{"id":28113,"date":"2017-02-04T13:15:14","date_gmt":"2017-02-04T12:15:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28113"},"modified":"2017-02-04T13:15:46","modified_gmt":"2017-02-04T12:15:46","slug":"28113","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28113","title":{"rendered":"Dalla globalizzazione alla geo-politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Pierluigi Fagan)<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019ordine del mondo sta subendo una modifica strutturale, si sta passando da un impianto prettamente economico e finanziario ad uno in cui l\u2019economia e finanza saranno pilotate dalla logica geopolitica. Il cambio che verr\u00e0 imposto dal giocatore principale ovvero gli Stati Uniti, \u00e8 motivato da una diversa lettura del come perseguire l\u2019interesse nazionale.<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019interesse nazionale \u00e8 un concetto che \u00e8 diventato invisibile negli ultimi decenni ma \u00e8 pi\u00f9 probabile lo sia stato per ragioni narrative che per effettiva sua scomparsa. <\/strong>La narrazione globalista, narrazione inaugurata ai tempi del \u201cWashington consensus\u201d il cui varo risale a venticinque anni fa, ha teso a raccontarci l\u2019esistenza di un \u201cinteresse mondo\u201d che scioglieva gli egoismi nazionali in un meta-ente indifferenziato a cui tutti avremo partecipato all\u2019insegna del \u201cpoche regole e vinca il migliore\u201d, invito rivolto ad entit\u00e0 private, tanto istituzionali (imprese, banche, fondi, intermediari, reti distributive) che individuali (imprenditori, lavoratori, investitori). Un lento scioglimento dello Stato ne era sia precondizione che l\u2019effetto.<\/p>\n<p>La narrazione ha esteso il suo dominio e credibilit\u00e0, aiutata da vari portatori d\u2019interesse. I primi sono stati ovviamente i credenti nel sistema cosiddetto \u201ccapitalista\u201d nella versione storicamente maggioritaria, ossia \u201cliberale\u201d. Questo sistema, di sua natura, \u00e8 formato da due logiche: una \u00e8 quella della sede d\u2019origine del soggetto capitalista che partecipa della cura che ogni Stato d\u00e0 alla sua economia (protezione giuridica, investimenti pubblici, formazione del capitale umano, dotazione della prima clientela), sede che \u00e8 sempre geo-localizzata, l\u2019altra \u00e8 quella che lo stesso soggetto privato ha laddove persegue il suo interesse o cercando di vendere qualcosa a quanti pi\u00f9 \u00e8 possibile o cercando di investire \u2013 ricevere l\u2019investimento di capitale o cercando la mano d\u2019opera a minor costo, delocalizzando o attirandola con le migrazioni economiche. Questa seconda logica non ha limiti geografici, anzi, combatte strenuamente per forzarli. Si determina cos\u00ec una di quelle forme di interesse conflittuale (parte in comune, parte in conflitto) che accanto a quello ben noto del capitale-lavoro, prevede la coppia Stato e mercato[1].<\/p>\n<p>I secondi portatori d\u2019interesse che hanno sorretto la narrazione sono stati alcuni, potenti, stati. Stati Uniti, Gran Bretagna da una parte e Germania, Francia, Giappone[2] dall\u2019altra, hanno pensato che i propri campioni nazionali potessero cos\u00ec meglio performare e con ci\u00f2, promuovere lo stesso interesse nazionale, che fosse poi di ritorno fiscale o occupazionale, con un secondo beneficio indotto: quello di ordinare il mondo imponendo un gioco (il \u201clibero\u201d mercato di merci, persone e capitali) in cui si ritenevano campioni assoluti.