{"id":27983,"date":"2017-01-31T11:03:02","date_gmt":"2017-01-31T10:03:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27983"},"modified":"2017-01-31T11:15:03","modified_gmt":"2017-01-31T10:15:03","slug":"gli-ultimi-giorni-dellideologia-liberal-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27983","title":{"rendered":"Gli ultimi giorni dell&#8217;ideologia liberal (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALL\u2019ESTERO (Maximilian Forte)<\/strong><\/p>\n<p><em>In un articolo documentato quanto aspramente ironico, l\u2019antropologo Maximilan Forte annuncia sul suo blog Zeroanthropology il crollo imminente dell\u2019ideologia liberal progressista. E dei Democratici, che all\u2019ideologia progressista hanno legato le loro fortune. Una minuziosa disamina degli errori commessi durante la campagna elettorale della Clinton, delle scomposte reazioni dei Democratici alla sconfitta, della complicit\u00e0 della grande stampa \u2013 che crea fake news sostenendo di lottare contro le fake news \u2013 e di una classe accademica elitista che si \u00e8 trasformata in una sorta di nuova aristocrazia.<\/em><\/p>\n<p><em>Forte mostra i sedicenti campioni del pensiero progressista come una nuove \u00e9lite devota alla meritocrazia \u2013 e di conseguenza indifferente alla solidariet\u00e0 \u2013 che ha preteso di insegnare al popolo che cosa era buono e giusto, a dispetto di quello che il popolo stesso sperimenta nella propria vita: ed \u00e8 quindi stata abbandonata dal popolo, che ha votato altrove.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Libri venduti<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019altra prova del fallimento di Hillary Clinton nel vendere il suo messaggio \u00e8 nel fatto che il suo libro non \u00e8 stato capace di vendere copie, e questo durante il picco della campagna elettorale, quando l\u2019interesse pubblico avrebbe dovuto essere alle stelle. Il New York Times, una voce non certo ostile alla Clinton, ha riportato che il suo ultimo libro, Stronger Together, \u201cha venduto solo 2.912 copie nella sua prima settimana nelle librerie\u201d, quando solitamente le vendite nella prima settimana dalla pubblicazione costituiscono un terzo del totale di copie vendute, e concludeva: \u201cI dati di vendita\u2026 rendono il libro quello che l\u2019industria editoriale chiamerebbe un flop\u201d.<\/p>\n<p>La Clinton si \u00e8 fermata un istante a riflettere, magari a considerare questo fatto un segno, tenendo conto anche dei suoi rendimenti decrescenti duranti gli anni? Stronger Together (2016) ha venduto meno copie di Hard Choices (2014), che deluse a sua volta le aspettative, e vendette anche esso meno copie del libro precedente, Living History (2003). Ogni libro pubblicato dalla Clinton ha venduto sempre meno copie del precedente. Negli uffici dei Democratici i grafici di vendita li fanno tutti con linee rosso fuoco che vanno solo verso l\u2019alto?<\/p>\n<p><strong>Mondo Accademico, antropologia, e invenzione dell\u2019opinione pubblica \u201cAnti-conoscenza\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Molti accademici hanno scritto saggi via via pi\u00f9 aspri e risentiti per lamentarsi dell\u2019opinione pubblica, del popolo \u2013 ovvero, di coloro che costituiscono la loro clientela e da cui dipendono i loro finanziamenti. Un cosiddetto \u201cstato d\u2019animo anti-conoscenza\u201d \u00e8 la comoda invenzione usata per spiegare perch\u00e9 una larga parte della popolazione (una maggioranza, nel caso della Brexit e del referendum italiano) si rifiuta di ascoltare i loro oscuri moniti sull\u2019inevitabile sventura derivante da soluzioni nazionali in un mondo ormai \u201cinevitabilmente\u201d, \u201cirreversibilmente\u201d globalizzato.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il classico caso degli \u201cesperti\u201d, membri della quasi-casta dei professionisti, che rivendicano un monopolio speciale non solo sulla conoscenza, ma sulla verit\u00e0. \u00c8 gi\u00e0 acclarato che costoro hanno tentato di monopolizzare la conoscenza, disincentivando l\u2019istruzione superiore, con numerose barriere erette lungo tutto il cammino per accedervi. Ma ora sostengono non solo di sapere di pi\u00f9, ma di sapere cosa \u00e8 meglio. Il sistema attuale, lo status quo che stavano difendendo, secondo loro andava bene per la maggior parte delle persone \u2013 anche se la maggior parte delle persone aveva accesso all\u2019informazione, ed esperienze personali, che ridicolizzavano le cheerleader accademiche. E ancor peggio che ridicolizzarli, questa divisione rendeva evidente da che parte stavano gli accademici: \u201canti-conoscenza\u201d \u00e8 uno slogan elitista, ovvero anti-popolo.