{"id":27966,"date":"2017-01-30T11:36:16","date_gmt":"2017-01-30T10:36:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27966"},"modified":"2017-01-30T11:36:16","modified_gmt":"2017-01-30T10:36:16","slug":"gli-ultimi-giorni-dellideologia-liberal-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27966","title":{"rendered":"Gli ultimi giorni dell&#8217;ideologia liberal (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Maximilian Forte)<\/strong><\/p>\n<p><em>In un articolo documentato quanto aspramente ironico, l\u2019antropologo Maximilan Forte annuncia sul suo blog Zeroanthropology il crollo imminente dell\u2019ideologia liberal progressista. E dei Democratici, che all\u2019ideologia progressista hanno legato le loro fortune. Una minuziosa disamina degli errori commessi durante la campagna elettorale della Clinton, delle scomposte reazioni dei Democratici alla sconfitta, della complicit\u00e0 della grande stampa \u2013 che crea fake news sostenendo di lottare contro le fake news \u2013 e di una classe accademica elitista che si \u00e8 trasformata in una sorta di nuova aristocrazia. <\/em><\/p>\n<p><em>Forte mostra i sedicenti campioni del pensiero progressista come una nuove \u00e9lite devota alla meritocrazia \u2013 e di conseguenza indifferente alla solidariet\u00e0 \u2013 che ha preteso di insegnare al popolo che cosa era buono e giusto, a dispetto di quello che il popolo stesso sperimenta nella propria vita: ed \u00e8 quindi stata abbandonata dal popolo, che ha votato altrove.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Come l\u2019ortodossia, il professionalismo e politiche indifferenti hanno definitivamente condannato un progetto del diciannovesimo secolo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Che spettacolo eccezionale. Questi sono gli ultimi giorni, presto inizier\u00e0 il conto alla rovescia delle ultime ore per lo sconfitto progetto politico liberal, ereditato dal XIX secolo. Il centro \u2013 se ce n\u2019\u00e8 mai stato uno \u2013 alla fine non ha potuto reggere (citazione del \u201cSecondo Avvento\u201d di W.B.Yeats \u2013 NdT). Che meraviglia vedere una delle ideologie dominanti, colonna portante del sistema internazionale, portata in trionfo sin dalla fine della Guerra Fredda con una boria e una certezza sconfinate, precipitare a faccia in gi\u00f9 nella pattumiera della storia.<\/p>\n<p>\u00c8 caduta di schianto, come se una folla inferocita l\u2019avesse spinta da dietro, anche se i suoi difensori sosterranno che sono stati semplicemente commessi degli \u201cerrori\u201d, come se fossero scivolati sulla pi\u00f9 grande buccia di banana della storia. E che spettacolo: chi si sarebbe mai aspettato una simile mancanza di dignit\u00e0, una cos\u00ec patetica isteria, insulti cos\u00ec infondati, minacce cos\u00ec vuote provenire da coloro che si auto-incensavano come valorosi statisti, che parlavano come se avessero il monopolio della \u201cragione\u201d. E anche se questa rovinosa caduta avrebbe potuto essere ben peggiore, non sono mancate violenza, minacce, boicottaggi, e persino denunce di tradimento, fatte apposta per delegittimare la scelta degli elettori.<\/p>\n<p>La democrazia liberal \u00e8 stata ridotta a un guscio vuoto, pi\u00f9 un mero nome che una realt\u00e0 meritevole di questo nome. Per molti anni l\u2019ideologia liberal si \u00e8 identificata con l\u2019autoritarismo liberale, o post-liberalismo, o neo-liberalismo, con un disprezzo elitista della democrazia e una diffusa paura delle masse, ovunque. Le promesse di inclusione, giustizia sociale e welfare sono state sostituite da trucchi retorici solo in apparenza sensibili e da concessioni puramente formali. Narcisismo morale, ostentazione di pubbliche virt\u00f9, politiche identitarie e costruzione di patchwork rattoppati di inclusivit\u00e0 sono stati all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n<p>Le proteste venivano incoraggiate all\u2019estero, contro nazioni-bersaglio, al fine di \u201cpromuovere la democrazia\u201d \u2013 mentre in patria venivano represse da una polizia sempre pi\u00f9 militarizzata. Si davano lezioni sulla trasparenza e sulla responsabilit\u00e0 in giro per il mondo, mentre in patria c\u2019era solo sorveglianza di massa, spionaggio interno, e una stretta su chi denuncia da dentro quello che non va nelle istituzioni. I leader progressisti si dipingevano come difensori della pace e dell\u2019ordine, mentre moltiplicavano le guerre. Lo stesso Obama \u00e8 personalmente responsabile per l\u2019omicidio di migliaia di persone, molte delle quali civili \u2013 nel solo 2016, gli Stati Uniti hanno sganciato una media di 72 bombe al giorno, ogni giorno, in guerre combattute in sette Paesi.