{"id":28065,"date":"2017-02-03T10:00:44","date_gmt":"2017-02-03T09:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28065"},"modified":"2017-02-02T18:57:37","modified_gmt":"2017-02-02T17:57:37","slug":"ttip-le-nostre-democrazie-restano-a-rischio-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28065","title":{"rendered":"TTIP, le nostre democrazie restano a rischio (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Monica Di Sisto*)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPenso che avremmo tutti bisogno di sederci dopo questi fatti e discutere di come dovrebbero essere costruite in futuro le politiche commerciali\u201d. La commissaria europea al Commercio Cecilia Malmstr\u00f6m probabilmente non immaginava che due oscuri trattati dai nomi incomprensibili come TTIP e CETA avrebbero spopolato nei media internazionali, portato oltre tre milioni di cittadini europei a promuovere e firmare una e portato in piazza negli ultimi tre anni oltre quattro milioni di cittadini di tutti e 27 i paesi membri, 50mila solo a Roma il 7 maggio 2016.<\/p>\n<p>Ma quello che queste persone hanno capito, e che i loro governi sembrano voler ignorare, \u00e8 che TTIP (Transatlantic Trade and Investment partnership, il trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Stati Uniti) e CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement, la sua versione in minore tra Ue e Canada), in realt\u00e0 sono delle scorciatoie per via commerciale di operazioni molto coerenti di ridisegno della filiera delle decisioni e delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>In questi giorni c\u2019\u00e8 chi vuole far passare il CETA come un argine al trumpismo: peccato che il premier Justin Trudeau \u2013 che il Parlamento europeo ospiter\u00e0 a Strasburgo a met\u00e0 febbraio per godersi in prima fila la deprecabile approvazione del CETA e che posta selfie con bambini rifugiati \u2013 abbia salutato l\u2019elezione di Trump, che pure lo svillaneggia spesso su Twitter, come \u201cla possibilit\u00e0 di assicurare a canadesi e americani il giusto successo con un maggior lavoro comune su commercio e sicurezza\u201d [i], e abbia gioito per lo sblocco da parte di Trump della costruzione dell\u2019Oleodotto Keystone XL, stoppato da Obama perch\u00e9 ritenuto devastante per l\u2019ambiente, definendo la scelta di Trump \u201cuna decisione molto importante per il Canada che ho sempre sostenuto\u201d. [ii]<\/p>\n<p>Trump fermer\u00e0 il TTIP e la globalizzazione? Proprio no: il suo programma prevede una raffica di accordi commerciali bilaterali e di chiuderli uno dopo l\u2019altro a un ritmo veloce. Peter Navarro, direttore del nuovo Consiglio Nazionale del Commercio della Casa Bianca, ha detto che insieme al ministro al Commercio Wilbur Ross spingeranno per accordi che stringano i requisiti delle regole di origine, che diano un giro di vite al dumping dell\u2019acciaio e dell\u2019alluminio e riducano il deficit commerciale americano richiedendo alle nazioni partner di comprare pi\u00f9 prodotti americani.<\/p>\n<p>Per questo Trump prende tempo sul TTIP: prover\u00e0 a negoziare un accordo bilaterale con la Gran Bretagna, gi\u00e0 annunciato, e ad imporre un vantaggio pi\u00f9 netto per gli Usa all\u2019Europa, indebolita dalla Brexit. E il rischio \u00e8 che per evitare l\u2019isolamento commerciale e imporre la svolta antidemocratica auspicata, la Commissione europea accetti il TTIP a tutti i costi, come oggi spinge verso il CETA nonostante il quadro politico sia assolutamente diverso da quello in cui l\u2019ha negoziato.