{"id":27931,"date":"2017-01-30T10:15:03","date_gmt":"2017-01-30T09:15:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27931"},"modified":"2017-01-29T21:43:04","modified_gmt":"2017-01-29T20:43:04","slug":"la-guerra-in-siria-e-il-significato-delle-safe-zone-di-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27931","title":{"rendered":"La guerra in Siria e il significato delle \u201csafe zone\u201d di Donald Trump"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Claudio Stellari)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il nuovo presidente USA ha sparigliato le carte diplomatiche, lanciando l\u2019idea di aree sicure per i profughi. Ma il disegno potrebbe celare altro. Ginevra, intanto, \u00e8 rimandata<\/em><\/p>\n<p>Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nell\u2019ambito delle misure per frenare l\u2019immigrazione ha emesso un \u201c<em>executive order<\/em>\u201d che vieta di aprire le porte ai profughi siriani e prescrive l\u2019avvio di \u201c<em>studi per la creazione in Siria di <\/em><strong>safe zone<\/strong><em><strong> (aree sicure)<\/strong> nelle quali accogliere i profughi che fuggono dalle zone di guerra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato la notizia divulgata dalla Casa Bianca affermando che Washington non si \u00e8 consultata con la Russia sulle <em>safe zone<\/em> e ha ammonito che le conseguenze di tale piano \u201c<em>dovranno essere equilibrate<\/em>\u201d. Come a dire che Mosca \u00e8 rimasta spiazzata dal comunicato. Sar\u00e0 forse per questo che il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha annunciato il <strong>rinvio dei negoziati di Ginevra<\/strong> previsti l\u20198 febbraio prossimo sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite? Chi e perch\u00e9 ha voluto una posticipazione del tavolo negoziale? Le dichiarazioni di Trump hanno gi\u00e0 avuto un primo effetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La posizione di Mosca<\/strong><\/h3>\n<p>Il Cremlino, pesantemente coinvolto nel conflitto siriano e gi\u00e0 impegnato a cercare una soluzione alla guerra civile, \u00e8 consapevole del fatto che un impegno diretto americano in Siria oscurerebbe parte del lavoro svolto sinora dai diplomatici russi per giungere a un compromesso accettabile tra i belligeranti. Cos\u00ec come sa bene che qualsiasi accordo tra la Russia, l\u2019Iran e il presidente siriano Bashar al-Assad, potrebbe non andare bene agli alleati arabi degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Tuttavia, Mosca sa anche che una presenza militare americana in Siria faciliterebbe la de-escalation del conflitto, perci\u00f2 la partita \u00e8 apertissima e trover\u00e0 forse sbocco a fine febbraio, quando Trump e Putin avranno chiarito questo punto nodale. Il capitano Jeff Davis, portavoce del Pentagono, ha affermato in proposito: \u201c<em>Il nostro dipartimento in questo momento ha il compito di occuparsi di una sola cosa in Siria, e questa cosa \u00e8 <strong>ridimensionare e poi sconfiggere ISIS<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/SIRIA-ISIS.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-65829 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/SIRIA-ISIS.jpg\" alt=\"SIRIA ISIS\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che, a voler interpretare le parole di Trump sulle <em>safe zone, <\/em>quasi certamente queste richiederebbero uno sforzo militare non indifferente da parte degli Stati Uniti. Migliaia di soldati, secondo ex funzionari del governo di Washington, che potrebbero costringere la Casa Bianca a un impegno a tempo indeterminato. A meno che non si tratti di una no-fly zone: il governo turco aveva gi\u00e0 proposto all\u2019Amministrazione Obama di creare una o pi\u00f9 <strong>no-fly zone sul confine della Siria con la Turchia<\/strong>, ma non ha mai ottenuto risposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La posizione della Turchia<\/strong><\/h3>\n<p>Ora la proposta di Trump mette in difficolt\u00e0 il governo di Erdogan. Il portavoce del ministero degli Esteri, Huseyn Muftuoglu, ha commentato con altrettanto imbarazzo l\u2019uscita del presidente americano: \u201c<em>Prendiamo atto della richiesta di condurre uno studio sulle <\/em>safe zone<em>. Quello che ci interessa \u00e8 il risultato di questi studi e quali raccomandazioni ne verranno fuori<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ankara, attualmente, \u00e8 in netto contrasto con Washington circa il sostegno americano ai combattenti curdi in Siria. E non si fida della proposta di Trump che, dietro all\u2019apparente volont\u00e0 di garantire i profughi siriani, potrebbe nascondere un differente disegno: il timore del presidente Erdogan \u00e8 che le <em>safe zone<\/em>, qualora dovessero finire nelle mani dei curdi siriani, potrebbero porre le basi per la fondazione di quello Stato curdo indipendente che da quasi un secolo \u00e8 l\u2019incubo principale dei governanti turchi.<\/p>\n<p>La Turchia, come anche Giordania e Libano, ospita gi\u00e0 milioni di <strong>profughi siriani<\/strong> sul proprio territorio: Ankara, che ne ospita 2.800.000, in passato si era detta favorevole alla costituzione di <em>safe zone <\/em>in Siria. Non tanto per accogliere i profughi, quanto piuttosto per garantire basi di azione per i ribelli ai quali forniva appoggio nella guerra contro Assad.<\/p>\n<p>Dopo la decisione di schierarsi a fianco della Russia nella ricerca di una via d\u2019uscita alla crisi siriana, Ankara ha per\u00f2 abbandonato i ribelli al loro destino ed \u00e8 entrata \u2013 con l\u2019operazione \u201cScudo sull\u2019Eufrate\u201d iniziata il 24 agosto del 2016 \u2013 con le proprie truppe in Siria (e in Iraq). scontrandosi sia con gruppi islamisti e jihadisti sia con i curdi dello <strong>YPG, le Unit\u00e0 di Protezione del popolo curdo<\/strong>.<\/p>\n<p>In attesa di capire quale sar\u00e0 il ruolo che la nuova Amministrazione di Washington decider\u00e0 di assumere nello scacchiere siriano, l\u2019unica certezza \u00e8 che il presidente Donald Trump \u00e8 abilissimo a sparigliare le carte. Le <em>safe zone<\/em> di Trump rappresentano un monito a Mosca, Ankara, Teheran, Damasco e a tutti gli altri attori regionali, Stato Islamico compreso, di cui \u00e8 bene tenere conto. Perch\u00e9 potrebbero essere un\u2019idea passeggera ma potrebbero anche voler significare: <strong>\u201c<em>Signori, gli Stati Uniti sono tornati<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/siria-trump-safe-zone\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/siria-trump-safe-zone\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Claudio Stellari) Il nuovo presidente USA ha sparigliato le carte diplomatiche, lanciando l\u2019idea di aree sicure per i profughi. Ma il disegno potrebbe celare altro. 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