{"id":27806,"date":"2017-01-26T08:50:55","date_gmt":"2017-01-26T07:50:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27806"},"modified":"2017-01-25T18:25:22","modified_gmt":"2017-01-25T17:25:22","slug":"alvaro-garcia-linera-la-globalizzazione-e-morta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27806","title":{"rendered":"Alvaro Garcia Linera: \u00abLa globalizzazione \u00e8 morta\u00bb"},"content":{"rendered":"<h2><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2017\/01\/25\/alvaro-garcia-linera-la-globalizzazione-morta-088230\" target=\"_blank\"><em>da Contropiano<\/em><\/a><\/p>\n<h2><em>La globalizzazione come meta-racconto, come orizzonte politico ideologico capace di canalizzare le speranze collettive verso un unico destino che permettesse di realizzare tutte le possibili aspettative di benessere, \u00e8 esplosa in mille pezzi.<\/em><\/h2>\n<p>di Alvaro Garcia Linera*<br \/>\nLa frenesia per un imminente mondo senza frontiere, il chiasso por la constante minimizzazione \u00a0degli stati-nazionali in nome della libert\u00e0 d\u2019impresa e la quasi religiosa certezza che la societ\u00e0 mondiale finir\u00e0 per amalgamarsi in un unico spazio economico, finanziario e culturale integrato, sono appena crollate di fronte all\u2019ammutolito stupore delle \u00e8lites globalofile del pianeta.<\/p>\n<p>La rinuncia della Gran Bretagna a continuare nell\u2019Unione Europea \u2013 il progetto pi\u00f9 importante di unificazione statale degli ultimi cento anni \u2013 e la vittoria elettorale di Trump \u2013 che ha inalberato le bandiere di un ritorno al protezionismo economico, ha annunciato la rinuncia ai trattati di libero commercio e ha promesso la costruzione di mesopotamiche mura di frontiera \u2013, \u00a0hanno annichilito l\u2019illusione liberista pi\u00f9 grande e pi\u00f9 di successo dei nostri tempi. E che tutto questo provenga dalle due nazioni che 35 anni fa, protette dalle loro corazze di guerra, annunciavano l\u2019avvento del libero commercio e la globalizzazione come l\u2019inevitabile redenzione dell\u2019umanit\u00e0, ci parla di un \u00a0mondo che si \u00e8 capovolto o, ancor peggio, che ha finito le illusioni che lo hanno mantenuto sveglio per un secolo.<\/p>\n<p>La globalizzazione come meta-racconto, questo \u00e8, come orizzonte politico ideologico capace di canalizzare le speranze collettive verso un unico destino che permettesse di realizzare tutte le possibili aspettative di benessere, \u00e8 esplosa in mille pezzi. E oggi non c\u2019\u00e8 al suo posto niente di mondiale che \u00a0articoli quelle aspettative comuni. Quello che esiste \u00e8 uno spaventato\u00a0 ripiego all\u2019interno delle frontiere e il ritorno a un tipo de tribalismo politico, alimentato dall\u2019ira xenofoba, di fronte a un mondo che ormai non \u00e8 il mondo di nessuno.<\/p>\n<p>La misura geopolitica del capitalismo<\/p>\n<p>Chi ha iniziato lo studio della dimensione geografica del capitalismo \u00e8 stato Karl Marx. Il suo dibattito con l\u2019economista Friedrich List sul\u00a0capitalismo nazionale, nel 1847, e le sue riflessioni sull\u2019impatto della scoperta delle miniere d\u2019oro della California nel commercio transpacifico con l\u2019Asia, lo collocano come il primo e pi\u00f9 meticoloso analista dei processi di globalizzazione economica del regime capitalista. Di fatto, il suo contributo non \u00e8 fondato sulla comprensione del carattere mondializzato del commercio che inizia con l\u2019invasione europea dell\u2019America, ma sulla natura planetariamente espansiva della stessa produzione capitalista.<\/p>\n<p>Le categorie di sussunzione formale e sussunzione reale del processo di lavoro al capitale con le quali Marx rivela l\u2019auto-movimento infinito del modo di produzione capitalista, suppongono la crescente sussunzione della forza lavoro, l\u2019intelletto sociale e la terra, alla logica dell\u2019accumulazione imprenditoriale; vale a dire, la subordinazione delle condizioni dell\u2019esistenza di tutto il pianeta alla valorizzazione del capitale. Per questo che nei primi 350 anni della su esistenza la misura geopolitica del capitalismo \u00e8 avanzata dalle citt\u00e0-Stato alla dimensione continentale ed \u00e8 passata negli ultimi 150 anni alla \u00a0misura geopolitica planetaria.