<\/p>\n<p>Il vero obiettivo di TTIP e CETA, infatti, \u00e8 spostare il baricentro delle decisioni dai Parlamenti nazionali ed europei a commissioni tecniche ad hoc dove \u201desperti\u201d incaricati dei Governi Usa e canadese, insieme ad altri \u201cesperti\u201d individuati per decisione autonoma della Commissione europea, stabiliranno quando una marmitta sia abbastanza sicura, ma anche quanto piombo o ormoni sia giusto che siano presenti nel cibo che mangiamo, solo alla luce dei potenziali vantaggi commerciali per chi li produce ed esporta.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: con questi trattati si punta a introdurre una corsia legale preferenziale, un tribunale arbitrale riservato alle imprese dove esse possano contestare le leggi pur emanate a tutela dei diritti dei cittadini, qualora danneggino i loro interessi commerciali. Una scelta che l\u2019associazione dei magistrati tedeschi, DRB, ha giudicato \u201csenza basi legali\u201d[iii].<\/p>\n<p><strong>Da Seattle a Bruxelles: che cos\u2019\u00e8 che non va<\/strong><\/p>\n<p>Era dai tempi della rivolta a Seattle nel 1999 contro l\u2019Organizzazione mondiale del commercio (World trade organization \u2013 WTO) e dal G8 di Genova 2001 nel nostro Paese, che sindacati, associazioni e movimenti non erigevano barricate fisiche e politiche contro la deregulation commerciale. Questa volta, per\u00f2, un\u2019inedita alleanza, anche al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, con piccole e medie imprese dei settori agroalimentare e manifatturiero, oltre duemila Regioni tra cui Abruzzo, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Val D\u2019Aosta e citt\u00e0 europee [iv], e con magistrati e esperti di diritto e commercio, hanno inceppato i rispettivi esecutivi.<\/p>\n<p>Il TTIP, rispetto al quale Trump si era dichiarato critico ma che oggi col suo staff sta valutando a fondo, essendo sensibili i vantaggi per le esportazioni Usa da esso prefigurato, \u00e8 fermo da oltre 5 mesi ma, dicono i negoziatori \u201cbasterebbe un po\u2019 di volont\u00e0 politica per portarlo a compimento\u201d[v].<\/p>\n<p>Il CETA, invece, sar\u00e0 sottoposto al voto del Parlamento europeo a met\u00e0 febbraio, se non interverranno ostacoli. Mentre Germania, Francia, Austria e persino piccoli stati federali come la belga Vallonia hanno sollevato criticit\u00e0 rispetto ai due trattati, il Governo Renzi ne \u00e8 stato fiero campione[vi]: \u201cL&#8217;Italia \u00e8 stato l&#8217;unico Paese che ha inviato una lettera alla Commissione europea autorizzandola a considerare il CETA una competenza esclusivamente europea\u201d, ha spiegato il ministro competente Carlo Calenda chiedendo a Malmstrom di tagliare fuori il suo Paese e gli altri 26 dal processo di ratifica[vii] del trattato per accelerarne l\u2019iter[viii]. E\u2019 difficile spiegarsi il perch\u00e9.<\/p>\n<p>TTIP e CETA sono fondati essenzialmente sugli stessi tre pilastri: un primo nucleo di regole per facilitare l\u2019accesso al mercato con l\u2019abbattimento di dazi e tariffe e a nuove regole per l\u2019accesso ai servizi e agli appalti pubblici della controparte. Un secondo nucleo di regole si concentra sulla cooperazione normativa tra le sue parti, affrontando gli ostacoli tecnici agli scambi, la sicurezza alimentare e la salute degli animali e delle piante, le regole riguardanti gli specifici settori produttivi. Il tutto da armonizzare in appositi comitati bilaterali fuori dal controllo parlamentare, per rendere il commercio pi\u00f9 facile, non il cittadino pi\u00f9 tranquillo. C\u2019\u00e8 poi un terzo nucleo normativo che si concentra su specifici ambiti come sviluppo sostenibile, energia e materie prime, propriet\u00e0 intellettuale e indicazioni geografiche, concorrenza, protezione degli investimenti, piccole e medie imprese.