{"id":28235,"date":"2017-02-07T12:04:11","date_gmt":"2017-02-07T11:04:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28235"},"modified":"2017-02-08T08:33:33","modified_gmt":"2017-02-08T07:33:33","slug":"un-vento-inatteso-una-musica-diversa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28235","title":{"rendered":"Un vento inatteso, una musica diversa\u2026"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Franco Cardini<\/strong><\/p>\n<p>Siamo rimasti tutti colpiti \u2013 qualcuno anzi molto preoccupato, qualcun altro attraversato da una frustata di euforica speranza \u2013 dal tono di molti <em>media <\/em>in apertura di questa settimana. Prendiamo solo il caso de \u201cLa Repubblica\u201d di luned\u00ec 16, alla pagine 10-11: Barbara Ard\u00f9 che affronta, col piglio di una che non ha peli sulla lingua, il tema <em>Disuguaglianze in aumento. Otto superPaperoni hanno la stesa ricchezza di met\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0. <\/em>E\u2019 il tema degli otto Signori della Ricchezza recensiti da <em>Forbes<\/em> e delle durissime critiche alla <em>deregulation<\/em>, al libero mercato e al neoliberismo che si scatena nel momento stesso nel quale a Davos si sta per riunire il World Economic Forum. E a pagina 11, insieme con un articolo di Joseph Stiglitz (proprio lui: non Fra Cacchio da Velletri\u2026) che definir allarmato e indignato \u00e8 poco (\u201cl\u2019Africa ogni anno perde 14 miliardi del suo reddito in paradisi <em>off shore, <\/em>basterebbero a salvare 4 milioni di bambini e dare loro un\u2019istruzione\u201d: ecco la chiave dell\u2019esodo dei migranti da quel continente\u2026), abbiamo le immagini formato tessera di otto signori, i Magnifici Otto pi\u00f9 ricchi del pianeta, messi una buona volta in bell\u2019ordine e chiamati con i loro rispettivi nomi e cognomi. Sono i volti dei nostri Superiori Sconosciuti, anche se sconosciuti fino a un cento punto: eppure guardatela bene la faccia del primo della lista, Bill Gates, e chiedetevi se sareste mai in grado di riconoscerlo se vi capitasse una mattina di prendere un caff\u00e8 allo stesso banco di bar in cui lo prende lui. Nella societ\u00e0 dell\u2019immagine e dello spettacolo, i veri padroni si muovono tranquillamente, come pesci nell\u2019acqua. E la politica? Ai suoi bei tempi, Karl Marx sosteneva che i governi erano diventati dei \u201ccomitati d\u2019affari\u201d. Non era del tutto vero, ai suoi tempi. Oggi lo \u00e8. Denunzia implacabile e lucidissimo Stiglitz: \u201cLe multinazionali sanno che il loro successo non dipende solo dalle leggi dell\u2019economia, ma dalle scelte di politica economica che ciascun paese compie\u201d. Il personale politico ridotto al rango di personale esecutivo, che canta e balla su una musica non sua.<span id=\"more-574\"><\/span><\/p>\n<p>E\u2019 su questo che bisogna meditare in modo approfondito e nella prospettiva di un\u2019azione politica che ponga le basi per la liberazione e la redenzione. Guardiamoci in giro: qualche strumento di lavoro ce l\u2019abbiamo.<\/p>\n<p>Di solito, l\u2019amico Marco Tarchi dispensa eccellenti consigli. Vi passo la segnalazione, da lui proveniente, di un <em>Dossier <\/em>uscito su \u201cLe Monde\u201d l\u201911.1. u.s. e riguardante la nuova fase del pensiero di Alain de Benoist, al quale comunque Tarchi dedica sistematicamente attenzione nel suo mensile \u201cDiorama letterario\u201d, che raccomando caldamente di seguire e di sostenere (ma, rassicuratevi, non sempre sono d\u2019accordo sui suoi contenuti; comunque vale la pena di leggerlo e magari di abbonarsi: <a href=\"http:\/\/www.diorama.it\/\">www.diorama.it<\/a>; <a href=\"mailto:mtdiorama@gmail.com\">mtdiorama@gmail.com<\/a>). In particolare, Tarchi attraverso De Benoist consiglia la lettura del libro di Jean Claude Mich\u00e9a, <em>Notre ennemi: le capital. <\/em>Non ho personalmente avuto ancora il piacere di leggerlo (perch\u00e9 sono convinto che sar\u00e0 un piacere), ma da quel po\u2019 che ne ho letto in modo indiretto direi che promette bene.