{"id":27730,"date":"2017-03-19T00:45:49","date_gmt":"2017-03-18T23:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27730"},"modified":"2017-03-12T22:52:47","modified_gmt":"2017-03-12T21:52:47","slug":"attualita-del-pensiero-di-christopher-lasch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27730","title":{"rendered":"Attualit\u00e0 del pensiero di Christopher Lasch"},"content":{"rendered":"<div data-canvas-width=\"247.59981278317196\">di CLAUDIO GIUNTA (italianista; Universit\u00e0 di Trento)<\/div>\n<div data-canvas-width=\"247.59981278317196\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"260.79974597514973\">Christopher Lasch (1932-1994) era un conservatore di sinistra. Che fosse un conservatore, non \u00e8 difficile da dimostrare. Il suo libro pi\u00f9 importante, <em>The True and Only Heaven <\/em>(tradotto da Feltrinelli col titolo <em>Il paradiso in terra<\/em>), \u00e8 una critica dell\u2019idea di progresso cos\u00ec come essa \u00e8 stata formulata dai moralisti inglesi del Settecento (Mandeville, Hume, Adam Smith) e difesa, nel corso del Novecento, tanto dai liberali di destra quanto dai <em>liberals <\/em>di sinistra.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"260.79974597514973\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"13.199993015062217\">Il libro comincia cos\u00ec: \u00abQuesta indagine ha preso l\u2019avvio da un interrogativo solo apparentemente semplice. Come pu\u00f2 accadere che delle persone serie continuino a credere nel progresso, malgrado le importanti confutazioni che parevano aver liquidato una volta per tutte la validit\u00e0 di questa idea?\u00bb.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"259.79984784897084\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"259.79984784897084\">Anche gli altri libri di Lasch sono, in sostanza, una riflessione sulle conseguenze negative che certi elementi della modernit\u00e0 hanno avuto sulla famiglia (<em>Rifugio in un mondo senza cuore<\/em>), sulla vita dei singoli (<em>L\u2019io minimo<\/em>, <em>La cultura del narcisismo<\/em>), sul patto sociale che \u00e8 alla base delle democrazie moderne (<em>La ribellione delle \u00e9lite<\/em>).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"259.79984784897084\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"85.19721652997954\">Una riflessione non asettica, dato che Lasch prende sempre risolutamente partito a favore delle vittime della modernit\u00e0: la famiglia, l\u2019etica della responsabilit\u00e0 e del sacrificio, la religione, lo spirito comunitario. Il che (per prevenire l\u2019obiezione pi\u00f9 facile e pi\u00f9 sciocca) non vuol dire affatto rimpiangere l\u2019allegra comunit\u00e0 di Salem o le carrozze a cavalli: la critica del presente non dev\u2019essere per forza \u2013 e non \u00e8 quasi mai nel caso di Lasch \u2013 un modo per essere nostalgici.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"395.99434349493595\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"396.19716505650894\">Che Lasch fosse un uomo di sinistra \u00e8 meno facile da dimostrare sia perch\u00e9 la \u2018sinistra\u2019 non si pu\u00f2 identificare con un sistema di valori costante nel tempo e nello spazio (altro \u00e8 la sinistra americana degli anni in cui scrive Lasch, tra i Sessanta e i Novanta, e altro \u00e8 la sinistra italiana degli stessi anni, o dei nostri) sia perch\u00e9 Lasch stesso si convinse a un certo punto che le etichette di \u2018destra\u2019 e \u2018sinistra\u2019 avevano fatto il loro tempo e che era ora di rinunciare, oltre che a certe vecchie idee, a questo vecchio linguaggio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"396.19716505650894\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"388.19696450001715\">Questo invito \u00e8 fatto da Lasch soprattutto per reazione alla sinistra radicale americana nata dai movimenti degli anni Sessanta e Settanta. Con la pretesa illusoria di \u2018abolire l\u2019ordine borghese esistente\u2019, sostiene Lasch, i movimenti libertari hanno fornito alla societ\u00e0 dei consumi tutti gli alibi culturali di cui essa poteva aver bisogno: \u00abSono i fatti a rendere ormai inadeguate le critiche di tipo libertario alla societ\u00e0 moderna [&#8230;]. Sono ancora molti i \u2018radicali\u2019 che continuano a dirigere la loro indignata protesta contro la famiglia autoritaria, la morale sessuale repressiva, la censura in campo letterario, l\u2019etica del lavoro e altre istituzioni fondamentali [&#8230;] che in realt\u00e0 sono state indebolite o abbattute dallo stesso capitalismo avanzato. Costoro non si rendono conto che la \u2018personalit\u00e0 autoritaria\u2019 non rappresenta pi\u00f9 il prototipo dell\u2019uomo economico. L\u2019uomo economico \u00e8 stato a sua volta sostituito dall\u2019uomo psicologico dei giorni nostri \u2013 il prodotto finale dell\u2019individualismo borghese\u00bb<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"65.5972316063508\">(<em>La cultura del narcisismo<\/em>, p. 10).