{"id":28006,"date":"2017-01-31T12:25:22","date_gmt":"2017-01-31T11:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28006"},"modified":"2017-01-31T12:25:22","modified_gmt":"2017-01-31T11:25:22","slug":"i-debiti-dellitalia-e-la-svolta-di-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28006","title":{"rendered":"I debiti dell&#8217;Italia e la svolta di Draghi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Ma davvero se uscissimo dall&#8217;euro dovremmo restituire alla Bce pi\u00f9 di 300 miliardi? Cos\u00ec molti osservatori hanno interpretato una frase di Mario Draghi, <a href=\"http:\/\/www.ecb.europa.eu\/pub\/pdf\/other\/170120letter_valli_zanni_1.en.pdf\" target=\"_blank\">contenuta in una lettera<\/a> in cui risponde a due europarlamentari del M5S. C&#8217;\u00e8 una frase che in molti ha provocato un tuffo al cuore: &#8220;If a country were to leave the Eurosystem, its national central bank&#8217;s claims on or liabilities to the ECB would need to be settled in full&#8221; (Se un paese volesse lasciare l&#8217;Eurosistema, i crediti e debiti della sua banca centrale nazionale con la Bce devono essere estinti totalmente).\u00a0Il che non sarebbe sorprendente, perch\u00e9 se si esce dall&#8217;Eurosistema bisogna mettere in conto che ci chiedano di regolare quei rapporti. La frase, per\u00f2, era in quella lettera che chiedeva una spiegazione del perch\u00e9 gli sbilanci registrati sul Target2 (la piattaforma attraverso cui passano i movimenti di denaro nell&#8217;Eurosistema) stessero crescendo: dunque apparirebbe logico dedurne che si riferisse agli importi di quegli sbilanci, che per l&#8217;Italia sono elevatissimi, quasi 360 miliardi lordi e poco pi\u00f9 di 310 netti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2017\/01\/Target2-graph-ecb-data.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-578\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2017\/01\/Target2-graph-ecb-data.jpg\" alt=\"target2-graph-ecb-data\" width=\"600\" height=\"473\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non sempre, per\u00f2, ci\u00f2 che appare corrisponde alla realt\u00e0. Cerchiamo di spiegare come funziona il Target2. Il signor Brambilla ha deciso di comprarsi una Mercedes, tanto la intesta all&#8217;azienda e cos\u00ec pu\u00f2 usufruire anche del superammortamento del 140% (che dovrebbe servire per gli investimenti produttivi, ma vabb\u00e8, la legge lo consente&#8230; ma questo \u00e8 un altro discorso). Va dal concessionario e gli stacca un assegno di 30.000 euro della sua banca, che \u00e8 Unicredit. Il concessionario prende l&#8217;assegno e va a versarlo nella sua banca, che \u00e8 la tedesca Commerzbank. Brambilla ha comprato e pagato; il concessionario ha riscosso e consegnato l&#8217;auto. L&#8217;Operazione \u00e8 conclusa, nessuno deve pi\u00f9 niente a nessuno, non ci sono crediti o debiti in sospeso.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 affacciamoci dietro allo sportello di Unicredit, sede legale a Roma (s\u00ec, a Roma: a Milano c&#8217;\u00e8 la direzione generale). L&#8217;impiegato di Unicredit spinge alcuni tasti del computer e inserisce l&#8217;ordine di trasferire i 30.000 euro dalla sue riserve alle riserve della Commerzbank, sede Francoforte sul Meno, che li accrediter\u00e0 sul conto della Mercedes. Le riserve, per\u00f2, sono depositate presso le Banche centrali nazionali, cos\u00ec con questa operazione nelle riserve presso la Banca d&#8217;Italia ci sono 30.000 euro in meno, in quelle presso la Bundesbank 30.000 in pi\u00f9. Questo viene registrato dalle Banche centrali sotto le voci &#8220;debiti&#8221; (per l&#8217;Italia) e &#8220;crediti&#8221; (per la Germania). Ma, come abbiamo visto, i soldi sono usciti dalle tasche del signor Brambilla e sono entrati sul conto della Mercedes: n\u00e9 le banche commerciali, n\u00e9 quelle centrali, hanno speso o incassato: hanno solo registrato lo spostamento del denaro. Ebbene, questa registrazione va ad alimentare il saldo di Target 2 dei due paesi e in questo caso per noi il saldo dell&#8217;operazione \u00e8 negativo e per la Germania positivo. Ma perch\u00e9 mai questo saldo dovrebbe essere considerato un debito reale?