<\/p>\n<p>La globalizzazione economica (materiale) \u00e8 inerente al capitalismo. Il suo inizio si pu\u00f2 datare a 500 anni fa, a partire da quando si rafforzer\u00e0, in modo frammentario e contraddittorio, ancora molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Se seguiamo gli schemi di Giovanni Arrighi, nella sua proposta di cicli sistemici di accumulazione capitalista a capo di uno Stato egemone: Genova (secoli XV-XVI), Paesi Bassi (secolo XVIII), Inghilterra (secolo XIX) e Stati Uniti (secolo XX), ciascuna di queste egemonie \u00e8 stata accompagnata da un nuovo rafforzamento della globalizzazione (prima commerciale, poi produttiva, tecnologica, cognitiva e, infine, ambientalista) e da un\u2019espansione territoriale delle relazioni capitaliste. Invece, quello che costituisce un avvenimento recente all\u2019interno di questa globalizzazione economica \u00e8 la sua costruzione come progetto politico-ideologico, speranza o senso comune; cio\u00e8, come orizzonte d\u2019epoca capace di unificare i credo politici e la aspettative morali di uomini e donne appartenenti a tutte le nazioni del mondo.<\/p>\n<p>La\u00a0fine della storia<\/p>\n<p>La globalizzazione come storia o ideologia d\u2019epoca non ha pi\u00f9 di 35 anni. Fu iniziata dai presidenti Ronald Reagan e Margaret Thatcher, liquidando lo Stato del welfare, privatizzando le imprese statali, annullando la forza sindacale operaia e sostituendo il protezionismo del mercato interno con il libero mercato, elementi che avevano caratterizzato le relazioni economiche dalla crisi del 1929.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 stato un ritorno amplificato alle regole del liberismo economico del XIX secolo, inclusa la connessione in tempo reale dei mercati, la crescita del commercio in relazione al prodotto interno lordo (PIL) mondiale e l\u2019importanza dei mercati finanziari, che gi\u00e0 erano stati presenti in quel momento. Invece, ci\u00f2 che ha differenziato questa fase del ciclo sistemico da quella che aveva prevalso nel XIX secolo, \u00e8 stata l\u2019illusione collettiva della globalizzazione, la sua funzione ideologica leggittimatrice e la sua ascesa come supposto destino naturale e finale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>E quelli che si sono affiliati emotivamente a quel credo del libero mercato come salvezza finale non sono stati semplicemente i governanti i partiti politici conservatori, ma anche i mass media, i centri universitari, opinionisti e leader sociali. Il crollo dell\u2019Unione Sovietica e il processo che Antonio Gramsci chiam\u00f2 trasformismo ideologico degli ex socialisti divenuti furiosi neoliberisti, ha chiuso il cerchio della vittoria definitiva del neoliberismo globalizzatore.<\/p>\n<p>Certo! Se davanti agli occhi del mondo l\u2019URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), che era considerata fino allora il referente alternativo al capitalismo di libera impresa, abdica dalla lotta e si arrende davanti alla furia del libero mercato \u2013 e se per di pi\u00f9 quelli che erano i combattenti por un mondo diverso, pubblicamente e in ginocchio, abiurano le loro precedenti convinzioni per \u00a0proclamare la superiorit\u00e0 della globalizzazione sul socialismo di Stato \u2013, ci troviamo di fronte alla costruzione di una narrativa perfetta del destino\u00a0naturale\u00a0e irreversibile del mondo: il trionfo planetario della libera impresa.<\/p>\n<p>L\u2019enunciazione della\u00a0fine della storia\u00a0hegeliana con cui Francis Fukuyama ha caratterizzato lo spirito\u00a0del mondo, aveva tutti gli ingredienti di un\u2019ideologia d\u2019epoca, di una profezia biblica: la sua formulazione come progetto universale, il suo scontro contro un altro progetto universale demonizzato (il comunismo), la vittoria eroica (fine della\u00a0<i>guerra fredda<\/i>) e la conversione degli infedeli.