{"id":27884,"date":"2017-01-28T11:02:24","date_gmt":"2017-01-28T10:02:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27884"},"modified":"2017-01-28T11:19:12","modified_gmt":"2017-01-28T10:19:12","slug":"draghi-e-la-fake-news-sul-target2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27884","title":{"rendered":"Draghi e la \u201cfake news\u201d sul TARGET2"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>THOMAS FAZI<\/strong><\/p>\n<p>Sta facendo molto discutere <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-01-23\/draghi-uscire-euro-bisogna-chiudere-saldi-target-2-italia-ha-passivo-359-miliardi-141554.shtml?uuid=AEr8WtF\" target=\"_blank\">la dichiarazione di Mario Draghi<\/a> secondo cui, nel caso in cui un paese lasciasse l\u2019euro, la sua banca centrale dovrebbe prima saldare tutti i debiti da essa accumulati nei confronti della Banca centrale europea (BCE) attraverso il sistema di pagamenti interbancario del TARGET2 (<i>Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System<\/i>), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali dell\u2019UE. Nel caso dell\u2019Italia, tale debito \u00e8 attualmente pari a circa 350 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 veramente cos\u00ec? Innanzitutto dobbiamo chiarire cos\u2019\u00e8 il TARGET2, anche perch\u00e9 le interpretazioni di questo meccanismo sono alquanto divergenti. Per prima cosa bisogna capire come funzionano i pagamenti tra banche commerciali, tanto all\u2019interno dello stesso paese quanto tra diversi paesi dell\u2019eurozona. Partiamo dal caso di un pagamento interbancario nello stesso paese. Quando il cliente della banca italiana A effettua un trasferimento di fondi alla banca italiana B, il trasferimento non avviene in maniera diretta ma con l\u2019intermediazione della banca centrale nazionale, la Banca d\u2019Italia, che ridurr\u00e0 le riserve (la moneta legale utilizzata dalle banche commerciali) detenute dalla banca A sul proprio \u201cconto di riserva e regolamento\u201d presso la banca centrale stessa e contestualmente aumenter\u00e0 dello stesso importo le riserve detenute dalla banca B sul proprio conto di riserva e regolamento. In tempi \u201cnormali\u201d, se una banca non possiede riserve a sufficienza sul proprio conto di riserva\/regolamento, se li fa prestare da un\u2019altra banca sul cosiddetto mercato interbancario. In tempi di instabilit\u00e0 finanziaria \u2013 come il periodo immediatamente successivo alla crisi del 2007-8 \u2013, per\u00f2, le banche non si fidano pi\u00f9 a prestare le proprie riserve alle altre banche, perch\u00e9 queste potrebbero fare <em>crack<\/em> da un giorno all\u2019altro, causando una perdita alla banca creditrice.<\/p>\n<p>In questi casi \u2013 lo abbiamo visto in tutti i paesi occidentali all\u2019indomani dello scoppio della crisi dei subprime \u2013 interviene la banca centrale, che \u2013 forte della sua abilit\u00e0 di \u201cstampare\u201d riserve in misura illimitata \u2013 si fa carico di fornire al sistema bancario tutte le riserve di cui quest\u2019ultimo ha bisogno, agendo di fatto da prestatrice di ultima istanza. Se cos\u00ec non facesse, il sistema bancario si \u201ccongelerebbe\u201d nel giro di pochi giorni, con conseguenze facili da immaginare. Dal breve quadro che abbiamo tratteggiato, si desume facilmente come le riserve rappresentino un credito per la banca centrale che le \u201cpresta\u201d e un debito per la banca commerciale che le detiene.