{"id":28101,"date":"2017-02-16T00:42:35","date_gmt":"2017-02-15T23:42:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28101"},"modified":"2017-02-11T22:50:39","modified_gmt":"2017-02-11T21:50:39","slug":"il-grande-saccheggio-leta-del-capitalismo-distruttivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28101","title":{"rendered":"Il grande saccheggio: l\u2019et\u00e0 del capitalismo distruttivo"},"content":{"rendered":"<p>di SAVERIO LUZZI (storico)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Il grande saccheggio <\/i>(ed. Laterza, Roma-Bari 2011, <em>ndr<\/em>) \u00e8 l\u2019emblematico titolo dell\u2019ultima fatica storiografica di Piero Bevilacqua. Un volume che viene dopo quasi quaranta anni di studi \u2013 il primo libro di Bevilacqua venne pubblicato nel 1972 da Marsilio e si intitolava <i>Critica dell\u2019ideologia meridionalistica. Salvemini, Dorso, Gramsci<\/i> \u2013 in cui numerose sono state le tematiche trattate con magistrale competenza: il meridionalismo, la storia delle campagne del Mezzogiorno, la storia dell\u2019agricoltura italiana, quelle delle migrazioni e dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne <i>Il grande saccheggio<\/i> si sente lontana l\u2019eco di parte non trascurabile di tali temi, ma \u00e8 evidente che Bevilacqua in questo libro si re-impossessi del suo passato per sistematizzarlo e superarlo. <i>Il grande saccheggio<\/i> \u00e8 infatti un\u2019opera molto ambiziosa, un\u2019analisi storica della struttura economica che caratterizza la nostra epoca e che ne mette a nudo gli aspetti pi\u00f9 contraddittori, iniqui e finanche violenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bevilacqua effettua un esame decisamente severo del capitalismo, criticando con legittima e documentata asprezza un sistema economico capace di creare delle situazioni di disequit\u00e0 spaventose: nel mondo esistono almeno ventisette milioni di persone che vivono in stato di schiavit\u00f9, la quale &#8220;non \u00e8 un residuo del passato. \u00c8 un esito nuovo del capitalismo e dell\u2019ideologia neoliberale&#8221;<a href=\"http:\/\/www.officinadellastoria.info\/magazine\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=220:recensione-piero-bevilacqua-il-grande-saccheggio-leta-del-capitalismo-distruttivo&amp;catid=22:storia-dellitalia-repubblicana&amp;Itemid=32#_ftn1\" name=\"_ftnref\"><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo \u00e8 diventato sempre di pi\u00f9 negli anni una struttura economica completamente autoprivatasi di ogni finalit\u00e0 che non sia la crescita infinita; in cui la produzione della ricchezza \u00e8 del tutto separata dalle condizioni sociali dei lavoratori che rendono possibile questa stessa produzione; in cui i saperi sono stati artatamente iper-frammentati in maniera tale da togliere ogni capacit\u00e0 critica ai soggetti chiamati a produrre beni e servizi. Proprio per questo, afferma Bevilacqua, la cultura capitalistica rifiuta ogni approccio con il passato e con il futuro, a meno che quest\u2019ultimo non sia limitato a un periodo brevissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni risorsa \u2013 culturale, ambientale, umana \u2013 viene sacrificata sull\u2019altare della super-produzione in quanto il libero mercato ha letteralmente fatto scempio dell\u2019interesse pubblico, consentendo ai privati di fare il bello e il cattivo tempo e realizzando &#8220;una rifeudalizzazione dello spazio pubblico, come se la storia dell\u2019Occidente fosse ritornata indietro di quattro secoli<a href=\"http:\/\/www.officinadellastoria.info\/magazine\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=220:recensione-piero-bevilacqua-il-grande-saccheggio-leta-del-capitalismo-distruttivo&amp;catid=22:storia-dellitalia-repubblicana&amp;Itemid=32#_ftn2\" name=\"_ftnref\"><\/a>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Bevilacqua \u00e8 palese una critica non semplicemente storico-politica del capitalismo, ma anche un rifiuto etico rispetto a un sistema che non si perita di mercificare perfino l\u2019infanzia che il modello produttivo americano attua quotidianamente. \u00c8 infatti proprio sulle persone pi\u00f9 deboli \u2013 in quanto prive di coscienza critica \u2013 che il grande capitale fa leva per incrementare i consumi delle famiglie. Qui si impone una riflessione: come evidenzia Bevilacqua, i bambini statunitensi \u2013 ma il discorso vale per tutto il mondo occidentale \u2013 sono quotidianamente bombardati da spot che ne modellano il fisico (non \u00e8 certo casuale la diffusione dell\u2019obesit\u00e0 e di varie patologie da iper-consumo alimentare tra di essi) e la forma mentale. Tuttavia, poich\u00e9 un minorenne non \u00e8 titolare della capacit\u00e0 di disporre autonomamente dei diritti e dei doveri individuali, per quale ragione esso viene ritenuto titolare della capacit\u00e0 di consumare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo subdolo e diuturno bombardamento della psiche dei bambini del XXI secolo viola o no i crismi della legalit\u00e0? Se s\u00ec \u2013 come chi scrive assai immodestamente ritiene \u2013 perch\u00e9 nessuno \u00e8 chiamato a rispondere di questa violenza psicologica quotidiana?