{"id":28071,"date":"2017-02-03T10:45:58","date_gmt":"2017-02-03T09:45:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28071"},"modified":"2017-02-02T23:13:32","modified_gmt":"2017-02-02T22:13:32","slug":"universo-sovranista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28071","title":{"rendered":"Universo sovranista"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Sani)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il mainstream ha cominciato a chiamare il suo nemico per nome: \u201csovranismo\u201d. Cosa hanno capito i media tradizionali della reazione alla globalizzazione e qual \u00e8 la situazione italiana della galassia sovranista.<\/em><\/p>\n<p>Un nuovo spettro si aggira per l\u2019Europa e pare abbia anche un nome: <strong>Sovranismo<\/strong>! Il vocabolario del nostro\u00a0<em>Word<\/em> non lo conosce ancora, ma sembra essersi accorto della sua esistenza il <em>Sole 24 Ore<\/em>, o perlomeno il loro editorialista Sergio Fabbrini, professore della LUISS. In due articoli ravvicinati (<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2017-01-08\/sovranismo-l-avversario-battere-l-europa-111930_PRV.shtml?uuid=ADUGzmSC\" target=\"_blank\">8<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2017-01-21\/quella-santa-alleanza-populismo-e-nazionalismo-201852_PRV.shtml?uuid=AEBsNCF\" target=\"_blank\">22 gennaio<\/a>) il direttore della <em>LUISS School of Government<\/em> individua il <strong>nemico dei conservatori di oggi<\/strong> (cio\u00e8 gli europeisti, della finta destra come della finta sinistra) <strong>nei \u201csovranisti\u201d<\/strong>, che altro non sarebbero che quei progetti politici euroscettici e no-global nati dall\u2019incontro tra nazionalismo e populismo.<\/p>\n<p>Il neologismo in realt\u00e0 aveva gi\u00e0 fatto qualche rapida comparsata in altre testate <em>mainstream<\/em>, specialmente con l\u2019innesco della deflagrazione euroscettica, cio\u00e8 la Brexit. In <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/opinioni\/editoriale\/2016\/05\/25\/news\/sovranisti-improbabili-unionisti-senza-idee-1.267335\" target=\"_blank\">questo editoriale per l\u2019Espresso<\/a> Luigi Vicinanza scopre il <strong>malessere da globalizzazione<\/strong> che cova nella pancia dell\u2019Occidente e titola \u201cSovranisti improbabili, unionisti senza idee\u201d un articolo che tenta di spiegare l\u2019<strong>emergere di Trump, Le Pen e Salvini<\/strong>. Il pezzo \u00e8 del 27 maggio 2016. Post-Brexit, il nemico comincia a venir messo a fuoco nei mirini del <em>mainstream<\/em> con maggior acutezza, stavolta per penna di un francese (non a caso, visto che \u00e8 l\u00ec che la rivoluzione sovranista \u00e8 partita con Marine Le Pen). \u00c8 il Corriere a riportare un pezzo di Bernard-Henri L\u00e9vy, che titola <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/digital-edition\/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB\/2016\/06\/27\/17\/cosi-ha-vinto-un-sovranismo-ammuffito_U432002468886694X.shtml\" target=\"_blank\">\u201cCos\u00ec ha vinto un sovranismo ammuffito\u201d<\/a>, siamo al 27 giugno. Il pezzo \u00e8 al vetriolo e di un <em>caviarismo<\/em>, se mi si passa il neologismo, imbarazzante, perlomeno nel tentativo di tratteggiare i sostenitori della Brexit come una manica di burini razzisti e ritardati. Risponde, giustamente e sempre sul Corriere, <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/16_giugno_30\/gli-intellettuali-europei-lontani-dall-opinione-pubblica-e9661446-3e20-11e6-8cc3-6dcc57c07069.shtml\" target=\"_blank\">Galli della Loggia il 29 giugno<\/a>, conquistandosi il merito, perlomeno, di cogliere l\u2019abisso che gli intellettuali come Bernard-Henri L\u00e9vy hanno scavato tra loro e il popolo.