{"id":28194,"date":"2017-02-06T15:01:56","date_gmt":"2017-02-06T14:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28194"},"modified":"2017-02-06T15:01:56","modified_gmt":"2017-02-06T14:01:56","slug":"chi-lavrebbe-mai-detto-transparancy-international-finanziato-da-soros-accusa-i-populisti-di-corruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28194","title":{"rendered":"Chi l&#8217;avrebbe mai detto? Transparancy International finanziato da Soros accusa i populisti di corruzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Robert Bridge &#8211; Traduzione di Margherita Russo).<\/strong><\/p>\n<p>Transparency International \u2013 l\u2019organizzazione con sede a Berlino i cui sondaggi sulla \u201ccorruzione percepita\u201d non fanno altro che dimostrare come sia efficace la propaganda che dipinge certi paesi come pi\u00f9 corrotti di altri \u2013 ha condotto uno studio secondo il quale i cosiddetti \u201cpopulisti\u201d che si aggirano per l\u2019Europa non darebbero abbastanza garanzie di lotta alla corruzione. L\u2019evidente faziosit\u00e0 di questo studio si spiega agilmente guardando alle fonti di finanziamento di questa organizzazione, tra le quali figura uno dei personaggi viventi pi\u00f9 pericolosi per la democrazia. Via Russia Today<\/p>\n<p>Mentre le \u00e9lite UE si sentono minacciate dall\u2019attuale rivolta populista, volta a porre fine a programmi di immigrazione facile ed incontrollata ed a promuovere il nazionalismo al posto della globalizzazione, un autorevole think tank sostiene che \u2013 tenetevi forte \u2013 il populismo alimenta la corruzione.<\/p>\n<p><em>Transparency International<\/em>, ente anti-corruzione con sede a Berlino, nel suo annuale Indice di Percezione della Corruzione mette in guardia contro i presunti pericoli del populismo, quell\u2019animale politico che di tanto in tanto si aggira fra le nazioni, come una forza della natura, per lottare contro gli eccessi di una minoranza elitista che ha perso il contatto con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cIl populismo \u00e8 la cura sbagliata\u201d ha dichiarato il presidente di TI Jose Ugaz, pur senza offrire ricette alternative. \u201cNei paesi governati da leader populisti o autocratici, si assiste spesso al declino della democrazia e ad un\u2019inquietante frequenza di tentativi di repressione della societ\u00e0 civile, di limitazione della libert\u00e0 di espressione, e di attacchi all\u2019indipendenza della magistratura.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLungi dal combattere il capitalismo clientelare, questi leader solitamente finiscono con l\u2019istituire sistemi ancora pi\u00f9 corrotti\u201d ha aggiunto Ugaz.<\/p>\n<p>In tema di corruzione, l\u2019osservatorio si improvvisa come esperto nella lettura del pensiero, asserendo che i politici populisti \u201cnon hanno intenzione di affrontare seriamente il problema [della corruzione].\u201d<\/p>\n<p>Lo studio mette sotto accusa alcuni fra i politici pi\u00f9 controversi, come Donald Trump (USA), Marine Le Pen (Francia), Jaroslw Kaczynski (Polonia) e Victor Orban (Ungheria), che hanno scalato le classifiche di consenso popolare del loro elettorato dichiarando guerra aperta ad un establishment ormai agonizzante.<\/p>\n<p>Transparency International lancia l\u2019allarme su questi \u201ctruffatori\u201d della politica, in quanto \u201cemotivi, localisti e spesso di destra\u2026\u201d rilevando per\u00f2 nel contempo che questi indisciplinati nuovi arrivati \u201channo saputo sfruttare la delusione della gente nei confronti di un \u2018sistema corrotto\u2019 e presentarsi come l\u2019unica \u2018via d\u2019uscita\u2019 dal circolo vizioso appena descritto\u2026 \u201d<\/p>\n<p>Pur fra tutte le riflessioni dedicate ai potenziali rischi relativi ai nuovi sovversivi, lo studio vistosamente omette qualsiasi riferimento alle cause della disaffezione di cos\u00ec tante persone verso i soliti noti politici di carriera, che, va detto, sono colpevoli di crimini ben pi\u00f9 gravi della semplice corruzione.