{"id":28096,"date":"2017-02-12T02:37:45","date_gmt":"2017-02-12T01:37:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28096"},"modified":"2017-02-07T22:51:15","modified_gmt":"2017-02-07T21:51:15","slug":"microfisica-dellalternanza-scuola-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28096","title":{"rendered":"Microfisica dell&#8217;alternanza scuola-lavoro"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di GIORGIO MASCITELLI (scrittore)<\/p>\n<p align=\"justify\">La legge della Buona scuola ha istituito, come \u00e8 noto, la cosiddetta alternanza scuola lavoro, che prevede l\u2019obbligo per gli studenti di tutte le scuole superiori, compresi i licei, di frequentare periodi formativi presso aziende ed enti, pubblici e privati, nonch\u00e9 nel caso di un\u2019indisponibilit\u00e0 di questi, presso la stessa scuola con la modalit\u00e0 dell\u2019azienda simulata. Si tratta di uno dei pochi punti popolari di questa controversa legge perch\u00e9 la narrazione ideologica, secondo la quale sono le scuole le responsabili delle difficolt\u00e0 sul mercato del lavoro incontrate dai loro discenti e non coloro che gestiscono quello stesso mercato, gode di un notevole successo.<\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019atto pratico questa alternanza scuola lavoro sembra coinvolgere positivamente una minoranza di scuole, perlopi\u00f9 istituti tecnici e professionali, che spesso avevano avuto gi\u00e0 prima dell\u2019introduzione della legge la possibilit\u00e0 di avviare un\u2019attivit\u00e0 di stage perch\u00e9 costituiscono per i loro indirizzi di studi un reale interesse per alcune imprese. Nelle altre scuole si assiste generalmente a un\u2019affannata corsa da parte di dirigenti, insegnanti, famiglie e studenti stessi per trovare iniziative che rientrino nei caratteri richiesti dalla legge senza alcuna strategia formativa con il solo obiettivo di far accumulare ore di stage ai ragazzi. Non a caso si sta sviluppando una rete di agenzie accreditate, che offrono a pagamento alle scuole interi percorsi di alternanza scuola\/lavoro per risolvere il problema e inculcare nelle giovani menti l\u2019importante principio sociale che per lavorare bisogna pagare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche quando gli uffici ministeriali hanno provato a contrarre direttamente accordi con il mondo delle aziende, non \u00e8 andata meglio. Quello pi\u00f9 significativo per numero di posti (10.000 all\u2019anno, che sono quasi nulla rispetto al fabbisogno) \u00e8 stato stipulato con McDonald\u2019s; ma in quest\u2019ultimo caso almeno il messaggio educativo finisce con il diventare involontariamente chiaro: \u00e8 inutile studiare quando il destino che attende \u00e8 generalmente quello di un lavoro dequalificato. In realt\u00e0, nulla di quello che sta succedendo \u00e8 sorprendente, anzi era una delle cose pi\u00f9 facili da prevedere: gli stage, per avere una funzione effettiva, devono avere delle aziende che abbiano interesse nel prendere stagisti che si occupino di cose che rientrano nel quadro delle attivit\u00e0 aziendali ed \u00e8 questa una situazione che riguarda una minoranza di studenti, perlopi\u00f9 di istituti tecnici e professionali, e di aziende.<\/p>\n<p align=\"justify\">Proprio in ragione della sua facile prevedibilit\u00e0, una simile situazione non deve essere considerata un effetto collaterale, ma un obiettivo che il legislatore si proponeva di raggiungere. L\u2019alternanza scuola lavoro, del resto, ha essenzialmente un valore ideologico o, se si preferisce, educativo.<\/p>\n<p align=\"justify\">A un primo livello naturalmente ha la funzione propagandistica di mostrare che il governo si sta seriamente occupando della disoccupazione giovanile: invece di prendere atto della verit\u00e0 e cio\u00e8 che le innovazioni tecnologiche, specie nel campo dell\u2019intelligenza artificiale, produrranno una disoccupazione di massa anche a livello di lavori qualificati, e cercare di costruire una scuola di alto profilo culturale, che almeno sviluppi un intelletto generale, si preferisce alimentare vane speranze in un apprendistato che, salvo settori specifici e minoritari, non porter\u00e0 a nulla.