<\/p>\n<p>Questo per quanto riguarda un singolo paese. Nel caso di un\u2019unione monetaria sovranazionale quale \u00e8 l\u2019eurozona, per\u00f2, le cose non sono molto dissimili. La differenza principale sta nel fatto che nell\u2019eurozona le banche commerciali non detengono i propri conti di riserva\/regolamento direttamente presso la BCE ma \u2013 in virt\u00f9 della anomala architettura \u201csemi-sovranazionale\u201d dell\u2019unione monetaria \u2013 presso la banca centrale del proprio paese. Questo \u00e8 il motivo per cui, nel momento in cui la banca del paese A trasferisce dei fondi verso la banca del paese B, la prima non registra una riduzione delle proprie riserve presso la BCE ma presso la propria banca centrale nazionale, la quale a sua volta riporter\u00e0 in bilancio un <i>passivo<\/i> verso la BCE che agisce come controparte centrale; per la banca che riceve i fondi si determina invece un incremento delle proprio riserve presso la banca centrale del proprio paese, la quale a sua volta registrer\u00e0 un <i>attivo<\/i> nei confronti della BCE. Ora, come per i pagamenti interbancari che hanno luogo all\u2019interno di un singolo paese, in tempi \u201cnormali\u201d gli attivi\/passivi delle banche centrali nazionali nei confronti della BCE vengono rapidamente compensati dall\u2019approvvigionamento di nuove riserve (sul mercato interbancario) da parte della banca del paese A.<\/p>\n<p>Fino allo scoppio della crisi dell\u2019euro, nel 2010, queste riserve venivano fornite in buona parte dalle banche tedesche, in virt\u00f9 dell\u2019eccesso di riserve circolanti nel sistema bancario tedesco, derivante dall\u2019enorme avanzo commerciale della Germania.\u00a0Nel 2011, per\u00f2, il mercato interbancario europeo si \u00e8 definitivamente inceppato. Le banche del centro (Germania <i>in primis<\/i>) hanno cominciato a chiedere indietro i loro soldi alle banche della periferia ma queste non erano pi\u00f9 in grado di approvvigionarsi di riserve sul mercato interbancario. A quel punto \u2013 esattamente come avrebbe fatto qualunque banca centrale nazionale \u2013 \u00e8 intervenuta la BCE, garantendo alle banche commerciali dei paesi periferici tutta la liquidit\u00e0 (le riserve) di cui avevano bisogno. Per la succitata architettura dell\u2019Eurosistema, per\u00f2, la BCE non ha fornito le riserve direttamente alle banche commerciali che ne avevano bisogno ma lo ha fatto per mezzo delle banche centrali nazionali. Di conseguenza, le banche centrali dei paesi periferici hanno registrato un aumento dei loro <i>passivi<\/i> nei confronti della BCE \u2013 un po\u2019 come se la BCE avesse \u201cprestato\u201d le riserve alle singole banche centrali nazionali affinch\u00e9 queste le \u201criprestassero\u201d poi alle loro banche \u2013, mentre la Germania e gli altri paesi del centro hanno registrato un aumento dei loro <i>attivi<\/i> nei confronti della BCE.<\/p>\n<p>Negli anni scorsi, questo meccanismo \u2013 che a dispetto della sua apparente complessit\u00e0 non rappresenta altro che un normalissimo strumento di politica monetaria, necessario per il corretto funzionamento del mercato interbancario intra-euro \u2013 ha dato adito a fantasiose interpretazioni. In particolare, i \u201cfalchi\u201d tedeschi, capitanati da Hans-Werner Sinn, hanno sostenuto \u2013 spesso trovandosi in sintonia con diversi economisti di sinistra \u2013 che il TARGET2 fungerebbe come un diabolico sistema di \u201csalvataggio occulto\u201d dei paesi della periferia, finanziato \u2013 <i>\u00e7a va sans dire<\/i> \u2013 dai contribuenti tedeschi, che permetterebbe a questi paesi standard di vita che altrimenti non potrebbero permettersi. Inutile dire che le cose non stanno esattamente cos\u00ec.<\/p>\n<p>Primo, non \u00e8 la Bundesbank a \u201cprestare\u201d le riserve ai paesi che registrano un saldo T2 passivo ma semmai \u00e8 la BCE. Come spiega <a href=\"http:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.bancaditalia.it%2FdotAsset%2F376decf2-4e4c-4121-8a7a-794d1ee06ddf.pdf&amp;h=ATO52r2Spa7xmHs60XywDFjTN-RV8WvcJJ06WjVP6Vn9P1CxYPXs5YxPFbpHSBSqhpa0z_MsuOTfx_56AoiYyR3lw0TI0XVTGSEH7NycYznr_Hv24Ed2jcpq12BzlRjGLeviWdXnJq4MjA&amp;s=1\" target=\"_blank\">questo <i>Bollettino<\/i> della Banca d\u2019Italia<\/a>, \u00abl\u2019ampliamento dei saldi T2\u2026 non rappresenta l\u2019erogazione di un finanziamento diretto tra due paesi\u00bb n\u00e9 tantomeno rappresenta \u00abun\u2019obbligazione bilaterale tra due paesi\u00bb. Semmai la Germania pu\u00f2 essere considerata \u201cprestatrice\u201d solo in quanto azionista della BCE.