{"id":28032,"date":"2017-02-01T10:15:47","date_gmt":"2017-02-01T09:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28032"},"modified":"2017-01-31T23:57:35","modified_gmt":"2017-01-31T22:57:35","slug":"la-corsa-alleliseo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28032","title":{"rendered":"La corsa all\u2019Eliseo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p><em>Finite le primarie socialiste, la Francia ha pronti i candidati per le presidenziali. Saranno elezioni rivoluzionarie, che cambieranno per sempre la politica francese. Sar\u00e0 l\u2019anno di Marine Le Pen, o vincer\u00e0 il ferreo Fillon? La sinistra francese cosa far\u00e0? E gli outisder?<\/em><\/p>\n<p>menica 29 gennaio ha consegnato alla Francia l\u2019ultimo candidato alle presidenziali del 2017: sar\u00f2 infatti <strong>Benoit Hamon<\/strong> il candidato all\u2019Eliseo del Partito Socialista. Con la chiusura delle primarie socialiste, la Francia ha perci\u00f2 il quinto ed ultimo candidato di queste prossime elezioni presidenziali che si preannunciano davvero <strong>rivoluzionarie<\/strong> per la recente storia francese e che, con tutta probabilit\u00e0, creeranno una <strong>fase di transizione importante<\/strong> nella vita della Repubblica. Cinque candidati forti, cinque partiti diversi, cinque radici culturali completamente distanti e che presentano candidati decisamente differenti rispetto ai rigidi canoni della politica francese degli ultimi decenni, ed anche, per certi versi, degli stessi partiti che rappresentano.\u00a0La Francia del 2017 <strong>rappresenta tutte le contraddizioni tipiche<\/strong> delle elezioni degli ultimi e dei prossimi anni. Austerit\u00e0 contro apertura delle casse statali. Confini aperti contro confini chiusi. Vecchie classi dirigenti contro nuove leve. Partiti nuovi contro partiti storici. Europa contro Nazione. La Francia sar\u00e0 un <strong>grandioso laboratorio<\/strong> del caleidoscopico mondo della politica europea e dimostrer\u00e0, semmai ce ne fosse ancora stato bisogno, l\u2019assoluta necessit\u00e0 di rimodulare i canoni della politica alle grandi sfide dei nostri giorni, che i grandi media e la stampa mainstream faticano ancora a voler comprendere, spacciando un mondo ormai completamente finito.<\/p>\n<p>Partendo dall\u2019ultimo dato elettorale, ovvero la vittoria di Benoit Hamon sul premier uscente, questa candidatura pone il Partito Socialista di fronte alle <strong>grandi sfide<\/strong> che tutti i partiti di massa di centrosinistra stanno vivendo in questi ultimi anni. La sfida, la grande sfida, \u00e8 rappresentata dallo <strong>scontro tra le due anime<\/strong> che caratterizzano storicamente i partiti della socialdemocrazia europea: da un lato l\u2019anima <strong>pi\u00f9 centrista<\/strong>, pi\u00f9 moderata, pi\u00f9 affine ai dettami europeisti e incline agli schemi dell\u2019austerity di stampo germanico; dall\u2019altro lato l\u2019anima <strong>pi\u00f9 radicale<\/strong>, pi\u00f9 sognatrice, storicamente fallimentare, della sinistra del centrosinistra. Benoit Hamon \u00e8 l\u2019identikit perfetto dell\u2019uomo della <strong>sinistra sognatrice<\/strong> che non si vuole staccare dalla grande madre del partito socialista di centro. Dai contenuti vaghi, altisonanti, orientato verso una politica totalmente diversa dall\u2019attuale premier, da molti \u00e8 <strong>considerato il Bernie Sanders della sinistra francese<\/strong>, l\u2019outsider di sinistra del partito ormai troppo al centro che potrebbe catalizzare i voti dei delusi e degli arrabbiati che non si riconoscono pi\u00f9 nel Partito di governo. Certo \u00e8 che dalle sue prime frasi non si pu\u00f2 evincere una grande lucidit\u00e0 di analisi: il suo intento (curioso) di unire in un grande fronte sociale europeo il centrosinistra di Pablo Iglesias, Varoufakis e Martin Schulz (attuale candidato contro la Merkel in Germania), dimostra come sia attualmente un personaggio rispettabile ma che lascia decisamente perplessi. La sola idea di ritenere sintetizzabili le idee dei<strong> pi\u00f9 agguerriti <em>anti-austerity<\/em><\/strong> con un personaggio come Martin Schulz che per decenni ha perorato la causa della Germania forte, dell\u2019Europa forte di matrice tedesca e con una socialdemocrazia completamente asservita ai giochi tecnocratici, dimostra come le sue idee stiano in un universo decisamente parallelo.