<\/p>\n<p>Ma la narrazione non avrebbe conquistato davvero cuori e menti globali se non fosse stata condivisa da altri che vi hanno visto la possibilit\u00e0 di promuovere anche il loro specifico interesse nazionale: la Cina, la Corea del Sud, il Brasile, l\u2019India e molti altri. Dopo venticinque anni, si \u00e8 scoperto che il rendiconto finale di queste intenzioni, \u00e8 diverso dalla aspettative. Il secondo gruppo, gli stati affluenti, ha effettivamente conseguito i suoi obiettivi ma nel primo, solo una sparuta minoranza di privati ne ha beneficiato e soprattutto, si \u00e8 registrata una costante perdita di potenza di alcuni stati occidentali (i primi due) che si sono accorti di perdere progressivamente la facolt\u00e0 di ordinare il mondo mentre nel secondo gruppo, tolta la Germania, ne hanno tutti pi\u00f9 o meno sensibilmente, risentito[3].<\/p>\n<p>In Occidente, curioso il caso di quella parte di pensatori e portatori di interesse politico, che avrebbero dovuto avversare il dominio di questa narrazione ovviamente propria -in primis- dell\u2019interesse dei Pochi o \u00e9lite o classe dominante, tre definizioni che dicono in termini analitici sostanzialmente la stessa cosa. Qui, almeno inizialmente, si form\u00f2 il classico polo dell\u2019antitesi, l\u2019anti-globalismo poi alter-globalismo ma non and\u00f2 molto oltre la petizione di principio e quindi perse progressivamente sostanza[4] . Quasi subito, in questo frastagliato mondo dei Molti (popolo, classi subalterne), si distinse una corposa maggioranza di acquiescenti ovvero coloro che in fondo condividevano l\u2019interesse a che il sistema generale (economico-finanziario-occupazionale) crescesse, riservandosi semmai il compito di promuovere diversi modi di ridistribuirne i benefici.<\/p>\n<p>Poi, ad esempio le sinistre europee, hanno perso anche questa intenzione rapite dalla difficile responsabilit\u00e0 di dover fan funzionare il sistema verso il quale, una volta, erano in opposizione e paralizzate dalla logica duale dell\u2019interesse dello Stato vs quello di mercato. Infine, una sparuta ma influente \u00e9lite di pensanti, influente perch\u00e9 agisce sull\u2019immagine di mondo, ha addirittura teorizzato che ci\u00f2 era anche interesse dei Molti. Affascinati dalla flautata dolcezza di alcuni concetti cari alla tradizione di queste forme di pensiero quali \u201ccosmopolitismo\u201d, \u201cinternazionalizzazione\u201d, \u201cgeneral intellect\u201d, \u201ccomune\u201d, \u201cpost-nazionale\u201d, unitamente alla pervicace cecit\u00e0 sul concetto di Stato ed alla confusione tra i concetti di Stato e Nazione, si \u00e8 finiti per produrre una sillogismo demenziale: siccome il capitale \u00e8 globale, io son contro il capitale, ergo, dobbiamo farci classe globale che combatte il capitale[5].<\/p>\n<p>Che poi sarebbe come se il Crotone, incontrando il Barcellona, teorizzasse di doversi votare al tiki-taka per sconfiggerlo. Tutte e tre queste forme di aspiranti antitesi (forse eccetto la prima che in effetti teorizzava il pensiero globale ma l\u2019azione locale) sembrano non aver capito che l\u2019agente principale di questo gioco \u00e8 sempre e solamente lo Stato che promuove il suo interesse nazionale[6].<\/p>\n<p>Lo Stato definito come intenzionalit\u00e0 politica, giuridica e militare (spesso anche fiscale), che ha sovranit\u00e0 su un certo territorio su cui insiste una data popolazione, \u00e8 un ente che appare in sincronia con la comparsa della societ\u00e0 complesse, 5000 anni fa o addirittura prima. Ha declinato la sua forma spaziale in regno, impero, citt\u00e0-stato, signoria o principato, stato-nazione o stato non nazionale; ha declinato la sua forma funzionale in feudale, centralizzato, federale; ha declinato il suo ordinatore in politico, militare, teocratico, capitalistico; ha declinato la sua forma politica in monarchia o tirannia, oligarchia o aristocrazia, raramente in democrazia o demagogia[7] o forme intermedie tra cui l\u2019oligarchia votata \u201cdemocraticamente\u201d che chiamiamo democrazia rappresentativa; ha declinato la sua composizione in nazionale (concetto originario della sola Europa e della sua peculiare geo-storia) o pluri-etnico, ha avuto confini certi o sfumati, si \u00e8 addensato intorno ad un credo religioso o pi\u00f9 d\u2019uno ma l\u2019ente soggetto della storia politica ed oggetto del discorso \u00e8 sempre \u00e8 solo uno: lo Stato.