<\/p>\n<p>Secondo, la BCE di fatto non \u201cpresta\u201d le riserve alle banche centrali nazionali ma alle banche commerciali <i>attraverso<\/i> le banche centrali nazionali, che di fatto agiscono solamente da cinghie di trasmissione nazionali e possono essere considerate a tutti gli effetti delle \u201cfiliali\u201d della BCE stessa.<\/p>\n<p>Terzo, considerare le riserve un \u201cdebito\u201d dello Stato nel quale si trovano le banche commerciali che ricevono le suddette riserve dalla BCE \u00e8 una forzatura enorme della realt\u00e0, perch\u00e9 il \u201ccredito\u201d di una banca centrale \u00e8 un credito di una natura molto particolare, che di fatto non comporta \u201cperdite\u201d nel caso di mancato rimborso (fallimento di una banca e conseguente \u201cscomparsa\u201d delle riserve da essa detenute). Se cos\u00ec non fosse, a rigor di logica, qualunque paese dovrebbe aggiungere le riserve detenute dal proprio sistema bancario al computo del proprio debito nazionale.<\/p>\n<p>Quarto, se proprio vogliamo dare una lettura \u201cmorale\u201d del meccanismo TARGET2, come amano fare i tedeschi, allora dovremmo dire che esso, lungi dall\u2019aver rappresentato un salvataggio per i paesi della periferia, ha invece rappresentato<a href=\"http:\/\/www.francodebenedetti.it\/quelle-banche-in-germania-salvate-da-noi-europei-quei-500-miliardi-dei-paesi-deboli-che-hanno-salvato-le-banche-tedesche\/\" target=\"_blank\"> un vero e proprio <i>bailout\u00a0<\/i><\/a>del valore di oltre 500 miliardi di euro a favore dei paesi del centro, e in particolare della Germania:<\/p>\n<p><i>In questo processo, il settore privato tedesco si \u00e8 disfatto di molti crediti dubbi\u2026 Ma la maggior parte del credito concesso dalle banche tedesche alla periferia dell\u2019eurozona \u00e8 stato in pratica semplicemente passato alla Bundesbank come saldo di TARGET2. E dei saldi di TARGET2 rispondono in solido gli azionisti della BCE, e quindi anche la Germania, ma solo per il 27 per cento. Ecco quindi come il sistema bancario tedesco \u00e8 stato di fatto salvato mutualizzando i suoi crediti dubbi verso la periferia a spese di tutti i paesi dell\u2019eurozona.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un altro punto da sottolineare: l\u2019incremento del passivo TARGET2 di diversi paesi della periferia \u2013 in particolare dell\u2019Italia \u2013 negli ultimi due anni non riflette, come nel 2011-12, l\u2019incapacit\u00e0 delle banche di questi paesi di rifinanziarsi sul mercato interbancario. Esso \u00e8 piuttosto il risultato delle politiche di quantitative easing (QE) della BCE, che passa sempre per le banche nazionali: in parole povere, buona parte della liquidit\u00e0 creata dalla Banca d\u2019Italia (in quanto \u201cfiliale\u201d della BCE) <a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2016\/09\/09\/debito-target2-il-record-italiano-non-vuol-dire-che-siamo-tornati-nel-2012\/\" target=\"_blank\">non \u00e8 rimasta all\u2019interno del nostro sistema finanziario<\/a>, ma \u00e8 defluita verso l\u2019esterno \u2013 per investimenti esteri e per l\u2019acquisto di titoli di Stato italiani detenuti da banche estere, soprattutto tedesche \u2013 dando impulso alla dinamica del saldo TARGET2, che si conferma un semplice \u201ceffetto collaterale\u201d delle decisioni di politica monetaria \u2013 normali o non convenzionali che siano \u2013 della banca centrale e della artificiosa frammentazione del bilancio della stessa.<\/p>\n<p>E che dire della minaccia di Draghi secondo cui un paese che volesse uscire dall\u2019euro dovrebbe prima saldare il proprio debito TARGET2? Che si tratti di una minaccia priva di alcun fondamento <a href=\"http:\/\/www.bundesbank.de\/Redaktion\/EN\/Downloads\/Publications\/Annual_Report\/2011_annual_report.pdf?