{"id":27705,"date":"2017-01-23T12:15:49","date_gmt":"2017-01-23T11:15:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27705"},"modified":"2017-01-23T07:28:36","modified_gmt":"2017-01-23T06:28:36","slug":"fiato-sprecato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27705","title":{"rendered":"Fiato sprecato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>POLITICA e ECONOMIA BLOG (Sergio Cesaratto)<\/strong><\/p>\n<p>Intervento al Seminario internazionale, <b>Europe\u2026What\u2019s Left ?<\/b> organizzato da:<i>transform! europe, transform! italia<\/i>, <i>Rosa Luxemburg Stiftung<\/i> e <i>Alternative per il Socialismo<\/i>, sulle \u201c<a href=\"http:\/\/www.euronomade.info\/?p=7318\">22 tesi per l\u2019Europa<\/a>\u201d, 20 gennaio 2017, Casa Internazionale delle Donne, Roma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Far\u00f2 un discorso molto franco. Non c\u2019\u00e8 molto nelle 22 tesi qui discusse (e in calce riprodotte) con cui mi senta d\u2019accordo. Andando subito al punto, si paga un <em>lip service<\/em> allo Stato nazionale mentre nei fatti si afferma che nulla di decisivo pu\u00f2 essere effettuato a quel livello. Si cita a tal riguardo il caso di Syriza che lo dimostrerebbe. Ma \u00e8 esattamente l\u2019opposto! Quella tragica vicenda proprio dimostra che nulla \u00e8 possibile a livello europeo e che ci si deve attrezzare a livello nazionale. Al riguardo ho ascoltato Paolo Ferrero affermare cose piuttosto confuse: disubbidire ai Trattati sino alla rottura, dunque ritorno alla dimensione nazionale, per\u00f2 no perch\u00e9 si rompe per cambiare le regole europee. Un po\u2019 di concretezza per favore.<\/p>\n<p>Nel documento c\u2019\u00e8 scarsa consapevolezza su tre questioni:<\/p>\n<p>(a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo Stato nazionale \u00e8 il terreno in cui storicamente si \u00e8 sviluppato negli ultimi secoli i conflitto sociale, e dunque la democrazia. I disegni sovranazionali e la globalizzazione sono disegni liberisti volti proprio a smantellare quel terreno di conflitto spostando altrove i centri di potere, liberalizzando i movimenti del capitale e del lavoro. Robert Gilpin \u2013 uno dei fondatori della International Political Economy \u2013 scrisse chiaramente come due siano le correnti internazionaliste: i liberisti e i marxisti,\u00a0 cui si oppone la tradizione che nasce col mercantilismo, prosegue con List ecc. del Developmental State, del nazionalismo economico volto al riscatto economico e dunque sociale del proprio paese. Nei fatti anche la sinistra fin tanto che \u00e8 stata progressista, cio\u00e8 ha curato il riscatto dei propri popoli, \u00e8 stata anche nazionalista. I cosmopolitismo della sinistra \u00e8 dunque un abbaglio storico, ad essere generosi.<\/p>\n<p>(b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 vero che l\u2019errore dell\u2019Europa sia stato quello di anteporre l\u2019Europa economico\/monetaria a quella politico\/sociale. Un\u2019Europa federale progressista \u00e8 un\u2019utopia, l\u2019unica Europa possible \u00e8 quella che si sta realizzando, ordoliberista. Abbiamo al riguardo pi\u00f9 volte citato Hayek che denunci\u00f2 l\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019Europa redistributiva, perequativa. Ragione per cui ritenne l\u2019unica Europa possibile quella liberista, dello Stato minimo e al massimo regolatore (del mercato non dei diritti). L\u2019Europa federale \u00e8 la Mecca dei liberisti, come ben sanno i radicali italiani, non dei socialisti.<\/p>\n<p>Ho udito qui Mario Candeias della <em>Luxemburg Stiftung<\/em> affermare che gli europei capirebbero la proposta di un accesso universale ai servizi sociali in tutti in Paesi europei: siamo, scusate, alle fantasie pure. Cos\u00ec come l\u2019idea di Ferrero che le risorse ci sono per affrontare tutti i problemi europei: s\u00ec, potenzialmente ci sono, ci\u00f2 che manca e mancher\u00e0 \u00e8 la volont\u00e0 dei popoli di condividerle!