{"id":28053,"date":"2017-02-02T11:10:41","date_gmt":"2017-02-02T10:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28053"},"modified":"2017-02-01T23:14:42","modified_gmt":"2017-02-01T22:14:42","slug":"se-litalia-uscisse-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28053","title":{"rendered":"Se l\u2019Italia uscisse dall\u2019euro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>Un\u2019ipotesi di scenario, una simulazione, in caso di uscita dall\u2019euro per rispondere a queste domande: chi gestir\u00e0 questa fase? E per quali scopi? Conter\u00e0 soltanto l\u2019azione o anche il soggetto che la attua?<\/em><\/p>\n<p>In Italia<strong> cresce l\u2019insoddisfazione nei confronti dell\u2019euro<\/strong>, le illusioni riguardo ad essa sono state tutte infrante. <a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/affari-europei\/italia-fuori-dall-euro-germania-aperta-alla-nostra-uscita-dalla-moneta-unica-457003.html?refresh_ce\" target=\"_blank\">Persino in Germania<\/a>, secondo alcuni, si starebbe pensando all\u2019eventualit\u00e0 di una fine dell\u2019eurozona. Molto probabile che il ritorno alla lira sarebbe una condanna per la moneta unica.\u00a0Ma quali potrebbero essere le<strong> condizioni<\/strong> che porterebbero il nostro paese a questa scelta? E quali i successivi <strong>sviluppi<\/strong>? Le sue <strong>conseguenze<\/strong> saranno predeterminabili o varieranno a seconda di chi si trover\u00e0 a gestire un tale passaggio? Proviamo a immaginare un possibile scenario.<\/p>\n<blockquote><p><strong>2018<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Il governo Gentiloni \u00e8 giunto al termine, senza lasciare di s\u00e9 un piacevole ricordo, e con esso si conclude la legislatura.\u00a0I sondaggi danno il <strong>Movimento Cinque Stelle<\/strong> <strong>come favorito<\/strong>, mentre il PD \u00e8 attraversato da una divisione profonda tra i renziani e la minoranza la quale vorrebbe un\u2019alleanza di centrosinistra. Nel corso della campagna elettorale il tema dell\u2019euro \u00e8 toccato solo di rado, anche se secondo alcuni istituti demoscopici la maggioranza degli italiani sarebbe <strong>favorevole all\u2019uscita<\/strong>; i Cinque Stelle propongono un referendum in merito.\u00a0Proprio l\u2019ultimo giorno della campagna, scioccando tutti, <strong>Renzi<\/strong>, in svantaggio, deciso a giocarsi il tutto per tutto, avanza una proposta inaspettata nel corso di una diretta televisiva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe vinco l\u2019Italia fuori dall\u2019euro\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec titolano le agenzie l\u2019indomani. Ma anche i suoi pi\u00f9 stretti seguaci sono esitanti, mentre la minoranza che fa capo a D\u2019Alema e Bersani a stento nasconde la sua ormai<strong> chiara ostilit\u00e0 verso il proprio segretario<\/strong>.\u00a0Giunge il giorno delle elezioni. I primi exit poll preannunciano un \u201ctesta a testa\u201d tra PD e Cinque Stelle, a seguire, ma distaccata, la Lega. Ma nel corso dello spoglio si profila la inaspettata maggioranza relativa per il PD. Merito, forse,della proposta in extremis di Renzi? Si domandano alcuni.\u00a0Tuttavia appare subito evidente che la situazione \u00e8 tutt\u2019altro che rosea. Il PD ha la <strong>maggioranza relativa<\/strong>, ma \u00e8 ben lontano da quel 40% che, secondo la <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/legalicum-ed-ora\/\" target=\"_blank\">nuova legge elettorale approvata in base alle indicazioni della Consulta<\/a>, gli assicurerebbe la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera.\u00a0Dopo un incontro con Berlusconi, Forza Italia assicura che voter\u00e0 la fiducia a un esecutivo guidato da Renzi. In seguito alle consultazioni, il Presidente della Repubblica Mattarella decide di affidare l\u2019incarico al segretario del PD, il quale presenta la sua squadra di governo.\u00a0Tuttavia, al momento del voto di fiducia la minoranza PD vota contro. Il governo si scioglie e si torna alle elezioni.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Settembre<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>E\u2019 una <strong>crisi senza precedenti per il PD<\/strong> spaccato in due tronconi: i renziani accusano la minoranza di voler sabotare il partito. Questi respingono le accuse imputando a Renzi il tradimento del progetto originario del Partito Democratico e proponendo un nuovo centrosinistra. Al congresso il segretario presenta la sua proposta: un sussidio per tutti i giovani disoccupati (che i Cinque Stelle accuseranno di essere un plagio del loro reddito di cittadinanza) riconfermata la volont\u00e0 di voler uscire dall\u2019euro ma a patto di <strong>un\u2019accelerazione del processo di integrazione politica<\/strong> nell\u2019Unione Europea con un vago intento di riformarla. Egli ha ancora la maggioranza, ma non cos\u00ec netta come in passato.