{"id":27659,"date":"2017-01-23T11:50:37","date_gmt":"2017-01-23T10:50:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27659"},"modified":"2017-01-23T12:24:42","modified_gmt":"2017-01-23T11:24:42","slug":"un-sistema-europeo-autoritario-quale-alternativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27659","title":{"rendered":"Un sistema europeo autoritario. Quale alternativa?"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>\u00c8 necessario riproporre un progetto europeo di pace e di solidariet\u00e0 che contrasti e travolga quello di Berlino, oggi espresso dalle istituzioni UE. [Bruno Amoroso]<\/p>\n<p><strong>di MEGACHIP<\/strong><\/p>\n<p><i>Per ricordare Bruno Amoroso, scomparso oggi all&#8217;et\u00e0 di ottant&#8217;anni, pubblichiamo un suo contributo al seminario \u00abOltre il neoliberismo. Teorie e pratiche per ripensare la democrazia\u00bb, tenutosi a Roma l&#8217;11 dicembre 2013, e ripreso da Megachip il 24 dicembre dello stesso anno. Economista, professore emerito presso la Roskilde University (Roskilde, Danimarca), presidente del Centro studi Federico Caff\u00e9 e autore di numerosi saggi e pubblicazioni, Bruno Amoroso fu tra gli estensori del<\/i> &#8220;<b><a href=\"http:\/\/www.alternativa-politica.it\/manifesto-nuova-europa\/\" target=\"_blank\">Manifesto per la Nuova Europa<\/a><\/b><i>, redatto dal laboratorio politico Alternativa.<\/i> (pfdi)<br \/>\n<b>***<\/b><\/p>\n<\/div>\n<div>La Costituzione italiana del 1948 fu il prodotto di un processo costituente reso necessario dal tradimento delle classi dirigenti che avevano abbandonato la guida del paese e svenduto la sua sovranit\u00e0 a interessi e paesi stranieri.<\/div>\n<div>Fu anche il tentativo di rimettere in piedi un progetto condiviso tra forze politiche, sociali, culturali e religiose diverse ma concordanti su alcuni punti centrali di pace, di giustizia sociale, di valorizzazione delle risorse nazionali e di rilancio di un contributo autonomo dell&#8217;Italia alla realizzazione di questi obiettivi in e con la solidariet\u00e0 di altri paesi.<\/div>\n<div>Il progetto europeo fu il prodotto di queste scelte e di questo clima politico, e non certo d&#8217;illuminati europei delle cancellerie degli Stati o di intellettuali impegnati nella elaborazione delle teorie sulla pace universale.<\/div>\n<div>L&#8217;Europa di <b>Ernesto Rossi<\/b> e di <b>Altiero Spinelli<\/b> nacque dal bisogno di contrapporre all&#8217;idea nazista della Grande Europa l&#8217;idea internazionalista di un&#8217;Europa di pace e solidariet\u00e0.<\/div>\n<div>La <b>rottura del patto costituzionale<\/b>, gi\u00e0 incrinato dalle imposizioni della Guerra Fredda, si realizza dagli anni Novanta con la <b>scelta di parti importanti delle \u00e9lite politiche di svendere la sovranit\u00e0 politica del paese e le ricchezze nazionali<\/b> per inserirsi nel gioco dei nuovi centri internazionali del potere militare, economico e finanziario.<\/div>\n<div>I passaggi principali di questo trasfigurazione del patto costituzionale sono noti e documentati. L&#8217;ex ministro delle finanze <b>Giuseppe Guarino<\/b> ne ha dato un resoconto puntuale nel suo scritto &#8220;<em><a href=\"http:\/\/www.giuseppeguarino.it\/app\/download\/5793667665\/UN+SAGGIO+DI+VERITA%27+SULL%27EUROPA+E+SULL%27EURO.pdf\" target=\"_blank\">Un saggio di verit\u00e0 sull&#8217;Europa e sull&#8217;euro<\/a>&#8220;<\/em> nel quale data al 1999 il <b>&#8220;colpo di Stato&#8221; <\/b>attuato dai poteri europei contro gli Stati nazionali espropriandoli della loro sovranit\u00e0 economica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>L&#8217;euro \u00e8 parte integrante di questa operazione resa possibile dal trasformismo<\/b> (Mauro Fotia,<em><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788822063182\/fotia-mauro\/consociativismo-infinito-dal.html?gclid=CIWCk6X4wbsCFcud3godNz4Anw\" target=\"_blank\"> Il consociativismo infinito<\/a><\/em>, 2011) <b>di parte delle \u00e9lite nazionali dei paesi europei<\/b>, e dell&#8217;adesione corporativa a questo piano da parte di sindacati, sinistra europea, organi separati del potere (istituzioni, magistratura, ecc.) interessati a negoziare la propria adesione alla nuova struttura del potere con la conservazione dei propri privilegi (Giulio Sapelli, <em><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788862504744\/sapelli-giulio\/chi-comanda-in-italia.html\" target=\"_blank\">Chi comanda in Italia<\/a><\/em>, 2013).