<\/p>\n<p>Le teorizzazioni anti-statali, che siano quelle dell\u2019anarchia o del mercato autoregolato che risolve tutti i problemi (l\u2019anarco-capitalismo di Murray Rothbard), svolgono una funzione critica ma non si \u00e8 mai visto governare effettivamente porzioni di territorio con popolazioni concrete, da altro che non sia una qualche forma di Stato. Anche l\u2019ispirazione anarchica, quando ha provato concretamente a gestire popolazioni (da gli anarchici ucraini di N. Makhno alla Settimana rossa di Malatesta, alla guerra civile spagnola), \u00e8 diventata una forma di socialismo consigliare o democrazia molto diretta e permanente che se non fosse stata presto stroncata dal flusso storico, non avrebbe potuto prendere altra forma che quella di Stato, non centralizzato, non militarizzato, non capitalista, probabilmente iper-federale-comunitario ma comunque, Stato. Forme reticolari quali le anfizionie, le leghe, le confederazioni, esistono in quanto mettono in interrelazione Stati o unit\u00e0 politiche di popoli territoriali.<\/p>\n<p>Financo i seminomadi che erano certo meno territoriali degli stanziali, ebbero forma di unit\u00e0 politica-economica-militare-fiscale come nel caso degli Unni e dei Mongoli. Solo la condizione tribale, per altro dipendente da un rapporto molto basso tra popolazione e spazio territoriale, esce dallo schema e nel caso delle confederazioni dei nativi americani, poi, neanche del tutto.<\/p>\n<p>Infine, la reiterazione del concetto di capitalismo che sembra non aver necessit\u00e0 di qualificazione geografica[8], ha portato -erroneamente- a ritenere di aver a che fare davvero con un miracoloso ente autorganizzato, acefalo e liquido come ci viene raccontato dai tempi di Smith (1776) stante che lo stesso Smith parlava s\u00ec di ricchezza ma delle \u201cnazioni\u201d, nel senso di degli \u201cstati\u201d. Marx, nel XXIV capitolo del Libro I del Capitale, dice che il capitale si \u00e8 servito principalmente del potere dello Stato ma sembra relegare questa funzione solo al fine della accumulazione originaria, mentre invece non c\u2019\u00e8 aspetto dell\u2019affermazione e dello sviluppo del modello capitalistico madre, ovvero quello britannico, che non dipenda direttamente o indirettamente da qualche Act del parlamento a cui era demandata la funzione generale dello Stato sin dal 1688-89, fino alla sua fase imperiale. Cos\u00ec per la successiva fase americana.<\/p>\n<p>Del resto, non \u00e8 che il Washington consensus si sia formato in un club privato di capitalisti internazionalisti e si sia imposto per spontanea accettazione nella magica convergenza di interessi delle classi dominanti, si chiama Washington perch\u00e9 quella \u00e8 la capitale politica degli Stati Uniti d\u2019America, cos\u00ec per la wave liberista Reagan-Thatcher e per quella neo-liberale Clinton-Blair, cos\u00ec per quella che ci aspetta nazional-liberista di Trump-May, stiamo sempre e solo parlando di Stati Uniti e Gran Bretagna che fino a prova contraria sono Stati, stati dominanti . La culla del pensiero neo-liberista (Chicago, Illinois, USA) \u00e8 giunta infine a dare presunto spessore teorico alle disposizioni operative di quello che si chiamava Washington consensus, recuperando teorizzazioni austro-tedesche gi\u00e0 degli anni \u201930 che erano finite nel dimenticatoio, e comunque l\u2019ha fatto partendo da una universit\u00e0 americana.