<\/p>\n<p>Battaglie che Hamon vorrebbe portare a compimento <strong>alleandosi con l\u2019estrema sinistra<\/strong> delle elezioni francesi: <em>La France insoumise<\/em> di Jean-Luc M\u00e9lenchon (e da cui ha gi\u00e0 ricevuto il suo primo due di picche). Il movimento che raccoglie tutto il mondo extraparlamentare della sinistra francese, appoggiato dal partito comunista, si impone oggi all\u2019attenzione dei media francesi per <strong>aver raggiunto stabilmente una quota fissa del 10%<\/strong> nei sondaggi preelettorali. Una fetta di voti notevoli, se rapportati alle sinistra radicali dell\u2019Europa occidentale, e che proietta M\u00e9lenchon come candidato che pu\u00f2 veramente diventare ago della bilancia in caso di un improbabile ballottaggio tra Partito Socialista e UMP o Front National. Le proposte di M\u00e9lenchon sono quelle che la sinistra \u201cdi pancia\u201d aspetta da tempo nella Francia devastata dalle riforme austere dell\u2019impacciato Hollande. <strong><em>La France insoumise<\/em>, la Francia che si ribella<\/strong>, propone l\u2019abolizione della terrificante riforma del lavoro, che ha visto scontri di piazza da Parigi a Marsiglia; chiede il ripristino del tetto massimo di ore di lavoro settimanali a 32; chiede un deciso cambio di rotta nelle politiche energetiche e l\u2019abbandono del nucleare.<\/p>\n<p>E se a sinistra queste due aree dialogano per racimolare voti, la grande voragine di voti che si sta aprendo sia per il centrosinistra francese per quanto riguarda i suoi voti moderati, sia il centrodestra, depauperandolo del suo elettorato pi\u00f9 liberista, \u00e8 il <strong>nuovo movimento del parvenu della politica parigina<\/strong>: Emmanuel Macron. Il suo programma \u00e8 ancora sconosciuto (pare lo voglia rivelare pienamente soltanto a marzo inoltrato). Certo \u00e8, che se il suo programma \u00e8 ancora oscuro, non lo \u00e8 il suo curriculum, chiaramente improntato a tutto quanto di <strong>pi\u00f9 distante dalle politiche sociali<\/strong> che la Francia sembra reclamare a gran voce e da temere, visti i risvolti che personaggi a lui simili hanno avuto per tutta l\u2019Europa: banchiere d\u2019affari al servizio dei Rotschild, consigliere economico di Hollande, ministro dell\u2019economia con Valls. <strong>Un curriculum per certi versi pauroso<\/strong>. Eppure i sondaggi lo premiano in maniera quasi unanime. <em>En Marche<\/em>, questo il nome del movimento, oggi \u00e8 costantemente terzo nei sondaggi e miete consensi in tutto quel mondo francese che spera nella liberalizzazione come manna dal cielo dopo decenni di politiche eccessivamente stataliste dei governi di Parigi.<\/p>\n<p>Sul fronte di destra invece, il grande scontro resta quello tra UMP e Front National.\u00a0Le elezioni di Francia del 2017, inutile nasconderlo, sono da sempre considerate<strong> il grande banco di prova del Front National<\/strong>. Per i suoi seguaci, i tempi sono maturi per l\u2019ascesa all\u2019Eliseo di Marine Le pen. Per i suoi detrattori, \u00e8 arrivato il momento, al contrario, dell\u2019incubo di una possibile elezione della leader della destra francese sul modello-Trump. Come la si veda, \u00e8 certo che il Front National, ad oggi, \u00e8 da considerare<strong> il primo partito di Francia<\/strong>. Da troppo tempo il Front National ha cominciato una campagna capillare di raccolta di consenso, di ricerca dell\u2019elettorato pi\u00f9 scettico, di contatti con l\u2019estero, di presenza televisiva costante. La cura-Marine ha trasformato il Front National da partito visto come l\u2019ultradestra francese a partito di massa di tutto un popolo non solo di destra, ma sostanzialmente deluso, arrabbiato, scettico o semplicemente disincantato che si caratterizza anche per una <strong>profonda radice sociale<\/strong> che rende il partito lepenista molto spesso imperante nella classe rurale e del proletariato urbano che un tempo si sarebbe invece riconosciuta nei grandi temi della sinistra operaia.