{"id":2763,"date":"2011-02-14T12:07:58","date_gmt":"2011-02-14T11:07:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2763"},"modified":"2011-02-14T12:07:58","modified_gmt":"2011-02-14T11:07:58","slug":"donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2763","title":{"rendered":"donne"},"content":{"rendered":"<p>di Mensa Andrea<\/p>\n<p>Mi scuso con i lettori, con d&#39;Andrea che gestisce questo blog con tanta cura e attenzione, con tutti insomma, se anticipo a oggi la mia pubblicazione, ed uso questo spazio diversamente da come convenuto, ma ci&ograve; che ho dentro &egrave; troppo forte e impellente.<br \/>\n\tOggi mi spiace molto deludere chi si aspettava il solito &ldquo;pezzo&rdquo; che illustrasse uno dei tantissimi aspetti della materia economica.<br \/>\n\tC&rsquo;era chi s&rsquo;era gi&agrave; fatto di me una immagine di essere quasi bionico, con un piccolo computer al posto del cuore e un grande computer al posto della mente, e ci aveva quasi azzeccato, perch&eacute; sovente mi sento tale, soprattutto quando cerco di sviscerare i funzionamenti del meccanismo economico e finanziario che tutti ingloba e permea con le sue leggi e valori.<\/p>\n<p>Ma no, oggi la mia parte umana &egrave; esplosa, e non riesco a trattenermi dal relegare in secondo piano il &ldquo;pezzo&rdquo; economico che avevo pressoch&eacute; pronto per la pubblicazione per dar sfogo al grido che ieri ho udito forte e chiaro levarsi finalmente da una folla festosa ma decisa e che chiedeva imperiosa &ldquo;DIGNITA&rsquo;&rdquo;.<br \/>\n\tIo ero a Milano tra quella folla, ma col cuore in contatto anche con tutte la altre piazze d&rsquo;Italia, dalle quali lo stesso grido si levava con una forza ormai desueta e dimenticata.<br \/>\n\tGrazie donne, grazie per aver saputo levare questo grido, grazie per aver posto un limite all&rsquo;umiliazione, mi vien quasi voglia di ringraziare persino Berlusconi, per aver tirato cos&igrave; tanto la corda, fino al limite di riuscire a far rompere ogni resistenza al manifestare il disappunto per la sua megalomane sete di dominio incontrastato.<br \/>\n\tMi sono reso conto che il mio amore per i gatti nasce proprio da questa loro naturale, istintiva manifestazione di dignit&agrave; che ogni loro gesto trasmette.<br \/>\n\tUn gatto non chiede mai il cibo, rivendica il diritto di averlo. Basta osservarne lo sguardo pur partendo dal basso verso l&rsquo;alto, ricorda il suo diritto a vivere, ad esser nutrito in cambio della sua sola presenza, del solo fatto di esser l&igrave;,e , e questo accade solo ad alcuni fortunati da loro scelti, di permetter loro di coccolarli, accarezzarli, sempre ovviamente quando a loro aggrada e lo concedono.<br \/>\n\tNoi diciamo &ldquo;i nostri gatti&rdquo;, ma siamo noi i &ldquo;loro umani&rdquo;.<br \/>\n\tTornando a noi, ringrazio anche quel gruppo di donne che non hanno avuto alcun timore di organizzare questa grandiosa manifestazione, come persone offese nella loro dignit&agrave; di donne , presentate da una cultura becero-machista, solo come oggetto sessuale, al limite come oggetto bello, quando va bene.<br \/>\n\t&Egrave; vero che le fattezze femminili sono armoniche, belle, ma l&rsquo;essere che le possiede non &egrave; solo quel corpo, ed &egrave; sperabile che prima o poi smetta di considerare tali fattezze come la chiave di accesso a quel mondo maschile che in questo modo le umilia.<br \/>\n\tMondo maschile che umilia anche se stesso, quando accetta questo scambio tra il &ldquo;io mi mostro- tu ragiona con l&rsquo;uccello&rdquo;, mostrando quanto sia facile perdere razionalit&agrave;, autorevolezza e valore cedendo agli istinti animaleschi primordiali.<br \/>\n\tBrave donne.<br \/>\n\tAvevamo bisogno di voi, della vostra sensibilit&agrave;, della vostra aspirazione alla pari considerazione, e non dico uguaglianza perch&eacute; sostengo con quel parlamentare francese che sintetizz&ograve; tutto il discorso femminista in &ldquo;vive la differance!&rdquo;, perche se l&rsquo;ugualianza tra i due sessi non &egrave; possibile, visto come la natura ci ha differentemente dotati, ma, da parte mia nemmeno auspicabile, &egrave; proprio sul riconoscimento ed apprezzamento delle differenze che invece va spostato il discorso.<br \/>\n\tSe la forza maschile &egrave; un dono che la natura ha dato ai maschi, essa non deve essere usata per sottomettere le femmine, delle quali abbiamo enorme bisogno. Il bisogno del loro intuito, della loro tenerezza, della loro intelligenza ed adattabilit&agrave; ben superiore a quella maschile, e perch&eacute; no, anche, e ripeto anche della loro bellezza. Perch&eacute; non riconoscere che un bel fiore ingenera gioia al solo guardarlo, e cos&igrave; una bella donna &egrave; una forza della natura. Ma sarebbe come comprare qualcosa solo per il contenitore, a prescindere dal contenuto, se ci si fermasse a questo.