<\/p>\n<p><strong>= = =<\/strong><\/p>\n<p>Reso cos\u00ec invisibile, l\u2019interesse nazionale delle \u201cnazioni dominanti\u201d categoria politica che sar\u00e0 meglio affiancare a quella sociologica delle classi dominanti ed a quell\u2019altra che ha unit\u00e0 metodologica nell\u2019individuo, \u00e8 diventato una struttura in bundle con una narrazione che voleva far di tutto il mondo un mercato, stante che Wall Street, la City e la stragrande parte delle Top 500 di Fortune sono appunto banche, aziende o centri di mercato delle nazioni dominanti e quindi dominando il gioco si pensava di poter dominare o quantomeno ordinare in proprio favore, lo spazio-mondo che nel frattempo diventava sempre pi\u00f9 complesso e non solo per via della globalizzazione che \u2013appunto- \u00e8 stata un tentativo di dominare quella crescente e minacciosa complessit\u00e0.<\/p>\n<p>A conti fatti, per\u00f2, sono apparse molte minusvalenze in questo gioco. Il capitale nazionale ha tradito spesso e volentieri l\u2019interesse nazionale sia de-localizzando la produzione che la sede fiscale, con riflessi occupazionali negativi e crescita dell\u2019interdipendenza in molti settori. Trump si sta accorgendo che se gli USA dovessero far guerra alla Cina, ad un certo punto la macchina bellica si bloccherebbe in attesa dei pezzi di ricambio prodotti -appunto- in Cina. Inoltre, la distrazione fiscale porta lo Stato a debito ed uno Stato a debito \u00e8 come un gladiatore in catene.<\/p>\n<p>Infine, a conti fatti, ci ha guadagnato solo il capitale finanziario che notoriamente \u00e8 in mano a pochissimi i quali, pur nelle men che formali democrazie occidentali e pur controllando tutte le fonti che formano ed informano l\u2019immagine di mondo (accademia, informazione, editoria), contano pochi voti. Poich\u00e9 della narrazione faceva parte l\u2019assurda novella del trickle down, scoperta che questa \u00e8 una post-verit\u00e0 e che in realt\u00e0 i salari ristagnano, l\u2019occupazione cala ed il futuro \u00e8 viepi\u00f9 incerto, capita poi che il popolo s\u2019imbizzarisce e magari vota come non dovrebbe, da cui la can\u00e8a su i populismi. Certo, tutti questi effetti erano facilmente prevedili ed alcuni studiosi critici li avevano annunciati ma le tempeste ideologiche e gli spezzoni di societ\u00e0 che le promuovono, durano finch\u00e9 non vengono palesemente falsificati, ovvero estensivamente ed intensivamente contraddetti dai fatti.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 lo Stato e l\u2019interesse nazionale hanno una intenzionalit\u00e0 collettiva, questa ci mette un po\u2019 di tempo a cambiare assetto, il tempo in cui i fatti reclamano una diversa interpretazione, quindi una diversa \u00e9lite. L\u2019epistemologo T. Kuhn, ci ha fatto su una teoria madre per tutti i sistemi di pensiero, il paradigma ordinante resiste fino a che i fatti fuori teoria non sono cos\u00ec tanti e clamorosi da spingere qualcuno a trovare un nuovo paradigma da cui far discendere un diverso sistema di pensiero in grado in interpretare anche le scomode anomalie.