{"id":28125,"date":"2017-02-05T11:45:16","date_gmt":"2017-02-05T10:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28125"},"modified":"2017-02-04T23:11:12","modified_gmt":"2017-02-04T22:11:12","slug":"italia-libia-lintesa-sui-migranti-e-lincognita-russa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28125","title":{"rendered":"Italia-Libia: l\u2019intesa sui migranti e l\u2019incognita russa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il governo Gentiloni ha siglato col premier di Tripoli Serraj un accordo per la lotta al contrabbando e al traffico di esseri umani. Ma l\u2019ombra del generale Haftar pesa come un macigno.<\/em><\/p>\n<p>Il premier libico Fayez Al Serraj, che rappresenta il governo insediato a Tripoli con il supporto dell\u2019ONU, ha trascorso gli ultimi due giorni a Bruxelles, dove ha incontrato i vertici delle\u00a0istituzioni europee e della NATO, quindi \u00e8 sceso a Roma, dove ha siglato un memorandum d\u2019intesa tra Italia e la cosiddetta \u201cLibia\u201d, tra virgolette perch\u00e9 parlare di Libia oggi \u00e8 affermare un concetto un po\u2019 troppo vago. Il memorandum punta a rispolverare quel famoso <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg16\/lavori\/schedela\/apritelecomando_wai.asp?codice=16pdl0017390\" target=\"_blank\"><strong>Trattato di Amicizia e Cooperazione<\/strong><\/a> siglato dal Colonnello Gheddafi e Silvio Berlusconi nel 2008 che, in ossequio allo \u201cspirito di buon vicinato\u201d, prevedeva agli articoli 19 e 20 la \u00ab<em>collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalit\u00e0 organizzata, al traffico di stupefacenti, all\u2019immigrazione clandestina e nel settore della difesa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1443104436183-0\"><\/div>\n<p>Il governo italiano, unico a sostenere esplicitamente il traballante esecutivo di Tripoli, ha fiducia che il memorandum siglato con Tripoli possa portare alla chiusura della rotta mediterranea e a sigillare le frontiere meridionali, grazie all\u2019impegno libico nella lotta al contrabbando e al traffico di esseri umani. Per ottenere ci\u00f2, per\u00f2, Roma dovrebbe mettere i tripolini nelle condizioni di istituire un blocco navale, fornendo loro naviglio e addestramento. Il premier italiano <strong>Paolo Gentiloni <\/strong>ha stretto con forza la mano a <strong>Fayez Al Serraj<\/strong> ma non ha fatto commenti entusiasti in merito, consapevole del fatto che non vi sono speranze che ci\u00f2 possa accadere prima dell\u2019estate e, soprattutto, che ci\u00f2 possa accadere in ogni caso.<\/p>\n<p>Il premier Al Serraj \u00e8 infatti molto debole, sottoposto alle minacce continue del suo antagonista a Tripoli, <strong>Khalifa Ghwell<\/strong> \u2013 che con ripetute azioni dimostrative ha palesato il fatto che l\u2019ex capitale libica non sia al riparo da colpi di stato o rivolgimenti improvvisi \u2013 e avversato tanto dai trafficanti della Tripolitania, che con la caduta di Gheddafi hanno creato uno stato nello stato, quanto dalle forze della Cirenaica, sempre pi\u00f9 potenti.<\/p>\n<p>Per parte sua, con questa sortita diplomatica, Al Serraj spera di potersi mantenere a galla: durante il tour europeo si sarebbe, infatti, convinto che l\u2019UE \u00e8 al suo fianco e che l\u2019Italia lo aiuter\u00e0 concretamente ad addestrare i suoi uomini e a costruire una guardia costiera (lui sperava in una marina militare) che sia capace di mantenere il controllo delle coste e, chiss\u00e0, anche di bloccare possibili tentativi di assaltare Tripoli. Ma <strong>Al Serraj s\u2019illude<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La Libia oggi<\/strong><\/h3>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 fuori della capitale c\u2019\u00e8 tutto un mondo che non si cura n\u00e9 di lui n\u00e9 della legge. A est di Tripoli c\u2019\u00e8 la citt\u00e0-stato di Misurata, le cui milizie al momento difendono Serraj ma in realt\u00e0 si professano indipendenti e controllano una parte della fascia costiera con i propri uomini.