{"id":28015,"date":"2017-02-01T08:23:02","date_gmt":"2017-02-01T07:23:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28015"},"modified":"2017-02-01T08:24:01","modified_gmt":"2017-02-01T07:24:01","slug":"la-globalizzazione-e-morta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28015","title":{"rendered":"La globalizzazione \u00e8 morta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO FORMENTI (giornalista e docente universitario)<\/strong><\/p>\n<p>Il re \u00e8 nudo. Finalmente una voce autorevole della sinistra mondiale \u2013 il vicepresidente boliviano Alvaro G. Linera \u2013 ha il coraggio di dirlo forte e chiaro: la globalizzazione \u00e8 morta. Incapaci di interpretare i sintomi dell\u2019evento (dalla Brexit alla vittoria elettorale di Trump, senza trascurare il no del popolo italiano alla \u201criforma\u201d costituzionale renziana &#8211; ennesima sconfitta referendaria dopo quelle subite in Francia, Irlanda e Grecia dal fronte liberal-socialdemocratico europeista) la maggioranza degli intellettuali post e neomarxisti rifiutano di prendere atto di quello che appare un vero e proprio cambio d\u2019epoca. <span id=\"more-21616\"><\/span>Il paradosso consiste nel fatto che quanto sta avvenendo \u00e8 l\u2019esito inevitabile di processi che loro stessi hanno contribuito a mettere in luce: finanziarizzazione dell\u2019economia, de-democratizzazione dei sistemi politici, ristrutturazione tecnologica, guerra di classe dall\u2019alto contro sindacati, movimenti e ogni forma di resistenza organizzata delle classi subordinate, crescita oscena delle disuguaglianze, immiserimento di settori sempre pi\u00f9 ampi della popolazione mondiale, ecc.<\/p>\n<p>Dimenticano, fra le altre cose, di avere scritto e detto che la crisi \u00e8 un fenomeno eminentemente politico, che si spiega a partire dai rapporti di forza fra classi sociali (e fra nazioni dominanti e nazioni dominate: urge rileggersi Samir Amin), e non dalle \u201cleggi\u201d dell\u2019economia. Perch\u00e9 stupirsi, dunque, se la rottura si manifesta come brusco ritiro del consenso popolare alle \u00e9lite che sfruttano e opprimono? Il fatto \u00e8 che, a causa della totale insipienza politica, culturale e organizzativa delle sinistre \u201cradicali\u201d (quelle socialdemocratiche sono da tempo passate al nemico), tale rivolta avviene sotto le insegne del populismo di destra.<\/p>\n<p>Scandalizzati dal \u201ctradimento\u201d delle masse, i suddetti intellettuali gridano al pericolo fascista e convergono nel \u201cfronte unito contro il populismo\u201d guidato da partiti, istituzioni, media che fino a ieri indicavano al pubblico disprezzo. Cos\u00ec assistiamo a performance imbarazzanti come quella dell\u2019ex nemico pubblico numero uno dell\u2019ordine capitalista, Toni Negri, che intervistato da La7, difende una globalizzazione che avrebbe diffuso benessere, uguaglianza e democrazia (su che pianeta vive?), con argomenti analoghi a quelli del \u201ccompagno\u201d Xi Jimping (lo stesso che vende il proprio popolo allo sfruttamento selvaggio delle imprese multinazionali) il quale ha riscosso, <a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/01\/18\/carlo-formenti-davos-il-tiranno-xi-jinping-campione-del-nuovo-ordine-globale-contro-la-marea-%e2%80%9cpopulista%e2%80%9d\/\">con il suo discorso a Davos<\/a>, il plauso delle \u00e9lite liberiste dimentiche delle sue credenziali totalitarie.<\/p>\n<p>Questa confusione mentale nasce dal fatto che post e neomarxisti non si sono mai emancipati da una visione della storia come un processo lineare e necessario verso il progresso: unificazione dei mercati mondiali= sviluppo delle forze produttive=creazione delle condizioni per la transizione al socialismo guidata \u2013 \u00e7a va sans dire \u2013 da lor signori (o, nella versione post operaista, autogestita dalle avanguardie del \u201clavoro cognitivo\u201d). Invece la storia non \u00e8 un processo lineare e, mentre la mondializzazione \u00e8 associata al capitalismo dalle sue lontane origini mercantiliste, la globalizzazione nelle forme che ha assunto negli ultimi decenni \u00e8 (o meglio \u00e8 stata) una fase contingente destinata a esaurirsi come quella culminata e terminata fra fine Ottocento e primo Novecento. \u201cLa globalizzazione\u201d, <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2017\/01\/25\/alvaro-garcia-linera-la-globalizzazione-morta-088230\">scrive Linera<\/a>, \u201ccome meta-racconto, questo \u00e8, come orizzonte politico-ideologico capace di canalizzare le speranze collettive verso un unico destino che permettesse di realizzare tutte le possibili aspettative di benessere, \u00e8 esplosa in mille pezzi\u201d.<\/p>\n<p>Laddove la subordinazione delle condizioni di esistenza dell\u2019intero pianeta alla valorizzazione del capitale, scandita dai cicli egemonici delle nazioni che si sono succedute alla guida del processo, \u00e8 sempre stata imposta con la forza delle armi, quella attuale si \u00e8 fondata anche su un progetto ideologico, sulla costruzione di un senso comune legittimante (Gramsci docet) cui anche le sinistre hanno attivamente contribuito. L\u2019egemonia, scrive ancora Linera, ha iniziato a incrinarsi dopo la nascita dei governi rivoluzionari che in America Latina hanno avviato il tentativo di una transizione, se non al socialismo, verso modelli politici, sociali e culturali post neoliberisti.<\/p>\n<p>Altre cause di crisi si sono aggiunte in tutto il mondo &#8211; dagli Stati Uniti, all\u2019Europa, al vicino e lontano Oriente &#8211; fino a determinare il crollo che oggi \u00e8 sotto i nostri occhi: \u201cDonald Trump non \u00e8 il boia dell\u2019ideologia trionfalista della libera impresa, bens\u00ec il medico legale al quale tocca ufficializzare una morte clandestina\u201d. Viviamo un tempo di incertezza assoluta, conclude Linera, un tempo che pu\u00f2 essere fertile nella misura in cui spazzer\u00e0 via le certezze ereditarie, obbligandoci a costruire nuove certezze con le particelle del caos \u201cche si lascia dietro la morte delle narrazioni passate\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/01\/26\/carlo-formenti-la-globalizzazione-e-morta\/\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2017\/01\/26\/carlo-formenti-la-globalizzazione-e-morta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI (giornalista e docente universitario) Il re \u00e8 nudo. Finalmente una voce autorevole della sinistra mondiale \u2013 il vicepresidente boliviano Alvaro G. Linera \u2013 ha il coraggio di dirlo forte e chiaro: la globalizzazione \u00e8 morta. 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