<\/p>\n<p>Oggi la battaglia \u00e8 dunque quella opposta: costruire una solidariet\u00e0 europea attorno all\u2019idea della restituzione a ciascun popolo della propria sovranit\u00e0 democratica sul proprio destino. E la nostra riflessione deve essere indirizzata a quest\u2019obiettivo, oltre a quello di capire come si possa attuare politiche progressiste in un Paese solo (tenuto naturalmente che politiche estere progressiste e spregiudicate possono allargare le alleanze fuori dell\u2019UE). Purtroppo come si comprende ascoltando oggi i costituzionalisti, poco si \u00e8 capito nella battaglia referendaria che essa costituiva una difesa della sovranit\u00e0 nazionale. Non si pu\u00f2 difendere la Costituzione e poi volerla svendere a entit\u00e0 sovranazionali di dubbia democraticit\u00e0 (condite o meno di slogan di sinistra).<\/p>\n<p>(c) Trovo al limite dell\u2019infantile ritenere plausibile una congiunzione astrale per cui governi di sinistra si trovino al governo allo stesso momento in un numero congruo di Paesi con l\u2019intenzione di allearsi per cambiare l\u2019Europa. A parte che il potere contrattuale sarebbe infimo (i documento \u00e8 ingenuo nell\u2019attribuire questo potere a un\u2019alleanza di sinistra Spagna, Portogallo e Grecia, peraltro non verificatasi). Certo utopismo \u00e8 nemico di una sinistra concreta. Come avvert\u00ec Bob Rowthorn molti anni fa &#8211; passi ripresi da Cremaschi nella <a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2016\/12\/le-sei-lezioni-di-giorgio-cremaschi.html#more\">recensione al mio libro<\/a>:<\/p>\n<p>&#8220;..La crisi che colpisce milioni di cittadini britannici \u00e8 ora su di noi. Se la sinistra intende sfruttare questa situazione, essa deve adottare un programma che offra alla gente qualche speranza, e deve dunque ragionare in termini di qualcosa di pi\u00f9 pratico della rivoluzione europea o mondiale. Coloro che attaccano una strategia nazionale per il socialismo in Gran Bretagna come destinata al fallimento e si appellano a una rivoluzione europea o mondiale possono sembrare molto rivoluzionari. Ma nei fatti la loro \u00e8 la dottrina della disperazione, e per quanto molte delle loro opinioni possano ispirare una piccola avanguardia di simpatizzanti, essi non possono che ispirare demoralizzazione fra le masse di lavoratori a cui non offrono niente..&#8221;<\/p>\n<p>Nella sua recensione Cremaschi ben coglie il senso delle <em>Sei lezioni<\/em> in questa direzione:<\/p>\n<p>Le vie nazionali di rottura con il liberismo sono l&#8217;unica via credibile per mettere in discussione il sistema di disoccupazione di massa e ingiustizia sociale affermatosi con la globalizzazione finanziaria. E questo vale soprattutto in Europa, dove la costruzione reale della Unione ha fatto delle politiche di austerit\u00e0 un fondamento costituente della unione stessa.<\/p>\n<p>Con grande franchezza, trovo anche molto di sapore real-liberista, per cos\u00ec dire, il discorso che ci si rivolge: ah, ma voi che volete tornare alla sovranit\u00e0 monetaria (il che vuol dire democratica) trascurate i problemi della rottura dell\u2019euro, gli sconquassi, i costi, la catastrofe a cui si giungerebbe&#8230; implicitamente si dice, in fondo si sta meglio al calduccio dell\u2019euro tanto a noi \u00e9lite cosmopolita nessuno ci nega di coltivare la speranza che le cose cambino. Questa \u00e8 una posizione oggettivamente (quando non soggettivamente) reazionaria. E, comunque, che sia la paura della rottura dell\u2019euro a sostenere l\u2019europeismo mi sembra una posizione politicamente assai sorprendente. [Non vale neppure menzionare l\u2019altro argomento, assurdo, per cui abbandonare l\u2019euro e perseguire la sovranit\u00e0 nazionale non ha senso in un mondo \u201cglobalizzato\u201d. S\u00ec, perch\u00e9 essersi messi nelle mani dei tedeschi (Caff\u00e8 diceva \u201cmai coi tedeschi!