<\/p>\n<p><strong>Il programma lepenista \u00e8 chiaro.<\/strong> Fuori dall\u2019euro dopo un referendum in stile Brexit, fine dell\u2019appartenenza alla NATO, dazi doganali aumentati nei confronti dei Paesi maggior esportatori, obbligo di porre sempre le aziende francesi in posizione privilegiata rispetto a quelle estere. Un programma trumpista? Non si fatica ad\u00a0immaginare i giornalisti di turno fare la fila per dare al FN l\u2019etichetta di donaldiani di ferro. <strong>La realt\u00e0 \u00e8 che la Francia non segue nessuno, anzi, in questo ha fatto scuola<\/strong>. Ed \u00e8 proprio questa costanza nel programma ad aver creato un forte consenso intorno a Marine Le Pen, che non pu\u00f2 stupire se si ha un minimo seguito la lunga marcia della destra francese da partito \u201cribelle\u201d a partito a vocazione maggioritaria, che intrattiene rapporti con il mondo e si confronta con i grandi della Terra. Scevro dalle uscite folkloristiche di Le Pen padre, sostituito dai sorrisi eterei della nuovelle Giovanna D\u2019Arco, Marionne Le Pen, oggi il Front National si arrocca su un 25% sicuro alle prossime elezioni e punta dritto all\u2019Eliseo, qualora gli elettori di sinistra non dovessero premiare comunque l\u2019UMP piuttosto che vedere vincere la \u201cfascista\u201d francese.<\/p>\n<p>Ed ecco dunque giunti all\u2019<strong>UMP di Fillon<\/strong>, il candidato per tutti considerato il prossimo Presidente di Francia in caso di grande alleanza (in cabina elettorale) tra centrodestra e sinistra per scampare il pericolo Front National. Ex premier sotto la presidenza Sarkozy, dal 2007 al 2012, cattolico (fattore non di poco conto nella laicissima Frnaica di matrice gaullista), vicino al gaullismo sociale, Fillon, una volta battuti i suoi rivali Sarkozy e Jupp\u00e9 alle primarie dell\u2019UMP era stato da tutti indicato come il futuro Presidente di Francia. <strong>Tuttavia, come sempre, dove non arriva la politica, molto spesso, arriva la magistratura.<\/strong> \u00c8 cos\u00ec che da un\u2019indagine \u00e8 risultato che la moglie di Fillon sia stata pagata come assistente parlamentare per un totale di 500mila euro senza mai lavorare. La Francia come sempre, lassista in tutto, rimane intransigente nel momento in cui si toccano i soldi dello Stato. In questi giorni Fillon \u00e8 sceso in piazza chiedendo al suo popolo giustizia contro l\u2019attacco della magistratura e dei nemici politici (un film gi\u00e0 visto). Ma \u00e8 chiaro che l\u2019immagine del politico cattolico irreprensibile ha ceduto il passo ai <strong>dubbi di un elettorato fin troppo stanco<\/strong> di un classe politica improponibile.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-corsa-alleliseo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-corsa-alleliseo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita) Finite le primarie socialiste, la Francia ha pronti i candidati per le presidenziali. Saranno elezioni rivoluzionarie, che cambieranno per sempre la politica francese. Sar\u00e0 l\u2019anno di Marine Le Pen, o vincer\u00e0 il ferreo Fillon? La sinistra francese cosa far\u00e0? E gli outisder? menica 29 gennaio ha consegnato alla Francia l\u2019ultimo candidato alle presidenziali del 2017: sar\u00f2 infatti Benoit Hamon il candidato all\u2019Eliseo del Partito Socialista. 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