{"id":27616,"date":"2017-01-19T13:01:01","date_gmt":"2017-01-19T12:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27616"},"modified":"2017-01-19T13:01:01","modified_gmt":"2017-01-19T12:01:01","slug":"liran-dopo-la-morte-di-rafsanjani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27616","title":{"rendered":"L\u2019Iran dopo la morte di Rafsanjani"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p>La morte dell\u2019ex Presidente <strong>Ali Akbar Hashemi Rafsanjani<\/strong>, deceduto lo scorso 8 gennaio all\u2019et\u00e0 di 82 anni per un <span id=\"more-20111\"><\/span>attacco di cuore, ha messo la Repubblica Islamica dell\u2019Iran di fronte alla necessit\u00e0 di un\u2019importante riflessione sugli indirizzi che il paese ha assunto a partire dall\u2019instaurazione dell\u2019attuale ordinamento statuale, avvenuto nel 1979 con la detronizzazione dello Shah Reza Pahlavi, e sui possibili sviluppi futuri che la sua politica interna ed estera potrebbe conoscere nei prossimi anni. Rafsanjani rappresentava uno degli ultimi simboli viventi del movimento che nel 1979 port\u00f2 all\u2019ascesa dell\u2019Ayatollah Khomeini ed ha assunto un ruolo chiave nei destini della Repubblica Islamica sin dai primi anni della sua storia, contribuendo tra le altre cose a favorire la nomina dell\u2019attuale Guida Suprema Ali Khamenei dopo la morte di Khomeini nel 1989, <a href=\"http:\/\/thediplomat.com\/2017\/01\/rafsanjani-the-iranian-revolutions-unlikely-reformer\/\">come ricordato da Kevjn Lim in un articolo pubblicato su <em>The Diplomat<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Il fatto che, <a href=\"http:\/\/www.economist.com\/news\/middle-east-and-africa\/21714336-how-death-ex-president-will-affect-iran-after-rafsanjani\">come ha sottolineato l\u2019<em>Economist<\/em><\/a>, i funerali di Rafsanjani siano stati i pi\u00f9 imponenti mai celebrati in Iran dopo quelli di Khomeini rende ampiamente l\u2019idea dell\u2019importanza del<strong> ruolo storico<\/strong> giocato da un leader altamente discusso, che ha indubbiamente lasciato un segno profondo sulla storia recente del paese.<\/p>\n<div class=\"quads-location\">Presidente dal 1989 al 1997, Rafsanjani, religioso appartenente all\u2019importante ceto mercantile dei <em>bazari <\/em>e proveniente da una ricca famiglia di coltivatore di pistacchi, \u00e8 stato a lungo l\u2019ago della bilancia tra l\u2019ala \u201cconservatrice\u201d della politica iraniana e la componente pi\u00f9 propriamente \u201criformista\u201d, mantenendo una delicata posizione che, nonostante diversi scontri con l\u2019antico alleato Khamenei, gli ha sempre garantito la possibilit\u00e0 di influire profondamente sui destini della Repubblica Islamica.<\/div>\n<p>Riccardo Redaelli, docente all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, ha tracciato nel suo saggio \u00a0<em>L\u2019Iran contemporaneo<\/em> un dettagliato resoconto delle politiche implementate da Rafsanjani, asceso alla presidenza dopo la fine del lungo e prostrante conflitto con l\u2019Iraq di Saddam Hussein: \u201cPer Rafsanjani era prioritario garantire la ricostruzione di un paese devastato da otto anni di guerra e favorire lo sviluppo. Per avviare questo processo era tuttavia necessario migliorare le relazioni estere della Repubblica Islamica [\u2026] Nacque cos\u00ec quella che \u00e8 stata definita la \u201cSeconda Repubblica\u201d [\u2026] in cui si attenu\u00f2 l\u2019importanza della mobilitazione delle masse a favore della stabilit\u00e0 politica e della ricostruzione economica\u201d. Politico pragmatico e lungimirante, Rafsanjani era caratterizzato da una spiccata visione strategica, dato che proprio alla sua presidenza vanno ascritti i primi tentativi di costruzione di un sistema di alleanze economiche e politiche con i paesi dell\u2019Asia Centrale post-sovietica e con la Russia, oggigiorno importanti partner di Teheran sotto il profilo diplomatico, commerciale e, per quanto riguarda Mosca, militare. La storia della sua carriera dopo l\u2019ascesa alla presidenza, vista sul lato politico interno, \u00e8 coincisa con la storia del difficile dialogo tra quello che Redaelli definisce \u201cil gruppo dei tecnocrati vicini al <em>Rahb<\/em>ar [la Guida Suprema]\u201d e una componente trasversale della societ\u00e0 civile favorevole alla trasposizione politica della dialettica di potere iraniana, a cui hanno sempre fatto riferimento determinati settori delle fondazioni, della burocrazia e del potere giudiziario. La dialettica tra \u201cradicali\u201d e \u201criformisti\u201d (il virgolettato \u00e8 d\u2019obbligo, dato che si tratta di terminologie occidentali adattate a un contesto come quello iraniano ove l\u2019architettura del sistema politico presenta diverse sfumature) ha visto Rafsanjani messo in minoranza nei primi Anni Duemila, dopo che la vittoria di Ahmadinejad ha garantito al gruppo pi\u00f9 conservatore otto anni di controllo sulla presidenza ma, in seguito, ritornare al centro della vita istituzionale del paese dopo l\u2019elezione di Hassan Rouhani, da lui supportato a partire dal 2013.