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>allarme sovranista<\/strong> esplode sui media <em>mainstream<\/em>, tuttavia, come accennato in apertura, questo gennaio: lo testimonia l\u2019esponenziale crescita dell\u2019utilizzo del termine. Il catalizzatore, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>, \u00e8 Donald Trump. Vi ricorre Bersani in <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/01\/16\/news\/_la_lezione_non_e_servita_su_lavoro_fisco_e_welfare_bisogna_svoltare_a_sinistra_-156116638\/\" target=\"_blank\">un\u2019intervista a Repubblica<\/a>, che dopo aver visto la mucca in corridoio pare essersi destato dal suo lungo sonno; lo rilancia Alessandro Somma <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/c%E2%80%99e-spazio-in-europa-tra-la-destra-sovranista-e-le-forze-neoliberali-progressiste-o-conservatrici\/\" target=\"_blank\">su MicroMega<\/a>; vi approda anche Panebianco per diffondere la sua russofobia <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/17_gennaio_13\/ombra-forza-putin-una-debole-europa-721df45e-d8fc-11e6-97e6-e1e054cdfc34.shtml\" target=\"_blank\">sul Corriere<\/a>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/g3XZ_wAX23E?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">\u00a0Dibattito a Otto e Mezzo sulla globalizzazione.<\/span><\/p>\n<p>Dopo questa breve rassegna stampa proviamo a mettere insieme i pezzi del puzzle. Il <em>mainstream<\/em> ha preso atto che vent\u2019anni di Fine della Storia hanno <strong>prodotto una reazione<\/strong> ed ha paura. Le cause di questa reazione sono da individuarsi principalmente negli <strong>effetti nefasti<\/strong> che la globalizzazione ha avuto su larghi strati del ceto medio e proletario dell\u2019Occidente (<a href=\"http:\/\/www.mckinsey.com\/global-themes\/employment-and-growth\/poorer-than-their-parents-a-new-perspective-on-income-inequality\" target=\"_blank\">qui un rapporto molto interessante del McKinsey Global Institute<\/a>), che ha vissuto un impoverimento netto di massa. A questo si aggiunge il senso di alienazione culturale dato dai vorticosi mutamenti socio-politici e demografici che hanno stanno investendo le nostre societ\u00e0. A cappello, <strong>l\u2019incapacit\u00e0 della politica di intervenire nel mondo<\/strong> e plasmare il reale, privatasi volontariamente dei mezzi per poterlo fare. Ad un certo punto, la narrazione autoreferenziale delle \u00e9lites ha smesso di funzionare: troppo grande era lo scollamento rispetto alla realt\u00e0. <strong>Ed ecco a voi il sovranismo<\/strong>, l\u2019incontro della volont\u00e0 di cambiamento vero, propria della maggioranza delle persone occidentali, con qualche contenitore politico capace di mettersi in ascolto, di sentire i borborigmi delle pance europee ed americane. Ecco dunque la <strong>componente populista<\/strong>, cio\u00e8 il lato della domanda (e della comunicazione), e la componente nazionalista, cio\u00e8 l\u2019offerta e lo strumento attraverso il quale tornare ad agire sul reale, tornare a modificarlo. La sintesi \u00e8 il recupero della sovranit\u00e0 nazionale. Il significato profondo di questo sommovimento, se avverr\u00e0 compiutamente, sar\u00e0 il<strong> rimettere in moto il processo storico<\/strong>, il ritorno in grande stile sul palcoscenico della Storia della categoria del politico, fino ad oggi cancellata da un mondo piano e mercantile.