{"id":27907,"date":"2017-01-29T11:04:56","date_gmt":"2017-01-29T10:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27907"},"modified":"2017-01-29T11:04:56","modified_gmt":"2017-01-29T10:04:56","slug":"il-circolo-pd-di-washington-da-la-linea-ai-circoli-italiani-contro-il-populismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27907","title":{"rendered":"Il circolo PD di Washington d\u00e0 la linea ai circoli italiani contro il populismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COME DON CHISCIOTTE (Maria Grazia Buzzone)<\/strong><\/p>\n<p>Sapevate che esiste un Circolo PD di Washington? Ebbene non solo esiste ma prende iniziative importanti, come stilare report a uso dei circoli italiani e dar vita a una Task force anti-populismo e proposte concrete per \u201cportare il Partito Democratico a pi\u00f9 stretto contatto con i cittadini\u201d. Una novit\u00e0 non da poco.<\/p>\n<p>Al tempo del PCI erano Comitato Centrale e Segreteria a dare la linea, che gi\u00f9 per li rami delle federazioni arrivava ai circoli territoriali sparsi sul territorio. Col PD il percorso \u00e8 diventato pi\u00f9 vago, i circoli meno attivi, fino alla loro recente quasi-dismissione con la segreteria di Matteo Renzi, poco sensibile alla partecipazione dal basso \u2013 e forse anche dall\u2019alto. Che farsene dei circoli (e degli iscritti) se tutto viene deciso al vertice, anzi, nel \u2018cerchio magico\u2019, e le primarie sono aperte a chiunque, di destra, sinistra o centro?<\/p>\n<p>Adesso, con l\u2019incalzare dei \u2018populismi\u2019, sembra che qualcosa stia cambiando, a giudicare dalla lunga mail in arrivo dai Circoli agli iscritti e ai simpatizzanti \/elettori delle primarie. Uno di loro ce l\u2019ha girata, sorpreso dai contenuti, ma prima di tutto dalla novit\u00e0 di cui sopra. Ovvero dal ruolo inedito del fantomatico Circolo di Washington D.C. di cui nulla peraltro si dice nella mail. Chi lo ha costituito, e quando? Chi rappresenta? Chi ne fa parte? Mistero.<\/p>\n<p>Come che sia, \u00e8 da questo Circolo americano che \u00e8 partita, \u201cl\u2019indomani della vittoria elettorale di Donald Trump\u201d, la riscoperta delle \u201ccomunit\u00e0 politiche\u201d sulle quali investire per \u201cdar voce ai cittadini\u201d a partire dai circoli Pd (quelli che esistono e dono ancora attivi).<\/p>\n<p>Una novit\u00e0 in s\u00e9 positiva, se non fosse che l\u2019obiettivo non \u00e8 tanto quello di promuovere un dibattito ampio nella base piddina sulla linea politica del partito \u2013 come suggeriva Fabrizio Barca, per intenderci \u2013 quanto la lotta al cosiddetto populismo. E che a promuovere le iniziative, si specifica, sar\u00e0 la Task force Anti-Populismo che viene definita \u201c un gruppo di lavoro internazionale coordinato dal PD di Washington\u201d.<\/p>\n<p>La task force si \u00e8 gi\u00e0 attivata e ha prodotto un rapporto con 15 proposte da girare ai circoli PD italiani \u2013 magari anche di altri paesi europei. Si legge infatti nella prefazione: \u201c Il presente lavoro nasce(\u2026) dalla constatazione che i grandi partiti democratici in Europa non stiano dando risposte soddisfacenti per rimediare ai fattori scatenanti del populismo e di conseguenza sono particolarmente vulnerabili ad effetti quali disincanto democratico, deficit di rappresentanza, disimpegno dei cittadini dalle responsabilit\u00e0 civiche, risentimento e frustrazione nei confronti delle \u00e9lites, opposizione alle soluzioni offerte dalle istituzioni e dagli esperti, rabbia nei confronti della diversit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Le due cause che hanno scatenato questi malesseri secondo questa analisi hanno entrambe a che fare con la globalizzazione. Sintetizziamo:<\/p>\n<p>La prima fa riferimento alla \u201ccontrapposizione nuova tra \u2018perdenti\u2019 e \u2018vincenti\u2019 della globalizzazione \u2013 non sovrapponibile alla vecchia dialettica capitale vs lavoro (\u2026) Da qui \u201cla difficolt\u00e0 nella rappresentazione politica dei \u2018perdenti\u2019, soprattutto usando vecchie retoriche di sinistra\u201d. Si sapeva da tempo.