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Sono gli anni in cui si organizza scientificamente la <b>conquista del potere da parte della borghesia globale<\/b>, mettendo <b>fuori gioco le istituzioni democratiche esistenti<\/b> mediante la loro delegittimazione sistematica, fino allo stravolgimento del sistema politico italiano attuato su direttiva della Troika e dei nuovi poteri finanziari nel 2011 (Governo Monti e seguenti).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo piano si realizza con la <b>copertura del polverone mediatico<\/b> che utilizza le sue <b>armi di confusione di massa <\/b>per <b>dividere le opposizioni e le voci critiche su<\/b> <b>falsi obiettivi<\/b>: <i><b>pro o contro l&#8217;Europa, pro o contro l&#8217;euro, pro o contro la Costituzione, pro o contro la democrazia, pro o contro la corruzione<\/b><\/i>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Su queste false divisioni si realizza l&#8217;unit\u00e0 delle nuove \u00e9lite europee che assorbono le \u00e9lite politiche nazionali dentro il nuovo meccanismo del potere trasversale ai partiti e ai poteri economici.<\/div>\n<div>Mentre l&#8217;attenzione si concentra sui &#8220;faccendieri&#8221;, sui &#8220;furbetti&#8221; sul &#8220;bunga bunga&#8221;, le p4 o p5 la Troika consolida il proprio potere sparando nel mucchio e rimuovendo con l&#8217;appoggio di pezzi delle istituzioni da incarichi istituzionali le persone &#8220;inaffidabili&#8221; al nuovo sistema di potere (da Baffi a Fazio).<\/div>\n<div>Si consolida cos\u00ec un sistema di potere autoritario in grado di controllare le politiche e le economie di tutti i paesi europei dei quali prende sempre pi\u00f9 in presa diretta la gestione del potere. Un sistema di potere &#8220;criminale&#8221; del <b>&#8220;capitalismo predatorio&#8221;<\/b>, secondo la definizione utilizzata da <b>James K. Galbraith<\/b> per descriverne l&#8217;equivalente negli Stati Uniti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La resistenza a tutto questo c&#8217;\u00e8 stata dagli anni Ottanta anche nel campo della cultura e della societ\u00e0 civile. Tre voci a noi ben note, definite &#8220;gli innominati&#8221; della politica e dell&#8217;economia, sono state quelle di <b>Federico Caff\u00e8<\/b>, di <b>Augusto Graziani<\/b>, e di <b>Paolo Sylos Labini<\/b>. Tre voci rapidamente isolate e marginalizzate da una sinistra e forze della societ\u00e0 civile impegnate a ritagliarsi spazi &#8220;critici&#8221; e di proprio inserimento e sopravvivenza dentro le nuove strutture del potere.<\/div>\n<div>Tre voci che non hanno mai confuso il diritto con l&#8217;economia, le teorie con il progetto politico, ma che hanno tentato e potentemente contribuito a servirsi di questi strumenti per tenere la dritta di un processo di costruzione democratica e sociale.<\/div>\n<div>La loro biografia documenta la loro attiva partecipazione e intreccio con il processo costituzionale. Il loro impegno di studio ha contribuito in modo veramente innovativo, con una innovazione a servizio dei cittadini e non del principe o dei baroni di turno, ad aprire nuove vie alla riflessione e alla elaborazione politica.<\/div>\n<div>Basta ricordare qui il contributo di <b>Federico Caff\u00e8<\/b> a creare le <b>basi teoriche per una economia sociale e uno spirito civico di solidariet\u00e0 <\/b>sul quale far convergere pezzi diversi e importanti della cultura economica e civile italiana, al di fuori delle schematizzazione delle scuole accademiche. Uno sforzo ostacolato da chi allora propugnava approcci pi\u00f9 o meno marxisti e che ritroviamo oggi nelle file del pensiero liberista e nei posti del potere economico e finanziario.