{"id":27626,"date":"2017-01-20T12:15:02","date_gmt":"2017-01-20T11:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27626"},"modified":"2017-01-19T22:35:40","modified_gmt":"2017-01-19T21:35:40","slug":"diagnosi-della-crisi-bancaria-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27626","title":{"rendered":"Diagnosi della crisi bancaria italiana"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Guido Rossi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Bail out, bail in, bad bank. Tutte false soluzioni all&#8217;instabilit\u00e0 degli istituti di credito, giacch\u00e9 il vero problema \u00e8 il cuore del sistema: la banca mista.<\/em><\/p>\n<p>Sono mesi ormai che nelle pagine di giornali e nei servizi televisivi protagonista assoluta \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/la-saga-delle-banche-italiane\/\" target=\"_blank\"><strong>la crisi del sistema creditizio<\/strong><\/a>, a cominciare dal <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/lo-strano-caso-monte-paschi\/\" target=\"_blank\"><strong>caso MPS<\/strong><\/a> (Monte dei Paschi di Siena). Attualmente a tenere banco, nell\u2019ambito delle vicende di MPS, \u00e8 la polemica relativa ai <strong>grandi debitori insolventi<\/strong> i cui inadempimenti avrebbero contribuito agli squilibri della banca. Ma come mai le banche italiane, siano esse grandi o popolari, barcollano da anni come ubriache senza apparente possibilit\u00e0 di riprendersi dalla sbornia, nonostante i continui interventi statali e della Banca Centrale Europea? Forse una spiegazione c\u2019\u00e8.<\/p>\n<blockquote><p><strong>MPS, il caso<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Prima di tutto ripercorriamo, per un attimo, le tappe principali della crisi del \u201cMonte\u201d, le cui cause non sono affatto dissimili da quelle di altri istituti \u201cdiversamente sani\u201d. Tutto ha inizio con lo scandalo di Mps del 2013, quando all\u2019ex presidente <strong>Giuseppe Mussari<\/strong> vengono contestati diversi reati, tra cui manipolazione dei mercati e ostacolo alle attivit\u00e0 di vigilanza. Mussari infatti fa parte dei <strong>\u201cragazzi di via Rosellini\u201d<\/strong>, un\u2019\u00e9lite di quindici amministratori e <em>brokers<\/em> finanziari che nella sala operativa della sede milanese del Monte dei Paschi gestivano e muovevano decine e decine di miliardi, rigorosamente investiti in azzardi speculativi.<\/p>\n<p>Tra le manovre del gruppo <strong>l\u2019acquisto di Banca Antonveneta<\/strong>, comprata per la bellezza di 10 miliardi senza aver prima avuto l\u2019accortezza di verificare i bilanci dell\u2019istituto, che si dimostrarono essere un vero colabrodo. Un tentativo maldestro del numero uno di Mps fu quello di cercare di coprire il dissesto finanziario, pagato ovviamente coi soldi dei clienti, ma una falla tanto grossa non pu\u00f2 essere coperta. Avrebbe detto <strong>il commissario Giraldi<\/strong>, impersonato da un eccezionale Tomas Milian:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abChi caga sotto la neve, pure se fa la buca e poi la ricopre, quando la neve si scioglie la merda viene sempre fuori\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Scoperto l\u2019intrigo, Mussari viene allontanato e sostituito da un <em>manager<\/em> di illustre fama, <strong>Alessandro Profumo<\/strong>, che dopo numerose fumate nere riesce finalmente a convincere il consiglio di amministrazione della banca ad aumentare il capitale di cinque miliardi, tramite l\u2019immissione sul mercato di nuove azioni. L\u2019operazione sembra dare respiro a MPS, e le acque si tranquillizzano\u2026in superficie.