{"id":27540,"date":"2017-01-17T12:32:49","date_gmt":"2017-01-17T11:32:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27540"},"modified":"2017-01-17T12:32:49","modified_gmt":"2017-01-17T11:32:49","slug":"putin-trump-un-riavvicinamento-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27540","title":{"rendered":"Putin-Trump, un riavvicinamento difficile"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (di Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019imminente insediamento di <strong>Donald Trump<\/strong> alla presidenza degli Stati Uniti porter\u00e0 alla <strong>Casa Bianca<\/strong> un<span id=\"more-20109\"><\/span> inquilino fortemente favorevole ad un brusco cambio di rotta delle politiche conte negli ultimi anni da Washington nei confronti della Russia di <strong>Vladimir Putin<\/strong>. Pi\u00f9 volte, in dichiarazioni d\u2019intenti e interviste, Trump ha infatti espresso apertamente la volont\u00e0 di superare l\u2019aspra conflittualit\u00e0 geopolitica col Cremlino e di aprire un dialogo tra Stati Uniti e Russia su temi di interesse comune. Nonostante lo stesso Putin non possa non recepire in maniera positiva i segnali distensivi di Trump, nei prossimi mesi l\u2019effettivo <em>reset <\/em>tra Washington e Mosca si potr\u00e0 produrre solo se i dialoganti sapranno costruire una piattaforma di fiducia e individuare i temi cruciali attorno ai quali imbastire il loro dialogo.<\/p>\n<p>Gli ostacoli potenzialmente in grado di interrompere la convergenza tra Putin e Trump sono numerosi e di notevole portata. Non va infatti sottovalutato il ruolo che negli Usa potrebbe giocare un\u2019istituzione come il <strong>Congresso<\/strong>, i cui componenti sono decisamente ostili al dialogo con la Russia, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/il-mondo-secondo-il-congresso\/95587\">ritenuta il principale avversario strategico<\/a>, sulla scia di considerazioni dominanti anche nelle alte sfere del Pentagono e dell\u2019apparato burocratico del Partito Repubblicano. <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/trump-ha-scelto-segretario-stato-petroliere-tillerson-1342115.html\" target=\"_blank\">Nominando<strong> Rex Tillerson<\/strong> a capo del Dipartimento di Stato<\/a>, Trump ha voluto mandare un messaggio forte, puntando a riqualificare l\u2019importanza di un centro di potere notevolmente depotenziato nel corso della seconda amministrazione di Barack Obama: tuttavia, <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/tillerson-senato-russia-e-usa-forse-non-saranno-mai-amici-1350669.html\">le prime dichiarazioni di Tillerson<\/a> riguardanti la Russia pronunciate nel corso della suo discorso al Senato di mercoled\u00ec 11 gennaio sono state improntate a una sostanziale continuit\u00e0 col passato. Indipendentemente dal fatto che esse siano state dettate da necessit\u00e0 tattiche o ispirate dall\u2019obiettivo di evitare uno strappo tra l\u2019amministrazione e il Congresso, che pregiudicherebbe il capitale vantaggio di cui gode il Partito Repubblicano, maggioritario in entrambi i rami parlamentari statunitensi, \u00e8 chiaro come la strada verso un eventuale riavvicinamento strategico russo-americano parta decisamente in salita.<\/p>\n<p>Le pesantissime accuse che stanno investendo il Cremlino nell\u2019ambito della vicenda sui presunti attacchi hacker volti a favorire l\u2019elezione di Trump alla Casa Bianca, secondo Marcello Foa parte di una <a href=\"http:\/\/www.cdt.ch\/commenti-cdt\/commento\/169862\/finti-scoop-sessuali-sempre-pi%C3%B9-sporca-la-guerra-a-trump\">\u201csporca guerra\u201d lanciata dagli apparati di potere statunitensi al Presidente eletto<\/a>, testimoniano apertamente le forte resistenze contro cui si dovrebbe scontrare qualsiasi tentativo di dialogo concreto tra Stati Uniti a Russia. Oltre a questo, \u00e8 importante sottolineare come la crisi oggigiorno intercorrente tra Mosca e Washington si declini in maniera sistemica in diversi scenari geopolitici, caratterizzati per la presenza di interessi direttamente contrastanti delle due potenze o per la conflittualit\u00e0 tra le rispettive sfere di influenze ed alleanze internazionali.