<\/p>\n<p>Se entrasse in vigore solo il primo pilastro in CETA e TTIP, i due trattati raggiungerebbero appena 1\/3 delle proprie potenzialit\u00e0. E\u2019 con l\u2019avvicinamento delle regole tra le due sponde dell\u2019Atlantico, sia con il CETA sia con il TTIP, che si raggiungono i cosiddetti \u201cmigliori\u201d risultati commerciali. Usiamo le virgolette perch\u00e9 per il TTIP, infatti, parliamo di un modesto incremento del PIL inferiore allo 0,5% in USA e UE entro i primi 13 anni di applicazione del trattato, a fronte di un incremento delle esportazioni dell\u2019UE verso gli USA del 60% circa e di quelle degli USA verso l\u2019UE di oltre l\u201980%[ix]. Con il CETA si parla di un piccolo aumento di PIL per l\u2019Europa in dieci anni tra lo 0.003% e lo 0.08% e per il Canada tra lo 0.03% e lo 0.76%, a fronte di un aumento delle esportazioni rispettivamente del 24.2% e del 20.4% [x].<\/p>\n<p>Se si applicano alle analisi, per\u00f2, i modelli econometrici usati dalle Nazioni Unite al posto di quelli della Banca Mondiale, e si prendono dunque in considerazione pi\u00f9 variabili oltre al saldo netto commerciale, scopriamo questi flussi commerciali aggiuntivi in arrivo da oltreoceano andrebbero a sostituire quote dal 30 al 70% di interscambio tra Paesi dell\u2019Unione (fenomeno noto come Trade diversion), e gli scarsi guadagni previsti si tradurrebbero in danni certi. Per il TTIP si arriva a quantificare, sempre in 13 anni, una perdita di reddito da lavoro tra i 165 e i 5mila euro per ciascun lavoratore europeo a seconda del Paese e una moria di circa 600mila posti di lavoro, la maggior parte tra Germania, Francia e Italia.<\/p>\n<p>Il CETA provocher\u00e0 una perdita media di reddito da lavoro media di 615 euro tra tutti i lavoratori UE, con punte minime di -316 euro fino a picchi di -1331 euro in Francia, e la distruzione di 204mila posti di lavoro, dei quali circa 20 mila in Germania e oltre 40 mila sia in Francia sia in Italia[xi]. Con il CETA entro il 2023 il governo canadese perder\u00e0 lo 0,12% delle sue entrate da tasse commerciali, mentre in Europa si registrer\u00e0 una perdita media di entrate dello -0,16% per cui si arriveranno a tagli nella spesa pubblica fino allo -0.20% in Canada e allo -0.08% in UE che si proietteranno in maggiori perdite nei Paesi europei con i settori pubblici pi\u00f9 consistenti come Francia (-0,20%) e Italia (-0.20%)[xii].<\/p>\n<p><strong>Chi negozia e chi controlla<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i dubbi espressi emergono da valutazioni indipendenti. Anche se l\u2019Europa prevede che per ogni accordo vengano realizzate analisi ex ante anche sul piano della sostenibilit\u00e0, i negoziati sono condotti senza che nessuno se non i negoziatori\u2013 e quindi per l\u2019UE la Commissione e i suoi esperti &#8211; possano accedere agli annessi dove sono indicati i livelli numerici delle armonizzazioni e degli abbattimenti. Una corretta quantificazione, cos\u00ec, si pu\u00f2 effettuare solo una volta che le due parti abbiano concluso il negoziato che \u00e8 sottoposto a riservatezza come prevede il Trattato di Lisbona [xiii].