<\/p>\n<p>Gli economisti, come al solito, sanno meglio di tutti cosa \u00e8 vantaggioso per il popolo e tentano di convincerlo che la realt\u00e0 che vive non \u00e8 rilevante. Come una caricatura degli stalinisti, gli economisti neoliberisti partono da una semplice ipotesi: la teoria ha sempre ragione, \u00e8 il popolo ad avere torto. Come potevano questi Soloni spiegare la bont\u00e0 del progetto neoliberista di Obama, che ha prodotto i risultati riportati di seguito (come da rilevazioni della stessa Federal Reserve americana)? <strong>Questo \u00e8 un riassunto dell\u2019\u201ceredit\u00e0\u201d socio-economica di Obama<\/strong>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) Calo dei redditi delle famiglie<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27984\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf1-768x424-300x166.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf1-768x424-300x166.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf1-768x424.png 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>(2) Calo del tasso di partecipazione della popolazione civile alla forza lavoro<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium 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(food stamps)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27987\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf5-768x613-300x239.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf5-768x613-300x239.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf5-768x613.png 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>(5) Aumento del prezzo delle polizze sanitarie<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27988\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf6-768x425-300x166.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf6-768x425-300x166.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf6-768x425.png 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>(6) Aumento del debito degli studenti universitari<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27989\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf6-768x425-1-300x166.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf6-768x425-1-300x166.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf6-768x425-1.png 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>(7) Aumento della disuguaglianza di reddito per gli afro-americani<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27990\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf4-768x425-1-300x166.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf4-768x425-1-300x166.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf4-768x425-1.png 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>(8) Aumento della stampa di denaro<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27992\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf9-300x167-300x167.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/p>\n<p>(9) Massiccio aumento del debito pubblico<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-27991\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf8-768x429-300x168.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf8-768x429-300x168.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Graf8-768x429.png 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi, mentre i giornalisti si inventavano lo spauracchio delle <em>fake news<\/em> \u2013 e producevano a loro volta notizie false per combattere la pericolosa minaccia che il costante calo della fiducia da parte dell\u2019opinione pubblica comportava per i loro profitti \u2013 nel mondo accademico il concetto parallelo era l\u2019\u201canti-conoscenza\u201d. E il veicolo principale di questi punti di vista negli USA e nel Regno Unito sono stati i periodici scientifici <em>The Times Higher Education, Inside Higher Ed<\/em>, e <em>The Conversation<\/em> (l\u2019ultimo dei quali \u00e8 finanziato da una serie di banche e fondazioni).