<\/p>\n<p>Nel 2016 infatti si torna a parlare della banca toscana, giacch\u00e9 quest\u2019ultima, apparentemente sanata, era in realt\u00e0 stata imbottita di farmaci per cercare \u2013 invano \u2013 di far fronte al grande tumore che covava in seno: <strong>i NPL, <em>non-perfoarming loans<\/em> (crediti deteriorati)<\/strong>. Questi sono prestiti di cui la riscossione del credito \u00e8 molto incerta, a causa dei \u201ccattivi\u201d debitori che, per un motivo o per un altro, non sono in grado di adempiere ai loro obblighi debitorii. Per\u00f2 di crediti \u201cdeteriorati\u201d (questo il termine con il quale vengono indicati i NPL, e non soltanto) di solito le banche ne hanno sempre qualcuno, solo che in questo caso Mps -insieme ad altre banche- di queste schifezze ne \u00e8 piena zeppa. La storia, stranamente, non sembra affatto nuova, se ripensiamo <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/otto-anni-di-crack\/\" target=\"_blank\">ai processi di cartolarizzazione che nel 2008 hanno portato alla crisi immobiliare americana, estesasi poi a tutto il mondo<\/a>. Tanto \u00e8 simile che Steve Eisman, il banchiere americano che scommise -vincendo- contro banche solidissime come Lehman Brothers, mentre tutti le credevano solidissime, ha scommesso anche contro le nostre banche:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSono piene di crediti marci, ma fanno finta che valgano il doppio\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dall\u2019Europa intanto arriva l\u2019ordine di vendere e quindi liberarsi di gran parte di queste sofferenze, ma essendo troppe, il banco di MPS zompa, di nuovo. Ecco allora che dal CDA del Monte ritentano la strada dell\u2019aumento di capitale, ma la formula viene cassata. Ci pensa quindi il governo italiano che, nei giorni di Natale dello scorso anno, decide di fare un regalo ad MPS, varando <strong>il decreto \u201csalvarisparmio\u201d<\/strong>, che prevede un fondo da <strong>20 miliardi<\/strong> (di soldi pubblici, quindi di tutti) da utilizzare per \u201csalvare\u201d il sistema creditizio italiano, di cui ben 8,8 vengono destinati alla banca senese, di cui ora il ministero del Tesoro \u00e8 diventato socio di maggioranza. Negli ultimi giorni intanto il dito \u00e8 stato puntato contro \u201ci grandi debitori\u201d delle banche \u201csalvate\u201d, a partire dal presidente dell\u2019Abi (Associazione Bancaria Italiana) <strong>Antonio Patuelli, che ha proposto di rendere noti i nomi dei grandi debitori insolventi attraverso una norma di legge<\/strong>; secondo Patuelli infatti bisogna \u00abfar luce sui prestiti andati a male, perch\u00e9 sono noti coloro che amministravano queste banche, sono ignoti coloro che invece non hanno restituito i prestiti alle medesime banche\u00bb. Questa mossa per\u00f2 ha evidentemente tutto un altro significato, ossia, al solito, di <strong>distrarre da chi \u00e8 davvero colpevole<\/strong>, un gioco a cui gli \u201cutili idioti\u201d del Movimento 5 Stelle si sono subito prestati, invocando disperatamente il diritto di conoscere quei nomi.<\/p>\n<p><strong>Se infatti le banche sono piene di debiti, e questi debiti sono dovuti in gran parte a gente che banalmente non ha restituito il dovuto, colpa \u00e8 stata prima di tutto degli amministratori<\/strong>, che hanno elargito con tanta facilit\u00e0 il denaro in questione, e che si sono riempiti di debiti tossici. Soprattutto, colpa delle banche \u00e8 di aver utilizzato denaro pubblico, che era stato dato loro per sanare gli ammanchi provocati dalle loro speculazioni private, non per colmare i propri debiti e per dar credito a famiglie e imprese, ma per <strong>continuare a speculare<\/strong>. Il discorso ovviamente non vale solo per Mps, ma anche per tutti gli altri istituti che negli ultimi anni se la sono vista maluccio, come ad esempio Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Carife, Marche, Caricheti. Carim e Caricesena. <strong>La colpa, allora, \u00e8 proprio dei gestori delle banche, ma prima ancora dello Stato<\/strong>, che non solo continua a prestare soldi pubblici a gentaglia privata che, da par suo, continua a sperperarli, ma ha re-introdotto, ormai negli anni novanta, la formula della banca mista.