{"id":27593,"date":"2017-01-19T08:00:46","date_gmt":"2017-01-19T07:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27593"},"modified":"2017-01-19T16:14:17","modified_gmt":"2017-01-19T15:14:17","slug":"il-mondo-paga-il-conto-del-crollo-degli-investimenti-cinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27593","title":{"rendered":"Il mondo paga il conto del crollo degli investimenti cinesi"},"content":{"rendered":"<p><em>Mentre il ministro Padoan avrebbe dichiarato di voler completare la privatizzazione di Poste italiane e di Treni Italia per diminuire il deficit statale e rispondere cos\u00ec alle richieste di rientro dei conti pubblici pretesa da Bruxelles, la Cina \u00e8 un&#8217;economia colossale cui met\u00e0 dei suoi introiti derivano direttamente dalle attivit\u00e0 industriali dello Stato. Infatti, si rischierebbe un prossimo rallentamento della crescita globale a causa della diminuzione degli investimenti dello stato cinese che fermerebbe le attivit\u00e0 che vi sono interconnesse con il resto del mondo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque, per quale motivo l&#8217;Italia, come qualsiasi stato europeo, non dovrebbe, viceversa, aumentare i propri investimenti pubblici piuttosto che dipendere dagli investimenti\u00a0statali di un altra nazione? Perch\u00e9 dipendere dallo Stato cinese e non dal nostro medesimo? Domanda retorica cui anche il presente articolo sembra del tutto ignorare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8212;&#8212;&#8212;&#8211;\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>di ECONOPOLY (Maurizio Sgroi)<\/strong><\/p>\n<p>Poco osservato nelle cronache quotidiane, ma non per questo meno interessante, il drastico calo degli investimenti cinesi sembra una di quelle informazioni che ci si pu\u00f2 permettere di trascurare per la semplice ragione che non ci riguardano. Ma purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. La dimensione della Cina e la sua crescente influenza sistemica trasformano ogni avvenimento di una qualche importanza per questo paese in una cosa che ci riguarda tutti.<\/p>\n<p>Un po\u2019 come accade negli Stati Uniti. Specie quando si parla di investimenti, che \u00e8 notorio siano stati ed tuttora sono la variabile di maggior peso sul prodotto interno lordo del paese asiatico. Il fatto puro e semplice, cos\u00ec come ce lo racconta la Banca Mondiale (World Bank, WB) nel suo ultimo Global economic prospects \u00e8 che \u201cla crescita degli investimenti in Cina si \u00e8 dimezzata dal 2012, seguendo il riequilibrio verso una crescita pi\u00f9 sostenibile\u201d. E se ricordate il cielo sopra Pechino saprete gi\u00e0 che significa.<\/p>\n<p>Il dato interessante \u00e8 che alla graduale discesa degli investimenti pubblici, che seguivano le linee di policy stabilite dal governo, si \u00e8 associata una drammatica caduta degli investimenti privati, come si pu\u00f2 osservare da questo grafico, che mostra come in qualche modo tale crollo sia stato compensato dalla ripresa degli investimenti delle compagnie statali, quindi di nuovo del governo. Una tendenza che non \u00e8 sfuggita agli osservatori del PIIE (Peterson Institute) che ne hanno trattato in un post di un paio di settimane fa. Il succo del problema \u00e8 chiaro: \u00e8 molto difficile cambiare modello di sviluppo, specie quando c\u2019\u00e8 un player di gran peso come lo stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27623\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/WB-global-report-crollo-investimenti-cinesi-600x228-300x114.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"114\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/WB-global-report-crollo-investimenti-cinesi-600x228-300x114.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/WB-global-report-crollo-investimenti-cinesi-600x228.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: World Bank<\/em><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che le difficolt\u00e0 della Cina che, come scrive la WB, \u201c\u00e8 profondamente integrata nell\u2019economia globale\u201d finiscono col trasferirsi anche all\u2019estero. Basta ricordare che gli investimenti cinesi rappresentano un quinto degli investimenti globali e che pesano il 42% della ripresa degli investimenti globali dopo la crisi negli anni 2010-15. Detto in altri termini, la ripresa zoppicante degli investimenti globali, che molti giudicano essere la causa principale della crescita anemica di questi anni, sarebbe stata ancor pi\u00f9 claudicante se la Cina non avesse raggiunto una quota di investimenti sul Pil vicina al 50%.<\/p>\n<p>Ne consegue che il rallentare degli investimenti cinesi, almeno finch\u00e9 la domanda interna di questo paese non sar\u00e0 in grado di compensarli, grava pesantemente sugli investimenti globali, appesantendo ancor di pi\u00f9 le prospettive di crescita di tutti. Per dirla con le parole della WB, la Cina \u201cgenera notevoli effetti di contagio sugli altri paesi emergenti e in via di sviluppo\u201d. Ma anche sugli avanzati, evidentemente, basta ricordare che l\u2019anno scorso il 40% degli investimenti diretti cinesi sono arrivati in Europa e Stati Uniti.<\/p>\n<p>I calcoli svolti dalla Banca Mondiale ci consentono anche di stimare questi effetti. Un declino dell\u20191% degli investimenti annuale in Cina provoca un calo della crescita dello 0,3% nei paesi produttori di commodity. Si stima che in media il calo di investimenti cinesi registrato dal 2012 in poi abbia diminuito il prodotto complessivamente dello 0,8%, aggiungendo complicazioni ad economie gi\u00e0 in affanno.<\/p>\n<p>Dulcis in fundo rimane la considerazione che se una moderazione degli investimenti era necessaria per innescare un processo di crescita bilanciata, il calo degli investimenti privati cinesi \u201csolleva preoccupazioni sulle prospettive di crescita\u201d del paese, che peraltro \u201c\u00e8 gi\u00e0 sotto pressione a causa della diminuzione della popolazione in et\u00e0 lavorativa e il rallentamento dei fattori totali della produzione\u201d. La crescita potenziale cinese \u00e8 prevista passi dal 10,6% del 2010 al 6% del 2020. E tutto questo va armonizzato in un contesto di aumento crescente del debito, sia pubblico che privato. La ricetta della WB \u00e8 di stimolare gli investimenti privati facilitando l\u2019accesso al mercato alle imprese non statali. Ma siamo in Cina. E questo la WB forse lo dimentica.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2017\/01\/18\/il-mondo-paga-il-conto-del-crollo-degli-investimenti-cinesi\/?uuid=96_M58Jy9yh\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2017\/01\/18\/il-mondo-paga-il-conto-del-crollo-degli-investimenti-cinesi\/?uuid=96_M58Jy9yh<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il ministro Padoan avrebbe dichiarato di voler completare la privatizzazione di Poste italiane e di Treni Italia per diminuire il deficit statale e rispondere cos\u00ec alle richieste di rientro dei conti pubblici pretesa da Bruxelles, la Cina \u00e8 un&#8217;economia colossale cui met\u00e0 dei suoi introiti derivano direttamente dalle attivit\u00e0 industriali dello Stato. 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