<\/p>\n<p><strong>L\u2019antropologia statunitense<\/strong> continua a offrire testimonianze del suo fallimento nel convincere. A questo proposito, l\u2019antropologia mainstream negli USA, considerato il suo allineamento al partito Democratico, ha qualcosa di abbastanza significativo in comune con il programma militare <em>Human Terrain System (HTS)<\/em> dell\u2019esercito degli Stati Uniti (programma di supporto che reclutava esponenti delle scienze sociali per fornire ai comandanti militari una conoscenza delle popolazioni presenti nelle regioni in cui erano distaccati \u2013 NdT), criticato dai leader statunitensi della disciplina. Il primo indizio per i leader militari che il programma HTS era inutilizzabile come mezzo di contro-insurrezione e pacificazione avrebbe dovuto essere il fallimento dell\u2019HTS nel convincere persino i suoi stessi componenti \u2013 e per \u201csuoi stessi componenti\u201d intendo i colleghi accademici tra i quali veniva effettuato il reclutamento.<\/p>\n<p>Se non sei in grado di \u201cpacificare\u201d i colleghi universitari, dei quali conosci bene linguaggio, usi e costumi, come puoi pretendere di sconfiggere i talebani? Allo stesso modo, se gli antropologi statunitensi comprendono cos\u00ec poco la loro stessa societ\u00e0 di appartenenza che l\u2019elezione di Trump li ha presi completamente alla sprovvista, come possono pretendere di insegnare a comprendere societ\u00e0 diverse dalla loro? Invece, nel totale disprezzo della massa degli elettori della classe operaia, gli antropologi statunitensi si sono ri-dedicati con rinnovato vigore alle politiche di occultamento di classe. E quindi hanno proposto un \u201cincontro di lettura antropologica\u201d focalizzato in parte sui problemi del razzismo, per protestare contro l\u2019insediamento di Trump.<\/p>\n<p>Un altro esempio del fallimento nel convincere i loro stessi membri emerge dal voto tenuto tra i membri della Associazione Antropologica Americana, per approvare boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Dopo un primo ottimismo, il voto non ha raccolto un supporto sufficiente da parte dei membri dell\u2019associazione. Quelli che avevano proposto la mozione e avevano spinto per la sua approvazione allora si sono messi a dare la colpa \u201ca ingerenze esterne\u201d (vi ricorda niente?). Nemmeno una volta si sono fatti la domanda se ci fosse qualcosa che non andava nel loro messaggio, o nel contesto in cui veniva promosso. Invece, dovevamo credere che qualche membro dell\u2019intelligence israeliana dall\u2019altro capo del mondo aveva avuto pi\u00f9 successo nel convincere degli antropologi statunitensi, di altri antropologi statunitensi. Per quanto riguarda l\u2019accusa di \u201cingerenza esterna\u201d: \u00e8 esilarante che essa provenga proprio dagli antropologi USA, dato che \u201cingerenza esterna\u201d \u00e8 esattamente quello che loro stanno facendo nei confronti di Israele.<\/p>\n<p>L\u2019attaccamento degli antropologi USA a Obama e Clinton, del tutto scollegato dal loro effettivo operato, caratterizzato dall\u2019incremento della diseguaglianza e dall\u2019aumento delle guerre, ha seguito la stessa politica di occultamento di classe. Uno di loro si \u00e8 sperticato in lodi romantiche alla \u201ccoalizione dei diversi\u201d, attribuendo al \u201cmeticciato\u201d bellezza e valore sociale a scapito dei vituperati lavoratori bianchi (e prevedendo la vittoria della Clinton). Un altro antropologo statunitense dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago ha pubblicato un lungo, verboso mattone esoticista che esaltava le virt\u00f9 della \u201cmarronificazione\u201d della societ\u00e0, esaltava le popolazioni importate rispetto agli autoctoni, e di fatto dichiarava che la maggioranza della classe lavoratrice \u00e8 irrilevante, spregevole e sostituibile. Che questo articolo sia apparso in una pubblicazione finanziata in larga parte dall\u2019Open Society Institute di George Soros non dovrebbe sorprendere nessuno.