__blob=publicationFile\" target=\"_blank\">lo rivela la stessa Bundesbank<\/a>, che\u00a0riconosce che l\u2019ipotesi di un\u2019uscita di un paese dal sistema TARGET2 \u00abnon \u00e8 prevista nei termini del Trattato sul Funzionamento dell\u2019Unione europea\u00bb e dunque sarebbe necessariamente soggetta a negoziato, in cui \u2013 tra l\u2019altro \u2013 il paese uscente si troverebbe in una situazione di notevole vantaggio contrattuale.<\/p>\n<div>\n<p>Alla luce di quanto detto sopra, l\u2019unica misura in cui la Germania pu\u00f2 considerarsi \u201cesposta\u201d nei confronti dell\u2019Italia \u00e8 in quanto partecipe del capitale della BCE, giacch\u00e9, se veramente un paese dovesse uscire dall\u2019euro e rifiutarsi di saldare il conto T2 (come \u00e8 probabile, almeno nella sua interezza), si aprirebbe un buco di bilancio nella BCE. A quel punto \u2013 come spiega sempre Bankitalia \u2013 \u00abeventuali perdite di bilancio relative alle operazioni di rifinanziamento principali vengono ripartite tra tutte le banche centrali nazionali sulla base della quota di partecipazione al capitale della BCE, indipendentemente da quale banca centrale nazionale abbia erogato il finanziamento e dalla distribuzione dei saldi TARGET2 all\u2019interno dell\u2019Eurosistema\u00bb. E questo perch\u00e9 \u2013 ripetiamolo \u2013 \u00abi saldi su TARGET2 non rappresentano un\u2019obbligazione bilaterale tra due paesi\u00bb.<\/p>\n<p>E comunque, anche nel caso in cui la BCE dovesse veramente subire un buco di bilancio, questo non avrebbe alcun impatto dal punto di vista operativo, n\u00e9 rappresenterebbe una \u201cperdita\u201d per la Germania, a meno che la BCE non chiedesse veramente alle tesorerie nazionali di rimpolpare il capitale della BCE (e la Germania acconsentisse), cosa estremamente improbabile. Le favole tedesche sul funzionamento delle banche centrali valgono per gli altri, mica per s\u00e9. <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/pub\/pdf\/scpops\/ecbop169.en.pdf\" target=\"_blank\">Come ha riconosciuto di recente la stessa BCE<\/a>, infatti, le banche centrali possono tranquillamente operare con capitale negativo.<\/p>\n<p>In conclusione, possiamo affermare che \u00e8 priva di fondamento tanto l\u2019idea secondo cui la Germania\u00a0\u00abavrebbe\u00a0aperto una linea di credito\u00bb a paesi come l\u2019Italia (e dunque subirebbe\u00a0\u00abperdite enormi\u00bb in caso\u00a0di uscita di un paese con saldo T2 passivo dall\u2019euro), quanto l\u2019affermazione di Draghi secondo cui per uscire dall\u2019euro bisogna prima chiudere i saldi T2. Poco pi\u00f9 di una \u201cfake news\u201d insomma, che per\u00f2\u00a0conferma una cosa: che il debito \u2013 di qualunque natura sia \u2013 continua ad essere un potente strumento disciplinare nelle mani delle classi dominanti, anche quando questo \u00e8 poco pi\u00f9 di uno spauracchio.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.eunews.it\/2017\/01\/28\/draghi-e-la-fake-news-sul-target2\/76363\">http:\/\/www.eunews.it\/2017\/01\/28\/draghi-e-la-fake-news-sul-target2\/76363<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THOMAS FAZI Sta facendo molto discutere la dichiarazione di Mario Draghi secondo cui, nel caso in cui un paese lasciasse l\u2019euro, la sua banca centrale dovrebbe prima saldare tutti i debiti da essa accumulati nei confronti della Banca centrale europea (BCE) attraverso il sistema di pagamenti interbancario del TARGET2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali dell\u2019UE. Nel caso dell\u2019Italia, tale debito \u00e8 attualmente&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17946,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/thomas-fazi-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7fK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27884"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27884"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27888,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27884\/revisions\/27888"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17946"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}