<\/p>\n<p>Obama ha supervisionato la rapida accelerazione del trasferimento della ricchezza (dai poveri agli ultra-ricchi, ovviamente \u2013 NdT) e dell\u2019aumento della povert\u00e0 nazionale, mentre veniva lodato da accademici e scrittori di pseudosinistra per aver \u201cgovernato bene\u201d, e averlo fatto con professionalit\u00e0 ed eleganza. La sinistra nordamericana ed europea, che ha fatto pace e si \u00e8 accordata con l\u2019imperialismo liberale, affonda assieme a quelli che, alla fine, l\u2019hanno ricompensata cos\u00ec poco. Ancora una volta, l\u2019imperialismo sociale sinistrorso si rivela un fallimento, mentre getta le fondamenta per chi lo rimpiazzer\u00e0.<\/p>\n<p>E non \u00e8 una cosa da poco quella che si \u00e8 schiantata al suolo, non \u00e8 stata la semplice sconfitta di Hillary Clinton e il rifiuto dell\u2019\u201ceredit\u00e0\u201d di Obama da parte degli americani. No, stiamo assistendo all\u2019irreparabile sgretolamento di una serie di istituzioni, di una classe di \u201cesperti\u201d e di una rete di alleanze politiche e corporative.<\/p>\n<p>Ci troviamo nei primissimi giorni di una transizione di carattere storico, quindi non \u00e8 ben chiaro che cosa ci aspetta dopo, e le etichette che stanno proliferando dimostrano solo confusione ed incertezza \u2013 populismo, nativismo, nazionalismo ecc. Avvicinandoci al mio campo professionale, stiamo iniziando a essere testimoni del fatto che, in coerenza con l\u2019ignominiosa sconfitta della classe degli \u201cesperti\u201d, l\u2019antropologia statunitense \u2013 esercitando la propria egemonia su scala internazionale \u2013 non verr\u00e0 risparmiata dalla mattanza.<\/p>\n<p>Nel giro di pochi anni, l\u2019antropologia professionista e istituzionale raggiunger\u00e0 quella \u201clinea zero\u201d di cui questo sito (https:\/\/zeroanthropology.net\/ \u2013 NdT) parla da molti anni ormai, linea oltre la quale il potere e l\u2019influenza scompaiono, mentre il supporto imperiale all\u2019antropologia statunitense si indebolisce o crolla.<\/p>\n<p>Di sicuro, il liberalismo progressista non scomparir\u00e0 completamente, e nemmeno istantaneamente. Le idee non muoiono mai davvero, vengono solo archiviate. Il liberalismo progressista rimarr\u00e0 nei libri di testo sugli scaffali delle biblioteche, sar\u00e0 ricordato e difeso dai suoi sostenitori viventi, ed elementi specifici del suo vocabolario potranno continuare a vivere. Alcuni cercheranno di resuscitare il progetto politico liberal, e in alcuni ambienti sembrer\u00e0 persino ritornare in auge, ma questi sforzi saranno isolati e relativamente di breve durata.<\/p>\n<p>Quella che Francis Fukuyama definiva \u201cfine della Storia\u201d si \u00e8 rivelata essere pi\u00f9 simile a un canto del cigno per il liberalismo progressista, anche se nemmeno lontanamente cos\u00ec splendido. Se, come la storiografia dominante ha sentenziato, \u201cil comunismo ha fallito\u201d, allora il liberalismo sar\u00e0 il prossimo. Nonostante tutti gli sforzi affannosi per appropriarsi indebitamente del significato di \u201cfascismo\u201d per assegnarlo a Trump, nemmeno il fascismo rappresenta un movimento praticabile.<\/p>\n<p>Piuttosto che la fine dell\u2019ideologia, sembra pi\u00f9 l\u2019aprirsi di qualcosa di nuovo \u2013 non c\u2019\u00e8 da stupirsi che molti di noi abbiano notato che il dibattito attuale trascende le dinamiche \u201cdestra contro sinistra\u201d, e che la questione cruciale \u00e8 ormai \u201cglobalismo contro nazionalismo\u201d. Per ora, voglio semplicemente osservare il momento in cui ci troviamo, e provare a organizzare e analizzare le principali caratteristiche di questo collasso.