{"id":27872,"date":"2017-01-28T10:45:38","date_gmt":"2017-01-28T09:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27872"},"modified":"2017-01-28T00:22:34","modified_gmt":"2017-01-27T23:22:34","slug":"tripoli-chiama-roma-proposte-per-superare-la-crisi-libica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27872","title":{"rendered":"Tripoli chiama Roma: proposte per superare la crisi libica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Parla Ahmed Safar, ambasciatore in Italia del Governo di Accordo Nazionale di Faiez Serraj: \u201cNon esiste stabilit\u00e0 basata solo su soluzioni militari, se Haftar vuole un ruolo politico dovr\u00e0 togliersi l&#8217;uniforme\u201d<\/em><\/p>\n<p>Tripoli chiama Roma. Nei giorni degli scambi di accuse seguiti all\u2019esplosione di un\u2019autobomba lo scorso 20 gennaio a poche centinaia di metri dall\u2019ambasciata italiana nella capitale libica, \u00e8 <strong>Ahmed Safar, ambasciatore<\/strong> del Governo di Accordo Nazionale di Faiez Serraj in Italia a lanciare un messaggi di distensione al nostro Paese.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\">\u00a0Il diplomatico ha incontrato i giornalisti gioved\u00ec 26 gennaio nella sede dell\u2019ambasciata libica per la presentazione del progetto <strong><em>Time For Action<\/em><\/strong> organizzato in collaborazione con la <strong>Camera di Commercio Italo-Libica<\/strong>: un percorso di informazione e formazione destinato agli imprenditori italiani che intendono tornare a fare affari in Libia, con seminari, workshop e progetti pilota, il cui inizio \u00e8 previsto luned\u00ec 30 gennaio con una prima conferenza in programma alle 14:30 all\u2019Accademia libica in via Cortina d\u2019Ampezzo a Roma.<\/div>\n<p>Nel corso della conferenza stampa Safar ha fatto il punto sulla crisi libica: dall\u2019attentato di Tripoli alle possibilit\u00e0 di dialogo tra le forze che sostengono Serraj e quelle che invece appoggiano il governo rivale di Tobruk, dal ruolo del generale della Cirenaica Khalifa Haftar al petrolio e ai necessari investimenti esteri che possono permettere al Paese nordafricano di lasciarsi alle spalle l\u2019\u201ceconomia di guerra\u201d e di far ripartire l\u2019\u201ceconomia di pace\u201d.<\/p>\n<p>Sull\u2019<strong>esplosione a Tripoli<\/strong>, l\u2019ambasciatore evita di commentare le accuse di complicit\u00e0 lanciate dalla RADA (forze speciali di deterrenza fedeli a Serraj, ndr) nei confronti del generale Haftar. \u201cL\u2019azione \u00e8 ancora sotto indagine \u2013 ha affermato -. I primi riscontri allontanano la possibilit\u00e0 che possa essersi trattato di un attentato terroristico. La Procura Generale sta infatti trattando l\u2019azione come un atto criminale. Ci\u00f2 per\u00f2 non impedisce di sospettare che il momento scelto per compiere l\u2019attentato possa avere delle dimensioni politiche\u201d. Eppure, ha proseguito, \u201cse dovessimo pensare a un atto terroristico nei confronti dell\u2019ambasciata italiana sicuramente la tempistica e il luogo sarebbero stati diversi\u201d. L\u2019ambasciatore non si sbilancia ulteriormente lasciando per\u00f2 intendere che se \u00e8 vero che qualcuno a Tripoli pu\u00f2 non vedere di buon occhio l\u2019appoggio confermato dal nostro governo al premier Serraj, \u00e8 altrettanto vero che la maggioranza dei libici vuole un riavvicinamento con l\u2019Italia e vede nella riapertura dell\u2019ambasciata l\u2019unica soluzione per ottenere in tempi relativamente brevi il rilascio di un visto per tornare a viaggiare nel nostro Paese.<\/p>\n<h3>Possibile un accordo tra Serraj e Haftar?<\/h3>\n<p>Sull\u2019avvio di una fase di dialogo tra il Governo di Accordo Nazionale di Serraj e l\u2019esecutivo di Tobruk, Safar si dice possibilista. \u201cNon esiste stabilit\u00e0 basata solo su soluzioni militari \u2013 afferma \u2013 Oggi molti vedono nel Consiglio Presidenziale guidato da Serraj un organismo non abbastanza forte per controllare il Paese e per tentare di includere nel processo di pacificazione quelle fazioni che sono rimaste fuori dagli accordi di Shikrat del dicembre 2015. Posso assicurare per\u00f2 che nessuno in Libia in questo momento sta cercando una soluzione alternativa a Serraj\u201d. Una versione obiettivamente contestabile, e non solo per le ripetute sortite nei palazzi ministeriali di Tripoli di milizie fedeli a Khalifa Ghwell quanto, soprattutto, per la presenza di una figura militare e politica che sta ottenendo un consenso sempre pi\u00f9 ampio a livello internazionale, vale a dire il generale della Cirenaica Khalifa Haftar. \u201cMa ogni componente dell\u2019esercito \u2013 dichiara in proposito Safar \u2013 deve sottostare alla volont\u00e0 del popolo libico. Se vuole avere un ruolo politico Haftar deve togliersi l\u2019uniforme, altrimenti sarebbe un ritorno alla dittatura della quale pensavamo di esserci liberati\u201d.