<\/p>\n<p>Ma questo sarebbe niente se, sempre a conti fatti, le nazioni dominanti non avessero fatto il bilancio da cui emerge con impietosa chiarezza che USA e UK sono in pauroso deficit commerciale (e Germania e Cina sono in pauroso surplus), dollaro e sterlina non hanno un futuro pari al loro passato, Brasile, India e Cina non staranno a lungo nell\u2019Fmi e nella Banca mondiale a farsi trattare da uscieri quando assieme fanno un quinto del Pil mondiale (e possono solo crescere), il sistema di cui sono centro ovvero l\u2019Occidente \u00e8 in sistematica contrazione demografica e di ricchezza complessiva, la favola bella che ieri c\u2019illuse -le magnifiche sorti progressive dell\u2019economia smaterializzata-, oggi non c\u2019illude pi\u00f9, o Ermione.<\/p>\n<p>Si aggiunga quell\u2019ostinato di Putin, i costi insostenibili dell\u2019Impero-mondo che alla fine perde tutte le guerre (ad eccezione della prima \u201climitata\u201d in Iraq di Bush senior), le vie setose basate sulla reciprocit\u00e0 confuciana dei cinesi, i pazzi cavali arabi dell\u2019Arabia Saudita petro-wahhabita che vorrebbero scorrazzare su tutto l\u2019ecumene musulmano che consta di ben 1,5 miliardi di persone, le sinistre populiste sud-americane oggi domate ma sempre pronte a rifarsi vive visto che le ragioni che le determinarono non sono scomparse, gli sgangherati europei che viaggiano a sbafo nell\u2019Alleanza atlantica e occupano congrue porzioni delle riserve valutarie mondiali con l\u2019euro ed oltretutto deprimono la circolazione della ricchezza perch\u00e9 hanno creduto cos\u00ec alla lettera alla favola del meno Stato e pi\u00f9 Mercato da votarsi alla monastica austerity dogma della teologia teutonica. La teoria non funziona pi\u00f9 ed i fatti fuori teoria hanno raggiunto il limite, urge quindi un cambio di paradigma, un nuova dottrina immagine di mondo, una nuova \u00e9lite.<\/p>\n<p>Il bello degli anglosassoni \u00e8 che da secoli perseguono con inflessibile coerenza il loro esclusivo interesse nazionale ma o riescono a farti sentire partecipe di ci\u00f2 perch\u00e9 anche tu iscritto al \u201cmondo civile\u201d, cio\u00e8 il loro modo di vivere e pensare il mondo o quando scartano bruscamente, non ti resta che ammirarli perch\u00e9 sono intrinsecamente \u201crivoluzionari\u201d[9]. Sono rivoluzionari per un motivo ben semplice: sono realisti. Il realista non detta l\u2019idea al mondo, registra la realt\u00e0 ed adegua l\u2019idea ad essa per cui se il cumulo dei fatti che fa la realt\u00e0 passa bruscamente di stato, eccoli subito pronti a dire il contrario di quello dicevano ieri.<\/p>\n<p>Tu invece sei idealista e prima di tutto coltivi idee che rimbalzano sulla realt\u00e0 non importa quanto corrosive ti sembrino (secondo un principio di relazione inversa, pi\u00f9 ti sembrano corrosive pi\u00f9 non corrodono nulla) e poi ci metti decenni a modificare il tuo complesso sistema di immagine di mondo perch\u00e9 se fino a ieri eri fondatamente \u201cinternazionalista\u201d hai qualche difficolt\u00e0 oggi a riconoscerti \u201cnazionalista\u201d, stante che nonostante coltivi idee e concetti come ogni buon idealista non \u00e8 poi sempre chiaro che significato preciso tu dia a questi enti sfuggenti che spesso utilizzi secondo l\u2019andazzo del \u201ccos\u00ec fan tutti\u201d.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, collezioni concetti ma ti guardi bene da capirne l\u2019architettonica perch\u00e9 ti hanno insegnato che un \u201csistema di idee\u201d \u00e8 intrinsecamente totalitario visto che si occupa del totale. Tu non devi occuparti del totale, ci pensa Dio o la Mano Invisibile o la lotta di classe o le ferree leggi della storia, non \u00e8 roba da essere umani. Fatti un bel convegno sulla vitalit\u00e0 inossidabile del concetto di comunismo e non preoccuparti che in quanto storicista dovresti preoccuparti di credere che ci sia qualcosa che \u00e8 inossidabile al corso del tempo, non riflettere ovvero applicare i concetti a se stessi. Sogna, che a rimboccare le coperte ci pensiamo noi.