<\/p>\n<p><strong>Un colossale fallimento nel convincere<\/strong><\/p>\n<p>I Democratici, un partito che ha legato le sue \u201cfortune\u201d a quelle dell\u2019ideologia liberal, sembrano persi in una spirale di negazione di responsabilit\u00e0 per la loro sconfitta elettorale, accoppiata alla negazione della realt\u00e0. I leader del partito hanno accuratamente evitato le riflessioni su come sia stato possibile proporre e sostenere un candidato gravemente carente come Hillary Clinton \u2013 come se quest\u2019ultima fosse una sorta di \u201cscelta naturale\u201d, in quanto apice di un processo evolutivo il cui punto terminale era stato predetto \u2013 e candidarla a prescindere dal fatto che l\u2019elettorato la volesse o meno, come se non ci potessero essere obiezioni o alternative. Osservando come i Democratici hanno perso si capisce anche perch\u00e9 dovevano perdere.<\/p>\n<p>Improvvisamente, hanno fatto finta di ignorare che qualsiasi campagna presidenziale seria negli Stati Uniti, oltretutto orchestrata da consulenti ed \u201cesperti\u201d pagati profumatamente, \u00e8 una campagna progettata per vincere il collegio elettorale, non il voto popolare. E infatti, durante i giorni dorati in cui i media parlavano soltanto dei sondaggi, ogni volta che Trump sembrava guadagnare terreno la replica immediata era \u201cma tanto non riuscir\u00e0 mai a superare lo scoglio del collegio elettorale\u201d, e la discussione finiva l\u00ec.<\/p>\n<p>Alcune delle previsioni pi\u00f9 sconclusionate che assegnavano la vittoria alla Clinton, pronosticavano che avrebbe vinto il doppio dei voti del collegio elettorale di quelli che alla fine si \u00e8 realmente aggiudicata nelle elezioni \u2013 ma il collegio elettorale in s\u00e9 non \u00e8 mai stato messo in discussione. Trump era considerato come destinato alla sconfitta proprio per via del collegio elettorale; ma quando ha vinto le doglianze erano tutte perch\u00e9 aveva vinto per via del collegio elettorale. La logica dei perdenti \u00e8 una logica perdente.<\/p>\n<p>Invece di affrontare i fatti che li avevano condotti alla sconfitta \u2013 e io avevo previsto che sarebbe andata cos\u00ec sin dal 9 novembre (il giorno dopo le presidenziali USA \u2013 NdT) \u2013 nel giro di pochi giorni i Democratici hanno iniziato a inventarsi la narrazione degli \u201chacker russi\u201d e delle \u201cnotizie false\u201d (\u201cfake news\u201d) orchestrate dai russi: loro non avevano perso contro Donald Trump, no, avevano perso contro Vladimir Putin! Ancora una volta: osservare come i Democratici hanno perso le elezioni rende evidente perch\u00e9 dovevano perderle.<\/p>\n<p>Una vera e propria escalation melodrammatica delle pericolose minacce contro la Russia gi\u00e0 presenti nella campagna della Clinton, che ha comportato tra le altre cose la messa in moto di una nuova Guerra Fredda e la riproposizione della prospettiva di un olocausto nucleare (una cosa che i sostenitori della Clinton o hanno affrontato con leggerezza o magari consideravano un\u2019alternativa pi\u00f9 appetibile della sconfitta). I Democratici, nella loro caccia alle streghe per scovare \u201ctraditori\u201d, creando una teoria del complotto dopo l\u2019altra, si comportano come dei nuovi McCarthy, mentre i loro lacch\u00e8 nei media si inventano un diluvio di menzogne e notizie false proprio mentre affermano di combattere le \u201cfake news\u201d.<br \/>\nNel frattempo, Obama ci ha chiesto contemporaneamente di essere preso sul serio e di non essere preso sul serio: da un lato era furioso per l\u2019\u201chacking dei russi\u201d, mentre dall\u2019altro lato faceva l\u2019innocente, come se non si fosse accorto che questo evento certo (\u201clo fanno tutti\u201d, diceva Obama riferendosi all\u2019hacking) si stava per verificare, e in questo modo non ha dato alcuna spiegazione del perch\u00e9 il suo governo aveva fatto cos\u00ec poco per impedirlo, fermarlo o contrastarlo.