<\/p>\n<p>Chiaramente c\u2019\u00e8 chi \u00e8 arrivato a queste conclusioni <strong>da destra<\/strong>, ed era probabilmente gi\u00e0 nazionalista, e chi <strong>da sinistra<\/strong>, ed era populista nel senso che stava dalla parte dei lavoratori nella lotta di classe. I due concetti <strong>si sono quindi incontrati a met\u00e0<\/strong>, non avendo senso la nazione senza perlomeno solidariet\u00e0, se non vere e proprie forme di socialismo (inteso come intervento diretto dello Stato in economia, quantomeno), ed essendo impossibile la difesa dei diritti sociali delle classi meno abbienti in un contesto di mercato globale senza uno Stato globale, cio\u00e8 regole uguali ovunque.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi dice, come il sociologo Carlo Formenti, che <strong>nel populismo c\u2019\u00e8 un alto grado di contingenza<\/strong>, cio\u00e8 pu\u00f2 andare a destra come a sinistra. \u00c8 teoricamente corretto, ma \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che vada a destra, infatti ci sta andando. Questo perch\u00e9, come gi\u00e0 spiegato in un <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-populismo-doppio-allitaliana\/\" target=\"_blank\">precedente articolo<\/a>, la destra (non quella liberale, ma quella sociale) aveva gi\u00e0 dentro di s\u00e9 le categorie per comprendere quello che sta avvenendo, sia a livello di elettori che di classe dirigente e intellettuale. La sinistra, viceversa, anche quella marxista pi\u00f9 anti-sistema, si ostina a mantenere paradigmi che sono in palese contraddizione con la sua teorica funzione politica, cio\u00e8 la difesa delle classi subalterne. <a href=\"http:\/\/www.glistatigenerali.com\/partiti-politici\/la-sinistra-e-la-trappola-del-sovranismo\/\" target=\"_blank\">Questo articolo<\/a> di Silvia Bianchi su <strong>Gli Stati Generali<\/strong> pu\u00f2 essere considerato paradigmatico. Deve cio\u00e8 decidere quali classi subalterne difendere: quelle del fu Terzo Mondo, che dalla globalizzazione tutto sommato qualche vantaggio lo stanno traendo, migrando e sviluppandosi seppur in <strong>condizioni di sfruttamento ottocentesco<\/strong>, oppure le <strong>\u201caristocrazie proletarie\u201d decadute dell\u2019Occidente<\/strong>, che altrimenti voteranno sempre pi\u00f9 a destra.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sttUmbcC9gg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Il sociologo Carlo Formenti espone la sua visione del populismo ad un evento organizzato dall\u2019associazione Ross@.<\/span><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 in realt\u00e0 una <strong>grande contraddizione anche a destra<\/strong>. Davanti al grande bivio storico posto dalla globalizzazione le strade sono sostanzialmente due: o si fa uno <strong>Stato globale<\/strong>, il che significa stesse regole ovunque ed omogeneit\u00e0 anche culturale, o si torna ad un mercato internazionale, cio\u00e8 si torna a <strong>regolamentare gli scambi di capitali, merci e persone<\/strong>. In sostanza, o si crea una nuova sovranit\u00e0 o si torna a quella vecchia, <em>tertium non datur<\/em>, l\u2019ordine mondiale attuale \u00e8 troppo squilibrato e avvantaggia una percentuale risicata di persone e di Paesi. Se tuttavia le destre sovraniste ormai <em>mainstream<\/em>, delle quali Trump \u00e8 il capofila, non capiscono che tornare alle nazioni per fare un liberismo interno non ha senso, ma al massimo \u00e8 una pezza momentanea alle disuguaglianze tra nazioni, si rischiano derive preoccupanti. Pi\u00f9 che declinazioni di destra o di sinistra del sovranismo sarebbe dunque opportuna <strong>una sintesi per un sovranismo di destra e di sinistra<\/strong> contemporaneamente.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_sXqUlT3Uj0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">\u00a0Un Alberto Bagnai ormai d\u2019antan parla di Europa, liberalizzazioni e privatizzazioni. Si esce dall\u2019euro per riscoprire Keynes e la piena occupazione.