<\/p>\n<p><strong>= = =<\/strong><\/p>\n<p>Stante quindi che quello con cui abbiamo a che fare \u00e8 sempre l\u2019interesse nazionale, interpretato in questo o quel modo, a seconda della sensibilit\u00e0 che i decisori politici hanno nei confronti di questa o quella \u00e9lite economica e\/o finanziaria a cui sono legati da forti cointeressenze e del \u201ccalcolo politico\u201d che deve portargli consenso per essere riconfermati al potere, \u00e8 da vedere ora il significato dei due eventi cataclismatici del 2016: la Brexit e Trump.<\/p>\n<p>La duplice sequenza del riorientamento strategico delle due nazioni dominanti, converge verso un significato ben preciso: riappropriarsi della piena intenzionalit\u00e0 politica a governo di tutti gli altri processi. La Gran Bretagna ha disdetto la sua partecipazione alla rete giuridico-politica-commerciale che la legava all\u2019Europa, gli USA hanno disdetto la loro partecipazione alla rete giuridico-commerciale del TPP, hanno definitivamente abbandonato l\u2019idea del TTIP, hanno annunciato la ricontrattazione del NAFTA, mostrano segnali di prossima revisione della posizione nell\u2019ONU, dichiarano non pi\u00f9 scontata la NATO e prima o poi sar\u00e0 conseguente revisionare anche il FMI e la WORLD BANK. Ovviamente la WTO \u00e8 defunta e qualcosa avr\u00e0 effetti anche sulla BIS[10]. Dal Washington consensus al Washington dissensus.<\/p>\n<p>Questo \u201csciogliersi dai legami\u201d \u00e8 stato sinora inteso come un possibile ripiegamento su se stessi, ripiegamento decisamente improbabile per nazioni che, come nel caso degli Stati Uniti, fanno il 24% del Pil mondiale con il solo 4,4% della popolazione mondiale e che, come nel caso di Londra, rappresentano la seconda piazza banco-finanziaria planetaria ed \u00e8 pur sempre erede di quelle genti che dopo il colonialismo, ha fatto il pi\u00f9 grande Impero della storia. Si disdice la partecipazione ad alcune reti, ma per farne altre, con altra logica.<\/p>\n<p>Ed infatti, Theresa May ha fatto un discorso in cui ripete pi\u00f9 volte il concetto di Gran Bretagna Globale (qui), accompagnandolo da quanto da noi gi\u00e0 anticipato tre settimane prima del voto di Giugno (qui) ovvero la formazione di un nuovo Commonwealth e la possibilit\u00e0 di diventare un macroscopico risucchio di capitali liquidi e financo un paradiso fiscale nei confronti dei capitali europei. Di contro, inascoltato dai frastornati media ed esperti la cui agilit\u00e0 mentale \u00e8 pari a quella di un bradipo sazio di valium, Trump ha annunciato di voler riformulare integralmente la rete degli amici-nemici del gigante americano, andando da ognuno a trattare possibili accordi bilaterali. Insomma da \u201cglobale\u201d si torna a \u201cinter-nazionale\u201d. A suo tempo, H.<\/p>\n<p>Kissinger, aveva disegnato un modello detto \u201chub &amp; spoke\u201d ovvero \u201cmozzo e raggi\u201d come nella ruota di una bicicletta, cosa guider\u00e0 la composizione di queste reti centrate rispettivamente su gli hub di Londra e Washington? Una specifica interpretazione dell\u2019interesse nazionale, quella che pone come soggetto l\u2019agente geopolitico (USA, UK) e come oggetto una rete di partner ed alleati definiti tali per uno o pi\u00f9 aspetti tra quelli che compongono l\u2019interesse nazionale: aspetti economici, commerciali, finanziari, politici, militari, culturali e financo religiosi. Non solo uno o pi\u00f9 di questi, a guida della logica per tessere le singole relazioni ma uno o pi\u00f9 di questi subordinati all\u2019interesse primo che diventa quello geopolitico come logica che tesse l\u2019intera rete.