<\/p>\n<p>Il nodo gordiano per eccellenza \u00e8 ovviamente rappresentato dal <strong>Medio Oriente<\/strong>, in special modo dalla Siria. <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/world\/national-security\/first-sign-of-enhanced-us-russia-relations-under-trump-an-invite-to-syria-talks\/2017\/01\/13\/81d443d6-d9b9-11e6-9f9f-5cdb4b7f8dd7_story.html?hpid=hp_hp-top-table-main_usrussia-455pm%3Ahomepage%2Fstory&amp;utm_term=.6c233b548a79\">La recente notizia dell\u2019invito degli Stati Uniti al negoziato organizzato dalla Russia<\/a> assieme ad Iran e Turchia per discutere le condizioni necessarie a concludere il conflitto siriano, destinato ad aver luogo dopo l\u2019uscita di scena di <strong>Barack Obama<\/strong>, non testimonia solo la completa assenza di fiducia tra il Cremlino e l\u2019inquilino uscente della Casa Bianca ma anche l\u2019esistenza di una reale volont\u00e0 russa di appianare la forte contrapposizione bilaterale. Il <em>Washington Post <\/em>riporta come tali negoziati dovrebbero iniziare in <strong>Kazakistan<\/strong> il 23 gennaio, tre giorni dopo l\u2019insediamento di Trump: sin dai primi giorni della nuova amministrazione, di conseguenza, si potranno avere importanti indicazioni circa la fattibilit\u00e0 del dialogo russo-americano. La strada, nella <strong>questione siriana<\/strong>, \u00e8 decisamente in salita: nulla ha separato negli ultimi anni Russia e Stati Uniti quanto le prese di posizioni di Mosca e Washington riguardo al regime di Assad, alleato strategico da puntellare per la Russia e avversario numero uno per gli Stati Uniti di Barack Obama. La recente vittoria delle forze lealiste ad Aleppo ha aumentato il potere negoziale del legittimo governo di Damasco e, in generale, della<strong> coalizione sciita<\/strong> supportata dalla Russia, mentre la presenza di una volont\u00e0 comune di debellazione dello Stato Islamico potrebbe fungere da catalizzatore per un\u2019intesa coinvolgente tutti gli attori operanti nello scacchiere siriano. <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2016\/12\/14\/middleeast\/trump-assad-syria-aleppo\/\">Assad ha definito Trump un \u201calleato naturale\u201d nella lotta al terrorismo<\/a>, ma \u00e8 bene sottolineare come la pacificazione della regione non possa basarsi esclusivamente sulla comune volont\u00e0 di contrasto all\u2019apparato terroristico e parastatale dell\u2019Isis, e sar\u00e0 necessario che dai colloqui kazaki emerga una volont\u00e0 comune circa il futuro assetto del Medio Oriente che tenga conto anche del delicato equilibrio tra gruppi etnico-religiosi e apparati statali nella regione.<\/p>\n<div id=\"bwg_container1_0\"><\/div>\n<p>In riferimento allo scenario siriano, non si pu\u00f2 non citare la questione iraniana come un\u2019ulteriore, possibile, remora in grado di rallentare il riavvicinamento tra Vladimir Putin e Donald Trump. <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/perche-russia-e-iran-sono-alleati\/\">Mentre la \u201crelazione speciale\u201d tra Mosca e Teheran<\/a> va via via intensificandosi sulla scia della cooperazione politico-militare in Siria e dei sempre pi\u00f9 stretti legami economici, Stati Uniti e Iran sembrano destinati a conoscere presto una nuova fase di contrapposizione. Trump ha infatti aspramente criticato l\u2019accordo sul nucleare siglato dall\u2019amministrazione Obama, che prima ancora di un\u2019effettiva cancellazione <a href=\"http:\/\/www.cnbc.com\/2017\/01\/13\/iran-nuclear-deal-faces-bigger-threats-than-trumps-tough-campaign-trail-talk.html\">rischia ora di non venire mai pienamente implementato<\/a>. Non \u00e8 certo che un accordo sulla Siria possa portare a dividenti positivi anche nel dialogo tra Washington e Teheran: in ogni caso, le attive dichiarazioni filoisraeliane di Trump sono corrisposte dalle pregiudiziali anti-iraniane di numerosi membri della sua futura amministrazione, con a capo <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/generale-preferito-trump\/\">il National Security Advisor Michael T. Flynn<\/a>, a sua volta molto critico in passato <a href=\"http:\/\/observer.com\/2015\/09\/lieutenant-general-retired-michael-flynn-and-the-iranian-nuclear-agreement\/\">contro il <em>Nuclear Agreement<\/em><\/a>. L\u2019elevato capitale geopolitico prodotto dall\u2019alleanza russo-iraniana potrebbe portare Mosca a ritenere difficile ogni possibile riavvicinamento agli Stati Uniti nel caso in cui Washington riprenda la tradizionale linea di ostilit\u00e0 verso Teheran.