\u00a0Berlusconi appoggia la linea di Renzi e si dice disposto \u201ca lavorare ad un progetto comune\u201d. I due si incontrano.<\/p>\n<p>Nel frattempo il Presidente della Commissione europea Juncker dichiara che anche se l\u2019Italia dovesse uscire dall\u2019euro la sua adesione all\u2019Unione Europea non sarebbe in discussione.\u00a0Il segretario del PD annuncia di voler creare una<strong> nuova formazione allargata<\/strong> a tutti coloro che volessero sostenere il suo progetto. Berlusconi si dimette da Presidente di Forza Italia e quest\u2019ultima si schiera con Renzi. Nasce <strong>\u201cL\u2019Italia nel cuore\u201d<\/strong>. La minoranza PD non ci sta. La scissione \u00e8 inevitabile.\u00a0La proposta inaspettata di Renzi trova impreparato il Movimento Cinque Stelle, diviso tra coloro che sono favorevoli all\u2019\u201cItalexit\u201d, come lo chiamano ormai i giornali, e i contrari. Di Maio e Grillo continuano a chiedere il referendum.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Novembre<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Gli italiani tornano alle urne. La campagna elettorale estenuante e interminabile si \u00e8 appena conclusa. Il dibattito sull\u2019euro \u00e8 stato al <strong>centro dell\u2019attenzione pubblica<\/strong> come mai prima in Italia. La nuova formazione guidata da Renzi ha saputo esprimere una proposta comune e chiara: <strong>fuori dall\u2019euro e \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d<\/strong>. L\u2019ex segretario del PD ha usato spesso accenti populistici;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVogliamo costruire la nuova Europa dei cittadini e dire basta all\u2019Europa delle banche e della burocrazia\u00bb oppure \u00abLa casta politica che ci ha portato nell\u2019euro ha fallito\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli altri concorrenti hanno invece tutti mostrato divisioni al loro interno: tanto il \u201cNuovo Ulivo\u201d, formato dall\u2019ex minoranza PD e da Sinistra italiana, quanto i Cinque Stelle.\u00a0Finalmente \u00e8 la data del voto. La nuova formazione composta da renziani e Forza Italia consegue una <strong>netta affermazione<\/strong> ottenendo cos\u00ec la maggioranza in entrambe le Camere. Nasce il nuovo governo Renzi.<\/p>\n<blockquote><p><strong>2019<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha appena<strong> ratificato l\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019euro<\/strong>, votata dal Parlamento dopo un acceso dibattito. L\u2019iter prevede un\u2019introduzione graduale della Nuova Lira e la doppia circolazione con l\u2019euro, fino alla completa sostituzione di quest\u2019ultimo. Intanto la <strong>Francia<\/strong> della Presidentessa Marine Le Pen sta seguendo lo stesso percorso e adesso anche la <strong>Finlandia<\/strong> e il <strong>Belgio<\/strong>dichiarano la medesima intenzione. Venendo a mancare paesi fondamentali, <strong>la Germania annuncia il ritorno al marco<\/strong>, immediatamente seguita da Spagna, Portogallo, Grecia, Olanda e Austria. <strong>\u00c8 la fine dell\u2019euro<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><strong>2020<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>La borsa italiana ha un\u2019impennata. Per il resto, la disoccupazione continua a crescere, soprattutto quella giovanile. Il governo istituisce un <strong>fondo per i disoccupati<\/strong> che pare ricalcato sulla legge Hartz tedesca: i disoccupati che accedono al sussidio sono costretti ad accettare qualsiasi lavoro, anche il pi\u00f9 malpagato. Ci\u00f2 causa un <strong>crollo delle retribuzioni<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><strong>2021<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>I Paesi membri e gli organi direttivi dell\u2019Unione Europea si riuniscono per decidere una riforma politica all\u2019insegna del motto: <strong>\u201cStati Uniti d\u2019Europa subito!