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo descritto ne <i>Il grande saccheggio<\/i> \u00e8 colpevole della desertificazione sociale, attuata attraverso la creazione degli iper-mercati, non-luoghi che hanno causato lo svuotamento dei centri storici e che, elevandosi a totem del moderno consumismo, permeano di s\u00e9 il tempo libero dell\u2019uomo, divenuto ormai a tutti gli effetti <i>sic et simpliciter<\/i> tempo di consumo. Ogni momento \u00e8 consumo, il capitalismo obnubila le coscienze e cela scientemente i limiti della natura, tanto che Bevilacqua afferma: &#8220;La falsa infinit\u00e0 delle risorse, spacciata dall\u2019ideologia economica occidentale, non \u00e8 che un riflesso del controllo imperiale esercitato sul Sud del mondo per tutta l\u2019et\u00e0 contemporanea<a href=\"http:\/\/www.officinadellastoria.info\/magazine\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=220:recensione-piero-bevilacqua-il-grande-saccheggio-leta-del-capitalismo-distruttivo&amp;catid=22:storia-dellitalia-repubblicana&amp;Itemid=32#_ftn3\" name=\"_ftnref\"><\/a>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quale \u00e8 la ragione fondamentale che ha portato la nostra societ\u00e0 ad essere un unico, grande e indistinto modo di produzione? Non certo un motivo episodico e transeunte, ma una tendenza irreversibile gi\u00e0 descritta da Karl Marx, quella della caduta tendenziale del saggio di profitto del capitale. Ogni capitalista, ricorda Bevilacqua, al fine di massimizzare i profitti, riduce il ricorso alla forza lavoro e aumenta gli investimenti fissi: proprio per questo, per\u00f2, il capitalista ha via via a disposizione un numero inferiore di uomini da cui estrarre il plusvalore, e quindi, paradossalmente, i profitti diminuiscono. Non solo: poich\u00e9, in seguito a ci\u00f2, nella comunit\u00e0 ci saranno meno persone con un salario, inevitabilmente la domanda di beni prodotti verr\u00e0 a calare, quindi il capitalista ricorrer\u00e0 di nuovo a un aumento degli investimenti sul capitale fisso, riavviando il circolo vizioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel capitalismo contemporaneo, questa tendenza \u00e8 particolarmente forte in quanto negli ultimi anni il grande ricorso alla meccanizzazione produttiva ha ridotto oltremodo la necessit\u00e0 di manodopera, per cui \u00e8 impossibile riassorbire i lavoratori in eccesso. Anche a causa di ci\u00f2, gli investimenti di capitale non si sono concentrati in attivit\u00e0 produttive, ma si sono progressivamente indirizzati verso realt\u00e0 puramente finanziarie, dando vita a ondate speculative sicuramente redditizie per alcuni, ma deleterie per l\u2019economia globale e per i ceti pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio per tentare di limitare questi aspetti che il capitalismo ha imposto a una politica imbelle il processo di estrema liberalizzazione e di globalizzazione dei mercati. Detti processi, sottolinea ancora Bevilacqua, non hanno e non possono per\u00f2 avere una prospettiva di lunga durata, in quanto le condizioni date dalla Rivoluzione industriale in poi per lo sviluppo capitalistico del mondo occidentale non si ripeteranno per le nazioni economicamente emergenti, per cui il capitalismo si trova davvero dinanzi a una crisi di sistema che pu\u00f2 realmente determinarne l\u2019implosione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sarebbe ancora molto da illustrare in merito a <i>Il grande saccheggio<\/i> (dalle riflessioni sull\u2019obsolescenza programmata delle merci e dei lavoratori a quelle sulla politica ridotta a <i>cartel party<\/i> che non si preoccupa di governare e indirizzare la societ\u00e0, ma si limita a fomentare le paure e l\u2019insicurezza al fine di perpetuarsi), ma per ragioni di spazio non \u00e8 possibile farlo. Del resto, parlare troppo a lungo comporta il rischio di banalizzare delle tematiche tanto importanti e ben enucleate da Bevilacqua. Alcune riflessioni per\u00f2 si impongono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo odierno cos\u00ec come ritratto da Bevilacqua ricorda non troppo vagamente l\u2019<em>Ancien R\u00e9gime<\/em> descritto da Alexis de Tocqueville ne <i>L\u2019antico regime e la Rivoluzione<\/i> (1856): una struttura imponente eppure ormai decrepita, incapace di riformarsi e destinata per questo a una sorte inevitabile. A Bevilacqua va dato il merito di aver saputo interrogarsi sul presente e di aver fornito una chiave di interpretazione molto convincente delle ragioni che lo hanno portato a caratterizzarsi come lo vediamo. Teoricamente solidissimo, scevro da interpretazioni semplicistiche, radicale ma mai unilaterale, formalmente piano eppure mai banale <i>Il grande saccheggio<\/i> \u00e8 un libro che merita una lettura approfondita e critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: www.officinadellastoria.info <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SAVERIO LUZZI (storico) Il grande saccheggio (ed. Laterza, Roma-Bari 2011, ndr) \u00e8 l\u2019emblematico titolo dell\u2019ultima fatica storiografica di Piero Bevilacqua. Un volume che viene dopo quasi quaranta anni di studi \u2013 il primo libro di Bevilacqua venne pubblicato nel 1972 da Marsilio e si intitolava Critica dell\u2019ideologia meridionalistica. 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