{"id":27574,"date":"2017-01-18T14:58:00","date_gmt":"2017-01-18T13:58:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27574"},"modified":"2017-01-20T16:02:36","modified_gmt":"2017-01-20T15:02:36","slug":"luomo-senza-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27574","title":{"rendered":"L&#8217;uomo senza tempo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"irc_mi iXVIUUUWKyJQ-pQOPx8XEepE\" src=\"http:\/\/decoupagecreativo.myblog.it\/media\/01\/00\/1888240825.jpg\" alt=\"Related image\" width=\"381\" height=\"393\" \/><\/p>\n<p>di <strong>NICOLA DI CESARE (FSI Cagliari)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019essere senza tempo \u00e8 una condizione umana che trae origine dalla \u201cmonetizzazione\u201d del tempo come fattore di produzione, responsabile della modificazione delle strutture produttive e dei livelli di consumo del mondo occidentale prima e del mondo globale poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo \u00e8\u00a0 sempre pi\u00f9 un bene che, come tutti i beni, risulta essere \u201cscarso\u201d e sul quale l\u2019individuo deve operare delle scelte sul suo proficuo utilizzo; tuttavia, con l\u2019acuirsi della mercatizzazione delle coscienze, il campo di tali scelte si \u00e8 sempre pi\u00f9 ristretto e costretto tra opzioni di mera sussistenza, generando il contingentamento del tempo individuale disponibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura sociale produttivistica impone ormai al 95% degli individui, come vincolo al sostentamento, due alternative; o l\u2019opzione \u201csopravvivi\u201d, come accezione di soddisfacimento dei soli bisogni primari, o quella \u201cnon sopravvivi\u201d che prevede l\u2019uso del tempo per la cura della propria relazione con se stesso e il mondo esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il denaro \u00e8 divenuto strutturalmente l\u2019unico mezzo per comprare il proprio tempo e la propria libert\u00e0 intellettuale in sostituzione della propriet\u00e0 materiale, tuttavia per ottenerlo, \u00e8 necessario paradossalmente perdere altro tempo a meno che non si sfrutti il tempo (vita) altrui nella generazione del profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Produrre di pi\u00f9 in meno tempo per consumare di pi\u00f9 e velocemente al fine di rinnovare, in un circolo vizioso infinito, la corsa verso la costruzione di un mondo grasso e senza riflessione, senza pensiero, senza il senso di se, inconsapevole del mondo reale; sacrificare cos\u00ec alla produzione e al consumo il tempo per aderire alla realt\u00e0 circostante e coltivare i rapporti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso l\u2019ultima generazione etero diretta di pseudo contratti collettivi di lavoro sono stati stipulati, da una\u00a0 lato comprimendo il salario, e dall\u2019altro gli spazi di vita dei lavoratori, con l\u2019aumento della discrezionalit\u00e0 delle imprese nell\u2019uso indiscriminato dei tempi di vita dei \u201cdipendenti\u201d. Il solo parlare di \u201ctempi di vita\u201d esplicita tutto il significato di condizionamento delle scelte dei \u201csommersi dalla preponderanza del profitto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo disperso \u201cuomo senza tempo\u201d non \u00e8 pi\u00f9 il \u201cgorilla ammaestrato di Taylor\u201d ricordato da Gramsci in <a href=\"http:\/\/followers.altervista.org\/GRAMSCI\/01 Gramsci - Quaderni del carcere vol 1 (I-V).pdf\">\u201cAmericanismo e Fordismo\u201d<\/a>, privato di umanit\u00e0 e spiritualit\u00e0 sull\u2019altare della produttivit\u00e0, ma un individuo al quale, oltre al vivere la dissociazione tra prodotto e lavoro, si \u00e8 aggiunta la sottrazione della sue relazioni sociali, anch\u2019esse assurte a merce con preciso valore di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019annullamento del \u201ctempo di s\u00e9\u201d (quindi non solo per s\u00e9) si \u00e8 adoperata, con un\u2019opera titanica, l\u2019industria della vita parallela e della menzogna, in