<\/p>\n<p>Gli accademici che avevano avuto ben poco, o niente, da dire sul neoliberalismo adesso escono dalle loro tane \u2013 e scrivono saggi di critica concentrati esclusivamente su Trump. Hanno scoperto adesso lo \u201cstato corporativizzato\u201d. Quelli che si oppongono all\u2019insediamento di Trump non si sono mai opposti all\u2019insediamento di Obama, nonostante tutta la loro presunta consapevolezza teorica critica. Bruno Latour, il guru degli antropologi americani (dopo essere stato ridicolizzato in Europa), ha rimediato all\u2019assenza della sua opinione nelle discussioni riguardanti le elezioni americane: ha aspettato che fossero finite in modo da tentare di sembrare saggio con uno sforzo minimo, mantenere felice la sua clientela americana, tenere alte le vendite dei suoi libri, e assicurarsi una continua presenza alle conferenze che contano. La Los Angeles Review of Books ha prontamente pubblicato il suo minuscolo \u201ccontributo\u201d.<\/p>\n<p>Diana Johnstone ha fatto ottime osservazioni riguardo il fallimento dell\u2019establishment accademico, che vale la pena citare per intero.<\/p>\n<p>\u201c<em>La triste immagine degli americani come cattivi perdenti, incapaci di affrontare la realt\u00e0, deve essere attribuita in parte al fallimento etico della cosiddetta generazione di intellettuali del 1968. In una societ\u00e0 democratica il primo dovere di uomini e donne dotati di tempo, inclinazione e capacit\u00e0 di studiare la realt\u00e0 in maniera seria, \u00e8 condividere la loro conoscenza con chi non ha i loro stessi privilegi. La generazione di accademici la cui coscienza politica fu temporaneamente incrementata dalla tragedia della guerra del Vietnam avrebbe dovuto rendersi conto che era suo dovere utilizzare la sua posizione per educare il popolo americano, soprattutto sul mondo che Washington voleva ridisegnare e la sua storia. <\/em><\/p>\n<p><em>Invece, la nuova fase del capitalismo edonista ha offerto agli intellettuali le migliori opportunit\u00e0 per manipolare le masse, invece di educarle. Il marketing della societ\u00e0 del consumo ha persino inventato una nuova fase delle politiche identitarie, creando il mercato dei giovani, il mercato dei gay, e cos\u00ec via. Nelle universit\u00e0, una massa critica di accademici \u2018progressisti\u2019 si \u00e8 ritirata nel mondo astratto del postmodernismo, finendo per canalizzare l\u2019attenzione della giovent\u00f9 sul come reagire alla vita sessuale delle altre persone, o sulla \u2018identit\u00e0 di genere\u2019. Questa roba esoterica alimenta la sindrome \u2018pubblica o muori\u2019 ed evita agli accademici delle scienze sociali di dover insegnare qualsiasi cosa che possa essere considerata una critica alla spesa militare americana o agli sforzi falliti degli Stati Uniti per affermare il loro eterno dominio sul mondo globalizzato. L\u2019argomento pi\u00f9 controverso uscito dalle universit\u00e0 americane \u00e8 una discussione su chi dovrebbe usare quale toilette&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>\u201c<em>Se gli snob intellettuali sulle fasce costiere degli USA possono deridere con cos\u00ec tanto autocompiacimento i poveri \u2018deplorevoli\u2019 dell\u2019entroterra americano, \u00e8 perch\u00e9 loro stessi hanno abdicato al loro principale dovere sociale: la ricerca e la condivisione della verit\u00e0. Rimproverare il popolo per i suoi atteggiamenti \u2018sbagliati\u2019 mentre si d\u00e0 un esempio sociale di sfrenata promozione personale produrr\u00e0 solamente la reazione anti-\u00e9lite chiamata \u2018populismo\u2019. Trump rappresenta la vendetta del popolo che si sente manipolato, dimenticato, e disprezzato<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E questo ci porta alla sconfitta dei professionisti<\/p>\n<p><strong>La caduta della classe dei professionisti<\/strong><\/p>\n<p>Abi Wilkinson ha scritto su Jacobin: \u201cChe nessuno sia fisicamente in grado di portare a termine un lavoro meglio dei professionisti \u00e8 uno dei dettami cardine dell\u2019\u00e9lite liberal\u201d, aggiungendo:<\/p>\n<p>\u201c<em>Sospettosa sulla democrazia di massa e ringalluzzita dalla caduta dell\u2019Unione Sovietica, l\u2019\u00e9lite liberal arriv\u00f2 alla conclusione che eravamo giunti alla fine della Storia: ogni altro ordine sociale era stato tentato e si era rivelato inferiore. Si presumeva che la democrazia capitalista, supportata da esperti preparati, acuti e benintenzionati, fosse emersa dalla mischia come vincitrice incontestata. Queste persone non potevano spiegarsi il crescente rifiuto dello status quo politico ed economico se non come un\u2019improvvisa epidemia di irrazionalit\u00e0 e di autolesionismo. Certo, c\u2019\u00e8 sempre spazio per migliorare, dicevano, ma a chi mai verrebbe in mente di abbattere o alterare in maniera significativa un sistema eccellente come quello che gi\u00e0 abbiamo?