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019, tuttavia, a un livello pi\u00f9 specificamente \u2018formativo\u2019 che si pu\u00f2 cogliere nell\u2019alternanza scuola\/lavoro il suo aspetto pi\u00f9 propriamente ideologico. La preoccupazione di accumulare le ore di stage, la monopolizzazione della discussione nelle riunioni collegiali sui problemi organizzativi dell\u2019alternanza, l\u2019immancabile messe di procedure burocratiche, il successo di quegli studenti che grazie alle conoscenze familiari possono assolvere all\u2019obbligo dello stage in maniera autonoma, quello corrispondente dei docenti che hanno trovato buone sistemazioni per gli studenti, la relativizzazione dell\u2019importanza dello studio e delle attivit\u00e0 culturali sono tutte conseguenze <em>microfisiche<\/em> di un processo educativo volto all\u2019interiorizzazione delle regole del mercato del lavoro neoliberista, che diventa il punto cardine dell\u2019attivit\u00e0 scolastica.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019alternanza scuola\/lavoro infatti presentandosi, fatto salvo l\u2019obbligo del numero di ore da svolgere e alcune altre regole generali, come una libera scelta nelle sue articolazioni concrete, diventa una pedagogia della libera scelta neoliberista ossia \u201cl\u2019obbligo di obbedire a una condotta massimizzatrice, in un quadro legale, istituzionale, regolamentare, architettonico, relazionale, che \u00e8 costruito in modo tale che l\u2019individuo scelga \u2018in piena libert\u00e0\u2019 ci\u00f2 che deve necessariamente scegliere nel proprio interesse\u201d (Dardot- Laval,\u00a0<em>La nuova ragione del mondo<\/em>, Derive Approdi\u00a02013, p. 315).<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche la recente riforma dell\u2019esame di stato si muove in questa direzione: a fronte di una sua sostanziale semplificazione tramite l\u2019eliminazione della terza prova scritta, dell\u2019area di approfondimento individuale nel colloquio e dell\u2019aumento al 40% del voto finale della parte decisa dalla scuola prima dell\u2019esame, si assiste all\u2019introduzione dell\u2019alternanza scuola lavoro come argomento di discussione e di valutazione finale, nonch\u00e9 all\u2019obbligo di aver sostenuto le prove INVALSI per essere ammessi. Non deve ingannare l\u2019apparente trascurabilit\u00e0 del provvedimento, perch\u00e9 cos\u00ec si introduce secondo una modalit\u00e0 <em>microfisica<\/em> una procedura volta a creare un ordine disciplinare nella scuola che privilegia, rispetto alle attivit\u00e0 di studio e di elaborazione critica, l\u2019adesione a determinate pratiche e attraverso di essa a determinati valori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Edgar Morin \u00e8 un autore che gode meritatamente per le sue idee sulla scuola e sull\u2019insegnamento di grande stima sia presso le autorit\u00e0 competenti sia presso molti esperti, sicch\u00e9 capita spesso di vedere citato il suo lavoro in interventi pubblici e anche in documenti ufficiali, anche se talvolta un osservatore diffidente potr\u00e0 avere il sospetto che esso sia pi\u00f9 citato per il suo prestigio che effettivamente letto e meditato. Proprio Edgar Morin ci offre una chiave di lettura per valutare al meglio questo tipo d\u2019iniziative: \u201cSi tratta evidentemente di resistere alla pressione del pensiero economico e tecnocratico, facendosi difensori e promotori della cultura, la quale esige il superamento della disgiunzione fra scienze e cultura umanistica\u201d (<em>Insegnare a vivere<\/em>, Raffaello Cortina\u00a02015, pagg. 65-66).<\/p>\n<p align=\"justify\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\"><em>www.alfabeta2.it<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIORGIO MASCITELLI (scrittore) La legge della Buona scuola ha istituito, come \u00e8 noto, la cosiddetta alternanza scuola lavoro, che prevede l\u2019obbligo per gli studenti di tutte le scuole superiori, compresi i licei, di frequentare periodi formativi presso aziende ed enti, pubblici e privati, nonch\u00e9 nel caso di un\u2019indisponibilit\u00e0 di questi, presso la stessa scuola con la modalit\u00e0 dell\u2019azienda simulata. 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