<\/p>\n<p>Potrebbe per\u00f2 esserci stato un ulteriore passaggio. Unicredit, quando Brambilla ha staccato il suo assegno, poteva non avere liquidit\u00e0 disponibile per trasferire i 30.000 euro alla Commerzbank. E&#8217; un fatto del tutto normale, la riserva obbligatoria delle banche \u00e8 solo l&#8217;1% dell&#8217;attivo, i soldi sono impiegati in prestiti e investimenti. Unicredit allora si fa prestare quei soldi dalla Banca d&#8217;Italia (e quest&#8217;ultima dalla Bce) e conclude l&#8217;operazione. In questo caso si \u00e8 generato effettivamente un debito (di Unicredit verso Bankitalia e di questa verso Bce) e un credito (di Bundesbank verso Bce).<\/p>\n<p>Questo era un esempio per spiegare il meccanismo, ma nel Target2 non ci va solo il prestito per coprire l&#8217;assegno del signor Brambilla. Draghi nella sua lettera spiega:<\/p>\n<p>&#8220;<i>I saldi Target2 sono cresciuti dopo l\u2019avvio del PAA ( Piano di acquisto asset: il QE) in parte a causa di fattori tecnici relativi alla struttura dei mercati finanziari. In particolare, i servizi di regolamento sono concentrati in alcune piazze finanziarie. I pagamenti transfrontalieri da parte delle banche centrali nazionali (BCN) per i titoli acquisiti nell\u2019ambito del PAA determinano variazioni dei saldi Target2 durante l\u2019attuazione della politica monetaria. Quasi l\u201980% delle obbligazioni acquisite dalle BCN nel quadro del PAA \u00e8 stato ceduto da controparti non residenti nello stesso paese della BCN acquirente e circa la met\u00e0 degli acquisti \u00e8 stata effettuata da controparti situate all\u2019esterno dell\u2019area dell\u2019euro, che per lo pi\u00f9 accedono al sistema di pagamento Target2 soprattutto tramite la Deutsche Bundesbank. Ne \u00e8 risultato pertanto un incremento del saldo Target2 della Deutsche Bundesbank nei confronti della BCE<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>E dunque, se per ipotesi l&#8217;Italia volesse uscire dall&#8217;euro e dovesse &#8220;pagare il conto&#8221;, quel conto non corrisponderebbe al saldo del Target 2, ma solo ai prestiti che le banche italiane hanno acceso presso la Bce via Bankitalia. A quanto ammontano? Secondo gli ultimi dati, a circa 200 miliardi. Sempre una cifra elevatissima, dunque. Per\u00f2, non \u00e8 che quando una banca va a chiedere un finanziamento la Bce si accontenta di una stretta di mano e di un &#8220;pagher\u00f2&#8221;: a fronte del prestito chiede una garanzia in titoli, il cosiddetto &#8220;collaterale&#8221;. Quindi, in teoria basterebbe che questi titoli, che attualmente coprono il valore dei presiti, fossero trasferiti dalla Bce alla Banca d&#8217;Italia che con il corrispettivo rimborserebbe la Bce. In altre parole si ripristinerebbe il meccanismo che si sarebbe messo in moto se avessimo avuto una banca centrale autonoma, il cui compito \u00e8 fornire liquidit\u00e0 alle banche quando ne hanno bisogno. La parte di attivit\u00e0 che riguarda le banche italiane passerebbe dal bilancio della Bce a quello della Banca d&#8217;Italia e finito l\u00ec.<\/p>\n<p>Beh, finito l\u00ec non proprio. La Bce ha prestato euro, e vorr\u00e0 euro per estinguere i prestiti. I titoli a garanzia oggi sono in euro (almeno, per la maggior parte), ma se tornassimo alla nostra moneta sarebbero convertiti in neo-lire. Quanto varrebbero a quel punto? Dipende. Si svaluterebbe la neo-lira rispetto all&#8217;euro? E di quanto?<\/p>\n<p>Intanto bisogna aggiungere un altro elemento. La Bce <a href=\"http:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/pr\/date\/2010\/html\/sp090728_1annex.en.pdf\" target=\"_blank\">applica sui titoli in garanzia uno &#8220;sconto&#8221;<\/a> (<i>haircut<\/i>) a seconda della loro &#8220;qualit\u00e0&#8221; e della loro durata. Secondo una stima di UniCredit Research questo sconto sarebbe oggi in media del 7,3%. Ci\u00f2 significa che fino al 7,3% di svalutazione il valore ricavabile dai titoli corrisponderebbe all&#8217;importo da rimborsare.<\/p>\n<p>E&#8217; sufficiente una svalutazione del 7%? <a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/10\/03\/dopo-leuro-il-diluvio\/\" target=\"_blank\">Secondo alcuni economisti<\/a>, come Salvatore Biasco e Giorgio Lunghini, neanche lontanamente. L&#8217;uscita dalla moneta unica &#8211; sostengono &#8211; provocherebbe un crollo di fiducia nell&#8217;Italia, scatenando vendite dei nostri titoli per timore di un default e finendo cos\u00ec per provocarlo. Nelle scienze sociali si parla in questi casi di &#8220;profezia che si auto-avvera&#8221;, cio\u00e8 il timore che qualcosa succeda genera comportamenti tali che la fanno effettivamente accadere. Biasco e Lunghini ipotizzano crolli della nuova valuta addirittura del 