<\/p>\n<p>L\u2019interesse geopolitico, ovvero la versione esterna dell\u2019interesse nazionale (poich\u00e9 ogni sistema ha un interno ed un esterno), comune a quelle che sono due isole (gli Stati Uniti con un muro a sud, montagne e foreste a nord e due oceani ai lati possono essere intesi anch\u2019essi come un\u2019isola, per quanto di dimensioni semi-continentali) \u00e8 garantirsi in vario modo il controllo su porzioni significative del mondo ovvero impedire che la pi\u00f9 vasta porzione di mondo esistente ovvero l\u2019Eurasia, si saldi in sistema auto-organizzato a sua volta centrato su i suoi tre poli principali: Germania, Russia, Cina. Ne va della loro \u201ccentralit\u00e0\u201d, ovvero della posizione in cui l\u2019interesse nazionale domina e non subisce.<\/p>\n<p>La logica operativa che animer\u00e0 il nuovo disegno sul mondo delle due nazioni anglosassoni, ricorrer\u00e0 alle due semplici e sempiterne tattiche di relazione tra stati: il \u201cdivide et impera\u201d ed \u201cil nemico del mio nemico \u00e8 mio amico\u201d. La logica verr\u00e0 applicata tenendo conto del fatto che un potenziale partner pu\u00f2 essere utile magari per ragioni di fornitura di materie prime o per ragioni geografiche o per ragioni commerciali pi\u00f9 ampie o per ragioni valutarie o per ragioni di rottura di schemi locali (ovvero le unioni regionali che sono i sistemi naturalmente avversari per chi vuole controllare porzioni di mondo stando su un\u2019isola) o per ragioni militari in vista di potenziali conflitti d\u2019area, per una o pi\u00f9 di queste definizioni, perch\u00e9 utili in s\u00e9 o per sottrarne la potenziale utilit\u00e0 a gli avversari.<\/p>\n<p>Le trattative per formare le reti hub&amp;spoke, si avvarranno della tattica del \u201cpremi e punizioni\u201d ovvero mostrare all\u2019ambiente delle trattative generali, quali vantaggi esclusivi avranno coloro che si sottometteranno per primi o con minori resistenze e viceversa quali tragici eventi potranno capitare a chi recalcitra, defeziona o flirta col nemico. In questo senso, il Messico, diventa il caso paradigmatico, quello in cui ne punisci uno per educarne cento, i cento che saranno chiamati ad altrettante, complesse, trattative bilaterali. E\u2019 un gioco difficile e molto rischioso ma quali altre alternative concrete avevano USA ed UK?<\/p>\n<p>Naturalmente, se volete perdere tempo e confondervi le idee, potrete seguire analisi e profezie settoriali e cos\u00ec economisti potranno spiegarvi quale assurdit\u00e0 \u00e8 per l\u2019UK isolarsi dall\u2019UE o seguire sociologi che vi spiegano i mali della rinuncia alla \u201csociet\u00e0 aperta e cosmopolita\u201d o seguire politici che non capiscono come la Gran Bretagna possa vende armi alla Turchia o specializzati in globalizzazione dirvi che la rete commerciale dell\u2019Uno-Mondo \u00e8 un fatto irreversibile, un destino\u2013mondo che solo un parvenue come Trump o una sbiadita funzionaria di second\u2019ordine come la May possono pensare di contraddire. Del resto, cambiando paradigma, gli \u201cesperti\u201d di settori diversi da quello che si affermer\u00e0, son destinati a non com-prendere gli eventi, perch\u00e9 ne prenderanno uno o due alla volta.