<\/p>\n<h3>Il problema delle milizie armate<\/h3>\n<p>Sullo stato di insicurezza a Tripoli, cos\u00ec come in altre citt\u00e0 e vastissime aree del Paese, Safar ha le idee chiare per venire a capo del problema, anche se al momento appare molto difficile concretizzarle alla luce dell\u2019anarchia che regna sovrana nella capitale. \u201cBisogna capire chi, come e perch\u00e9 fornisce armi a centinaia di miliziani. Solo creando alternative occupazionali faremo deporre le armi a queste persone. Lo stesso vale per i migranti che attraversano il nostro Paese per andare in Europa: se offriamo loro una situazione economica pi\u00f9 stabilizzata, alcuni potrebbero decidere di fermarsi in Libia per periodi di impiego temporanei lunghi e certamente migliorerebbe anche il rispetto dei loro diritti. La Libia ha bisogno di un fondo di stabilizzazione per la ripresa della sua economia. Questa stabilit\u00e0 economica avr\u00e0 degli effetti positivi sulla sicurezza generale del Paese\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Petrolio e opportunit\u00e0 per l\u2019Italia<\/h3>\n<p>Qualcosa si sta gi\u00e0 muovendo in tal senso, come indica la ripresa delle esportazioni petrolifere a seguito di un tacito accordo tra Tripoli, la NOC (National Oil Company) e le milizie di Haftar che controllano il bacino della Sirte dove si trovano terminal e giacimenti offshore. \u201cNell\u2019ultimo anno \u2013 spiega Safar \u2013 siamo passati da 300mila barili di petrolio al giorno a pi\u00f9 di 700mila e contiamo di superare il milione nelle prossime settimane. Questo aumento delle esportazioni ci ha consentito di approvare una nuova finanziaria da 37,5 miliardi di dinari. Servono ulteriori fondi per la distribuzione di acqua e l\u2019erogazione di elettricit\u00e0. L\u2019Occidente e l\u2019Europa devono tornare a investire: non si pu\u00f2 aspettare la stabilit\u00e0 per ottenere sviluppo, le cose devono andare di pari passo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/LIBIA-PETROLIO.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65769 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/LIBIA-PETROLIO.jpg\" alt=\"LIBIA PETROLIO\" \/><\/a><em>(La mappa di giacimenti e terminal di petrolio e gas in Libia, fonte Foreign Policy Association)\u00a0<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Concetto di cui \u00e8 convinto anche <strong>Gianfranco Damiano<\/strong>, presidente della Camera di Commercio Italo-Libica. \u201c\u00c8 necessario un riallineamento dell\u2019Italia al futuro della Libia. Nonostante la crisi prolungata, a parte le piattaforme offshore di <em>ENI <\/em>gi\u00e0 da tempo molte aziende hanno ripreso a lavorare tra Misurata, Bengasi e Tripoli. Rispetto al passato lavoriamo su uno scenario reso molto pi\u00f9 complesso dalla presenza di altri Paesi concorrenti e da scelte politiche incerte: c\u2019\u00e8 stato infatti un momento in cui riconoscevamo il governo di Tobruk ma avevamo l\u2019ambasciata a Tripoli. Sono convinto che l\u2019apertura dell\u2019ambasciata italiana a Tripoli rappresenti un grande segnale di fiducia nei confronti della Libia intera. Le nostre imprese che hanno dovuto lasciare la Libia in questi ultimi anni sono chiamate ad affrontare diversi problemi: c\u2019\u00e8 circa un miliardo di euro di crediti che non pu\u00f2 essere riscosso, motivo per cui spetta al governo italiano pensare a delle misure di compensazione; occorre sbloccare il rilascio dei visti per far tornare in Italia gli imprenditori libici; occorre formare i nostri imprenditori che intendono investire in Libia e fare lo stesso con i libici che vogliono lavorare con l\u2019Italia; occorre consolidare la nostra rete di alleanze non solo nell\u2019Ovest ma anche in tutto il resto Paese. Ricordiamoci di avere ancora un vantaggio rispetto ai nostri competitor: abbiamo un rapporto non solo di partenariato economico ma anche di profonda amicizia con questo popolo\u201d. \u00c8 l\u2019ora di tornare a sfruttarlo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-italia-imprese-camera-commercio-italo-libica\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-italia-imprese-camera-commercio-italo-libica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Parla Ahmed Safar, ambasciatore in Italia del Governo di Accordo Nazionale di Faiez Serraj: \u201cNon esiste stabilit\u00e0 basata solo su soluzioni militari, se Haftar vuole un ruolo politico dovr\u00e0 togliersi l&#8217;uniforme\u201d Tripoli chiama Roma. 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