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>\u201c<em>Se la politica altro non \u00e8 che l\u2019efficace amministrazione del sistema vigente \u2013 se non richiede altro che affidarsi all\u2019abilit\u00e0 di un buon pilota \u2013 allora sono l\u2019esperienza e la capacit\u00e0 tecnica i requisiti principali. Le differenze ideologiche sono immateriali, gli interessi contrapposti sono obsoleti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Wilkinson ha scritto queste parole per mettere in luce l\u2019elitismo racchiuso in una recente, famosa vignetta del New Yorker, che (di nuovo) rappresenta l\u2019elettore medio pro-Trump o pro-Brexit come \u201canti-conoscenza\u201d, come non qualificato per governare.<\/p>\n<p>(\u201cQuesti tronfi piloti hanno perso completamente il contatto con la realt\u00e0 dei passeggeri come noi. Chi pensa che debba guidare io l\u2019aereo?\u201d)<\/p>\n<p>Wilkinson quindi procede a smontare completamente la metafora dell\u2019aeroplano:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-28001\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/NewYorker-300x218.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/NewYorker-300x218.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/NewYorker.png 718w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>\u201c(nella vignetta) <em>si d\u00e0 per scontato che gli attuali piloti abbiano sempre fatto un buon lavoro. E se invece avessero fatto schiantare l\u2019aereo a intervalli regolari, rifiutandosi di riparare i danni prima di decollare di nuovo? E se, per la negligenza degli addetti alla manutenzione, le persone in classe economica fossero costrette a reggersi ai sedili con tutta la loro forza per non essere spazzati via, dato che alcuni dei loro finestrini sono sfondati? E se, in altre parole, ai piloti non sembra importare granch\u00e9 del benessere e della sicurezza dei passeggeri in classe economica perch\u00e9 sono troppo occupati ad accontentare i passeggeri di prima classe? Questa descrizione \u00e8 molto pi\u00f9 vicina alla realt\u00e0 dei fatti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Vale la pena leggere Listen Liberal (\u201cAscolta, Liberal\u201d) di Thomas Frank, che ha attirato l\u2019attenzione durante le elezioni USA, soprattutto per il capitolo dedicato alla \u201cTeoria della Classe Liberal\u201d, dove vengono riportati numerosi scritti di sociologi e scienziati politici. Il libro si apre con una citazione del libro di David Halberstam\u2019s del 1972 \u201cThe Best and the Brightest\u201d che parla di \u201cun\u2019\u00e9lite speciale, una certa razza di uomini che si autoperpetua. Uomini legati l\u2019uno all\u2019altro piuttosto che legati allo Stato; nella loro testa costoro diventano responsabili dello Stato, ma non rispondono ad esso\u201d.<\/p>\n<p>Invece di concentrarsi sull\u2019\u201cun percento\u201d degli ultra-ricchi, Frank ci chiede di osservare in maniera critica il \u201cdieci percento\u201d, che include \u201cle persone al vertice della gerarchia nazionale dello status professionale\u201d, dai cui ranghi proviene il laureato dell\u2019Ivy League Obama (L\u2019Ivy League \u00e8 un gruppo di otto universit\u00e0 del Nord-est degli USA considerate le migliori del Paese \u2013 NdT), nonch\u00e9 la maggior parte dei laureati Ivy League che componevano il suo gabinetto, e che spiega la pletora di commenti autoassolutori e autoadulatori di Obama su coloro che hanno le \u201cqualifiche\u201d, che sono \u201cqualificati\u201d per governare, quelli che \u201csanno di cosa parlano\u201d. I professionisti apprezzano le competenze e i curriculum, e tendono ad ascoltarsi solo l\u2019uno con l\u2019altro. Esercitano un monopolio sul potere di diagnosticare e su quello di prescrivere, consultandosi a vicenda: \u201cI professionisti sono autonomi; a loro non \u00e8 richiesto di prestare attenzioni alle voci che provengono dall\u2019esterno del loro raggio di esperienza\u201d (Frank, 2016, pag.23).