<\/p>\n<p>In troppi casi si \u00e8 trattato di complicit\u00e0 in vere e proprie stragi, dai cruenti cambi di regime in posti come l\u2019Iraq, la Libia, l\u2019Afghanistan, alle operazioni tuttora in corso in Siria, fino alla devastazione della civilt\u00e0 occidentale dovuta all\u2019immigrazione incontrollata di profughi senza il consenso dei cittadini. Quando anche i paesi membri della NATO dovessero sentirsi in colpa per la loro diretta complicit\u00e0 negli omicidi seriali di intere nazioni, la soluzione non sarebbe certo costringere i loro cittadini ad accogliere sul territorio nazionale gli sfollati di queste zone di guerra.<\/p>\n<p>Tenendo conto delle losche azioni perpetrate da numerosi paesi della NATO, tanta preoccupazione sull\u2019alto grado di corruzione appare piuttosto esagerata e fuori luogo. A costo di scadere nel cinismo, distinguere la corruzione dalla politica equivale a distinguere l\u2019uovo dalla gallina, e, come ci ricorda il famoso indovinello, \u00e8 molto difficile dire quale dei due sia nato prima.<\/p>\n<p>E gi\u00e0 che siamo in tema di corruzione. Il livello di corruzione nello schieramento della Clinton, rivelato da WikiLeaks alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2016, \u00e8 semplicemente sconcertante, e dovrebbe bastare a precludere qualsiasi ramanzina sulla buona educazione da parte dei signori di Transparency International.<\/p>\n<p>Tanto per iniziare, a novembre si \u00e8 scoperto che la Clinton Foundation aveva ricevuto una \u2018donazione\u2019 da 1 milione di dollari dal Qatar senza informarne il Dipartimento di Stato, violando cos\u00ec una convenzione che la obbligava a rendere pubbliche tutte le donazioni ricevute dall\u2019estero. L\u2019assegno sarebbe stato un regalo di compleanno all\u2019ex presidente Bill Clinton nel 2011 per i suoi 65 anni. In base ad un\u2019email pubblicata il mese scorso, sembra che ad un certo punto ci sarebbe stato un incontro fra lui ed alcuni funzionari del Qatar, ma non \u00e8 chiaro se ci\u00f2 sia poi realmente accaduto.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, \u00e8 anche emerso che l\u2019Arabia Saudita ed il Qatar, oltre ad elargire generose donazioni alla Clinton Foundation, stavano anche armando e finanziando i militanti dell\u2019Islamic State. Ora ditemi se questo non \u00e8 un caso di corruzione da manuale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 dunque un caso se i populisti sono apparsi ovunque nel mondo, pi\u00f9 o meno nello stesso momento, in risposta alla domanda di nuova leadership. Il fatto che la Francia abbia la sua versione di Donald Trump nella persona di Marine Le Pen potrebbe sorprendere solo chi non segue gli eventi internazionali, o non \u00e8 adeguatamente informato in proposito.<\/p>\n<p>Proprio adesso che molti politici occidentali, ed i loro partiti di appartenenza, rischiano di sparire dalla circolazione (negli stati di maggior spicco dell\u2019UE si assiste oggi ad una feroce lotta tra le loro fila, a causa della spettacolare ascesa di politici anti-establishment di estrema destra, come Le Pen in Francia, Geert Wilders in Olanda e Frauke Petry in Germania), \u00e8 alquanto sospetto che Transparency International pubblichi uno studio per mettere in guardia gli elettori contro il rischio di essere raggirati da demagoghi di destra.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 una spiegazione molto semplice per la faziosit\u00e0 di questo studio, dovuta all\u2019enorme conflitto di interesse in cui si trovano i suoi sponsor.<\/p>\n<p>Dacci dentro, George!<\/p>\n<p>Se voleste fare una ricerca di consumo su un certo prodotto, lascereste condurre il sondaggio al produttore di quel prodotto, o preferireste affidare il compito ad un organismo indipendente? Immagino sia quasi impossibile non convenire che il modo pi\u00f9 sicuro ed affidabile sia commissionare il lavoro ad una terza parte indipendente dall\u2019azienda. Ci\u00f2 ridurrebbe drasticamente il rischio di pervenire a risultati inesatti, causati da quella cosa chiamata \u2018interesse personale.