativo di colpo di Stato a Tripoli<\/strong>, capitale sulla carta ma di fatto citt\u00e0 sempre pi\u00f9 isolata dal contesto del resto della Libia. I due eventi si sono manifestati a distanza di poche ore l\u2019uno dall\u2019altro e c\u2019\u00e8 chi non esclude una loro concatenazione. Nella serata di mercoled\u00ec, si apprende che il generale Haftar, a capo dell\u2019esercito <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/haftar-e-il-maresciallo-della-libia\/\" target=\"_blank\">che risponde al Parlamento di Tobruck<\/a>, ossia ad un governo scaricato dalla fantomatica comunit\u00e0 internazionale, \u00e8 stato <strong>in visita presso la portaerei russa Kuznetsov<\/strong>, la stessa che ha svolto diverse settimane di missione a largo delle coste siriane e che adesso \u00e8 in viaggio verso i\u00a0porti del territorio sotto il controllo della Federazione Russa. Poche ore dopo invece, nel pomeriggio di gioved\u00ec, arriva la notizia della tentata presa del potere da parte di un gruppo facente capo all\u2019ex premier libico, <strong>Khalifa Ghwell<\/strong>, il quale ha provato a <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/il-tragico-destino-della-libia\/\" target=\"_blank\"><strong>spodestare il fragile governo di Al Serraj, imposto dalle Nazioni Unite<\/strong><\/a>, approfittando della momentanea assenza da Tripoli di molti membri dell\u2019esecutivo, compreso il Primo Ministro del governo tripolitano.<\/p>\n<p>In poche ore, grazie a questi due episodi, il contesto libico \u00e8 tornato di grande attualit\u00e0: da un lato,<strong> il governo con sede in Cirenaica d\u00e0 una grande dimostrazione di forza<\/strong>, tra le recenti conquiste territoriali e la visita di Haftar a bordo della Kuznetsov, dall\u2019altro lato <strong>l\u2019esecutivo voluto dall\u2019ONU appare sempre pi\u00f9 fragile<\/strong> ed impossibilitato a controllare anche la stessa capitale. Basta un nonnulla, anche la sola notizia che Al Serraj si trovi all\u2019estero, per armare nuovamente la mano dei miliziani fedeli a Ghwell, il quale nel 2014 aveva preso il potere in funzione <em>anti-Haftar<\/em> lasciandolo solo nel marzo del 2016 a favore del nuovo esecutivo. Adesso proprio queste milizie chiedono appoggio al governo che ha la propria base in Cirenaica per dare la spallata decisiva ad Al Serraj e dunque potrebbe non essere un caso che <strong>il nuovo tentativo di golpe<\/strong> arrivi a poche ore dalle immagini di Haftar a bordo della portaerei russa. Di questo nuovo colpo di Stato comunque, si \u00e8 saputo poco e soltanto in serata le autorit\u00e0 libiche rimaste a Tripoli hanno dichiarato sotto controllo la situazione. <strong>L\u2019ambasciata italiana a Tripoli<\/strong>, aperta da pochi giorni, ha addirittura affermato nel pieno delle operazioni degli uomini di Ghwell di non essere a conoscenza di un tentativo di golpe in corso e molto probabilmente questo \u00e8 dovuto al fatto che i palazzi attaccati dalle milizie ostili ad Al Serraj erano gi\u00e0 da tempo evacuati e trasferiti in altre sedi.<\/p>\n<p>A prescindere dalla dinamica del tentato golpe, emerge una situazione molto confusa sia a Tripoli che nel resto della Tripolitania: di fatto <strong>l\u2019esecutivo dell\u2019ONU non ha alcun appoggio popolare<\/strong> e le stesse trib\u00f9 tripoline sembrano molto pi\u00f9 propense ad osteggiarlo, specie dopo i raid USA su Sirte di agosto, i quali covavano\u00a0l\u2019obiettivo di\u00a0rafforzare l\u2019esecutivo capeggiato da Al Serraj ed hanno invece reso ancora pi\u00f9\u00a0impopolare il suo governo. Dal punto di vista italiano, questa situazione, risulta essere molto negativa. Roma infatti <strong>ha da sempre appoggiato Al Serraj<\/strong>, anche se (circostanza comunque mai ufficialmente confermata) non sarebbero mancati i contatti con Haftar; l\u2019apertura dell\u2019ambasciata italiana a Tripoli ha ulteriormente messo in difficolt\u00e0 il nostro governo nel resto del paese, visto che il parlamento di Tobruck ha parlato di <strong>\u00abpresenza d\u2019occupazione\u00bb<\/strong> mentre