30-50%. Altri economisti hanno invece decisamente contestato queste ipotesi, sia perch\u00e9 rispetto alle aree non-euro c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 stata una svalutazione di circa il 20% nell&#8217;ultimo anno, sia in base alle esperienze di altri paesi. Sta di fatto che \u00e8 praticamente impossibile fare una previsione con un ragionevole margine di certezza, perch\u00e9 quello che accadrebbe dipenderebbe dai comportamenti degli altri soggetti in gioco: i mitici mercati, certo, ma ancor di pi\u00f9 gli altri paesi europei. Se si trattasse di una uscita concordata e coordinata, sarebbe diverso da una conseguente a una rottura politica con gli altri europei, o in seguito a uno shock finanziario magari nato da qualche altra parte, come fu quello del 2008.<\/p>\n<p>Se si guarda ai cosiddetti &#8220;fondamentali&#8221; la situazione italiana non \u00e8 cos\u00ec male. A fronte di due importanti punti deboli, l&#8217;alto debito pubblico e la situazione critica di alcune banche &#8211; ma le pi\u00f9 importanti, una volta risolto il problema Monte Paschi, sono a posto &#8211; abbiamo per\u00f2 conti esteri in attivo e possiamo vantare un record mondiale per aver tenuto in positivo il saldo primario per un quarto di secolo; e nonostante i durissimi colpi della crisi siamo ancora il secondo paese manifatturiero in Europa. Certo, se si scatena una crisi speculativa i fondamentali contano poco, ma sono importanti per ridurre le probabilit\u00e0 che ci\u00f2 avvenga. E poi c&#8217;\u00e8 un altro fattore di grande importanza: che ci sia un governo credibile, che abbia dimostrato di saper gestire l&#8217;economia e di fare le riforme che servono invece che quelle ispirate da una ideologia che ha fatto danni catastrofici e ci\u00f2 nonostante continua a dettare l&#8217;agenda.<\/p>\n<p>Naturalmente potremmo anche rifiutarci di pagare. Ma, in quel caso, si chiuderebbe qualsiasi possibilit\u00e0 di una trattativa senza coltelli in mano e, soprattutto, la nostra credibilit\u00e0 di debitori crollerebbe: il che, visto che in nostro debito pubblico dovremo continuare a collocarlo, farebbe un danno assai peggiore. Insomma, pagare il conto per uscire non dovrebbe essere un ostacolo drammatico, se avvenisse nell&#8217;ambito di una trattativa non avvelenata con gli altri partner. Non dimentichiamo poi che ci sono soldi nostri nel fondo &#8220;salva-Stati&#8221; Esm (14,3 miliardi) e che possediamo il 12,3% della Bce (quanto possono essere valutate quelle azioni? Anche questo sarebbe materia da contrattare).<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 ancora da dire dell&#8217;aspetto politico di ci\u00f2 che ha scritto Draghi. Il presidente della Bce aveva dichiarato finora &#8211; e parecchie volte &#8211; che &#8220;l&#8217;euro \u00e8 irreversibile&#8221;. Ora invece ha scritto &#8220;se un paese volesse lasciare&#8230;&#8221;. E&#8217; una svolta non da poco, ma sul motivo per cui \u00e8 stata fatta si possono fare solo ipotesi. Draghi \u00e8 attentissimo agli equilibri politici, quindi si potrebbe supporre che qualcosa sia cambiato: in Germania in particolare, dato che in Europa nulla si muove senza il consenso di Berlino. Forse che Merkel e Sch\u00e4uble, preoccupati per l&#8217;ascesa degli anti-euro dell&#8217;Afd, abbiano deciso di fare la faccia feroce, e lanciare ultimatum se non vengono accettate le loro proposte? Una linea &#8220;o si fa come diciamo noi, o fuori&#8221; permetterebbe loro di presentarsi alle elezioni di settembre come i leader indiscussi dell&#8217;Unione, tagliando le gambe ai fautori dell&#8217;exit. Sarebbe una strategia molto pericolosa, suscettibile di scatenare nuove ondate speculative, ma abbiamo gi\u00e0 sperimentato che l&#8217;europeismo dei leader della Cdu viene sempre dopo i loro specifici interessi. Se \u00e8 cos\u00ec, reggiamoci forte: specialmente per noi si preparano tempi difficilissimi.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/01\/30\/i-debiti-dellitalia-e-la-svolta-di-draghi\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2017\/01\/30\/i-debiti-dellitalia-e-la-svolta-di-draghi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Ma davvero se uscissimo dall&#8217;euro dovremmo restituire alla Bce pi\u00f9 di 300 miliardi? Cos\u00ec molti osservatori hanno interpretato una frase di Mario Draghi, contenuta in una lettera in cui risponde a due europarlamentari del M5S. 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