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"391.99430907688196\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"349.5530919982853\">Molte delle pagine pi\u00f9 convincenti di Lasch sono un\u2019analisi di questa inattesa alleanza tra liberismo e libertarismo. E dato che questa alleanza \u00e8 ancora, pi\u00f9 di trent\u2019anni dopo, la forma del nostro tempo (il lettore italiano \u2013 il telespettatore italiano \u2013 non avr\u00e0 bisogno di esempi), le sue osservazioni meritano ancora di essere considerate con grande attenzione. Quanto all\u2019etichetta di \u2018sinistra\u2019, per quel che vale e significa oggi, direi che essa pu\u00f2 essere applicata a buon diritto alla sua critica del capitalismo odierno, cio\u00e8 delle forme che il capitalismo ha assunto prima negli Stati Uniti e poi, negli anni successivi alla morte di Lasch, nel mondo globalizzato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"349.5530919982853\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"349.5530919982853\">Tale critica tiene ferma l\u2019idea del conflitto di classe (\u00abSe riusciremo a superare le false polarizzazioni generate dalla politica del genere e della razza, scopriremo forse che le divisioni reali sono ancora quelle di classe [&#8230;]. \u00c8 appena il caso di ricordare che le \u00e9lite che danno il tono alla politica americana, anche quando sono in disaccordo praticamente su tutto il resto, hanno un forte interesse comune nel voler soffocare una politica di classe\u00bb: <em>La ribellione delle \u00e9lite<\/em>, pp. 96-97); ma non prevede e non auspica un \u2018superamento\u2019 del capitalismo in senso socialista.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"349.5530919982853\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"273.9971524233445\">Al contrario, sottolinea i guasti dello stato assistenziale e sottolinea le virt\u00f9, tipicamente americane, della libera iniziativa e della propriet\u00e0 privata. Ma trova che queste virt\u00f9 siano state mortificate dal modo in cui il capitalismo si \u00e8 evoluto nel corso del secolo XX, a causa dell\u2019estendersi dei <em>trusts <\/em>industriali e della produzione su larga scala a danno dell\u2019artigianato e del piccolo commercio, del peso crescente dell\u2019\u00e9lite finanziaria, dell\u2019aggravarsi delle disparit\u00e0 economiche tra dirigenti o manager e salariati, della corrosione del carattere indotta dal consumismo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"420.7942891474894\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"391.59436103340056\">Su questo terreno \u2013 e veniamo al tema che qui ci interessa \u2013 il pensiero di Lasch incontra la tradizione populista. A questa parola esecranda, perch\u00e9 collegata di solito ad esperienze politiche atroci o pessime (Hitler, Mussolini, Per\u00f3n, Ahmadinejad, Berlusconi), Lasch restituisce dignit\u00e0 recuperando non \u2013 come sarebbe naturale fare per un intellettuale europeo \u2013 la tradizione del populismo russo bens\u00ec l\u2019esperienza del sindacalismo agrario e operaio americano dell\u2019Ottocento, che negli anni Novanta confluir\u00e0 nel <em>People\u2019s Party<\/em> e poi nel Partito Democratico: un\u2019esperienza centrata su valori come l\u2019eguaglianza delle opportunit\u00e0, la competenza, la mutua collaborazione, il senso comunitario, e dunque nemica giurata delle nuove forme di divisione del lavoro che i monopoli e la meccanizzazione stavano imponendo alla piccola borghesia americana.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"391.59436103340056\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"120.59995366431748\">\u00abLa condiscendenza e il disprezzo con cui tanti storici guardano al populismo del secolo scorso \u2013 scrive Lasch \u2013 implicano la convinzione che il nostro tempo abbia in qualche modo scoperto il sistema di conciliare la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza con il sistema salariale, la finanza moderna e l\u2019organizzazione aziendale della vita economica. Nulla, nella storia del ventesimo secolo, giustifica una tale fiducia\u00bb (<em>Il paradiso in terra<\/em>, p. 211).