<\/p>\n<p>A ovest di Tripoli, verso il confine con la Tunisia, ci sono le organizzazioni di trafficanti disseminate tra i porti e le calette intorno a Sabratah e Zawiyah, considerata la \u201ccapitale\u201d di ogni traffico illecito. Nel sud-ovest ci sono i jihadisti di <strong>Ansar Al Sharia<\/strong> e dello <strong>Stato Islamico<\/strong>, che si stanno radunando nelle aree desertiche, probabilmente per tentare nuove imprese che attestino l\u2019esistenza del loro Jihad e magnifichino la presenza del Califfato in Libia. Ma, soprattutto, a ovest c\u2019\u00e8 il vero antagonista di Tripoli, l\u2019esercito del generale Khalifa Haftar, che ha il pieno appoggio della Russia e che punta a unificare l\u2019intera Libia sotto il suo comando. Ciascuna di queste forze maggiori raggruppa decine e decine di milizie minori, pi\u00f9 o meno fedeli, che gestiscono per loro conto intere citt\u00e0 e territori, soprattutto lungo la fascia costiera.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, ad esempio, attraverso l\u2019ambasciata di Tripoli ha preso contatto con la polizia costiera locale che risponde ad Al Serraj. Uno dei comandanti, il colonnello Tarek Issa, intervistato da <strong>Vincenzo Nigro<\/strong> per <em>La Repubblica<\/em> ha confermato che il panorama appare frastagliato: \u00ab<em>In tutta la Libia da Est a Ovest ci sono 10 basi e 55 punti di presenza, lungo 1.960 chilometri di coste<\/em>\u00bb. Il che significa che ci sono pi\u00f9 polizie del mare, cos\u00ec come ci sono centinaia di milizie da mettere d\u2019accordo. \u00ab<em>Noi siamo la\u00a0Coastal Police\u00a0&#8211; <\/em>dice ancora il colonnello a Vincenzo Nigro<em> \u2013 che dipende dal Ministero dell\u2019Interno, poi c\u2019\u00e8 la guardia costiera che dipende dalla Difesa, con le sue basi e sue barche, e poi ci sono le milizie<\/em>\u00bb. Dunque, le altre milizie o forze di polizia non lavoreranno n\u00e9 per difendere il memorandum italiano n\u00e9 per fermare i traffici di migranti. Questo perch\u00e9 \u00ab<em>tanti lavorano proprio per i trafficanti, e vengono pagati dalle mafie criminali<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Conseguentemente, la domanda \u00e8: come potr\u00e0 l\u2019Italia mettere la Libia nelle condizioni di istituire un blocco navale e trattenere i migranti\u00a0sul suo territorio, se il governo cui Roma fa affidamento non controlla che un 10% di quelle basi, cio\u00e8 una percentuale risibile di uomini e, dunque, di fascia costiera? Oltre al fatto che il potere di Tripoli si estende su una parte risibile del Paese, meno di un quarto.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>La variabile russa e il generale Haftar<\/strong><\/h3>\n<p>Gli sforzi italiani rischiano di essere vanificati anche per il fatto che, nelle ore in cui Roma firmava il memorandum con Serraj, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov incontrava ad Abu Dhabi il suo omologo algerino Abdelkader Messahel. Scopo? Definire la collaborazione tra Mosca e Algeri per aggirare l\u2019embargo ONU che oggi impedisce la fornitura di armi alla Libia. Lavrov e Messahel hanno messo a punto una \u201ctriangolazione\u201d che, dalla Russia all\u2019Algeria, arrivi a rifornire le truppe del <strong>generale Haftar<\/strong>.<\/p>\n<p>Haftar, sponsor del governo di Tobruk, si \u00e8 appena preso l\u2019intera Bengasi e, dunque, adesso controlla davvero la Cirenaica. Con le armi che ricever\u00e0 da Mosca \u2013 mezzi corazzati, munizioni, sistemi radar e di sorveglianza \u2013 potr\u00e0 rinforzare ulteriormente il suo esercito, con il quale in passato il generale non ha escluso di marciare fino a Tripoli per \u00ab<em>unificare la Libia sotto un unico comando<\/em>\u00bb, cio\u00e8 il suo.