<\/p>\n<p>Con la seconda causa si entra un po\u2019 pi\u00f9 nel merito, riconoscendo che \u201caccordi internazionali in Occidente per rendere possibile la globalizzazione hanno limitato lo \u2018spazio di azione\u2019, soprattutto in Europa. \u201c I programmi e le politiche dei partiti principali sono diventati sempre meno distinguibili e facile bersaglio dei partiti populisti, che si fanno invece promotori di politiche radicali e percepite come potenzialmente risolutive \u201d.<\/p>\n<p>Conseguenza di quella che viene chiamata \u2018degenerazione populista\u2019 \u00e8 \u201cl\u2019intensificarsi di messaggi a sfondo razzista, xenofobo e misogino, che alimentano il malcontento per trasformarlo in arma contro determinati obiettivi. Vedi i rifugiati e migranti. Messaggi amplificati dai social \u201c.<\/p>\n<p>Quindi? \u201cPrioritario \u00e8 normalizzare\u2019 il discorso politico\u201d, viene detto . Spiegando che la \u2018 strategia del terrore\u2019 non paga \u2013 come si \u00e8 visto con Brexit e Trump : non solo \u00e8 inutile ma anche dannosa perch\u00e9 \u201cradicalizza ulteriormente la contrapposizione \u00e9lite-popolo\u201d e fa apparire poco solide le istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>\u201c Il PD deve trasformarsi in grande movimento democratico \u2026 coinvolgendo gli elettori per ristabilire un rapporto di fiducia fra i cittadini e i loro rappresentanti in parlamento, nella segreteria, nei circoli. E\u2019 questa la MISSIONE del PD, il cui successo dipende dalle politiche ma anche dal ricostituire il rapporto con le persone, guadagnando la fiducia anche dell\u2019elettorato influenzabile dalle ideologie populiste.<\/p>\n<p>Segue il nuovo approccio all\u2019iniziativa dei Circoli, che dovranno \u201celaborare risposte e strategie per \u2018rimediare ai fattori scatenanti del populismo\u201d. Si tratta di rafforzare le forme di partecipazione alla vita politica e al PD; di promuovere il coinvolgimento dei cittadini nella formulazione di nuove politiche e di adottare forme di comunicazione adeguate; nonch\u00e9 di migliorare la capacit\u00e0 del PD di agire sul territorio. Un ritorno alle origini? Apparentemente, perch\u00e9 le modalit\u00e0 suggerite sono nuove, adatte ai tempi della comunicazione via web. Come lo sono gi\u00e0 quelle di certi partiti populisti, vedi il M5S al quale si fa spesso riferimento.<\/p>\n<p>Significativo che si chieda \u201cformalmente all\u2019Assemblea Nazionale di considerare le proposte contenute in questo rapporto e di sostenerle, anche con risorse finanziarie\u201d. Segno che l\u2019iniziativa del Circolo PD di Washington non \u00e8 ancora ufficialmente adottata dal partito.<\/p>\n<p>Le 15 proposte si suddividono in tre gruppi, considerati \u201ci tre pilastri fondamentali\u201d sui quali deve basarsi la partecipazione alla cosa pubblica. Sintetizziamo:<\/p>\n<p>A. La componente digitale della comunicazione politica. Si tratta di: investire sulle tecnologie per la campagna elettorale, come gi\u00e0 fece Obama; sviluppare forum e comunit\u00e0 politiche online sul modello di Rousseau , la piattaforma del M5S; garantire ai circoli servizi informatici , creando un Centro risorse, una pagina Fb e account Tw del PD; : combattere la post-verit\u00e0, sviluppando un sistema efficace per verificare fatti e favorendo l\u2019accesso e lo scambio di informazioni online; proporre con i parlamentari PD una campagna per la regolamentazione delle info che girano sui social (si fa riferimento a un blog in inglese, il cui link per\u00f2 non funziona); prendere spunto da tecniche di partiti populisti per aumentare le condivisioni su Fb e altri social; costruire una narrazione politica positiva, evitando gli errori commessi con Brexit e nelle elezioni Usa \u2026bisogna focalizzarsi su alternative reali \u2026globalizzazione e disuguaglianze non vanno date per scontate \u2026 occorrono proposte reali e concrete\u2026Ma gli esempi si limitano a \u201cmodelli innovativi di protezione sociale e di fornitura di servizi pi\u00f9 efficienti per i cittadini\u201d, un nuovo welfare insomma.