<\/p>\n<p>Al riguardo, mi permetterei altres\u00ec di consigliarvi: Natacha Polony \u2013 Le Comit\u00e9 Orwell, <em>Bienvenue dans le pire des mondes, <\/em>Paris, Plon, 2016. Un libro che esamina come giorno per giorno il nostro mondo stia scivolando verso un \u201ctotalitarismo soft\u201d che, proprio perch\u00e9 a prima vista inodore, incolore e soprattutto indolore, \u00e8 di gran lunga peggiore e pi\u00f9 insidioso di quelle che finora siamo stati abituati a considerare le peggiori tirannie al mondo. Una tirannia che \u2013 ben lo aveva intuito anni fa Soljenitsin, quando venuto in Occidente a cercare la libert\u00e0 comprese perfettamente che cosa si stava preparando \u2013 non ha motivo alcuno di servirsi di polizie segrete, di filo spinato, di camere di tortura, di organizzazione del consenso formale, ma che si presenta al contrario sotto le vesti della pi\u00f9 totale libert\u00e0 esercitata da schiavi che non si rendono conto di esser tali, che credono di agire e \u201csono agiti\u201d. Omologazione, l\u2019aveva chiamata Pasolini.<\/p>\n<p>Alcune decine di <em>lobbies <\/em>multinazionali, grazie al controllo dei flussi finanziari e commerciali e agli strumenti mediatici e tecnologici in loro possesso, intendono organizzare e orientare le nostre vite asservendo e vanificando quel che resta delle libert\u00e0 politiche. Livellando verso il basso la cultura, appropriandosi dei nostri dati di base e quindi di quella che siamo abituati a definire \u201cla nostra <em>privacy<\/em>\u201d che passa ormai attraverso<em>\u00a0<\/em>i vari aspetti dell\u2019informatica,\u00a0 normalizzando i nostri gusti e le nostre abitudini, uniformando i nostri bisogni e rendendoli funzionali al meccanismo di produzione-profitto-consumo da esse programmato.<\/p>\n<p>Il \u201cpeggiore dei mondi possibili\u201d, che si va preparando, \u00e8 quello dell\u2019illusione della libert\u00e0 individuale in un mondo nel quale l\u2019ineguaglianza tra una minoranza infima per\u00f2 potente e privilegiata e una enorme massa di subalterni si allarga e si approfondisce sempre di pi\u00f9 \u00a0(si sta parlando di appena il 10% degli abitanti del mondo che, con immense disparit\u00e0 al loro interno, detengono e gestiscono il 90% delle ricchezze e delle risorse del pianeta) e nel quale una iper\u00e9lite mondializzata si arroga tutti i poteri.<\/p>\n<p>Benvenuti, dunque, nel mondo dell\u2019ingiustizia e del malessere: la chiave delle guerre, delle migrazioni incontrollate, del malessere che sfocia nel delitto o nella droga o magari nel <em>foreign fighting, <\/em>sta tutta qui. Per batterla, bisogna imparare a conoscerla e smascherarla.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 studiarla. Valgano a tale fine alcuni eccellenti strumenti. Ad esempio,\u00a0<em>La haine de l\u2019Occident <\/em>di Jean Ziegler (Paris, Michel, 2008), un lucido <em>vademecum <\/em>che offre importanti istruzioni per consentirci di costringere il \u201cNuovo Ordine\u201d del capitalismo mondializzato a desistere dal sottomettere il mondo intero alla sua dominazione assassina, riannodando al tempo stesso il dialogo con tutte le sue vittime, dalla Bolivia alla Nigeria. Ancora, <em>G\u00e9ographie et g\u00e9opolitique de la mondialisation <\/em>(Paris, Hatier, 2011), con messe a punto dedicate al sistema produttivo, alla sicurezza alimentare, alle tecnologie dell\u2019informazione, all\u2019ambiente. E magari date un\u2019occhiata anche all\u2019ultimo <em>pamphlet <\/em>di Luciano Canfora, <em>La schiavit\u00f9 del capitale <\/em>(Bologna, Il Mulino, 2017).<\/p>\n<p>Muniti di qualche chiara cognizione di base, mettiamoci in cammino. Sar\u00e0 un cammino duro e lento, tutto in salita, contro un <em>establishment <\/em>feroce, senza scrupoli, che conta su un esercito di miserabili mercenari prezzolati e s\u2019insinua dappertutto\u00a0 applicando\u00a0 sistematicamente il principio del fomentare la guerra dei poveri contro altri poveri. E\u2019contro questi nemici del genere umano che bisogna invece sul serio far guerra senza quartiere. Sar\u00e0 \u00a0una guerra con poche speranze di vittoria: ma dalla quale non si pu\u00f2 disertare.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.francocardini.it\/minima-cardiniana-157\/#more-574\">http:\/\/www.francocardini.it\/minima-cardiniana-157\/#more-574<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Cardini Siamo rimasti tutti colpiti \u2013 qualcuno anzi molto preoccupato, qualcun altro attraversato da una frustata di euforica speranza \u2013 dal tono di molti media in apertura di questa settimana. Prendiamo solo il caso de \u201cLa Repubblica\u201d di luned\u00ec 16, alla pagine 10-11: Barbara Ard\u00f9 che affronta, col piglio di una che non ha peli sulla lingua, il tema Disuguaglianze in aumento. Otto superPaperoni hanno la stesa ricchezza di met\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0. 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