{"id":28097,"date":"2017-02-04T08:45:18","date_gmt":"2017-02-04T07:45:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28097"},"modified":"2017-02-03T22:43:27","modified_gmt":"2017-02-03T21:43:27","slug":"iraq-e-siria-la-guerra-contro-il-califfato-sara-ancora-lunga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28097","title":{"rendered":"Iraq e Siria: la guerra contro il Califfato sar\u00e0 ancora lunga"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici)<\/strong><\/p>\n<p><em>A Mosul si avvicina la battaglia decisiva per il controllo della parte ovest della citt\u00e0 in mano a ISIS. In Siria la mediazione di Mosca porta per la prima volta alla formazione di un fronte comune contro i gruppi jihadisti<\/em><\/p>\n<p>Quando nell\u2019estate del 2014 le truppe del Califfato occuparono <strong>Mosul<\/strong> dopo una vergognosa ritirata dei soldati dell\u2019esercito iracheno, i miliziani dell\u2019ISIS entrarono in citt\u00e0 sparando indiscriminatamente a tutti i civili che incontravano. Le immagini allora diffuse dai siti jihadisti hanno mostrato decine di barbare uccisioni di passanti. Il giorno dopo l\u2019occupazione di quella che fino a pochi anni fa era la pi\u00f9 ricca citt\u00e0 dell\u2019Iraq, i soldati del <strong>Califfo Abu Bakr Baghdadi<\/strong> trasferirono con dei camion\u00a0nei campi alla periferia della citt\u00e0 oltre 2.500 militari iracheni presi prigionieri a Mosul. I soldati vennero sterminati e poi seppelliti in gigantesche fosse comuni.<\/p>\n<p>Allora l\u2019ISIS sembrava invincibile e prossimo a prendere anche la capitale Baghdad, dopo aver assunto il controllo di tutto il <strong>\u201cTriangolo sunnita\u201d<\/strong> del nord dell\u2019Iraq. Dal 17 ottobre 2016 le cose a Mosul, seppur lentamente, sono per\u00f2 iniziate a cambiare. Dopo due anni di addestramento intensivo, al quale hanno collaborato anche istruttori italiani, le forze irachene con il sostegno di team delle forze speciali e dei caccia americani hanno lanciato un\u2019offensiva per riconquistare la citt\u00e0. All\u2019operazione hanno preso parte anche i curdi i cui leader, sempre sospettosi nei confronti del governo di Baghdad, hanno accettato di inviare i loro combattenti a combattere al fianco delle truppe regolari irachene. Mentre le milizie sciite sostenute dall\u2019Iran, odiate dalla popolazione sunnita, hanno accettato di astenersi dal partecipare all\u2019offensiva.<\/p>\n<p>Dopo tre mesi di violenti combattimenti strada per strada, durante i quali ISIS ha usato almeno 3.000 autobomba guidate da autisti suicidi votati al martirio, le truppe di Baghdad affermano di aver completato nei giorni scorsi l\u2019<strong>occupazione di tutta la<\/strong> <strong>parte orientale di Mosul <\/strong>e dei cinque ponti sul fiume Tigri che collegano ai quartieri occidentali, ancora nelle mani del Califfato. I ponti erano stati bombardati dagli americani per ostacolare i rifornimenti destinati ai miliziani jihadisti asserragliati nella parte orientale della citt\u00e0, e ora non possono essere riparati per essere utilizzati nell\u2019assalto finale ai quartieri dell\u2019ovest dove vivono ancora circa 550.000 civili a maggioranza sunniti e che in larga parte, a detta delle autorit\u00e0 irachene, appoggiano il Califfato. Anche se giungono notizie contrastanti (alcuni miliziani sarebbero ancora asserragliati in alcuni edifici), la battaglia per l\u2019est della citt\u00e0 \u00e8 vinta ma quella <strong>decisiva si svolger\u00e0 a ovest<\/strong> e deve ancora cominciare.<\/p>\n<p>Al momento le operazioni sono state interrotte per permettere ai militari iracheni di fare rifornimenti e rimpolpare i ranghi dopo i primi tre mesi di durissima lotta che hanno visto le unit\u00e0 di \u00e9lite della <em>Counter Terroism Force<\/em> perdere, tra morti e feriti, fino al 50% delle forze schierate in campo. Durante una conferenza stampa al Pentagono, il portavoce della <strong><em>Combined Joint Task Force<\/em><\/strong>, il colonnello John Dorrian, nel commentare lo scorso primo febbraio la conclusione della prima fase dell\u2019operazione per la liberazione di Mosul ha affermato che nella battaglia per la parte orientale della citt\u00e0 sono state inflitte all\u2019ISIS \u00abperdite tremende\u00bb e che sono stati eliminati 