{"id":27567,"date":"2017-01-18T10:15:37","date_gmt":"2017-01-18T09:15:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27567"},"modified":"2017-01-17T23:40:55","modified_gmt":"2017-01-17T22:40:55","slug":"yemen-la-guerra-dimenticata-e-gli-interessi-in-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27567","title":{"rendered":"Yemen: la guerra dimenticata e gli interessi in gioco"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Secondo le Nazioni Unite sono oltre 10mila i morti nel conflitto tra la coalizione militare guidata da Riad e i ribelli sciiti Houthi. Nel silenzio dei media internazionali Al Qaeda e ISIS continuano a guadagnare terreno<\/em><\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 di 10mila i morti nel conflitto in Yemen. Il tragico bilancio \u00e8 stato fornito dal responsabile dell\u2019Ufficio per il Coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite Jamie McGoldrick durante un incontro avuto con il presidente Abdrabbuh Mansour Hadi il 16 gennaio ad Aden, citt\u00e0 portuale del sud del Paese dove da mesi \u00e8 confinato il suo governo.<\/p>\n<p>Da quando nel marzo del 2015 una vasta coalizione arabo-sunnita guidata dall\u2019Arabia Saudita ha lanciato una campagna militare contro i ribelli sciiti Houthi per ristabilire al potere Hadi, oltre alle migliaia di morti si sono contati anche quasi 40mila feriti. A questi si aggiungono almeno altri sette milioni di civili costretti a vivere senza cibo e altri beni di prima necessit\u00e0 nelle citt\u00e0 e nei villaggi bombardati dai caccia sauditi o in cui sono in corso gli scontri tra le forze governative e gli Houthi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/cat.nl.eu.criteo.com\/delivery\/lg.php?cppv=1&amp;cpp=p%2BIubHxNMkxpQjFPUWlYR3BnRWR4MzBVSUMyNjIvU1hPNUlEK0ZmcGs4SHVKVnVPWnF2VitqTmRFOXE4amh5b1FSM0wwNlNabWt1T0Nwa3EwY3puY3kzZExsbTQwV2pRQnJuKzBibTNjQm9LcDlLVUt6dXV3ZXluNks5QmRXb2dKR00xQkVJMVM5TnNTK1AxM0RRYVRqWW4wQ2pmc2RTbjBUL1hwTXNGT1BUMzR4T3ByUnVJSHFTY1BJZGdPcHJiOXlWcjc3RDJDb1g5ZXlpWlhZL3dQRm9NVFd1bm45NDgxYmN0ejIvUmRXQ3VCOFJFPXw%3D\" width=\"0\" height=\"0\" \/><strong>La situazione dei combattimenti<\/strong><\/p>\n<p>Con il sostegno dell\u2019Iran e delle milizie fedeli all\u2019ex presidente Saleh, i ribelli controllano ad oggi la capitale Sanaa, Saada e le altre province del nord e buona parte della provincia sud-occidentale Taez. Secondo fonti di intelligence attendibili, potrebbero inoltre ricevere presto rinforzi dalle Forze di Mobilitazione Popolare sciite irachene (Al Hashd Al Shabbi) ma solo dopo che verr\u00e0 liberata Mosul dallo Stato Islamico.<\/p>\n<p>Dove non ci sono gli Houthi, i governativi devono fronteggiare soprattutto a sud l\u2019avanzata jihadista rappresentata principalmente da AQAP (Al Qaeda nella Penisola Araba) e dalla filiale locale dello Stato Islamico IS-Y (Islamic State in Yemen).<\/p>\n<p>Il 7 gennaio i lealisti hanno lanciato l\u2019operazione militare \u201cGolden Spear\u201d con cui puntano a riprendere il controllo delle aree in mano ai ribelli situate lungo i 450 chilometri di coste occidentali bagnate dal Mar Rosso. L\u2019offensiva, supportata dai caccia e dalle navi da guerra della coalizione a guida saudita, \u00e8 scattata nel distretto nord-occidentale di Dhubab, a circa 30 km a nord rispetto allo strategico stretto di Bab al-Mandab.<\/p>\n<p><strong>Cosa frena i negoziati<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante la guerra vada avanti, l\u2019inviato speciale della missione ONU in Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, almeno a parole continua a riporre speranze nella possibilit\u00e0 di rilanciare il dialogo. Ma la sua ultima proposta, che prevedeva la formazione di un nuovo governo di unit\u00e0 nazionale che includesse rappresentanti di tutte le parti in conflitto e il contemporaneo ritiro dei ribelli da Sanaa e da altre citt\u00e0 occupate dagli sciiti, \u00e8 stata respinta dal presidente Hadi.<\/p>\n<p>Alla fine di gennaio Ahmed far\u00e0 il punto sullo stato delle trattative al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma ad ostacolare il raggiungimento di un accordo non ci sono per\u00f2 solo i dissidi interni allo Yemen ma soprattutto gli enormi interessi strategici ed economici in gioco. Troppi e troppo rilevanti sono infatti gli affari \u2013 petrolio e gas, commercio, vendita di armi \u2013 che impediscono a Stati Uniti, Unione Europea e alla stessa Russia di imporre le proprie condizioni nei negoziati di pace o di propendere in maniera netta per una parte o per l\u2019altra, soprattutto ora che l\u2019Iran rappresenta un nuovo enorme mercato da conquistare (77 milioni di abitanti) dopo il raggiungimento di un accordo sul suo programma nucleare nel luglio del 2015.<\/p>\n<p>Se questi interessi non verranno messi da parte, quella che \u00e8 stata definita dall\u2019ONU \u201cuna delle pi\u00f9 gravi crisi umanitarie in tutto il mondo\u201d \u00e8 destinata a mietere ancora a lungo vittime e violenze nel silenzio generale dei media internazionali.<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/yemen-guerra-dimenticata\/\"><strong>http:\/\/www.lookoutnews.it\/yemen-guerra-dimenticata\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Secondo le Nazioni Unite sono oltre 10mila i morti nel conflitto tra la coalizione militare guidata da Riad e i ribelli sciiti Houthi. 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