<\/p>\n<div id=\"placement_205696_0\"><\/div>\n<p>La storia era arrivata alla sua meta: la globalizzazione neoliberista. E, a partire da quel momento, senza avversari antagonisti da affrontare, la questione ormai non era lottare per un mondo nuovo, ma semplicemente aggiustare, amministrare e perfezionare il mondo attuale, perch\u00e9 non c\u2019erano alternative ad esso. Per quel motivo, nessuna lotta valeva la pena strategicamente, poich\u00e9 tutto ci\u00f2 che si fosse tentato di fare per cambiare il mondo avrebbe finito per arrendersi di fronte al destino inamovibile dell\u2019umanit\u00e0, che era la globalizzazione. \u00c8 sorto cos\u00ec un conformismo passivo che si \u00e8 impossessato di tutte le societ\u00e0, non solo delle \u00e9lites politiche e imprenditoriali, ma anche di ampi settori sociali che hanno aderito moralmente alla narrativa dominante.<\/p>\n<p>La storia senza fine n\u00e9 destino<\/p>\n<p>Oggi, quando ancora echeggiano gli ultimi petardi dl la lunga festa\u00a0della fine della storia, risulta che chi \u00e8 uscito vincitore, la globalizzazione neoliberista, \u00e8 morta lasciando il mondo senza finale n\u00e9 orizzonte vittorioso; cio\u00e8 senza alcun orizzonte. Donald Trump non \u00e8 il \u00a0boia dell\u2019ideologia trionfalista della libera impresa, bens\u00ec \u00a0il medico legale al quale tocca ufficializzare una morte clandestina.<\/p>\n<p>I primi passi falsi dell\u2019ideologia della globalizzazione si fanno sentire agli inizi del XXI secolo in America Latina, quando operai, plebe urbana e ribelli indigeni non ascoltano il comando della fine della lotta di classe e \u00a0si mettono insieme per prendere il potere dello Stato. Combinando maggioranze parlamentari con azioni di massa, i governi progressisti e rivoluzionari implementano una variet\u00e0 di opzioni post-neoliberiste, mostrando che il libero mercato \u00e8 una perversione economica suscettibile di essere rimpiazzata da modi di gestione economica molto pi\u00f9 efficienti per ridurre la povert\u00e0, generare uguaglianza e dare impulso alla crescita economica.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2, la fine della storia\u00a0comincia a mostrarsi come una singolare truffa planetaria e di nuovo la ruota della storia \u2013 con le sue infinite contraddizioni e opzioni aperte \u2013 si mette in marcia. Successivamente, nel 2009, negli Stati Uniti, il tanto vilipeso Stato, che era stato oggetto di scherno in quanto considerato ostacolo alla libera impresa, \u00e8 tirato per la giacchetta da Barack Obama per statalizzare parzialmente la banca e salvare dalla bancarotta i banchieri privati. L\u2019efficientismo imprenditoriale, colonna vertebrale dello smantellamento statale neoliberista, \u00e8 cos\u00ec ridotto in polvere dalla propria incompetenza nell\u2019amministrare i risparmi dei cittadini.<\/p>\n<p>Poi arriva il rallentamento dell\u2019economia mondiale, in particolare del commercio delle esportazioni. Durante gli ultimi 20 anni, questo cresce al doppio del prodotto interno lordo (PIL) annuale mondiale, per\u00f2 a partire dal 2012 a stento riesce a raggiungere la crescita di quest\u2019ultimo, e gi\u00e0 nel 2015 \u00e8 persino minore, e con questo la liberalizzazione dei mercati ormai non \u00e8 pi\u00f9 \u00a0il motore dell\u2019economia planetaria n\u00e9 la\u00a0prova\u00a0della irresistibilit\u00e0 dell\u2019utopia neoliberista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, i votanti inglesi e statunitensi inclinano la bilancia elettorale in favore di un ripiegamento verso Stati protezionisti \u2013 possibilmente chiusi da mura \u2013, oltre a rendere visibile un malessere ormai planetario contro la devastazione delle economie operaie e della classe media, causato dal libero mercato planetario.<\/p>\n<p>Oggi, la globalizzazione ormai \u00a0non rappresenta pi\u00f9 il paradiso desiderato nel quale riposano le speranze popolari n\u00e9 la realizzazione del benessere familiare agognato. Gli stessi paesi e basi sociali che la sbandieravano decenni fa, sono diventati i suoi maggiori detrattori. Siamo di fronte alla morte di una delle maggiori truffe ideologiche degli ultimi secoli.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che nessuna frustrazione sociale resta impunita. Esiste un costo morale che, in questo momento, non illumina alternative immediate, anzi \u2013 \u00e8 il cammino tortuoso delle cose \u2013 le chiude, almeno temporaneamente. E c\u2019\u00e8 che alla morte della globalizzazione come illusione collettiva non si pu\u00f2 contrapporre l\u2019emergenza di un\u2019opzione capace di catturare e incanalare la volont\u00e0 desiderosa e la speranza mobilitante dei popoli colpiti.