<\/p>\n<p>Prima del giorno delle elezioni, Obama ha respinto le voci preoccupate di una votazione truccata, definendole \u201cpiagnistei\u201d di quelli che riteneva sarebbero stati i perdenti \u2013 mentre dopo le elezioni, era lui il perdente che ha cominciato con i piagnistei. Da una parte, Obama afferma di avere informazioni sull\u2019hacking russo; dall\u2019altra, offre al pubblico solo asserzioni senza prove e pretese di credibilit\u00e0 che richiedono la fede degli astanti, invocando credito e fiducia, senza offrire alcuna prova. E questi sarebbero i migliori rappresentanti della classe degli \u201cesperti\u201d, che fanno asserzioni scollegate dai fatti e ricorrono al \u201cse non mi credete siete stupidi\u201d?<\/p>\n<p>Obama dichiarava orgogliosamente che la sua amministrazione era stata del tutto esente da scandali, eppure eccolo l\u00ec, a sostenere che un potere estero aveva interferito con un\u2019elezione chiave e, che ci crediate o meno, per lui era stato impossibile impedirlo: abbastanza scandaloso. In una conferenza stampa cui ho assistito ai primi di dicembre, Obama faceva il suo predicozzo ai soliti \u201cgiornalisti\u201d leccapiedi: una delle sue facce diceva agli astanti che le e-mail di John Podesta (Responsabile della campagna elettorale di Hillary Clinton \u2013 NdT) pubblicate da Wikileaks erano semplice gossip; poco dopo, l\u2019altra faccia si lamentava che Wikileaks aveva alterato il corso delle elezioni.<\/p>\n<p>Ma stiamo comunque parlando di Obama, con la sua coerente incoerenza, la sua comunicazione biforcuta, le sue due facce che si davano il cambio in quasi ogni discorso pubblico. Non \u00e8 uno statista \u201csfaccettato\u201d, la sua non \u00e8 \u201ccomplessit\u00e0\u201d, \u00e8 semplicemente disonesto e falso. Fossi stato il solo ad accorgermene avrebbe avuto ben poca importanza, ma a quanto pare se ne sono accorti anche decine di milioni di elettori americani.<\/p>\n<p><strong>Hollywood e i PR<\/strong><\/p>\n<p>Questo colossale fallimento nel convincere gli elettori si \u00e8 manifestato anche in altre aree critiche. I VIP di Hollywood sono stati coinvolti in almeno tre round di sfilze di video di personaggi celebri nelle quali gli elettori venivano esortati, con i toni pi\u00f9 pressanti che degli impostori professionisti e pagati riuscissero a produrre, a fare l\u2019unica scelta morale corretta: votare per la persona che aveva demonizzato milioni di elettori definendoli deplorevoli, bamboccioni e superpredatori sessuali, la stessa persona responsabile di aver favorito la distruzione dello stato libico e di tutte le conseguenze che ci\u00f2 ha comportato \u2013 l\u2019esplosione del terrorismo in tutto il Nord Africa, rifugiati in fuga, una guerra civile durata anni. Una persona dotata di un curriculum comprovato nella creazione di pericoli. L\u2019intimidazione degli elettori da parte degli attori di Hollywood e, ancora peggio, delle loro controparti pi\u00f9 giovani su MTV, ha fallito miseramente.<\/p>\n<p>E non \u00e8 stata solo Hollywood a fallire, ma anche la maggior parte dei media mainstream, che a loro volta si trovano di fronte a livelli di fiducia da parte del pubblico in crollo verticale. Hanno fallito in modo eclatante, tanto quanto i media, anche tutta una serie di istituti di sondaggi, agenzie per le relazioni pubbliche, pubblicitari professionisti e consulenti di comunicazione strategica, e questo nella medesima societ\u00e0 che ha inventato i PR e le Relazioni Pubbliche. Hillary Clinton si \u00e8 autodefinita una leader del \u201csoft power\u201d, della capacit\u00e0 di convincere: ed ecco qui l\u2019intera architettura del \u201csoft power\u201d che va a picco, non (solo) all\u2019estero ma, incredibilmente, in patria.<\/p>\n<p>Il New York Times ha recentemente riportato che una conferenza dell\u2019Associazione Internazionale dei Consulenti Politici \u201csembrava una sessione di terapia per un settore professionale psicologicamente in caduta libera\u201d. Una delle conclusioni dell\u2019articolo del NYT \u00e8 che \u201cl\u2019esercito di consulenti della Clinton \u00e8 stato sconfitto da un candidato scatenato, in apparenza privo di qualsivoglia coreografia che, secondo i dati pi\u00f9 recenti, ha speso pi\u00f9 soldi in magliette, cappelli, cartelloni e altri oggetti simili di quanti ne abbia spesi in consulenza sul campo, liste di elettori, e analisi di dati\u201d.