{"id":28111,"date":"2017-02-04T13:07:39","date_gmt":"2017-02-04T12:07:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28111"},"modified":"2017-02-04T13:07:39","modified_gmt":"2017-02-04T12:07:39","slug":"non-ce-da-preoccuparsi-dei-saldi-target-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28111","title":{"rendered":"Non c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi dei saldi TARGET 2"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (di Felix Simon\u00a0&#8211; traduzione Margherita Russo)<\/strong><\/p>\n<p>Proponiamo qui un interessante articolo del 2012 di Felix Salmon in cui si riassume e si chiarisce l\u2019annoso dibattito sul reale significato dei saldi Target2. La questione \u00e8 tornata alla ribalta dopo la recente dichiarazione di Draghi che finalmente ha smentito la pretesa di \u201cirreversibilit\u00e0\u201d dell\u2019euro, richiamando per\u00f2 i paesi che eventualmente volessero lasciare l\u2019euro a una piena regolazione dei conti con l\u2019Eurosistema. Nente di pi\u00f9 semplice: i saldi Target2 non sono che regolazioni contabili tra BCE e banche centrali nazionali utili alla funzionalit\u00e0 dell\u2019Eurosistema e facilmente liquidabili in caso di uscita, data la caratteristica delle banche centrali di essere istituti di emissione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Moody ha appena declassato il rating della Spagna di tre punti \u2014 un chiaro segnale che il bailout bancario, ancor prima di essere attuato, \u00e8 gi\u00e0 stato giudicato dai mercati come estremamente nocivo per l\u2019affidabilit\u00e0 della Spagna. Il rendimento dei titoli spagnoli a 10 anni \u00e8 adesso del 6.75%, rispetto al meno del 5% dell\u2019inizio di marzo, e si avvicina ai livelli ai quali l\u2019accesso al mercato \u00e8 sospeso a tempo indeterminato. Tornano le preoccupazioni circa il futuro dell\u2019euro \u2014 e automaticamente, come succede ogni volta che queste preoccupazioni riappaiono \u2013 si ricomincia a parlare di Target2.<\/p>\n<p>La settimana scorsa, George Soros metteva in guardia contro \u201ci crediti che la Bundesbank vanta nei confronti delle banche centrali dei paesi periferici all\u2019interno del sistema di compensazione Target2 \u201d; oggi, nel New York Times Hans-Werner Sinn scrive che la Bundesbank ha crediti Target2 per una somma pari a 874 miliardi di dollari dalla periferia europea. \u201cSe Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna dovessero fallire e non ripagare i debiti, con l\u2019euro ancora in corso, la Germania brucerebbe 899 miliardi di dollari\u201d.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, in una recente relazione, Jonathan Carmel, della Carmel Asset Management, ha pubblicato questo grafico con la seguente nota esplicativa: \u201cla Bundesbank si \u00e8 sostituita alle banche tedesche nella loro esposizione verso la periferia\u201c; ha poi spiegato che l\u2019indebitamento della periferia \u00e8 adesso un problema della Repubblica Federale Tedesca\u201d.<\/p>\n<p>I numeri sono imponenti e minacciosi, e Sinn in particolare fa tutto il possibile per terrorizzarci con la loro grandezza. L\u2019anno scorso ho pubblicato un articolo di Martin Wolf sulle tesi di Sinn, che ha suscitato molte obiezioni. E allora, adesso ci riprovo: prover\u00f2 a spiegare che questo grafico in realt\u00e0 dimostra solo che il debito privato in Germania sta diminuendo. La curva su cui ci si deve concentrare \u00e8 quella blu, non quella verde.<\/p>\n<p>Ma facciamo un passo indietro. Il cosiddetto Eurosistema \u2014 costituito dalle banche centrali nazionali (BCN) pi\u00f9 la BCE \u2014 ha un carattere fortemente federato. La BCE, per conto suo, fissa i tassi di interesse e gestisce un suo modesto bilancio di esercizio, ma le sole banche con cui ha a che fare sono le BCN. Sono le stesse banche centrali, come la Bundesbank o il Banco de Espa\u00f1a, ad effettuare tutte le operazioni di liquidit\u00e0, a prestare denaro alle banche commerciali, e pi\u00f9 in generale a far funzionare l\u2019euro come valuta.