\u201d) ci sta salvando! Ma ch\u00e9 la Corea del sud, un Paese simile all\u2019Italia, vuole fare un\u2019unione con il Giappone o altri Stati? O la Polonia pensa di entrare nell\u2019euro? L\u2019argomento per cui per combattere la globalizzazione la si dovrebbe assecondare, svendendo le istituzioni sovrane, \u00e8, di nuovo, oggettivamente neo-liberista.<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=1390668221976889558#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Naturalmente siamo ben consci dei costi e delle difficolt\u00e0 di una rottura. Siamo d\u2019altronde consapevoli che la rottura avverr\u00e0 se e quando le circostanze storiche lo detteranno. E poich\u00e9 tali circostanze saranno sia oggettive che soggettive, possiamo decidere se contribuire ad accelerare o rallentare questo processo. Chi lo rallenta &#8211; o getta confusioni e slogan scopiazzati come certi pseudo-affabulatori e <em>quaquaraqu\u00e0 &#8211;<\/em>\u00a0 fa il gioco dell\u2019unica Europa possibile, che \u00e8 quella attuale (che se cambia, sar\u00e0 in peggio).<\/p>\n<p>Tutti i costi di una rottura sono gestibili, se politicamente lo si vuole. Le ritorsioni internazionali (europee naturalmente!) sono la vera minaccia: ma allora dobbiamo essere europeisti sotto minaccia? Bell\u2019ideale!<\/p>\n<p>Siamo per un movimento Pan-europeo, ma che abbia all\u2019ordine del giorno il diritto dei popoli all\u2019autodeterminazione \u2013 come sarebbe dovuto accadere nel caso del referendum greco. Poi c\u2019\u00e8 tanto da capire e studiare, e in particolare come ricostruire questo Paese. Su questo concentrerei gli sforzi \u2013 come sulla trasmissione di conoscenze al riguardo fra movimenti nazionali alternativi \u2013 e non su mal posti sogni europeisti. Credo che avere il proprio Paese, i propri ceti popolari, i propri figli al centro del discorso politico sia l\u2019unica prospettiva credibile per una sinistra responsabile e veramente internazionalista.<\/p>\n<p><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n<p>Cesaratto, S. Alternative Interpretations of a Stateless Currency crisis, <a href=\"http:\/\/www.deps.unisi.it\/it\/ricerca\/pubblicazioni-deps\/quaderni-deps\/anno-2016-da-n725-n\/736-alternative-interpretations\">Working paper DEPS 735\/2016<\/a>, forthcoming in the <em>Cambridge Journal of Economics<\/em><\/p>\n<p>Hayek, F. A. 1939. The economic conditions of interstate federalism, in ID<em>,<\/em><a href=\"http:\/\/www.mises.org\/books\/individualismandeconomicorder.pdf\"><em>Individualism and Economic Order<\/em><\/a>, Chicago: University of Chicago Press.<\/p>\n<p>Luxemburg Stiftung, Europe \u2026 what\u2019s left? 22 theses for discussion,<a href=\"http:\/\/www.euronomade.info\/?p=7318\">http:\/\/www.euronomade.info\/?p=7318<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2017\/01\/fiato-sprecato.html#more\">http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2017\/01\/fiato-sprecato.html#more<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di POLITICA e ECONOMIA BLOG (Sergio Cesaratto) Intervento al Seminario internazionale, Europe\u2026What\u2019s Left ? organizzato da:transform! europe, transform! italia, Rosa Luxemburg Stiftung e Alternative per il Socialismo, sulle \u201c22 tesi per l\u2019Europa\u201d, 20 gennaio 2017, Casa Internazionale delle Donne, Roma &nbsp; Far\u00f2 un discorso molto franco. Non c\u2019\u00e8 molto nelle 22 tesi qui discusse (e in calce riprodotte) con cui mi senta d\u2019accordo. Andando subito al punto, si paga un lip service allo Stato nazionale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":23768,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Sergio_Cesaratto.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7cR","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27705"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27705"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27705\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27709,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27705\/revisions\/27709"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}