le stesse milizie di Ghwell, nel pieno della loro azione di gioved\u00ec, in un comunicato hanno affermato di ritenere ostile ogni presenza militare e politica italiana con riferimento soprattutto all\u2019appoggio dato da Roma <strong>ai gruppi di Misurata, l\u2019unico \u2018braccio armato\u2019 su cui Al Serraj pu\u00f2 ancora contare<\/strong>. In poche parole, le fughe in avanti del nostro governo degli ultimi giorni, alla luce degli ultimi avvenimenti sembrano essere delle sonore bocciature e dei pericolosi passi indietro tanto per il ruolo che l\u2019Italia avrebbe potuto esercitare ai fini della riunificazione della Libia, quanto per la difesa degli interessi strategici ed economici italiani nel paese, concentrati tanto in una Tripolitania\u00a0incontrollata, quanto in una Cirenaica in cui invece Haftar sta dimostrando di avere enorme presa politica e militare.<\/p>\n<p>Per l\u2019appunto, la visita del generale sulla Kuznestov rappresenta un evento importante ma poco sorprendente: <strong>erano\u00a0mesi che si parlava dei contatti tra Tobruck e Mosca<\/strong> e dei viaggi dello stesso Haftar presso il Ministero della difesa russo. Adesso per\u00f2 l\u2019appoggio del Cremlino per il generale <strong>appare netto <\/strong>e mostrabile alla luce del sole (ed al cospetto delle acque del Mediterraneo). La visita presso la portaerei russa non \u00e8 stata solo simbolica: qui Haftar ha incontrato alcuni vertici della Marina e dell\u2019esercito di Mosca, a bordo ha potuto anche tenere una videoconferenza con il ministro della difesa russo ed ha <strong>siglato alcuni accordi ufficiali inerenti la consegna di aiuti umanitari per Bengasi<\/strong> e le altre citt\u00e0 cirenaiche. Ma il tutto non si ferma qui: infatti, sia <em>Al Arabya<\/em> (tv saudita) che <em>Al Quds Al Arabi<\/em> (quotidiano qatariota), hanno parlato nelle scorse ore anche di una presunta intesa tra Haftar e Mosca per la <strong>costruzione di due basi militari russe<\/strong>, una a Bengasi ed una a Tobruck. Difficile confermare tale circostanza, visto che le fonti appaiono provenire da due paesi non molto in linea con l\u2019uomo forte della Cirenaica, pur tuttavia i <em>\u2018rumors\u2019<\/em> incessanti degli ultimi giorni sembrano suggerire il definitivo appoggio di Mosca agli uomini di Haftar.<\/p>\n<p>Difficile prevedere adesso cosa possa accadere: se in Siria il contesto ha sempre visto il confronto militare tra un governo in carica (assieme alle proprie istituzioni statali) ed una miriade di gruppi d\u2019opposizione ed islamisti, <strong>lo scenario della Libia appare decisamente pi\u00f9 frastagliato<\/strong> con uno Stato che non esiste pi\u00f9 e con diverse entit\u00e0 parastatali che pretendono di essere considerate come le uniche autorit\u00e0 del paese. Di certo, al momento, il governo di Tobruck coadiuvato dalle forze militari guidate da Haftar, appare essere quello pi\u00f9 \u2018solido\u2019 e con una forza rappresentativa importante, pur tuttavia difficilmente gli USA (e, di riflesso, l\u2019Italia) scaricheranno a cuor leggero il fragile esecutivo di Al Serraj. L\u2019unica cosa certa quindi, \u00e8 che <strong>il pantano libico sar\u00e0 ancora ingarbugliato per diversi anni<\/strong> e le novit\u00e0 pi\u00f9 importanti, anche in questo caso, arriveranno non appena si capiranno le decisioni e le posizioni in merito del nuovo inquilino della Casa Bianca.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/frattura-libica\/\">\u00a0http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/frattura-libica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Mauro Indelicato) La Libia \u00e8 spaccata in due: da un lato la precariet\u00e0 del governo voluto dall\u2019ONU, dall\u2019altro le prove di forza dell\u2019esecutivo che ha sede a Tobruck, nel mezzo un\u2019Italia impantanata nel sostegno ad Al Serraj che rischia di ledere vecchie alleanze ed interessi strategici. Torna a muoversi lo scenario libico, sempre pi\u00f9 turbolento ed altrettanto frammentato. 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