<\/p>\n<p>Ciascuna banca dell\u2019Eurosistema \u00e8 titolare di un conto presso la rispettiva banca centrale nazionale \u2014 e se si somma tutto il denaro presente in tutti questi conti, il totale \u00e8 il saldo Target2 presso la banca centrale in questione. Vale la pena qui ricordare l\u2019unica cosa su cui tutti sono d\u2019accordo riguardo i Target2: finch\u00e9 la zona euro resta in piedi, non sono affatto un problema. <strong>La somma della totalit\u00e0 di saldi Target2 nelle varie banche centrali \u00e8 sempre zero, ed il sistema funziona efficientemente e perfettamente.<\/strong><\/p>\n<p>Se una signora spagnola fa un assegno al suo terapista, il denaro esce dal suo conto ed entra nel conto del terapista. Finch\u00e9 entrambi i conti sono presso banche spagnole, si tratta solo di un trasferimento da una banca all\u2019altra, ed il il saldo Target2 presso il Banco de Espa\u00f1a rimane invariato. Supponiamo per\u00f2 che la nostra correntista spagnola decida di trasferire \u20ac1.000 da Banco Santander su un conto della Deutsche Bank. In questo caso, il saldo nel suo conto Santander andr\u00e0 a sotto di \u20ac1.000, ed il Banco de Espa\u00f1a dovr\u00e0 anch\u2019esso dedurre \u20ac1.000 dal conto di Santander presso la Banca centrale. In Germania, \u20ac1,000 si materializzano sul conto Deutsche Bank, ed alla prima occasione Deutsche Bank depositer\u00e0 questa somma nel suo conto presso la Bundesbank, cosicch\u00e9 la Bundesbank aggiunger\u00e0 \u20ac1.000 al saldo di Deutsche Bank.<\/p>\n<p><strong>In pratica, il Banco de Espa\u00f1a avrebbe appena distrutto \u20ac1.000, e la Bundesbank avrebbe appena creato \u20ac1.000. Non \u00e8 un problema \u2014 si tratta di banche centrali, e la funzione delle banche centrali \u00e8 quella di creare e distruggere denaro. Ma per semplici ragioni di contabilit\u00e0, i conti nell\u2019Eurosistema devono essere pareggiati.<\/strong> Teniamo presente che quelli che per noi normalmente sono degli attivi, per le banche sono passivit\u00e0. Quindi Deutsche Bank deve \u20ac1.000 alla nostra signora spagnola \u2014 che \u00e8 un altro modo per dire che lei deposita \u20ac1.000 presso Deutsche Bank. A sua volta, Deutsche Bank deposita \u20ac1.000 presso la Bundesbank, il che significa che la Bundesbank deve \u20ac1.000 alla Deutsche Bank. E la catena continua: la BCE deve \u20ac1.000 alla Bundesbank, il Banco de Espa\u00f1a deve \u20ac1.000 alla BCE, e Santander deve \u20ac1.000 al Banco de Espa\u00f1a, dal momento che Santander ha di fatto dovuto prendere in prestito il denaro dal Banco de Espa\u00f1a per poterlo trasferire alla Deutsche Bank.<\/p>\n<p><strong>Trattandosi di alta finanza, gli obblighi verso le banche centrali nazionali sono qui garantiti, sicch\u00e9 il Banco de Espa\u00f1a detiene garanzie da parte di Santander che coprono abbondantemente i \u20ac1.000 dovuti. Da parte sua, il Banco de Espa\u00f1a invece non \u00e8 tenuto a fornire garanzie alla BCE. Le banche centrali non hanno bisogno di fare nulla del genere: le garanzie non sono necessarie poich\u00e9 esse possono sempre stampare denaro in caso di bisogno.