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"120.59995366431748\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"58.799797511863396\">Il nome di Lasch torna ogni tanto nel dibattito, ma non spesso come dovrebbe. Sul &#8220;New York Times&#8221; (5 febbraio 2010), Lee Siegel ne ha parlato come di una specie di profeta, capace di prefigurare con decenni d\u2019anticipo molti dei mali che affliggono la vita odierna. Lo credo anch\u2019io, ma credo anche che l\u2019interesse di Lasch vada ben al di l\u00e0 della sua preveggenza. Su molte cose si pu\u00f2 e forse si deve non essere d\u2019accordo con lui. La sua sfiducia nell\u2019intervento pubblico e in tutto ci\u00f2 che anche lontanamente faccia parte della galassia dei \u2018servizi sociali\u2019 \u00e8 eccessiva. Cos\u00ec come \u00e8 eccessiva la sua fiducia nella bont\u00e0 intrinseca di quelle associazioni involontarie che sono la famiglia, la chiesa e la comunit\u00e0 d\u2019appartenenza.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"58.799797511863396\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"389.9645518968392\">I suoi appelli alle virt\u00f9 civiche e al senso comunitario scolorano spesso nel <em>wishful thinking<\/em>, o nell\u2019utopia, e fanno s\u00ec che alcuni dei suoi saggi assomiglino, pi\u00f9 che a delle analisi, a delle prediche (ma anche di prediche c\u2019\u00e8 bisogno, ogni tanto). E le sue idee sulla religione e sul ruolo che alla religione dovrebbe essere concesso nella vita politica mi sembrano, semplicemente, sba<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"401.596950694477\">gliate. Ed \u00e8 anche chiaro che di ogni sua parola si pu\u00f2 sempre dare una lettura \u2018di destra\u2019 o \u2018reazionaria\u2019: Siegel ha ragione a osservare che molte delle cose che Lasch dice nei suoi libri potrebbero piacere, oggi, ai membri del <em>Tea Party<\/em> (molte: ma molte no).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"401.596950694477\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"459.3969054273638\">Ma, pur ammettendo tutto questo, Lasch aveva il dono di saper individuare i problemi veramente cruciali del nostro tempo e di riuscire a dire sempre, su questi problemi, delle cose originali. Per questo Lasch \u00e8 cos\u00ec attuale: su temi tanto disparati e oggi tanto urgenti come l\u2019immigrazione e l\u2019integrazione razziale, il narcisismo di massa, la condizione femminile dopo il femminismo,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"28.797238480818905\">il dilagare dell\u2019<em>infotainment <\/em>[l&#8217;informazione-spettacolo, <em>ndr<\/em>]<em>,<\/em> la pseudo-democratizzazione del lusso, la corruzione dello sport, l\u2019invadenza della terapeutica, la crisi dell\u2019istruzione pubblica, i suoi libri hanno ancora moltissimo da dire.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"28.797238480818905\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"28.797238480818905\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"28.797238480818905\"><em>Fonte: &#8220;Italianieuropei&#8221;, 4\/2010<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CLAUDIO GIUNTA (italianista; Universit\u00e0 di Trento) Christopher Lasch (1932-1994) era un conservatore di sinistra. Che fosse un conservatore, non \u00e8 difficile da dimostrare. Il suo libro pi\u00f9 importante, The True and Only Heaven (tradotto da Feltrinelli col titolo Il paradiso in terra), \u00e8 una critica dell\u2019idea di progresso cos\u00ec come essa \u00e8 stata formulata dai moralisti inglesi del Settecento (Mandeville, Hume, Adam Smith) e difesa, nel corso del Novecento, tanto dai liberali di destra&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":28390,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[91,6],"tags":[4720,2873,319,1025,549,238,1783,931,5602,3088,5601],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/NARCIS.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7dg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27730"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27730"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29217,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27730\/revisions\/29217"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}