{"id":28078,"date":"2017-02-03T13:29:00","date_gmt":"2017-02-03T12:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28078"},"modified":"2017-02-03T13:29:00","modified_gmt":"2017-02-03T12:29:00","slug":"un-po-di-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28078","title":{"rendered":"Un po&#8217; di chiarezza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIANFRANCO LA GRASSA<\/strong><\/p>\n<p>Una mossa di Trump che ci fa capire meglio quali sono gli entusiasmi facili, ma che inducono all\u2019errore, mi sembra sia stata compiuta in questi giorni. E dimostra quanto ho affermato fin da subito: molto bene che la Clinton abbia perso le elezioni \u2013 anzi una vera boccata d\u2019ossigeno che ci ha salvato da una fine senza nemmeno alcun sussulto preagonico \u2013 ma nessun particolare entusiasmo traboccante come quello che certuni stanno dedicando alla vittoria di Trump.<\/p>\n<p>Il suo atteggiamento sar\u00e0 comunque positivo se veramente muter\u00e0 gli accenti dell\u2019azione della Nato e se prender\u00e0 le distanze dall\u2019attuale UE, voluta da quei successori dei \u201cpadri dell\u2019Europa\u201d, che \u2013 ormai lo sappiamo bene dagli studi di Joshua Paul, ricercatore alla Georgetown University \u2013 erano tutti ampiamente finanziati e \u201cistruiti\u201d dagli Stati Uniti. Tuttavia, la sua recente dura critica alla Merkel e dunque alla Germania come vera sfruttatrice della UE mostra che anche lui cerca di ingannarci circa l\u2019autentico padrone degli europei a partire dalla seconda guerra mondiale (e, per una parte degli stessi, dal crollo dell\u2019Urss e la fine del mondo bipolare).<\/p>\n<p>Penso che oggi si debba prendere atto della negativit\u00e0 della politica tedesca, ma non certo perch\u00e9 la Germania ha sottomesso l\u2019Europa; come detto pi\u00f9 volte, ha inteso mostrare agli Stati Uniti che poteva essere il loro vero \u201cmaggiordomo\u201d tra i \u201ccamerieri\u201d europei. E ha pure voluto mettere la tradizionale, e anche un po\u2019 \u201cmontata\u201d seriet\u00e0 dei tedeschi, a garanzia di servizi adeguati agli Usa che altri paesi europei non avrebbero saputo offrire.<\/p>\n<p>Indubbiamente, accade a volte che il maggiordomo possa scontentare i servitori e se li metta contro. E pu\u00f2 essere che non ottemperi a qualche ordine del padrone, perch\u00e9 convinto che certe mosse di quest\u2019ultimo indeboliscano la sua autorit\u00e0 presso gli altri \u201cdomestici\u201d e mettano in discussione il suo ruolo di capo degli stessi.<\/p>\n<p>Il problema principale non \u00e8 comunque la Germania, ma proprio la nostra settantennale sudditanza agli Stati Uniti. Fin che c\u2019\u00e8 stata l\u2019Urss, si poteva anche giocare sui contrasti bipolari per qualche barlume d\u2019autonomia, del tutto limitato e alla fin fine piuttosto inessenziale. Oggi, la situazione \u00e8 diversa. Il mondo \u00e8 abbastanza \u201cmovimentato\u201d.<\/p>\n<p>Non ci sono le lotte di liberazione dall\u2019imperialismo in paesi tipo Vietnam e altre \u201cperiferie\u201d del terzo mondo, mentre nel primo vigeva la cristallizzazione imposta dal confronto tra due superpotenze, di cui una era per\u00f2 in lenta discesa finita in crollo improvviso e imprevisto. Oggi siamo assai probabilmente avviati ad un effettivo multipolarismo tra potenze ancora assai differenti come forza (gli Usa sono al momento largamente in testa), che creano tuttavia vere ebollizioni nella politica mondiale.<\/p>\n<p>Non ci sono insomma le guerre \u201cantimperialiste\u201d (con l\u2019imperialismo confuso come neocolonialismo), ma vere mosse e contromosse \u2013 al momento non ancora dirette ad un generale confronto definitivo per una nuova reale supremazia \u2013 che rendono il \u201cterritorio\u201d del confronto mobile, sconnesso, frastagliato.<\/p>\n<p>In una situazione del genere, che si avvia a qualche somiglianza (gli storici vorranno infine studiarla seriamente?) con la precedente epoca multipolare e poi policentrica (1870-1945), si ricomincia con la frenetica attenzione rivolta alle crisi economiche; tipo appunto la stagnazione del 1873-96, le due grandi crisi finanziarie (con successivi esiti negativi sull\u2019intera attivit\u00e0 economica) del 1907 e 1929. Credo si debba capire che tale tipo di crisi \u00e8 il risultato di superficie (il \u201cterremoto\u201d) dei sommovimenti pi\u00f9 profondi (\u201ctettonici\u201d o come diavolo si chiamano) di tipo POLITICO e BELLICO (ad es. quelli del 1914-18 e del 1939-45).<\/p>\n<p>Mi rendo conto che oggi le popolazioni del primo mondo \u2013 avendo conosciuto per tanti decenni al massimo \u201crecessioni\u201d accompagnate per\u00f2 da un indubbio aumento del tenore medio di vita (pur con differenze enormi tra alto e basso) \u2013 sono pi\u00f9 che preoccupate dei \u201cterremoti\u201d di superficie. Tuttavia, grave \u00e8 l\u2019assenza di forze politiche di ottima levatura e capaci quindi di afferrare la rilevanza dei sommovimenti \u201ctettonici\u201d, che preparano ben altri eventi.