<\/p>\n<p>I professionisti enfatizzano la \u201ccortesia\u201d nei rapporti reciproci (da qui l\u2019incessante richiamo a \u201cmoderare i toni\u201d), e dimostrano un sommo disprezzo per le persone di rango inferiore, inclusi i professionisti precari. I tecnocrati post-industriali, quelli che osannano \u201cl\u2019economia della conoscenza\u201d e \u201cl\u2019istruzione\u201d come soluzione di tutti i problemi sociali, hanno generato la loro ideologia personale: il professionalismo. Frank nota che, come ideologia politica, il professionalismo \u00e8 \u201cintrinsecamente a-democratico, dato che assegna la priorit\u00e0 all\u2019opinione degli esperti rispetto a quelle del pubblico\u201d (pag. 24).<\/p>\n<p>Anche se di solito affermano di agire in nome dell\u2019interesse pubblico, Frank osserva che i professionisti hanno abusato sempre pi\u00f9 di frequente del loro potere monopolistico per tutelare i loro interessi, agendo sempre di pi\u00f9 come una classe sociale (pag.25), una \u201cclasse di manager illuminati\u201d, quasi un\u2019aristocrazia (pag. 26). La critica di Frank delinea come i Democratici siano diventati il partito della classe dei professionisti, sbarazzandosi dei lavoratori lungo la strada (pag.28). E come conseguenza di ci\u00f2 non si interessano minimamente della disuguaglianza, dato che \u00e8 su di essa che si fonda il loro benessere. La disuguaglianza \u00e8 essenziale per il professionalismo (pag.31). La meritocrazia si oppone alla solidariet\u00e0 (pag.32).<\/p>\n<p><strong>Il Collasso dell\u2019Ideologia Liberal<\/strong><\/p>\n<p>Tutto quanto fin qui detto si aggiunge alle ragioni in base alle quali sto sostenendo che non \u00e8 stata solo Hillary Clinton, n\u00e9 solo i Democratici ad essere sconfitti, ma qualcosa di molto pi\u00f9 vasto. Troppe \u201cgrandi\u201d istituzioni hanno fallito i loro compiti fondamentali, troppo \u00e8 caduto, con cos\u00ec tanto in palio, ad esempio: la globalizzazione, le basi militari USA, il commercio, le classi sociali, il sistema giudiziario, l\u2019istruzione, la sanit\u00e0 ecc. S\u00ec, i Democratici sono stati ridotti a un partito di sindaci, la cui \u201csopravvivenza\u201d si registra solamente a livello comunale, dopo che hanno perso la Presidenza, il Senato, la Camera dei Rappresentanti, la maggior parte dei Governatori e la maggior parte dei Parlamenti statali.<\/p>\n<p>L\u2019ampiezza e la profondit\u00e0 della sconfitta, e l\u2019intera architettura utilizzata per diffondere e difendere la loro ideologia hanno fallito cos\u00ec miseramente, che non possiamo far altro che concludere che \u00e8 stata la loro stessa ideologia a essere respinta, assieme al progetto sociale ed economico che essa sosteneva. Con questo rifiuto cos\u00ec assoluto, avvenuto contro tutte le aspettative, si deve supporre che il danno apportato sia irreparabile. I prodi difensori dell\u2019attuale ordine globale che si esprimono sempre in termini di \u201cirreversibilit\u00e0\u201d e \u201cinevitabilit\u00e0\u201d, applicheranno questi medesimi concetti alla loro sconfitta? Un collasso di questa portata spalanca troppe porte che prima erano invisibili per essere liquidato come semplice singhiozzo momentaneo del sistema.<\/p>\n<p>Qui in Canada, dove l\u2019evoluzione politica va generalmente al traino degli Stati Uniti, assistiamo a un replay del collasso del progetto liberal che tenta di nascondere le differenze di classe e lo sfruttamento di classe sotto l\u2019egida della \u201cdiversit\u00e0\u201d e delle politiche identitarie. Dal Gay Pride al Forum Economico Mondiale a Davos, l\u2019itinerario del Primo Ministro Justin Trudeau rispecchia spesso quello che ormai \u00e8 diventato lo standard dell\u2019\u00e9lite liberal. Questa non \u00e8 una coincidenza: come abbiamo appreso dalle e-mail di Podesta, Trudeau \u00e8 un surrogato della Clinton. Egli veniva identificato in questo modo: \u201cIl Primo Ministro Trudeau \u00e8 un alleato di vecchia data del CAP [Center for American Progress, alleato del Partito Democratico]\u2026un partner attivo ed impegnato del nostro programma per il progresso globale\u201d. Ad un\u2019altra email era allegata una foto in cui John Podesta sussurrava nell\u2019orecchio di Trudeau. Nell\u2019oggetto della mail, Trudeau viene definito \u201cMr.Canada\u201d.