18 dei capi militari del Califfato ma anche che occupare rapidamente i quartieri occidentali \u00abnon sar\u00e0 semplice\u00bb. \u00abIl terreno nella parte occidentale di Mosul \u00e8 impervio \u2013 ha spiegato -. Le strade strette e la densit\u00e0 delle abitazioni facilitano il combattimento ravvicinato\u00bb e, quindi, favoriscono i miliziani jihadisti rendendo difficile per le forze della coalizione usare armi pesanti e forza aerea senza far pagare prezzi inaccettabili in termini di vite umane ai civili intrappolati in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Anche l\u2019<strong>attraversamento del Tigri<\/strong> sar\u00e0 un problema. Le truppe governative dovranno costruire ponti di fortuna o tentare di attraversarlo usando delle imbarcazioni, il tutto sotto il tiro costante dei cecchini del Califfato. Insomma, la liberazione completa di Mosul appare tutt\u2019altro che a portata di mano e, secondo fonti militari irachene, difficilmente sar\u00e0 portata a termine prima della fine della prossima estate.<\/p>\n<p>In questo panorama nel quale le luci predominano sulle ombre, c\u2019\u00e8 anche spazio per qualche nota positiva. Nei quartieri orientali gli abitanti, sollevati dall\u2019assenza di milizie sciite accanto a quelle governative, stanno tornando a una vita normale come gli unici inquilini superstiti dello <strong>zoo di Mosul<\/strong>, un leone e un orso miracolosamente scampati a tre mesi di bombardamenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il punto di situazione in Siria<\/strong><\/p>\n<p>Dopo i <strong>colloqui di Astana<\/strong>, la capitale del Kazakhstan dove il 23 e 24 gennaio si sono incontrati rappresentanti di Russia, Turchia e Iran insieme a una delegazione di rappresentanti delle forze ribelli moderate e di inviati del governo di Damasco, la situazione militare sul terreno in Siria si sta facendo critica per i gruppi jihadisti. Le milizie del Califfato e di Jabhat Fateh Al Sham (ex Jabhat Al Nusra), escluse dalla tregua, per la prima volta sono finite nel mirino di attacchi coordinati effettuati da truppe turche, truppe di Damasco e da caccia russi e americani.<\/p>\n<p>Il 31 gennaio un jet americano ha bombardato a Idlib il <em>Carlton Hotel<\/em>, usato come caserma e quartier generale da Jabath Fateh Al Fateh. Lo stesso giorno, le forze di Assad hanno stroncato un attacco lanciato dall\u2019ISIS contro un aeroporto militare a Kureiwes a est di Aleppo, lasciando sul terreno 30 morti. Il primo febbraio le forze governative hanno rotto l\u2019assedio dello Stato Islamico alla base aerea di Deir Ezzor, creando cos\u00ec dopo mesi di assedio un collegamento sicuro con la base militare di Panorama.<\/p>\n<p>Intanto le milizie curde <em>peshmerga <\/em>dell\u2019<strong>YPG (Unit\u00e0 di Protezione del Popolo)<\/strong>, rifornite di armi pesanti e di mezzi blindati dagli americani, hanno annunciato il 2 febbraio l\u2019intenzione di partecipare all\u2019operazione delle forze armate turche \u201cScudo sull\u2019Eufrate\u201d, nel tentativo di liberare Raqqa, la capitale del Califfato in Siria, dove si trovano ancora almeno 20.000 <em>foreign fighters<\/em> jihadisti e dove sarebbe rifugiato il Califfo Al Baghdadi.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019iniziativa pi\u00f9 importante sul piano politico che militare, perch\u00e9 i curdi finora erano visti come il fumo negli occhi dalle autorit\u00e0 di Ankara. Uno sviluppo positivo nel caos siriano reso possibile proprio dai colloqui di Astana, dove i ribelli anti-Assad \u2013 anche se <em>obtorto collo <\/em>&#8211; hanno accettato di deporre momentaneamente le armi mentre tutte le altre forze in campo si coalizzano in un\u2019offensiva coordinata contro i jihadisti. Un successo indubbio della diplomazia russa che pu\u00f2 segnare l\u2019inizio della fine dell\u2019avventura di Al Baghdadi in Siria.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/iraq-mosul-siria-isis-combattimenti-mappe\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/iraq-mosul-siria-isis-combattimenti-mappe\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici) A Mosul si avvicina la battaglia decisiva per il controllo della parte ovest della citt\u00e0 in mano a ISIS. 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