<br \/>\n\tAvete saputo rispolverare questa parola tanto repressa quanto dimenticata. DIGNITA&rsquo;.<br \/>\n\tL&rsquo;avete rivendicata a gran voce in un momento in cui chi &egrave; alla guida del nostro paese vi considera solo pi&ugrave; come oggetti orizzontali, intercambiabili, rottamabili dopo l&rsquo;uso da parte dello &ldquo;utilizzatore finale&rdquo;. Approvato in questo atteggiamento, in questo modo di percepire la femmina, da quello stuolo di uomini che con una donna non sa pi&ugrave; nemmeno da che parte cominciare a confrontarsi, ed allora ricorre alla violenza dello squalificare, ridurre ad oggetto dell&rsquo;usa e getta.<br \/>\n\tMa anche da quelle donne che puntano solo ad un successo effimero , come serve, o maitesse, del potente di turno, a madri disposte ad offrire le figlie al &ldquo;drago&rdquo; pur di vederle assurgere ad una piccola parte televisiva come valletta o velina.<br \/>\n\tMa siete riuscite a fare udire questo grido anche a tanti uomini.<br \/>\n\tPrima di tutto a coloro che in una donna non vedono solo un corpo, un oggetto sessuale, ma tanto per cominciare la madre e principale educatrice dei vostri figli. Ma questo sarebbe riduttivo, se un uomo non riuscisse a cogliere nella donna quella sensibilit&agrave; che a lui normalmente manca. Ed &egrave; una sensibilit&agrave; verso i sentimenti, verso le necessit&agrave;, quell&rsquo;abilit&agrave; istintiva nell&rsquo;entrare in empatia con gli altri, soprattutto se pi&ugrave; deboli e bisognosi. Madre, questo vocabolo che sintetizza tutte queste qualit&agrave; che a noi maschi sono sovente cos&igrave; limitate. Ma poi una donna &egrave; anche un piacere, una compagnia che sa sovente adattarsi molto pi&ugrave; agevolmente di noi uomini, alle situazioni del momento, forte , robusta , perseverante, consapevole del proprio ruolo sociale. &ldquo;Domina&rdquo; della casa, della famiglia, ha un&rsquo;abilit&agrave; stupenda di far sentire un uomo forte, rispettato, importante, pur essendo lei la vera padrona di casa.<br \/>\n\tDignit&agrave;. Una parola che ha risvegliato anche in noi uomini un qualcosa di desueto, abituati al &ldquo;per necessit&agrave; famigliari&rdquo; ad inchinarsi, poi addirittura strisciare supini di fronte al capo, all&rsquo;azienda che ci concede di sacrificarci per lei , salvo buttarci tranquillamente fuori appena convenga.<br \/>\n\tIl pensiero &ldquo;devo pensare alla famiglia&rdquo; che copre ogni vergogna, ogni cedimento, di fronte alle richieste &ldquo;inderogabili&rdquo; del posto di lavoro.<br \/>\n\tCome se fossimo esseri nati per lavorare, e non individui che lavorano per vivere.<br \/>\n\tIndividui che per quattro soldi in pi&ugrave; dimenticano la casa, i figli, tornano stremati e si piazzano davanti al televisore per scordare le umiliazioni della giornata.<br \/>\n\tDignit&agrave;. Troppo spesso scambiata in cambio di un piatto di lenticchie rancide.<br \/>\n\tTroppo spesso, noi maschi, abbiamo dimenticato di capire se ad un figlio avrebbe fatto pi&ugrave; piacere il telefonino nuovo o qualche ore di pi&ugrave; passata col padre.<br \/>\n\tTroppo spesso abbiamo dimenticato di capire se ad una donna faceva pi&ugrave; gola un vestitino nuovo, un giro in pi&ugrave; dalla parrucchiera, o qualche ora in pi&ugrave; a parlare con lei dei propri problemi, ascoltare i suoi, ed avere anche qualche energia in pi&ugrave; per praticare un sesso un po&rsquo; pi&ugrave; partecipato e meno monotono.<br \/>\n\tNoi uomini siamo stati i primi a vendere l&rsquo;anima al diavolo, dimenticando che cos&igrave; facendo non vendevamo solo la nostra anima, ma anche la nostra visione della donna, della famiglia, del mondo.<br \/>\n\tBrave donne. Una volta di pi&ugrave; avete dimostrato di chi &egrave; la vera forza.<br \/>\n\tE l&rsquo;avete dimostrato alla vostra maniera, senza violenza, in un modo fresco e gioioso, giocoso, direi.<br \/>\n\tE di tutto questo ancora una volta vi ringrazio, per esserci, per esser donne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mensa Andrea Mi scuso con i lettori, con d&#39;Andrea che gestisce questo blog con tanta cura e attenzione, con tutti insomma, se anticipo a oggi la mia pubblicazione, ed uso questo spazio diversamente da come convenuto, ma ci&ograve; che ho dentro &egrave; troppo forte e impellente. Oggi mi spiace molto deludere chi si aspettava il solito &ldquo;pezzo&rdquo; che illustrasse uno dei tantissimi aspetti della materia economica. 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