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Interrompendo due decenni di contrapposizioni teoriche sull&#8217;analisi di classe della societ\u00e0 italiana, con le quali i partiti e il sindacato hanno reso impossibile ogni strategia politica di alleanze sociali che non fosse quella del loro schema preferito della &#8220;compartecipazione&#8221; al potere dominante, <b>Paolo Sylos Labini<\/b> produsse una <b>riflessione sulle classi sociali<\/b> in Italia a met\u00e0 degli anni Settanta nel tentativo di riaprire uno <b>spazio di iniziativa politica non corporativa e non trasformistica<\/b> alla <b>creazione di un sistema politico di alleanze popolari <\/b>in Italia. Impegno contrastato da gran parte della cultura istituzionale e di sinistra in Italia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Infine \u00e8 utile richiamare anche il contributo di <b>Augusto Graziani<\/b>, un economista di chiara impostazione marxista, che mai ha piegato l&#8217;analisi della questione meridionale alle mode sociologiche di sinistra degli anni Ottanta-Novanta orientate ad addomesticare il problema sociale e di classe del Mezzogiorno ai nuovi bisogni del potere che si \u00e8 cercato di legittimare con la tesi della scomparsa della <b>questione meridionale<\/b>, dei distretti chiavi in mano importati dal nord, ecc.; tesi sostenute da chi \u00e8 passato dalle posizioni di sinistra di riviste come i <i>Quaderni Piacentini<\/i>, S<i>tato e Mercato<\/i> a quelle di <i>Meridiana<\/i> e, poi, a posizioni accademiche e politiche di potere.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Noi vogliamo ripartire da qui. dalla consapevolezza che il <b>tradimento<\/b> che ancora una volta si \u00e8 consumato in questi anni, e che vede oggi coinvolte forze politiche, economiche e &#8220;sindacali&#8221;, richiede la nascita di una <b>nuova resistenza<\/b>, l&#8217;unione di tutte le forze popolari che vi si oppongono. Sar\u00e0 la partecipazione a questa nuova resistenza a segnare i confini dell&#8217;appartenenza dei movimenti e dei partiti al nuovo arco costituzionale, all&#8217;<b>elaborazione di un patto costituzionale<\/b> cos\u00ec come fu dopo il 1945.<\/div>\n<div><b>Non esistono scorciatoie giuridiche o economiche per riappropriarsi della sovranit\u00e0 nazionale e del progetto europeo<\/b>. Quanto \u00e8 accaduto non \u00e8 il frutto di ingordigia, di ignoranza, ma di una rapina annunciata e scientificamente attuata del potere. Non siamo in presenza di errori o di fallimenti, ma del pieno successo delle strategie messe in campo. La crisi ha segnato in modo chiaro i confini geografici e sociali delle forze in campo; partendo da questi deve ripartire la formazione di un blocco sociale e politico europeo e nazionale.<\/div>\n<div>Le proposte su come affrontare la situazione esistono. Non si tratta di aggiungere buone idee a quelle esistenti, di continuare nella gara sulle &#8220;buone pratiche&#8221; o della scoperta risolutiva dell&#8217;uovo di Colombo, ma di <b>uscire dall&#8217;illusione del tecnicismo e del tatticismo<\/b>. \u00c8 necessario un grande sforzo di verit\u00e0 che sappia fondere insieme, cos\u00ec come fu con la Resistenza e la Costituente, proposte e movimenti popolari, scegliendo le idee sulla loro capacit\u00e0 di camminare sulle gambe delle persone coinvolte.<\/div>\n<div>Cos\u00ec come avvenne nel 1945 \u00e8 necessario riproporre un progetto europeo di pace e di solidariet\u00e0 che contrasti e travolga quello della Grande Germania, oggi espresso dalle istituzioni dell&#8217;Unione Europea.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>Contributo al seminario di Roma: Oltre il neoliberismo. Teorie e pratiche per ripensare la democrazia.<\/em><\/div>\n<div><em>.(11 dicembre 2013<\/em>)<\/div>\n<div><b>Bruno Amoroso<\/b> &#8211; Economist. Professor emeritus of Rotskilde University (Denmark). Co-editor of Insight<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=93803&amp;typeb=0&amp;un-sistema-europeo-autoritario-quale-alternativa\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=93803&amp;typeb=0&amp;un-sistema-europeo-autoritario-quale-alternativa<\/em><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 necessario riproporre un progetto europeo di pace e di solidariet\u00e0 che contrasti e travolga quello di Berlino, oggi espresso dalle istituzioni UE. [Bruno Amoroso] di MEGACHIP Per ricordare Bruno Amoroso, scomparso oggi all&#8217;et\u00e0 di ottant&#8217;anni, pubblichiamo un suo contributo al seminario \u00abOltre il neoliberismo. Teorie e pratiche per ripensare la democrazia\u00bb, tenutosi a Roma l&#8217;11 dicembre 2013, e ripreso da Megachip il 24 dicembre dello stesso anno. 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