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Dna istabile: la banca mista<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>La banca mista \u00e8 un tipo di istituto dalle <strong>ampie possibilit\u00e0 di manovra<\/strong>; essa \u00e8 autorizzata a operare sia nel breve che nel lungo periodo, ovvero in attivit\u00e0 commerciali e finanziarie. Detto brutalmente, significa che questo tipo di ente creditizio pu\u00f2 svolgere contemporaneamente sia un\u2019attivit\u00e0 \u201cimprenditoriale\u201d, come il concedere prestiti a famiglie o imprese, sia una di investimento, e dunque consulenza finanziaria e investimenti diretti in titoli azionari, obbligazioni, derivati e ogni strumento finanziario che venga emesso sui mercati borsistici. Questo \u00e8 stato certamente il modello pi\u00f9 diffuso tra le banche sin dalla fine dell\u2019Ottocento, <strong>lo stesso modello che caratterizzava i grandi istituti creditizi e finanziari i quali, in un famoso gioved\u00ec nero del 1929, fecero un enorme capitombolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Un crollo di uguale e anzi maggiore fragore, oggigiorno, \u00e8 stato quello gi\u00e0 citato dei muti subprimes americani, nel 2008. Ma come \u00e8 possibile che tra i due pi\u00f9 clamorosi crolli finanziari della storia sia passato tanto tempo, e quindi ottant\u2019anni, <strong>senza che nel frammezzo non ci sia stato un sisma finanziario di pari portata?<\/strong> Se qualcuno sta pensando agli choc petroliferi degli anni settanta \u00e8 fuori strada, giacch\u00e9 in questa sede si sta parlando espressamente di crisi del sistema bancario. Su questo punto torneremo pi\u00f9 avanti. Adesso cerchiamo di capire invece perch\u00e9 le banche, dopo il famigerato 2008, non accennano a riprendersi, nonostante le tante soluzioni adottate.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Bail out, ovvero: \u201cle tiriamo fuori noi\u201d<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Con il bail out (letteralmente \u201ctirare fuori\u201d) si intende tutta quella serie di manovre finanziarie messe in essere dalle istituzioni, volte a salvare capra e cavoli,<strong> dunque le banche in crisi e i loro clienti<\/strong>. Le manovre in questione sono rappresentate da immissioni di denaro sotto diversa forma. Un caso \u00e8 quello delle ricapitalizzazioni sostenute dallo Stato, ma spieghiamoci: una banca per avere dei finanziamenti deve mettere dei titoli sul mercato azionario. Queste azioni rappresentano quote di propriet\u00e0 della banca stessa, e chi le acquista ne diventa azionista. Il prezzo che quest\u2019ultimo paga va direttamente a finanziare l\u2019istituto, mentre il lucro per lui pu\u00f2 derivare sia dal valore stesso delle azioni (che quando sale pu\u00f2 rivendere, guadagnando sulla differenza), sia dai profitti cui egli ha diritto, una quota sui guadagni dell\u2019azienda. Si tratta ovviamente di un investimento, pertanto pu\u00f2 capitare che anzich\u00e9 utili la banca produca perdite; in questo caso \u2013 purtroppo \u2013 interviene lo Stato, che fa immettere nuove azioni dall\u2019istituto di cui garantisce l\u2019acquisto,<strong>diventando a questo punto socio della banca<\/strong>, ora \u201cpartecipata\u201d statale, quindi sotto diretto controllo pubblico.<\/p>\n<p>Altra via possono essere invece le immissioni della Banca Centrale Europea, l\u2019unica nell\u2019area Euro a poter stampare denaro da immette nel sistema; \u00e8 il cosiddetto <strong>Quantitative Easing<\/strong>. La BCE va a comprare i titoli di Stato (che si finanzia n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come visto per la banca), la gran parte dei quali \u00e8 spesso al sicuro nei caveau \u2013 rieccoci qua! \u2013 delle banche, che la BCE acquista proponendo un prezzo a vantaggio degli istituti creditizi. Logica vorrebbe che questo vantaggio si concretizzasse in credito, ancora una volta, per famiglie e imprese; ma la logica, come direbbe il Papa al marchese del Grillo, \u00e8 come la giustizia:<strong> \u00abnon \u00e8 di questo mondo\u00bb<\/strong>. Infatti le banche che fanno? <strong>Tornano a speculare in borsa, e si fa come a Monopoli, si torna al via.<\/strong> E adesso?