<\/p>\n<p>La globalizzazione, come ideologia politica, ha trionfato sulla sconfitta dell\u2019alternativa del socialismo di Stato, della statalizzazione dei mezzi di \u00a0produzione, il partito unico e l\u2019economia pianificata dall\u2019alto. La caduta del muro di Berlino, nel 1989, rappresenta teatralmente questa capitolazione. Pertanto, nell\u2019 immaginario planetario \u00e8 rimasta una sola strada, un solo destino mondiale. Quello che sta succedendo ora \u00e8 che pure quell\u2019unico destino trionfante muore. Cio\u00e8: l\u2019umanit\u00e0 rimane senza destino, senza direzione, senza certezza. Per\u00f2 non \u00e8 la fine della storia\u00a0\u2013 come preconizzavano i neoliberisti \u2013, bens\u00ec la fine della fine della storia. \u00c8 il nulla della storia.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che resta oggi nei paesi capitalisti \u00e8 un\u2019inerzia senza convinzione che non seduce, un mucchietto decrepito di illusioni marcite e, nella penna degli scrivani fossilizzati, la nostalgia di una globalizzazione fallita che non illumina pi\u00f9 i destini.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, con il socialismo di Stato sconfitto e il neoliberismo morto suicida, il mondo resta senza orizzonte, senza futuro, senza speranza mobilitante. \u00c8 un tempo di incertezza assoluta nella quale, come ben intuiva William Shakespeare,\u00a0tutto il solido svanisce nell\u2019aria. Ma proprio per questo \u00e8 pure un tempo pi\u00f9 fertile, perch\u00e9 non si hanno certezze ereditate \u00a0alle quali aggrapparsi per ordinare il mondo. Queste certezze bisogna \u00a0costruirle con le particelle del caos di questa nube cosmica che si lascia dietro la morte delle narrazioni passate.<\/p>\n<p>Quale sar\u00e0 il nuovo futuro mobilitante delle passioni sociali? Impossibile saperlo. Tutti i futuri sono possibili a partire dal niente ereditato. Il comune, il comunitario, il comunista \u00e8 una di quelle possibilit\u00e0 che \u00e8 annidata nell\u2019azione concreta degli esseri umani e nella loro imprescindibile relazione metabolica con la natura.<\/p>\n<p>In ogni caso, non esiste societ\u00e0\u00a0 umana capace di fare a meno della speranza. Non esiste essere umano che possa prescindere da un orizzonte, e oggi siamo costretti a costruirne uno. Questo \u00e8 comune agli umani e questo comune \u00e8 ci\u00f2 che pu\u00f2 condurci a disegnare un nuovo destino distinto de questo emergente capitalismo erratico che ha appena perduto fiducia in se stesso.<\/p>\n<p>* vicepresidente dello Stato plurinazionale della Bolivia<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jornada.unam.mx\/ultimas\/2016\/12\/28\/la-globalizacion-ha-muerto-alvaro-garcia-linera\">http:\/\/www.jornada.unam.mx\/ultimas\/2016\/12\/28\/la-globalizacion-ha-muerto-alvaro-garcia-linera<\/a><\/p>\n<p>(traduzione di Rosa Maria Coppolino)<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-alvaro_garcia_linera_la_globalizzazione__morta\/82_18720\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-alvaro_garcia_linera_la_globalizzazione__morta\/82_18720\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO da Contropiano La globalizzazione come meta-racconto, come orizzonte politico ideologico capace di canalizzare le speranze collettive verso un unico destino che permettesse di realizzare tutte le possibili aspettative di benessere, \u00e8 esplosa in mille pezzi. di Alvaro Garcia Linera* La frenesia per un imminente mondo senza frontiere, il chiasso por la constante minimizzazione \u00a0degli stati-nazionali in nome della libert\u00e0 d\u2019impresa e la quasi religiosa certezza che la societ\u00e0 mondiale finir\u00e0 per amalgamarsi in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":17650,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/antidiplomatico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7eu","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27806"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27806"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27807,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27806\/revisions\/27807"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}