<\/p>\n<p>Inoltre, con il controllo dei terminal petroliferi che Haftar si \u00e8 assicurato in questi mesi, la Cirenaica pu\u00f2 adesso esportare qualcosa come 715mila barili giornalieri, il livello pi\u00f9 alto dal 2014. Il che aumenta le credenziali del generale presso larga parte della popolazione e permette a Mosca di pianificare la penetrazione russa nei porti e negli aeroporti libici, secondo la medesima strategia usata in Siria a Latakia e Tartous. Di certo, il Cremlino ha scelto il generale Khalifa Haftar come il proprio uomo in Libia, e sembra sempre pi\u00f9 intenzionato a farne un Bashar Al Assad locale. Questo fatto, prima o poi, potrebbe cozzare con le scelte italiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Un accordo \u00e8 possibile solo con Mosca e Washington<\/strong><\/h3>\n<p>Come si dipaner\u00e0 la situazione politica di qui in avanti \u00e8 presto detto: dipender\u00e0 molto da ci\u00f2 che Vladimir Putin e Donald Trump decideranno sul futuro della Libia. Se cio\u00e8 sceglieranno di sposare la medesima linea politica, e se poi questa linea politica converger\u00e0 sull\u2019appoggio ad Haftar o su un pi\u00f9 pericoloso <em>laissez<\/em>&#8211;<em>faire.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Il generale Khalifa Haftar ha dovuto lottare non poco per avere la meglio sulle milizie islamiste di Ansar Al Sharia che imperversavano a Bengasi e, per assicurarsi la sovranit\u00e0 della Cirenaica, ha lasciato che parte di queste milizie si ritirasse armi in mano nel deserto. Il che la dice lunga sulle reali possibilit\u00e0 di Haftar nel riuscire a prendere Tripoli con la forza. Un fatto che, tra l\u2019altro, sarebbe visto dalla comunit\u00e0 internazionale \u2013 ONU in primis \u2013 come un vero affronto e che minerebbe ogni speranza di pacificare la regione.<\/p>\n<p>Discorso diverso \u00e8 se, invece, Haftar accetter\u00e0 un compromesso con la controparte rappresentata da Serraj: garantendosi, ad esempio, un ruolo di primo piano in un futuro governo unito, con il suo esercito a fare da garante per il rispetto della legge e dell\u2019ordine. In ogni caso, che sia una colonna portante di una Libia unita o il governatore di una Libia divisa, con il generale della Cirenaica presto o tardi tutti dovranno fare i conti. Il che significa che Roma, memorandum o non memorandum, dovr\u00e0 prima o dopo discutere di sicurezza e di prospettive geopolitiche non tanto e non solo con l\u2019Unione Europea, ma anche e soprattutto con Mosca e Washington.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/italia-libia-migranti-memorandum-intesa\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/italia-libia-migranti-memorandum-intesa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Luciano Tirinnanzi) Il governo Gentiloni ha siglato col premier di Tripoli Serraj un accordo per la lotta al contrabbando e al traffico di esseri umani. Ma l\u2019ombra del generale Haftar pesa come un macigno. Il premier libico Fayez Al Serraj, che rappresenta il governo insediato a Tripoli con il supporto dell\u2019ONU, ha trascorso gli ultimi due giorni a Bruxelles, dove ha incontrato i vertici delle\u00a0istituzioni europee e della NATO, quindi \u00e8 sceso&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17308,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/lookout-news-2.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7jD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28125"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28125"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28126,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28125\/revisions\/28126"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}