<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 comunque difficile capire che il saldo Target2 della Bundesbank \u00e8 ultimamente in crescita, mentre i saldi delle periferie sono in diminuzione: \u00e8 in atto una corsa verso investimenti pi\u00f9 sicuri, e le banche tedesche sono (giustamente) percepite come pi\u00f9 sicure delle banche spagnole, greche e di quelle degli altri paesi della periferia. Analogamente, le banche tedesche che hanno prestato denaro a debitori spagnoli \u2014 ed in particolar modo alle banche spagnole \u2014 non rinnovano questi prestiti. Quando i prestiti sono ripagati, le banche tedesche depositano semplicemente il denaro presso la Bundesbank, invece di prestarli nuovamente a qualche paese in seria difficolt\u00e0. Questo fa aumentare ulteriormente i saldi Target2 della Bundesbank, ed ogni qualvolta ci\u00f2 accade c\u2019\u00e8 una riduzione uguale e contraria dei saldi Target2 altrove.<\/p>\n<p>Si nota dunque subito ad occhio nudo come stanno davvero le cose: il denaro affluisce verso la Germania. I risparmiatori dei PIIGS o rimborsano direttamente i loro debiti con le banche tedesche, oppure trasferiscono i loro fondi presso conti in banche tedesche. In tal senso, \u00e8 un po\u2019 strano che personaggi come Sinn e Soros descrivano queste transazioni come denaro prestato dalla Germania alla periferia \u2014 in realt\u00e0, i flussi sono nella direzione esattamente opposta. Ma per ragioni contabili, questi flussi generano obblighi di contabilizzazione interna fra le varie banche dell\u2019Eurosistema, e a quanto pare sono proprio questi obblighi di contabilit\u00e0 interna a preoccupare cos\u00ec tanto Soros e Sinn.<\/p>\n<p>Tuttavia, come evidenziato da Karl Whelan, \u00e8 tutt\u2019altro che scontato che questi obblighi di contabilizzazione debbano destare preoccupazione. Nel suo complesso, l\u2019Eurosistema \u00e8 sempre in pareggio, e per ogni euro creato in una parte dell\u2019eurozona un altro euro viene distrutto da un\u2019altra parte. L\u2019unico caso particolare in cui si potrebbero prevedere effetti negativi sarebbe se uno o pi\u00f9 paesi abbandonassero l\u2019euro. Ma anche in questo caso, non \u00e8 detto che le conseguenze siano poi cos\u00ec gravi.<\/p>\n<p>Un\u2019eventuale uscita della Grecia sarebbe troppo poco significativa per destare preoccupazioni. La Grecia ha un saldo negativo Target2 di circa \u20ac100 miliardi. Questo significa che le banche greche devono \u20ac100 miliardi alla Bank of Greece, che sono coperti da garanzia; e che a sua volta la Bank of Greece deve \u20ac100 miliardi alla BCE in titoli non garantiti. Se la Grecia dovesse svalutare in modo caotico ed andare in default, sarebbe perfettamente ragionevole pensare che la Bank of Greece non adempirebbe ai suoi obblighi verso la BCE, e tratterrebbe per s\u00e9 le garanzie delle banche greche, per aiutare a finanziare il pi\u00f9 possibile la nascente dracma.<\/p>\n<p>Se dovesse succedere, il fondo dell\u2019Eurosistema \u2014 le altre 16 banche centrali, pi\u00f9 la BCE \u2014 subirebbe una perdita contabile di \u20ac100 miliardi. Ma esse dispongono di un capitale di \u20ac86 miliardi, e possono creare altri 400 miliardi di capitale in qualsiasi momento, semplicemente rivalutando le loro riserve auree. Quindi trovare \u20ac100 miliardi non sarebbe difficile \u2014 soprattutto perch\u00e9 lo stesso concetto di banca centrale insolvente \u00e8 un tantino assurdo. <strong>Anche nel caso in cui il capitale di una banca centrale cessasse di essere positivo e diventasse negativo, all\u2019atto pratico nulla cambierebbe. Le banche centrali non possono fallire, perch\u00e9 possono sempre stampare moneta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma se fosse l\u2019intero eurosistema a crollare, e ciascun paese ritornasse alla sua moneta nazionale? Anche in questo caso \u00e8 difficile vedere in che modo questo costituirebbe un colpo per la Germania. Le banche tedesche, come la Deutsche Bank, si ritroverebbero i loro saldi Target2 in euro ridenominati in marchi.<\/strong> E la Bundesbank teoricamente avrebbe sempre un credito con la BCE, ma a quel punto la BCE sarebbe praticamente gi\u00e0 sparita. Ma non sarebbe un problema. Basterebbe semplicemente dichiarare che tutti quegli euro sono adesso marchi, dato che la Bundesbank pu\u00f2 creare tutti i marchi di cui ha bisogno.