<\/span><\/p>\n<p>Fatte queste precisazioni si pu\u00f2 passare ad analizzare rapidamente il <strong>panorama sovranista italiano<\/strong>. Partiamo dal <em>mainstream<\/em>: il centrodestra si \u00e8 spaccato proprio su questo e difficilmente si ricomporr\u00e0, n\u00e9 \u00e8 auspicabile che lo faccia. La parte sociale si \u00e8 lanciata verso il sovranismo, <strong>Salvini alfiere del movimento e Meloni a ruota<\/strong>. Era prevedibile, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/tre-anni-di-salvini\/\" target=\"_blank\">abbiamo spiegato a grandi linee perch\u00e9<\/a>. Berlusconi, non si capisce bene perch\u00e9 dopo <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/regime-change\/\" target=\"_blank\">il golpe morbido del 2011<\/a> (o forse lo si capisce benissimo), \u00e8 rimasto liberale e finir\u00e0 a fare da stampella a Renzi in cambio di qualche concessione. Recentemente Alemanno e Storace hanno tentato un rilancio personale sempre in questa chiave, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2017\/01\/30\/news\/alemanno_lancia_il_polo_sovranista_con_storace-157201988\/\" target=\"_blank\">fondando il Polo sovranista<\/a>: confluiranno nello schieramento salviniano.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong>, che d\u00e0 un colpo al cerchio ed uno alla botte (vedi il tentato e fortunatamente mancato ingresso nell\u2019ALDE), ma \u00e8 <strong>sostanzialmente euroscettico<\/strong>. Dei limiti del movimento di Beppe Grillo abbiamo <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/movimento-5-stelle-di-lotta-o-di-governo\/\" target=\"_blank\">gi\u00e0 scritto svariate volte<\/a>, mancano perlomeno organizzazione ed un pensiero organico di riferimento, cio\u00e8 una classe intellettuale in grado di mediare tra problemi complessi e popolo. Tuttavia il Movimento \u00e8 euroscettico, pi\u00f9 o meno inconsapevolmente no-global e pu\u00f2 essere un sano correttivo a sinistra per la destra salviniana. \u00c8 chiaro che, se c\u2019\u00e8 reale volont\u00e0 di governare in entrambi, dovranno trovare un accordo <strong>in nome del sovranismo keynesiano<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 interessante del sovranismo tuttavia \u00e8 stato il crearsi di una <strong>cerchia di intellettuali<\/strong>, pi\u00f9 o meno noti e pi\u00f9 o meno capaci, in grado di costruire un <strong>pensiero profondo e sostanzialmente organico<\/strong> e che hanno cominciato ad affacciarsi timidamente anche nel <em>mainstream<\/em>. Quasi tutti i principali ambiti del sapere coinvolti in qualche modo con la politica sono stati toccati. L\u2019egemonia culturale \u00e8 lontana, ma finalmente esiste almeno la possibilit\u00e0 del dibattito, per quanto avvenga ancora nel sottobosco di internet e degli incontri congressuali. <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">Alberto Bagnai<\/a>, Vladimiro Giacch\u00e9, Sergio Cesaratto, Antonio Maria Rinaldi, Nino Galloni, Claudio Borghi per l\u2019economia; Giandomenico Majone, scienziato politico; <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">Luciano Barra Caracciolo<\/a>, giurista; <a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/category\/carlo-formenti\/\" target=\"_blank\">Carlo Formenti<\/a>, sociologo; soprattutto in ambito filosofico molto si \u00e8 mosso, con i lavori in grande anticipo sui tempi di <a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/\" target=\"_blank\">Gianfranco La Grassa<\/a> e Costanzo Preve, entrambi partiti dal marxismo, e oggi l\u2019allievo di quest\u2019ultimo, cio\u00e8 Diego Fusaro, poi ancora Paolo Becchi; questi i primi nomi che vengono in menti e molti altri ancora. Sono figure precedentemente emarginate per le loro idee eterodosse, in alcuni casi non interessate alla politica, ma pian piano \u00e8 stata la Storia ad andare loro incontro, <strong>portandoli alla luce del sole<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rAxmEoEzP4k?