<\/p>\n<p>La questione determinante che guider\u00e0 i futuri negoziati tra la Russia di Putin e gli Stati Uniti di Trump sar\u00e0 quella relativa all\u2019inserimento di un\u2019eventuale sintonia tra Mosca e Washington nel quadro di un <strong>sistema geopolitico coerente<\/strong>. Le difficolt\u00e0 in questo senso sono numerose, come riscontrabile analizzando lo scenario che, sul lungo periodo, potrebbe determinare in maniera autonoma ed esclusiva il futuro dei rapporti russo-americani: quello della macroregione pacifica, ove la contrapposizione tra la Cina e gli Stati Uniti \u00e8 destinata a intensificarsi nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Nel corso della campagna elettorale e dopo l\u2019elezione dalla Casa Bianca, infatti, Trump non ha mai mancato di indicare nella <strong>Cina<\/strong> il principale avversario strategico degli Stati Uniti, ribadendo apertamente le sue <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/us-news\/2017\/jan\/14\/trump-suggests-he-may-drop-russia-sanctions-if-moscow-helpful\">accuse circa la \u201cmanipolazione economica\u201d compiuta dalla Repubblica Popolare<\/a>, imputata di aver condotto una politica commerciale sleale nel corso degli ultimi anni svalutando arbitrariamente lo yuan, anche nell\u2019intervista al <em>The Wall Street Journal <\/em>in cui ha ufficializzato la sua volont\u00e0 di rimuovere le sanzioni alla Russia. Al tempo stesso, la contrapposizione nel Mar Cinese Meridionale, avviatasi nel corso dell\u2019era Obama, sta assumendo la forma di un <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/cina-usa-riprende-il-grande-gioco\/\">vero e proprio \u201cGrande Gioco\u201d dell\u2019Oceano Pacifico<\/a> mano a mano che <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2017\/jan\/13\/trump-risks-war-with-beijing-us-blocks-access-south-china-sea-state-media?utm_source=esp&amp;utm_medium=Email&amp;utm_campaign=GU%20Today%20main%20NEW%20H%20categories&amp;utm_term=208220&amp;subid=20976722&amp;CMP=EMCNEWEML6619I2\">la concentrazione di forze militari e interessi economici incrementa la rilevanza strategica della regione<\/a>, oramai baricentro della geopolitica planetaria. Ulteriori complicazioni nei rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina sono state provocate dalla disputa riguardante lo status giuridico di Taiwan in seguito al colloquio telefonico tra Trump e la presidentessa di Taipei Tsai Ing-wen dello scorso 3 dicembre che ha di fatto <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-asia-china-38286645\" target=\"_blank\">ribaltato la <em>One China policy <\/em>a lungo perseguita dai governi di Washington<\/a>.<\/p>\n<p>In un contesto che vede la Russia riconoscere nella Repubblica Popolare <a href=\"http:\/\/thediplomat.com\/2016\/12\/behind-china-and-russias-special-relationship\/\">il suo principale alleato politico<\/a> e sposare attivamente il progetto della \u201cNuova Via della Seta\u201d proposta dal governo di Pechino, che potrebbe <a href=\"http:\/\/thediplomat.com\/2016\/11\/china-and-russia-aim-to-increase-trade-turnover-to-200-billion-by-2020\/\">incrementare l\u2019interscambio bilaterale a 200 miliardi di dollari annui entro il 2020<\/a>, \u00e8 difficile pensare che Mosca, posta di fronte a un\u2019eventuale crisi sino-americana, scelga di operare un completo cambio di direzione in nome della semplice riappacificazione con Washington. L\u2019asse geopolitico tra Mosca e Pechino, consolidatosi negli anni in cui la Russia ha iniziato ad operare attivamente nello spazio euroasiatico, rappresenta la colonna portante e la garanzia principale del sistema multipolare, ed \u00e8 difficile pensare che gli Stati Uniti possano inserirsi come perno tra Russia e Cina.<\/p>\n<p>Come visto, tanto sul piano interno agli Stati Uniti quanto sullo scacchiere internazionale, molti ostacoli concreti dividono Vladimir Putin e Donald Trump a pochi giorni dall\u2019inizio della nuova amministrazione statunitense. Le incognite geopolitiche sono numerosissime, e i tre scenari descritti lo testimoniano apertamente. Compito dei due governi sar\u00e0, a partire del 20 gennaio, la ricerca di una sintonia volta a inserire ogni trattativa nell\u2019ambito di una strategia di ampio respiro, in modo tale che la fine della contrapposizione tra Russia e Stati Uniti possa essere un risultato chiaro e consolidato nel tempo, e non una semplice dichiarazione di intenti destinata a non essere seguita da risultati concreti nei mesi a venire.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/riavvicinamento-usa-russia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/riavvicinamento-usa-russia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (di Andrea Muratore) L\u2019imminente insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti porter\u00e0 alla Casa Bianca un inquilino fortemente favorevole ad un brusco cambio di rotta delle politiche conte negli ultimi anni da Washington nei confronti della Russia di Vladimir Putin. 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