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi sottesa al catastrofismo di Sinn \u00e8 in buona sostanza che, se l\u2019euro dovesse crollare, i contribuenti tedeschi dovrebbero versare mille miliardi alla Bundesbank per compensare tutto il denaro che la Bundesbank non pu\u00f2 pi\u00f9 riscuotere dalla BCE. Ma questo \u00e8 semplicemente assurdo. Scrive Whelan:<\/p>\n<p>\u201cIl nuovo marco sarebbe, come l\u2019euro, una moneta a corso forzoso, e non sarebbe affatto necessaria la piena copertura di tutti i marchi con riserve contanti effettivamente disponibili alla Bundesbank.<\/p>\n<p>Se anche i funzionari tedeschi fossero preoccupati dal fatto che il bilancio di esercizio della Bundesbank mostri necessariamente pi\u00f9 attivi che passivi, basterebbe convenire che la Bundesbank emetta a proprio favore un assegno di valore pari al suo credito TARGET2, e che si accrediti ogni anno gli interessi. Non sarebbe necessario neanche coprire le sue passivit\u00e0, per cui tecnicamente la solvibilit\u00e0 della Bundesbank sarebbe ristabilita senza nessun aumento delle tasse per i cittadini tedeschi.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe magari obiettare che la mancata ricapitalizzazione per via fiscale della Bundesbank farebbe perdere fiducia nel valore della moneta e\/o causerebbe inflazione. Tuttavia, non si modificherebbe in alcun modo la quantit\u00e0 di moneta in circolazione nella Germania post-UEM. Ed un assegno sbattuto in un caveau non pu\u00f2 scatenare un\u2019iperinflazione. \u0400 invece molto pi\u00f9 probabile, siccome il valore di una moneta a corso forzoso dipende principalmente dalla fiducia da parte dei cittadini che la moneta sar\u00e0 resa disponibile in quantit\u00e0 limitata, che il nuovo marco si rivaluti significativamente, e che il risultato sia la deflazione piuttosto che l\u2019inflazione.<\/p>\n<p>In altre parole: s\u00ec, la Bundesbank dovrebbe di fatto stampare l\u2019equivalente di mille miliardi di euro in marchi, cosa questa abbastanza atipica per la Bundesbank, ed in teoria ad effetto inflattivo. Ma se si crea una nuova moneta, \u00e8 necessario stamparla. E sinch\u00e9 le banche tedesche depositano questi marchi presso la Bundesbank, e rifuggono dal prestarli a debitori di altri paesi, l\u2019offerta di moneta in Germania non aumenterebbe affatto.<\/p>\n<p>Scrive cos\u00ec Sinn:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Se Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna dovessero fallire e non ripagare i debiti, con l\u2019euro in vigore, la Germania brucerebbe 899 miliardi di dollari\u201d. Se l\u2019euro dovesse fallire, la Germania perderebbe oltre 1.350 miliardi di dollari, pi\u00f9 del 40 percento del suo PIL. \u0400 mai successo che gli Stati Uniti abbiano corso un rischio simile per aiutare altri paesi?<\/em>&#8220;<\/p><\/blockquote>\n<p>Posto che Sinn si riferisca qui ai saldi Target2 \u2014 e questi saldi rappresentano la maggior parte di quelle cifre \u2014 non credo affatto che abbia ragione. Innanzitutto, come sottolinea Whelan nel suo blog, gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 sopportato oneri superiori al 40% del PIL per aiutare altri paesi. Nel 1941, il debito pubblico americano era meno del 40% del PIL; nel 1946, era oltre il 120% del PIL. Oh, e 400.000 soldati americani sono morti in guerra, fra l\u2019altro. In gran parte ci\u00f2 si potrebbe ragionevolmente considerare una forma di autodifesa, ma in buona parte si trattava di aiuti al mondo libero estremamente necessari.