<\/p>\n<div class=\"quads-location\">La sua posizione di Presidente del Consiglio per il Discernimento, l\u2019organo deputato alla risoluzione dei contrasti tra il Parlamento (<em>Majlis<\/em>) e il Consiglio dei Guardiani, gli ha consentito di fungere da tramite tra la Presidenza della Repubblica e la figura del <em>Rahbar, <\/em>col quale Rafsanjani ha mantenuto, nonostante gli screzi degli Anni Novanta, un contatto diretto, mentre l\u2019evoluzione del contesto internazionale gli ha consentito di propugnare apertamente un suo vecchio obiettivo, la risoluzione dei contrasti con gli Stati Uniti d\u2019America. \u201cGi\u00e0 nel 2013\u201d, ricorda Kevjn Lim, \u201cRafsanjani ha avuto l\u2019audacia di invocare uno dei presunti desideri finali di Khomeini\u201d chiedendo che nelle manifestazioni commemoranti la \u201cCrisi degli ostaggi\u201d del 1979 si smettesse di cantare \u201cMorte all\u2019America!\u201d, \u201cla manifestazione verbale della politica estera condotta da paese\u201d, mentre negli ultimi tempi si era speso in prima persona per fare da garante al Joint Comprehensive Plan of Action, l\u2019accordo sul nucleare ritenuto una conquista importante dal Presidente Rouhani ma criticato apertamente da numerosi alti esponenti dell\u2019ala \u201cradicale\u201d. Riccardo Redaelli, <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/iran-senza-parafulmine-nella-tempesta-trump\">in un articolo scritto per <em>Avvenire <\/em>in occasione della morte dell\u2019ex Presidente<\/a>, ha sottolineato come la scomparsa di Rafsanjani ponga i \u201cmoderati\u201d iraniani in una difficilissima posizione in vista dei due cruciali appuntamenti che attendono la Repubblica Islamica nel 2017: la volont\u00e0 del Presidente americano Donald Trump di revisionare l\u2019accordo con Teheran, ritenuto deficitario per gli interessi statunitensi dal tycoon repubblicano, e soprattutto le importanti elezioni presidenziali di maggio, che rappresenteranno un test decisivo per capire il grado di consenso che sussiste nel paese per le politiche dell\u2019attuale governo. Redaelli ha scritto che \u201cla scomparsa di Rafsanjani render\u00e0 pi\u00f9 difficile evitare che le tensioni dentro un\u2019\u00e9lite politica sfilacciata e frammentata non indeboliscano la Repubblica islamica stessa\u201d, mettendo a rischio il capitale geopolitico acquisito dal paese con i risultati internazionali del governo uscente. Sulla stessa linea d\u2019onda si <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2017-01-08\/iran-morto-l-ex-presidente-rafsanjani-175501.shtml?uuid=ADVIvrSC\">\u00e8 posto Alberto Negri, che ha definito Rafsanjani<\/a> \u201cil padrino dell\u2019Iran pi\u00f9 pragmatico e moderato\u201d; un Iran che si trova, come detto, destinato ad affrontare sfide cruciali nell\u2019imminente futuro e che, all\u2019incertezza in cui si dibatte la presidenza di Hassan Rouhani, <a href=\"http:\/\/thediplomat.com\/2016\/03\/reformists-make-gains-in-iranian-elections-now-what\/\">il quale teme di diventare il primo Presidente della storia della Repubblica Islamica a non centrare la rielezione<\/a>, aggiunge i dubbi avvolgenti la lotta alla successione all\u2019Ayatollah Khamenei, destinata a scatenarsi apertamente negli anni a venire. Il quadro tracciato raffigura una situazione decisamente delicata, in cui le abilit\u00e0 diplomatiche e il pragmatismo di Rafsanjani sarebbero tornate estremamente utili. La folla che ha salutato la sua salma ne era consapevole, quando nei giorni scorsi ha contribuito a celebrare uno dei funerali pi\u00f9 imponenti della storia iraniana: i cittadini della Repubblica Islamica, infatti, sanno bene che con l\u2019ex Presidente della Repubblica se ne \u00e8 andato un pezzo importante del loro passato, ma anche uno decisamente importante del loro futuro.<\/div>\n<div class=\"quads-location\"><\/div>\n<div class=\"quads-location\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/liran-la-morte-rafsanjani\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/liran-la-morte-rafsanjani\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore) La morte dell\u2019ex Presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, deceduto lo scorso 8 gennaio all\u2019et\u00e0 di 82 anni per un attacco di cuore, ha messo la Repubblica Islamica dell\u2019Iran di fronte alla necessit\u00e0 di un\u2019importante riflessione sugli indirizzi che il paese ha assunto a partire dall\u2019instaurazione dell\u2019attuale ordinamento statuale, avvenuto nel 1979 con la detronizzazione dello Shah Reza Pahlavi, e sui possibili sviluppi futuri che la sua politica interna ed&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7bq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27616"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27616"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27617,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27616\/revisions\/27617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}