<\/p>\n<blockquote><p><strong>#Bail-in, ovvero: le tirano fuori i poveri cristi<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Il Bail-in \u00e8 una \u201cregola\u201d per il salvataggio in base alla quale <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/ipocrisie-della-finanziarizzazione\/\" target=\"_blank\"><strong>a risolvere il dissesto di un determinato istituto non devono essere i contribuenti, bens\u00ec i soli azionisti, obbligazionisti e correntisti di quella stessa banca<\/strong>.<\/a> A prima vista la regola sembra essere pi\u00f9 equa, giacch\u00e9 a pagare gli azzardi di un istituto non devono pi\u00f9 essere tutti i cittadini. Eppure qualcosa comunque stride. Sottoporre una banca a \u201crisoluzione\u201d (il bail-in, appunto) significa \u201cavviare un processo di ristrutturazione\u201d, che tradotto <strong>vuol dire svalutare completamente le obbligazioni della banca<\/strong>, cos\u00ec da poter parimenti svalutare le sofferenze bancarie. Solo che a rimetterci sono i piccoli e medi investitori che hanno visto azzerare del tutto il loro credito. C\u2019\u00e8 chi fa notare come questa operazione serva ad evitare un\u2019ingiustizia, ossia che i salvataggi bancari ricadano sull\u2019intera popolazione; peccato che l\u2019alternativa sia parimenti ingiusta, giacch\u00e9 migliaia di obbligazionisti non erano stati assolutamente informati dei rischi cui andavano incontro, e si tratta spesso di risparmi del duro lavoro di una vita, ora dissolti nel vento. Da aggiungere poi, che pur in caso di piena conoscenza, sarebbe comunque e a maggior ragione un\u2019ingiustizia che la speculazione di pochi privati sia pagata col sangue dei lavoratori, come i semplici correntisti (con depositi superiori ai 100.000 euro), la cui sola colpa \u00e8 quella di aver depositato i propri risparmi con la convinzione di averli messi al sicuro. Il risultato? <strong>I risparmiatori sono finiti sul lastrico<\/strong>, la gente ha perso ulteriormente fiducia nelle banche, e quest\u2019ultime, indovina indovinello, sono ancora in crisi. E invece, adesso, che facciamo? Un\u2019 (in)opportuna via di mezzo, le \u201cbanche cattive\u201d.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Bad bank: la cartolarizzazione 2 la vendetta<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Ormai \u00e8 chiaro che le banche hanno un solo problema: <strong>speculano con soldi altrui per azzardi privati, e se perdono lo Stato le rifonde, e d\u2019accapo tornano a investire<\/strong>. Ai grandi investitori infatti, se non fosse chiaro, non gliene frega un belino dei conti in banca e dei risparmi di lavoratori e famiglie, vogliono solo continuare a investire e guadagnare, rigorosamente <strong>#kolkulodeglialtri<\/strong>. Pur di farlo si inventano di tutto, in maniera pi\u00f9 o meno fantasiosa, come appunto le <strong><em>bad bank<\/em><\/strong>. Queste, in breve, sono societ\u00e0 che si accollano i titoli tossici delle banche, che di solito sono crediti non recuperati o difficilmente recuperabili. Le banche ovviamente non si disfanno semplicemente e gratuitamente di questi titoli, perch\u00e9 altrimenti farebbero prima a cancellarli, solo che per far ci\u00f2 dovrebbero prima segnarli come perdite in bilancio, ma essendo troppi questi titoli le perdite diventerebbero insostenibili e le banche fallirebbero. Ecco allora il mefistofelico piano: <strong>le banche cedono questi crediti \u201cpericolosi\u201d a delle societ\u00e0 intermediarie, le quali emettono dei titoli (obbligazioni) sul mercato \u201cgarantiti\u201d (si fa per dire) dai titoli tossici.<\/strong> Coi soldi dei compratori vengono pagati i crediti alle banche, mentre coi soldi dei crediti riscossi vengono pagati gli interessi dovuti agli obbligazionisti. <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/un-palliativo-velenoso-chiamato-bad-bank\/\" target=\"_blank\">Un sistema di questo tipo pu\u00f2 essere al massimo un palliativo, ma non una soluzione,<\/a> e per capirci, \u00e8 proprio per via di un simile strumento che -si torna sempre l\u00ec-, le banche americane nel 2008 sono zompate.