<\/p>\n<p>Si facciano pure le riunioni di economisti per capire come ridurre i guai della possibile, adesso pare addirittura probabile, uscita dall\u2019euro (dell\u2019Italia o anche di altri?). Per carit\u00e0, niente in contrario. Tuttavia, si compie un errore clamoroso se si d\u00e0 credito all\u2019accusa che i nostri guai dipendono soprattutto dal comportamento della Germania. In tal caso, ci precludiamo o comunque rendiamo meno efficace un collegamento con forze, chiamiamole ancora sovraniste per il momento, che vogliano (ma realmente per\u00f2) riprendere in mano le sorti della popolazione tedesca senza pi\u00f9 prestare servizi da maggiordomo agli Usa.<\/p>\n<p>Il problema cruciale \u00e8 politico, lo ripeter\u00f2 cento volte, non economico. Se la nuova Amministrazione trumpiana sar\u00e0 realmente intenzionata e in grado di mettere un po\u2019 sottosopra la Nato \u2013 non certo per liquidarla completamente, semmai per mutarne prospettive e strategie ancorate tuttora alla vecchia politica di \u201ccampo\u201d contro \u201ccampo\u201d (quello presunto socialista dei tempi che furono) \u2013 bisogna approfittarne per sondare la possibilit\u00e0 di mutamenti nei nostri comandi militari. Sar\u00e0 poi necessario investire pesantemente i Servizi (che credo fortemente inquinati da quelli americani) e smantellare tutta una serie di organizzazioni assai ambigue: anche finto-culturali (di influenza predominante statunitense e piene zeppe di altri spioni) o filantrope (peggio che peggio) o non so cos\u2019altro ancora.<\/p>\n<p>E\u2019 poi indispensabile porre in atto una politica estera che non si limiti a qualche affermazione di principio favorevole alla Russia, principale possibile nostro alleato (non nuovo padrone) nei confronti della prepotenza statunitense. Non \u00e8 un caso che Trump abbia deciso di abbandonare l\u2019ostilit\u00e0 obamiana per attuare un confronto assai pi\u00f9 morbido con tale paese. Il nuovo atteggiamento degli Stati Uniti dovrebbe servire a rendere meno importanti per la Russia rapporti stretti con la Cina, ma anche con paesi europei (in specie dell\u2019ovest vista la tradizionale diffidenza anti-russa di quelli dell\u2019est).<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 chiaro che una nuova politica estera dei paesi della nostra area non pu\u00f2 essere condotta da malfidi organismi pseudo-unitari, bens\u00ec da forze politiche estremamente determinate, che riescano a scalzare (anzi a frantumare) l\u2019attuale predominio della \u201csinistra\u201d (e anche di buona parte della \u201cdestra\u201d), la principale artefice della subordinazione agli Usa. Se un domani forze di tal genere si impadronissero del potere e annientassero le forze avverse in alcuni paesi europei (non in tutti, basterebbe in quelli pi\u00f9 forti), esse dovrebbero stabilire reciproci contatti per una nuova alleanza in funzione di quella reale indipendenza, che manca dal 1945.<\/p>\n<p>Ultima avvertenza. Smettiamola di sperare in chiss\u00e0 che proveniente dagli Stati Uniti. E\u2019 perfettamente logico, e giusto, che un paese di siffatta potenza (ancora ben superiore a quella degli altri) persegua i suoi interessi. Se fossi cittadino americano, mi incazzerei nel vedere il mio governo tentennare e perdere di vitalit\u00e0 e forza propulsiva. Semplicemente, com\u2019\u00e8 del resto accaduto altre volte negli Usa, alcuni centri di potere ritengono ormai obsoleta e inefficiente la vecchia politica di potenza delle passate Amministrazioni.<\/p>\n<p>Questo, vorrei ricordarlo, \u00e8 accaduto anche con Kennedy e poi con Nixon (e Kissinger, che oggi mi sembra piuttosto favorevole alla svolta di Trump). Sappiamo com\u2019\u00e8 finita allora; vedremo adesso. In ogni caso, gli Usa restano la pi\u00f9 grande potenza e come tale agiranno o in un modo o nell\u2019altro. Non sogniamo improbabili \u201cere di pace\u201d con l\u2019avvento di un nuovo personaggio, che non comanda da solo. Dobbiamo via via capire quali gruppi di potere hanno realmente in mano la direzione della politica di quel dato paese; e quali sono le strategie da tali gruppi predilette. Abbiamo molto da studiare.<\/p>\n<p>Cerchiamo soprattutto di capire infine che prima vengono le strategie politiche, poi i mezzi per realizzarle. Per questi mezzi \u00e8 certamente utile il \u201cvile denaro\u201d, nessuno lo nega. I pi\u00f9 potenti sono per\u00f2 quelli bellici, informativi, di corruzione e infiltrazione tra le fila dell\u2019avversario (anche qui occorrono molti \u201cschei\u201d, ma solo se spesi bene per personale preparato a tradire eseguendo le mosse pi\u00f9 appropriate al tradimento), la formazione di organizzazioni pronte ai pi\u00f9 bassi servigi come sono state tutte quelle europee fino alla ignominia completa della UE. Ecc. ecc.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/un-po-di-chiarezza\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/un-po-di-chiarezza<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO LA GRASSA Una mossa di Trump che ci fa capire meglio quali sono gli entusiasmi facili, ma che inducono all\u2019errore, mi sembra sia stata compiuta in questi giorni. 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