<\/p>\n<p>B. La partecipazione attiva a livello locale e la ricerca di nuove forme di coinvolgimento sul territorio \u00e8 il secondo pilastro. Vale a dire di creare nuovi luoghi di discussione a livello quartiere\/paese, anche impiegando professionisti\/ community managers; aiutare i circoli, fornendo loro dei vademecum di cosa sono ovvero dovrebbero essere; incentivare i buoni circoli, con premi in denaro ai meritevoli, da usare per la comunit\u00e0 locale; riportare piena trasparenza delle iscrizioni e delle cariche di segreteria; ricostruire il rapporto tra parlamentari e circoscrizione; prevedere \u2018inviati speciali\u2019 nelle aree difficili; utilizzare il volontariato.<\/p>\n<p>C. Il terzo pilastro riguarda la diffusione del principio del governo aperto ( opengov ),volto a rendere i processi decisionali trasparenti e partecipati, alla portata di tutti. \u201cLa retorica populista batte molto sull\u2019opacit\u00e0 dei processi decisionali pubblici, tacciati di scarsa legittimit\u00e0 o di supposte influenze indebite da parte dei \u201cpoteri forti\u201d, viene spiegato. La possibile risposta consiste nel diffondere il principio dell\u2019opengov per rendere trasparenti e partecipati i processi decisionali \u2013 sia all\u2019interno del PD sia proponendo un modello di governo aperto. E\u2019 questa la 15ma proposta, non da poco se venisse attuata.<\/p>\n<p>\u201cUn tema trasversale rispetto a questi tre punti \u2013 si aggiunge \u2013 \u00e8 una riforma nella gestione strategica dei circoli \u201c che devono diventare luoghi aperti, accoglienti, dove i cittadini trovino un vero ascolto\u201d.<\/p>\n<p>Le CONCLUSIONI, infine, dove si ammette apertamente che \u201c il metodo serve a poco senza contenuti. Constatando che \u201c questo rapporto ha deliberatamente evitato di entrare nel merito dell\u2019agenda politica del PD, lasciando da parte temi caldi del dibattito quali immigrazione, crescita economica, sicurezza, lavoro\u201d. \u201cIl successo dei movimenti e dei leader populisti nasce anche dall\u2019 incapacit\u00e0 dei partiti di centrosinistra di elaborare politiche adatte agli enormi cambiamenti che le societ\u00e0 occidentali hanno attraversato negli ultimi decenni . Globalizzazione economica, movimenti migratori e nuove tecnologie hanno reso la societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa. I sistemi di welfare faticano \u2026.<\/p>\n<p>Servono NUOVE POLITICHE insomma \u2013 anche se non pu\u00f2 spettare ai circoli elaborali, par di capire. E per\u00f2 : \u201cSiamo convinti che i problemi si risolvano meglio e pi\u00f9 velocemente se le comunit\u00e0 promosse dai partiti sono unite e solidali, favorendo un clima di fiducia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAl \u2018movimento\u2019 ed alla democrazia diretta, rispondiamo con il \u201cpartito delle comunit\u00e0\u201d e con la democrazia rappresentativa\u201d. Una aperta SFIDA al M5S.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/comedonchisciotte.org\/il-circolo-pd-di-washington-da-la-linea-ai-circoli-italiani-contro-il-populismo\/\">http:\/\/comedonchisciotte.org\/il-circolo-pd-di-washington-da-la-linea-ai-circoli-italiani-contro-il-populismo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DON CHISCIOTTE (Maria Grazia Buzzone) Sapevate che esiste un Circolo PD di Washington? Ebbene non solo esiste ma prende iniziative importanti, come stilare report a uso dei circoli italiani e dar vita a una Task force anti-populismo e proposte concrete per \u201cportare il Partito Democratico a pi\u00f9 stretto contatto con i cittadini\u201d. Una novit\u00e0 non da poco. 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