<\/p>\n<div id=\"attachment_81285\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-81285 size-large\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/GACS-1024x592.png\" alt=\"GACS\" width=\"1024\" height=\"592\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Schematizzazione di un possibile piano di cessione delle sofferenze tramite la creazione di una bad bank (nello schema SPV, stante per special purpose vehicle), con utilizzo delle garanzie del Tesoro Italiano (GACS). La bad bank, che agisce come agenzia di recupero crediti, si finanzia emettendo bond garantiti dallo Stato.<\/p>\n<\/div>\n<p>Le colpe, si \u00e8 visto, sono sempre state addossate al debito: o \u00e8 colpa dei titoli tossici che i CDA delle banche hanno acquistato -poverini- in buona fede, convinti che fossero buoni, o soprattutto \u00e8 colpa dei debitori grandi e piccini che brutti e cattivi prendono i soldi e scappano senza restituirli. Il problema, quello vero, \u00e8 invece un altro, e finalmente arriviamo al punto: <strong>tra il 1929 e il 2008 crisi bancarie non se ne sono registrate perch\u00e9 non potevano esserci.<\/strong> Le banche infatti erano pubbliche, ovvero completamente sotto controllo statale (e allo Stato non interessa speculare), e soprattutto vi era una netta divisione degli istituti a seconda di quale attivit\u00e0 volessero intraprendere, come previsto in America dal <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/alle-radici-della-crisi-labolizione-del-glass-steagall-act\/\" target=\"_blank\"><strong>Glass Steagall Act<\/strong><\/a> e in Italia dalla <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-glass-steagall-act-italiano-la-legge-bancaria-del-36\/\" target=\"_blank\"><strong>Riforma Bancaria del 1936<\/strong><\/a>. Dunque da una parte le banche commerciali, che si occupavano solamente di dare credito a imprese e famiglie, e dall\u2019altra quelle di investimento, che si occupavano solamente di speculare. Ora, tenere rigorosamente le attivit\u00e0 separate fa si che, banalmente , laddove una banca faccia un investimento troppo azzardato e persino collassi (e sicuramente si tratta di banche di investimento), l\u2019altra non deve temere nulla, neppure un centesimo, perch\u00e9 si tratta appunto sia di strutture che di conti completamente separati, senza un titolo in comune. Questo bel gioco \u00e8 durato fino agli anni \u201890, fino a quando cio\u00e8 in Italia <strong>la legge Amato ha eliminato la specializzazione degli enti di credito, <\/strong>che sono quindi tornati alla formula di banca mista, e successivamente permesso <strong>la privatizzazione delle banche<\/strong>, rimaste a lungo sotto il sicuro scudo statale. Lo stesso in America, nel \u201899, ha fatto la presidenza Clinton.<\/p>\n<p>Oggi per\u00f2, ricordare simili -\u00e8 giusto ripeterlo- ovviet\u00e0, suona anacronistico quanto assolutamente inadatto a risolvere il problema. Questo semplicemente perch\u00e9 ci hanno convinto che <strong>privato=benessere e pubblico=debito e desolazione<\/strong>, in un mondo sempre pi\u00f9 privatizzato e in cui sembra normale, come riportato dal rapporto Oxfam, che <strong>un manipolo di otto uomini da solo possieda la ricchezza di 3,6 miliardi di persone<\/strong>. Per lo stesso motivo la privatizzazione viene esaltata come soluzione efficace e moderna, e la nazionalizzazione un antico e pesante fardello del passato. Ma a smentire chi ha queste idee basta poco, come girarsi indietro e tirare le somme degli ultimi trent\u2019anni, dai primi anni novanta a oggi; trent\u2019anni di Unione europea, di moneta unica, di trattati blindati, di globalizzazione e sovranit\u00e0 perdute. <strong>Anni in cui la crescita \u00e8 dello zero virgola, le imprese chiudono e il popolo \u00e8 affamato<\/strong>. Eh s\u00ec, proprio una gran bella cosa, la privata modernit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/diagnosi-della-crisi-bancaria-italiana\/\">\u00a0http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/diagnosi-della-crisi-bancaria-italiana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Guido Rossi) Bail out, bail in, bad bank. Tutte false soluzioni all&#8217;instabilit\u00e0 degli istituti di credito, giacch\u00e9 il vero problema \u00e8 il cuore del sistema: la banca mista. 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