<\/p>\n<p>Ma se volete una opinione franca, domandatevi se chi vi propone analisi ha il quadro generale, se non \u00e8 in conflitto cognitivo tra l\u2019apparato epistemico di cui \u00e8 specialista e l\u2019oggetto che deve interpretare e domandatevi anche se \u00e8 mai possibile che il mondo venga fatto dalla collezione delle figurine Panini degli Uomini Illustri. Il mondo e la storia sono fatti da processi, i processi vengono mossi da interessi, gli interessi sono promossi da questa o quella rete di interessati che deve mediare il proprio egoismo con l\u2019interesse di altre reti, con quello della comunit\u00e0 di cui fa parte, con quello dello Stato che ha un suo specifico interesse nazionale di tipo strategico e comunque tutto -alla fine- risponde al semplice setaccio del \u201cfunziona \u2013 non funziona\u201d. Gli uomini e le donne di copertina, sono gli interpreti di una sceneggiatura che altri scrivono e di cui molta parte, si scrive addirittura da sola stante che stabiliti alcuni principi primi, il resto va pi\u00f9 o meno di conseguenza ed i margini di scelta son di molto limitati, non determinati ma limitati.<\/p>\n<p><strong>= = =<\/strong><\/p>\n<p>In molti s\u2019era capito che dal mondo ordinato dall\u2019economico (quello che chiamiamo con termine strutturalista, a volte fuorviante, \u201ccapitalismo\u201d) si poteva uscire solo usando l\u2019ordinatore politico poich\u00e9 la contraddizione funzionale base del moderno \u00e8 da sempre quella tra Stato e mercato, quindi tra il politico e l\u2019economico. Le nazioni dominanti oggi tornano ad abbracciare lo Stato ed il politico in chiave geopolitica, una geopolitica di potenza, unilaterale, conflittuale, che premi le nazioni anglosassoni con beneficio per le loro \u00e9lite ma anche un po\u2019 di pi\u00f9 il loro popolo ed infatti ecco che la May \u00e8 conservatrice s\u00ec ma \u201csociale\u201d e Trump vince coi voti degli operai della cintura della ruggine.<\/p>\n<p>L\u2019appello al popolo, lo stesso di Siey\u00e9s ai tempi del Terzo Stato, ricorre laddove una \u00e9lite fa alleanza col popolo contro un\u2019altra \u00e9lite, quella dei neolib inglesi ed americani oggi in declino. A questo punto, poich\u00e9 il gioco diventa disputarsi l\u2019intenzione politica nella competizione tra Stati, si spera che le brillanti menti critico-critiche, si ricordino che la disputa fondamentale di chi deve gestire l\u2019intenzionalit\u00e0 politica di uno Stato \u00e8 ancora quella di Erodoto: Uno, Pochi, Molti ovvero una qualche forma di dispotismo pi\u00f9 o meno ben intenzionato e popolare, una qualche forma di oligarchia che promuove un interesse particolare vestendolo da generale e l\u2019unica forma che fa coincidere l\u2019interesse nazionale con quello generale: la democrazia reale.<\/p>\n<p>La speranza \u00e8 l\u2019ultima a morire ma la Storia ci insegna che \u00e8 morta molte volte e questa volta il funerale potrebbe essere davvero molto triste, lungo e costoso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/geopolitica\/9030-pierluigi-fagan-dalla-globalizzazione-alla-geopolitica.html\">http:\/\/www.sinistrainrete.info\/geopolitica\/9030-pierluigi-fagan-dalla-globalizzazione-alla-geopolitica.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Pierluigi Fagan) L\u2019ordine del mondo sta subendo una modifica strutturale, si sta passando da un impianto prettamente economico e finanziario ad uno in cui l\u2019economia e finanza saranno pilotate dalla logica geopolitica. Il cambio che verr\u00e0 imposto dal giocatore principale ovvero gli Stati Uniti, \u00e8 motivato da una diversa lettura del come perseguire l\u2019interesse nazionale. L\u2019interesse nazionale \u00e8 un concetto che \u00e8 diventato invisibile negli ultimi decenni ma \u00e8 pi\u00f9 probabile&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/sinistra-in-rete-e1474130037723.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-28113","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28113"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28113"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28116,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28113\/revisions\/28116"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}