<\/p>\n<p>Mentre \u201cMr.Canada\u201d dichiara di sostenere il \u201cfemminismo,\u201d non ha avuto niente da offrire ad una madre lavoratrice in difficolt\u00e0 che viene ridotta alla povert\u00e0 e buttata in mezzo alla strada dalle tasse sulle emissioni, in un Paese ricco di materie prime che potrebbe essere energicamente indipendente per i prossimi due secoli, se la sua energia non fosse drenata per essere venduta sul mercato mondiale. Mr.Canada dichiara fiero di sostenere la \u201cdiversit\u00e0,\u201d eppure aderisce al monolinguismo in Quebec, con un arrogante disprezzo per una anglofona quebeckiana preoccupata per la sua tutela sanitaria. Si spertica in lodi per il suo nuovo Ministro per gli affari esteri, elogiandone la padronanza della lingua russa, mentre minimizza il fatto che a quello stesso ministro \u00e8 vietato l\u2019ingresso in Russia, grazie alle controsanzioni russe contro il Canada, che abbiamo inutilmente causato. Adesso, il Canada pretende di diventare il portabandiera del progetto imperialista liberal di Obama e Clinton, mettendosi sulla buona strada per diventare l\u2019ultimo perdente a difendere la globalizzazione, nell\u2019apparente convinzione di poter perseguire una globalizzazione composta da un unico Paese.<\/p>\n<p>Oggi la classe dei professionisti, sostenitori del liberalismo morente, la trovate sui media a denunciare un\u2019immaginaria ingerenza russa. Non che si siano improvvisamente uniti ai ranghi degli anti-imperialisti: non hanno detto una parola sulle pi\u00f9 di 80 elezioni estere nelle quali gli Stati Uniti hanno interferito, per non parlare delle dozzine di colpi di stato sostenuti e sponsorizzati dagli USA, e per non parlare del fatto che gli Stati Uniti hanno un\u2019infrastruttura istituzionale (il National Endowment for Democracy, il National Democratic Institute, l\u2019International Republican Institute, la CIA, L\u2019Ufficio per le Iniziative di Transizione) dedicata all\u2019interferenza negli affari esteri, armata di decenni di politiche, leggi, e documenti strategici che guidano il corso e la profondit\u00e0 dell\u2019intervento politico all\u2019estero.<\/p>\n<p>\u00c8 particolarmente ironico che un \u201chacker\u201d (nel senso di apportatore di una tale ingerenza negli affari esteri-NdT) si lamenti cos\u00ec rumorosamente di essere stato, una volta tanto, hackerato a sua volta. In realt\u00e0, sono stati colpiti proprio nei campi che si rifiutano di riconoscere: che Putin \u00e8 dieci volte pi\u00f9 statista di un Obama; che i russi eccellono nella diplomazia; e che la Russia ha importanti lezioni antropologiche da insegnarci sulle relazioni internazionali\u2026cose che ovviamente i nostri professionisti liberal hanno ignorato \u2013 e quindi hanno perso, punto e basta.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/01\/28\/gli-ultimi-giorni-dellideologia-liberal\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/01\/28\/gli-ultimi-giorni-dellideologia-liberal\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL\u2019ESTERO (Maximilian Forte) In un articolo documentato quanto aspramente ironico, l\u2019antropologo Maximilan Forte annuncia sul suo blog Zeroanthropology il crollo imminente dell\u2019ideologia liberal progressista. E dei Democratici, che all\u2019ideologia progressista hanno legato le loro fortune. Una minuziosa disamina degli errori commessi durante la campagna elettorale della Clinton, delle scomposte reazioni dei Democratici alla sconfitta, della complicit\u00e0 della grande stampa \u2013 che crea fake news sostenendo di lottare contro le fake news \u2013 e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/voci-dallestero-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7hl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27983"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27983"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27983\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28002,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27983\/revisions\/28002"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}