<\/p>\n<p>E per quanto riguarda l\u2019asserto \u201cil sesso vende\u201d, quest\u2019elezione ha sconfitto anche questa ovviet\u00e0. Ogni giorno, settimana dopo settimana, ed eclissando quasi completamente qualsiasi altra notizia (incluse le pubblicazioni delle mail di John Podesta da parte di Wikileaks), la maggior parte dei media mainstream hanno martellato incessantemente Trump con storie sempre pi\u00f9 scabrose di palpeggiamenti sessuali e commenti sessisti. Quando si sono scontrati in un dibattito faccia a faccia per la prima volta, la Clinton ha tentato immediatamente di screditare Trump riportando il racconto esagerato, unilaterale e farsesco di una ex Miss Venezuela. E i social media sono stati anche pi\u00f9 gretti, diffondendo voci di incesto troppo disgustose per riportarle qui, anche in parafrasi. Tutto ci\u00f2, con che effetto?<\/p>\n<p>Per coloro che si dedicano allo studio di media, pubbliche relazioni, propaganda ed imperialismo culturale, il risultato di queste elezioni avr\u00e0 un significato duraturo, soprattutto perch\u00e9 hanno messo in discussione parecchie cose che venivano date per scontate.<\/p>\n<p><strong>Finanziatori corporate, supporto internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 dibattuto a lungo durante le elezioni sul ruolo dei finanziatori, e del denaro che erogano ai candidati, nella politica elettorale statunitense. Hillary Clinton ha raccolto senza dubbio la maggior parte dei finanziamenti e delle donazioni, spendendo circa il doppio di Trump per la sua campagna elettorale, quasi il triplo in pubblicit\u00e0 televisiva. La \u201cverit\u00e0\u201d consolidata che il denaro garantisce il raggiungimento dei risultati politici desiderati \u00e8 stata spazzata via. Ci\u00f2 non vuol dire che il denaro non conti pi\u00f9 niente nel processo elettorale, significa invece che avere un sacco di soldi da spendere non garantisce affatto un risultato certo.<\/p>\n<p>La Clinton poteva anche contare sull\u2019appoggio della maggioranza degli Amministratori Delegati delle Aziende nella Fortune 500 (lista delle 500 pi\u00f9 grandi aziende americane per fatturato, pubblicata annualmente dalla rivista Fortune \u2013 NdT), alcuni dei quali, come l\u2019AD di HP, sono arrivati a indire conferenze stampa nelle quali accusavano Trump di essere un \u201cfascista\u201d, paragonandolo ad Adolf Hitler e a Benito Mussolini. \u00c8 di pubblico dominio, inoltre, che milioni di dollari sono entrati nelle casse della Clinton Foundation, versati da governi stranieri e corporation transnazionali.<\/p>\n<p>Ma anche se la Clinton si \u00e8 dannata a raccogliere fondi e donazioni persino negli ultimi giorni della campagna elettorale, tutto ci\u00f2 non \u00e8 servito a niente. Nemmeno la miriade di endorsement subdoli, indiretti e talvolta espliciti da parte di leader stranieri e capi di istituzioni internazionali, dal Consiglio dell\u2019Unione europea alla Commissione per i Diritti umani delle Nazioni Unite fino alla NATO, ha avuto un impatto sufficiente. Neanche i moniti di \u201cprudenza\u201d, con ovvie implicazioni, da parte dei direttori delle principali istituzioni finanziarie multilaterali sono riusciti a spostare il risultato delle elezioni in favore della Clinton.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/01\/28\/gli-ultimi-giorni-dellideologia-liberal\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/01\/28\/gli-ultimi-giorni-dellideologia-liberal\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Maximilian Forte) In un articolo documentato quanto aspramente ironico, l\u2019antropologo Maximilan Forte annuncia sul suo blog Zeroanthropology il crollo imminente dell\u2019ideologia liberal progressista. E dei Democratici, che all\u2019ideologia progressista hanno legato le loro fortune. 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