\u2019<\/p>\n<p>E proprio in questo sta il difetto eclatante, non solo di questo studio, ma della stessa Transparency International nella sua funzione di osservatorio indipendente.<\/p>\n<p>Una veloce occhiata alla sua lista di sponsor dovrebbe fugare ogni dubbio sul perch\u00e9 Transparency International si mostri estremamente diffidente con i politici populisti che stanno agitando le acque del potere in Europa.<\/p>\n<p>Oltre a ricevere donazioni da vari governi (giusto per nominarne qualcuno, la Germania, il Regno Unito, gli Stati Uniti, l\u2019Irlanda, l\u2019Estonia e la Finlandia), TI \u00e8 finanziata da alcuni tra i pi\u00f9 pericolosi personaggi viventi per la democrazia, addirittura con la gentile partecipazione del finanziere e filantropo George Soros in persona.<\/p>\n<p>Nella scaletta degli sponsor di TI, l\u2019Open Society Institute (OSI) e l\u2019Open Society Initiative for West Africa (OSIWA) si piazzano subito dopo il National Endowment for Democracy (NED), una lobby travestita da non-profit sponsorizzata dal governo americano.<\/p>\n<p>Questo ne fa ovviamente l\u2019ultima organizzazione da cui ci si potrebbe attendere un\u2019opinione obiettiva sull\u2019avanzata dei nuovi soggetti politici a livello mondiale. Lo stesso George Soros si \u00e8 reso di fatto in larga parte responsabile per il flusso massiccio di profughi verso l\u2019Unione europea, arrivando persino ad offrire incentivi in denaro ai rifugiati desiderosi di intraprendere il lungo e pericoloso viaggio dal Medio Oriente al continente Europeo.<\/p>\n<p>Chi se ne importa se nessuno fra questi sfollati, che peraltro meritano tutta la nostra solidariet\u00e0, finir\u00e0 col vivere nello stesso quartiere di Soros, il quale pu\u00f2 comunque tranquillamente permettersi tutta la protezione personale che si rende indubbiamente necessaria quando si adottano politiche cos\u00ec sconsiderate. Per i comuni cittadini europei, costretti ad accogliere milioni di nuovi arrivati, con i quali non condividono le stesse preferenze religiose, sociali e culturali, n\u00e9 in molti casi lo stesso livello di scolarizzazione, questo esperimento sociale condotto per il capriccio di un miliardario \u00e8 invece la quintessenza della dissennatezza.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 non sorprende che lo studio di TI prenda di mira in particolare il Primo Ministro ungherese Victor Orban. Proprio questo mese, Szilard Nemeth, vice presidente del partito di governo Fidesz, ha dichiarato la sua intenzione di utilizzare \u201ctutti i mezzi a disposizione\u201d per \u201celiminare\u201d le ONG finanziate dallo speculatore di origine ungherese, perch\u00e9 \u201csono al servizio del capitalismo globalizzatore ed impongono il politicamente corretto al di sopra dell\u2019interesse nazionale.\u201d<\/p>\n<p>Ma questo \u00e8 ancora nulla in confronto al premio conferito da Transparency International nientemeno che all\u2019ex-Segretario di Stato americano Hillary Clinton nel 2012, per \u201cla sua attenzione verso l\u2019importanza di rafforzare la trasparenza e contrastare la corruzione come parte integrante della politica estera USA, un premio destinato esclusivamente per questi contributi.\u201d Va da s\u00e9 che questo premio ha generato notevole scetticismo in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Il livello di conflitto di interesse di questo studio di TI \u00e8 talmente spettacolare da rappresentare, come \u00e8 il caso per tante altre oscure stanze del potere nell\u2019UE di oggi, praticamente un invito all\u2019applicazione della stessa trasparenza tanto predicata da loro.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/05\/chi-lavrebbe-mai-detto-transparency-international-finanziato-da-soros-accusa-i-populisti-di-corruzione\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/02\/05\/chi-lavrebbe-mai-detto-transparency-international-finanziato-da-soros-accusa-i-populisti-di-corruzione\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Robert Bridge &#8211; Traduzione di Margherita Russo). 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