<\/p>\n<p>Esse, dunque, sono pi\u00f9 accurate per il CETA, che \u00e8 stato concluso e legalmente riordinato, meno per il TTIP i cui allegati tecnici sono stati messi a disposizione solo degli analisti indipendenti dai leakage (sottrazione e pubblicazione non autorizzata di testi rocambolescamente recuperati) condotti sotto la propria responsabilit\u00e0 legale da organizzazioni internazionali come Wikileaks, Greenpeace o le campagne StopTTIP dei Paesi europei tra cui l\u2019Italia[xiv].<\/p>\n<p>Sul sito della Commissione europea, infatti, dal 2014, pur dopo un richiamo formale a una maggiore trasparenza mosso dall\u2019Ombudsman europeo[xv] su ricorso di un gruppo di Ong europee, sono disponibili una decina di proposte europee di testo del TTIP e molta propaganda. I parlamentari europei, dopo quell\u2019autorevole intervento, possono consultare il TTIP, senza allegati, per un turno di un\u2019ora circa, in apposite stanze dove accedono dopo perquisizione e vengono controllati a vista perch\u00e9 non prendano altro che appunti personali su carta e senza citazioni letterali del testo, disponibile nella sola lingua inglese[xvi].<\/p>\n<p>Lo stesso i parlamentari nazionali, e solo dal 2016[xvii]. Il CETA, invece, i parlamentari europei, che devono votarlo, e quelli nazionali, che dovranno ratificarlo, non l\u2019hanno letto prima della conclusione del negoziato. La ministro al Commercio canadese ha ammesso in un recente incontro a Bratislava di non averlo mai letto, e di \u201cfidarsi dei suoi esperti\u201d. Ne aveva un\u2019idea in itinere, oltre ai lobbisti di mestiere, solo un pugno di esperti di Ong e sindacati (tra cui chi scrive) che lavorava grazie a \u201ccopie abusive\u201d, perch\u00e9 l\u2019intervento dell\u2019Ombudsman \u00e8 arrivato quando ormai il suo iter era quasi concluso, forse anche grazie a tanta riservatezza.<\/p>\n<p><strong><em>*giornalista, vicepresidente dell\u2019associazione Fairwatch, Osservatorio italiano su Clima e commercio<\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>[i] http:\/\/www.cbc.ca\/news\/politics\/trudeau-trump-canada-us-relations-1.3843142<\/p>\n<p>[ii] http:\/\/www.cbc.ca\/news\/politics\/trudeau-cabinet-keystone-xl-1.3949754<\/p>\n<p>[iii] http:\/\/www.dw.com\/en\/german-judges-slap-ttip-down\/a-19027665<\/p>\n<p>[iv] La lista di qui https:\/\/stop-ttip-italia.net\/zone-no-ttip\/<\/p>\n<p>[v] http:\/\/trade.ec.europa.eu\/doclib\/docs\/2017\/january\/tradoc_155242.pdf<\/p>\n<p>[vi] http:\/\/www.eunews.it\/2014\/10\/14\/renzi-il-ttip-ha-lappoggio-totale-e-incondizionato-del-governo-italiano\/23167<\/p>\n<p>[vii] La lettera originale pubblicata da Stop TTIP Italia https:\/\/stop-ttip-italia.net\/2016\/06\/18\/esclusivo-stopttip-italia-pubblica-la-lettera-di-calenda-su-ceta\/<\/p>\n<p>[viii] http:\/www.politico.eu\/article\/eu-faces-last-chance-to-save-canada-trade-deal<\/p>\n<p>[ix] http:\/\/ase.tufts.edu\/gdae\/Pubs\/wp\/14-03CapaldoTTIP.pdf, p. 8<\/p>\n<p>[x] http:\/\/www.ase.tufts.edu\/gdae\/Pubs\/wp\/16-03CETA.pdf, p. 23<\/p>\n<p>[xi] http:\/\/www.ase.tufts.edu\/gdae\/Pubs\/wp\/16-03CETA.pdf, p. 27<\/p>\n<p>[xii] Ibidem p. 25<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ttip-le-nostre-democrazie-restano-a-rischio\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ttip-le-nostre-democrazie-restano-a-rischio\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Monica Di Sisto*) \u201cPenso che avremmo tutti bisogno di sederci dopo questi fatti e discutere di come dovrebbero essere costruite in futuro le politiche commerciali\u201d. 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