mano, manco a dirlo, alla finanza globale, sostenuta dal consumo spropositato dell\u2019astensione dal reale, di cui la moderna multimedialit\u00e0 rappresenta il cardine; \u00e8 cos\u00ec che social network, la stessa stampa mainstream e reti televisive pi\u00f9 o meno a pagamento, videogiochi, scommesse, in associazione a ogni sorta di agente psicotico chimico a buon mercato, contribuiscono a sottrarre all\u2019individuo quel poco di tempo residuale, impedendogli di prendere coscienza di un\u2019 inaccettabile realt\u00e0 caratterizzata dalla ubiqua disgregazione sociale. Il panem et circenses tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova violenza mediatica si nutre infatti di se stessa, autoproducendo i suoi ignari sodali in cerca di un\u2019esistenza virtuale, avulsa dalla difficile e frustrante ricerca di relazioni umane, assuefacendoli alle pi\u00f9 indicibili atrocit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi ci troviamo inevitabilmente a dover lottare politicamente per ricostruire i rapporti di classe sulla base di un rivisitato principio di esistenza \u201csociale\u201d, il quale pu\u00f2 essere determinato solo in un ambito confinato al perimetro nazionale, in quanto unica sede dei centri di produzione del diritto democraticamente e costituzionalmente fondati; dobbiamo impegnarci a ridefinire la scala di valori sulla base dei quali indicare quale siano i parametri del diritto ad un\u2019esistenza degna di essere vissuta, al di l\u00e0 del mero dato materiale determinato dal circuito produzione-consumo, attraverso una redistribuzione che tenga conto non solo delle opzioni materiali della vita ma anche di quelle afferenti ai rapporti umani e familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che quando si parla di piena occupazione si dovrebbe porre l\u2019accento anche sulla sua qualit\u00e0 e sulla sua equa distribuzione sociale e territoriale, non solo in termini quantitativi e finanziari ma anche tale da garantire la serenit\u00e0 spirituale e relazionale dei consociati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica \u00e8 quindi a una svolta epocale, che la porta a non dover pi\u00f9 solo scegliere il migliore dei mondi possibili, basati fin\u2019ora sui vecchi rapporti materiali di classe, ma anche a dover riscrivere la legge in funzione di regole che tengano conto del diritto alla fruizione del tempo di vita, indispensabile alla coltivazione del rapporto con la propria spiritualit\u00e0 e con la comunit\u00e0 circostante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo dello scontro tra popoli e culture si scorge all\u2019orizzonte la stanchezza e la nausea, da oriente a occidente, per modelli di produzione, distribuzione, consumo e accumulazione coercizzanti, violenti, defraudatori del tempo e della dignit\u00e0 umana, modelli basati sulla permanente delocalizzazione materiale e spirituale dell\u2019essere umano sui quali la nuova politica non pu\u00f2 che porsi interrogativi e generare ipotesi di inevitabile cambiamento; non a caso, l\u00e0\u00a0 dove emerge la coscienza di un altro mondo possibile, le religioni, non imbrigliate dai processi politici condizionati dai rapporti di potere, guidano le rivoluzioni culturali perch\u00e9 intimamamente legate all\u2019elementariet\u00e0 dei bisogni umani, senza aver bisogno di spiegare se stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova classe dirigente che con perseveranza intendiamo costruire, conscia di questo nuovo ruolo, \u00e8 in cammino; non sappiamo quanto sar\u00e0 lungo ma niente e nessuno la potr\u00e0 fermare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di NICOLA DI CESARE (FSI Cagliari) L\u2019essere senza tempo \u00e8 una condizione umana che trae origine dalla \u201cmonetizzazione\u201d del tempo come fattore di produzione, responsabile della modificazione delle strutture produttive e dei livelli di consumo del mondo occidentale prima e del mondo globale poi. 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