\u201d<\/strong>. All\u2019ordine del giorno le Forze Armate Europee, che dovranno progressivamente subentrare ai vari eserciti nazionali, un Ministero degli Esteri condiviso, con una sede in ogni capitale degli Stati Membri, la conversione della Banca Centrale Europea in organo di controllo e \u201csupervisore\u201d delle Banche Centrali nazionali, con poteri di indirizzarne l\u2019intervento e, in tempi pi\u00f9 lunghi, un Ministero dell\u2019Economia condiviso che dovr\u00e0 approvare e coordinare le politiche economiche di ogni Stato. Infine, con vigore immediato, l\u2019introduzione di una norma che vincola i governi di ciascun Paese membro a sottoporre gli interventi in materia fiscale e di bilancio all\u2019approvazione della Commissione europea.\u00a0<strong>\u201cNon \u00e8 uno Stato, \u00e8 un Impero!\u201d<\/strong>, hanno commentato alcuni critici.<\/p>\n<blockquote><p><strong>2022<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Un giornale inglese fa una rivelazione sconcertante: all\u2019origine dell\u2019\u201cItalexit\u201d ci sarebbe stato un <strong>incontro tra Renzi<\/strong>, all\u2019epoca ancora segretario del PD, l\u2019allora <strong>ministro delle finanze tedesco Schauble, Draghi e Juncker<\/strong>. All\u2019incontro ufficiale che era noto sarebbe seguita una cena informale cui avrebbero presenziato alcuni lobbisti e banchieri. Secondo la testata britannica si sarebbe giunti a un accordo che prevedeva l\u2019uscita dell\u2019Italia dall\u2019euro, e il conseguente <strong>smantellamento della moneta unica<\/strong> in virt\u00f9 di una prevedibile reazione a catena, e una completa \u201ccessione di sovranit\u00e0\u201d all\u2019Unione Europea per via politica.\u00a0Intanto si vanno affermando nuove forze nel panorama politico italiano che chiedono il pieno ripristino della sovranit\u00e0 nazionale e l\u2019uscita dall\u2019Unione Europea. Queste denunciano come Bruxelles conduca la stessa politica di austerit\u00e0 dei tempi dell\u2019euro e come il governo continui a ridurre la spesa pubblica e abbia avviato quella che di fatto \u00e8 considerata una parziale privatizzazione del sistema sanitario. Le rivelazioni del giornale inglese, riprese anche da alcuni media italiani nostalgici dell\u2019euro, danno <strong>ulteriore slancio a queste forze<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><strong>2024<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Il bilancio del governo Renzi \u00e8 disastroso<\/strong>: le esportazioni sono cresciute, ma la disoccupazione si \u00e8 stabilizzata a livelli allarmanti, mentre quella giovanile raggiunge quasi il 50%. Sempre pi\u00f9 giovani emigrano all\u2019estero, spesso fuori dall\u2019Europa, per cercare miglior fortuna. \u201cIl fantasma dell\u2019euro continua ad aleggiare\u201d ha scritto un noto commentatore. <strong>Non esiste pi\u00f9 ma \u00e8 come se ci fosse ancora<\/strong>. Permangono i vincoli europei che costringono l\u2019esecutivo a ridurre ancora il deficit. Cos\u00ec, per finanziare il costoso programma di sussidi, esso ha dovuto tagliare altre voci di spesa, quali la sanit\u00e0.\u00a0Sempre pi\u00f9 imprese italiane o delocalizzano oppure sono comprate dal capitale straniero. <strong>\u201cL\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 una potenza industriale\u201d<\/strong>titola la stampa inglese.<\/p>\n<p>Ormai le elezioni sono vicine e il partito di governo andr\u00e0 incontro a una probabile sconfitta. Renzi dice di non volersi ricandidare per un secondo mandato. I principali avversari, emersi dal coacervo di nuovi partiti di recente costituzione, che compongono la formazione <strong>\u201cQuarta Repubblica\u201d<\/strong> chiedono l\u2019uscita dall\u2019UE, nazionalizzazioni e un programma di investimenti finanziati dallo Stato.\u00a0\u201cFinalmente\u201d <strong>commenta un giornale vicino all\u2019opposizione:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\u00abL\u2019Italia sembra svegliarsi da un lungo letargo. L\u2019euro ha indubbiamente contribuito a prostrarla, ma esso non \u00e8 stata l\u2019unica causa di questa lunghissima crisi. L\u2019oligarchia europea ha rimodulato la sua strategia ed \u00e8 riuscita a imporre alle nazioni europee per altra via ci\u00f2 che aveva cercato di fare con l\u2019euro. La lezione, forse, \u00e8 stata appresa; ma solo a carissimo prezzo!\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/e-se-litalia-uscisse-dalleuro\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/e-se-litalia-uscisse-dalleuro\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) Un\u2019ipotesi di scenario, una simulazione, in caso di uscita dall\u2019euro per rispondere a queste domande: chi gestir\u00e0 questa fase? E per quali scopi? Conter\u00e0 soltanto l\u2019azione o anche il soggetto che la attua? 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