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 specificatamente, i correntisti tedeschi non perderebbero soldi, le banche tedesche non perderebbero soldi, e nemmeno lo stato tedesco perderebbe soldi. L\u2019unico soggetto che si potrebbe considerare aver perso qualcosa sarebbe la Bundesbank \u2014 ma in realt\u00e0 la Bundesbank avrebbe soltanto convertito tutti gli euro in circolazione in Germania in marchi. Se l\u2019euro cessasse di esistere, anche le obbligazioni all\u2019interno dell\u2019Eurosistema cesserebbero di esistere \u2014 anzi, lo stesso Eurosistema cesserebbe di esistere, dato che la sua unica raison d\u2019etre \u00e8 di tenere in piedi l\u2019euro. Tutte le convenzioni di contabilit\u00e0 interna sparirebbero in una nuvola di fumo, e ciascuna banca centrale nazionale opererebbe per conto proprio, gestendo la propria moneta e controllando le proprie banche.<\/p>\n<p>Potr\u00e0 essere rassicurante pensare che gli euro di oggi siano in qualche modo reali e che gli ipotetici marchi di domani non lo siano, e che quindi se domani questi euro cessassero di esistere per essere sostituiti da marchi, ci\u00f2 comporterebbe la perdita di centinaia di miliardi di euro. Ma non \u00e8 cos\u00ec che funzionano le monete a corso forzoso. Il marco di domani sarebbe reale n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come l\u2019euro di oggi, e infatti verosimilmente il problema del marchi non \u00e8 il pericolo di indebolirsi quando la Bundesbank ne dovesse stampare in quantit\u00e0, ma piuttosto che la loro popolarit\u00e0 come valuta sarebbe talmente alta da farne salire il valore alle stelle, rendendo le esportazioni tedesche non competitive.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che i costi collegati allo smantellamento dell\u2019euro rischiano sicuramente di essere ingenti. Ma non ingigantiamo la questione includendo in questi costi anche i saldi Target2. Questi non sono altro che delle convenzioni contabili: sono un artifizio per assicurare che l\u2019Eurosistema sia sempre a somma zero. Se si vuol credere che i saldi Target2 siano debiti reali, allora allo stesso modo si dovrebbe credere che una corsa agli sportelli in Spagna, in cui i depositi fuggono verso la Germania, sia negativo per la Germania e positivo per la Spagna \u2014 dato che non farebbe che accentuare gli squilibri Target2.<\/p>\n<p><strong>In base al ragionamento fatto da Sinn, sarebbe meglio per la Spagna o l\u2019Italia abbandonare l\u2019euro, perch\u00e9 in questo modo eviterebbero di ripagare i loro debiti Target2 e si ritroverebbero quindi incredibilmente ricchi \u2014 avrebbero preso in prestito centinaia di miliardi di euro dall\u2019Eurosistema, e non avrebbero poi mai pi\u00f9 bisogno di ripagare il loro debito.<\/strong> Se credete ad una cosa del genere, allora potete anche prendere sul serio Sinn. Ma a me sembra chiaro che se l\u2019euro cessasse di esistere, quello che conta sarebbero le relazioni bilaterali delle banche centrali nazionali con tutte le banche dei rispettivi paesi. E queste relazioni bilaterali, essendo basate su prestiti pienamente garantiti, non sarebbero affatto toccate dalle convenzioni contabili Target2.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/03\/non-ce-da-preoccuparsi-dei-saldi-target2\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/03\/non-ce-da-preoccuparsi-dei-saldi-target2\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (di Felix Simon\u00a0&#8211; traduzione Margherita Russo) Proponiamo qui un interessante articolo del 2012 di Felix Salmon in cui si riassume e si chiarisce l\u2019annoso dibattito sul reale significato dei saldi Target2. La questione \u00e8 tornata alla ribalta dopo la recente dichiarazione di Draghi che finalmente ha smentito la pretesa di \u201cirreversibilit\u00e0\u201d dell\u2019euro, richiamando per\u00f2 i paesi che eventualmente volessero lasciare l\u2019euro a una piena regolazione dei conti con l\u2019Eurosistema. 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