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Moreno Pasquinelli del Movimento Popolare di Liberazione affronta il tema del sovranismo.<\/span><\/p>\n<p>Si riesce anche ad individuare una <strong>data chiave in Italia, cio\u00e8 il 2011<\/strong>. L\u2019avvento di Mario Monti e dell\u2019austerit\u00e0 hanno risvegliato parecchi cuori e soprattutto cervelli, generando subbuglio a destra come a sinistra. Da l\u00ec l\u2019impegno degli intellettuali suddetti e soprattutto la nascita di svariati movimenti politici veramente dal basso, ancora piccoli, ma dal programma complesso e dettagliato, segno di un profondo lavoro intellettuale d\u2019analisi e di proposta. Uno \u00e8 il <a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/\" target=\"_blank\">Fronte Sovranista Italiana<\/a>, il primo a sdoganare il termine in Italia, che si ispira, a grandi linee, alla socialdemocrazia pre-1981 ed \u00e8 dotato di una <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/\" target=\"_blank\">rivista on-line<\/a>. Poi c\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/alternativaitalia.it\/\" target=\"_blank\">Alternativa per l\u2019Italia<\/a>, che rappresenta la concretizzazione politica del blog <a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/\" target=\"_blank\">scenarieconomici.it<\/a>, dove scrivono Rinaldi e Galloni, sempre di impronta indipendentista e keynesiana. <a href=\"http:\/\/riscossaitalia.it\/\" target=\"_blank\">Riscossa Italia<\/a> \u00e8 nato invece da una scissione in seno ad Alternativa per l\u2019Italia, conta una senatrice, Paola De Pin e la personalit\u00e0 di spicco \u00e8 Marco Mori, avvocato da lungo tempo impegnato nella battaglia per la sovranit\u00e0 monetaria. Tutti e tre questi movimenti hanno come caposaldo il <strong>ripristino integrale e la contestuale difesa della Costituzione del \u201948<\/strong>. C\u2019\u00e8 poi da citare la galassia post-fascista, i famigerati rossobruni, in particolare Casapound. Anche all\u2019estrema sinistra qualcosa s\u2019\u00e8 mosso, con la creazione del Movimento Popolare di Liberazione di Moreno Pasquinelli, espressione del blog <a href=\"http:\/\/sollevazione.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">sollevAzione<\/a>, oppure l\u2019associazione politica e culturale <a href=\"http:\/\/www.rossa.red\/\" target=\"_blank\">Ross@<\/a>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HF5_j7lLJns?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">L\u2019intervento del Presidente Stefano D\u2019Andrea all\u2019assemblea fondativa del Fronte Sovranista Italiano.<\/span><\/p>\n<p>Si tratta di un mondo molto esteso anche se molto frammentato. Ognuno di questi movimenti aggiunge qualcosa al senso del sovranismo e alle sue analisi. Se sar\u00e0 sufficiente non \u00e8 dato sapere, ma sperare che un\u2019altra volta gli <strong>Stati Uniti decidano le sorti d\u2019Europa<\/strong>, stavolta facendo crollare l\u2019Unione Europea, non sar\u00e0 la soluzione. L\u2019elezione di Trump \u00e8 stata un segnale fortissimo, forse un vero <em>game changer<\/em>, ma \u00e8 tempo che <strong>l\u2019Europa e l\u2019Italia riprendano in mano il proprio destino<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/universo-sovranista\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/universo-sovranista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Sani) Il mainstream ha cominciato a chiamare il suo nemico per nome: \u201csovranismo\u201d. 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