{"id":28258,"date":"2017-02-08T09:15:45","date_gmt":"2017-02-08T08:15:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28258"},"modified":"2017-02-07T23:01:21","modified_gmt":"2017-02-07T22:01:21","slug":"donbass-una-guerra-nel-cuore-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28258","title":{"rendered":"Donbass, una guerra nel cuore d\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Marcello Berera)<\/strong><\/p>\n<p><em>Si riaccende il conflitto, ma la guerra non si era mai spenta.<\/em><\/p>\n<p>Da oltre un mese, lungo la linea del fronte la <strong>pioggia di fuoco \u00e8 incessante<\/strong>. L\u2019esercito ucraino impiega mortai, artiglieria pesante, lanciarazzi e carri armati per rompere le difese dei \u201cseparatisti\u201d, ma le milizie popolari resistono alla scontro e mantengono le posizioni. Dal settembre del 2014 \u00e8 in vigore un accordo per il cessate il fuoco, rinnovato nel febbraio del 2015, tra le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk e il governo ucraino di Petro Poroshenko, ma <strong>non v\u2019\u00e8 stato un singolo giorno in cui non si siano registrate violazioni<\/strong> della tregua da parte dell\u2019esercito di Kiev, come testimoniano quotidianamente il <em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/dnipress.it\/?fref=ts\" target=\"_blank\">Centro Stampa Internazionale di Donetsk<\/a> <\/em>e <em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lnr.today\/?fref=ts\" target=\"_blank\">LNR Today \u2013 Italia<\/a><\/em>.<\/p>\n<p>Gli accordi sottoscritti a Minsk prevedono la<strong> smilitarizzazione del fronte<\/strong>. I calibri superiori ai 100mm sono vietati ed i relativi armamenti dovrebbero trovarsi a non meno di 50 chilometri dalla linea di contatto, i sistemi di lanciarazzi multipli (<em>MLRS Grad<\/em>) a non meno di 70km, mentre i sistemi tattici <em>MLRS Tornado-S<\/em>, <em>Uragan<\/em>, <em>Smerch<\/em>, e <em>Tochka U<\/em> a non meno di 140km, ma l\u2019esercito ucraino ha <strong>approfittato della tregua<\/strong> per occupare i villaggi de-militarizzati e posizionarvi truppe ed artiglieria.<\/p>\n<p>Il 18 dicembre scorso le truppe di Kiev lanciarono una <strong>violenta offensiva<\/strong> nei pressi della citt\u00e0 di Debaltsevo, un importante snodo che collega Donetsk a Lugansk, gi\u00e0 teatro di sanguinose battaglie e celebre per l\u2019azione che port\u00f2 all\u2019accerchiamento e alla resa di 10.000 militari ucraini. L\u2019esercito di Kiev ha fatto largo uso di artiglieria pesante (anche contro quartieri residenziali), prima di far avanzare la fanteria e i mezzi corazzati, ma\u00a0<strong>le milizie popolari sono riuscite a resistere all\u2019assalto <\/strong>causando\u00a0<strong>gravi perdite e numerosi feriti tra le fila ucraine.<\/strong><\/p>\n<p>Per risollevare il morale del governo e dell\u2019esercito ucraino si sono avvicendati, nel giro di pochi giorni, due falchi della politica estera americana e padrini d\u2019eccezione del colpo di Stato che ha deposto Yanukovich per insediare un governo disposto ad accettare i <strong>diktat di Washington<\/strong> e del <strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>. Stiamo parlando del Senatore <strong>John McCain<\/strong> e dell\u2019ormai ex Vice Presidente USA <strong>Joe Biden<\/strong>. I due funzionari statunitensi hanno rassicurato Poroshenko che il sostegno politico e militare americano all\u2019Ucraina non verr\u00e0 meno, nonostante l\u2019insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.<\/p>\n<p>nzich\u00e9 invitare al rispetto degli accordi di pace e consigliare moderazione al governo di Kiev per trovare una soluzione ragionevole al conflitto, le dichiarazioni di McCain hanno lo stesso effetto della <strong>benzina sul fuoco<\/strong>. L\u2019odio anti-russo del Senatore ha provocato una nuova riaccensione del conflitto ed il fallimento definitivo del percorso di trattative intavolate a Minsk. Secondo Eduard Basurin, Vice Comandante delle Forze Armate della DNR, infatti, le ragioni dell\u2019escalation bellica di questi ultimi giorni risiedono proprio nella <strong>recente visita dei due funzionari<\/strong> statunitensi in Ucraina.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4XqI4XKjKl8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\"><em>23 gennaio 2016 continuano i bombardamenti sul Donbass, nonostante l\u2019elezione di Trump. I miliziani, tuttavia, sperano che il nuovo Presidente statunitense imponga all\u2019Ucraina il rispetto degli accordi di Minsk<\/em><\/span><\/p>\n<p>Nell\u2019ultima settimana l\u2019esercito ucraino ha bombardato <strong>15mila volte<\/strong> il territorio della sola Repubblica Popolare di Donetsk, colpendo <strong>indiscriminatamente obiettivi militari e civili<\/strong>. Vengono presi di mira ospedali, edifici residenziali, mercati, miniere e infrastrutture anche a chilometri di distanza dal fronte come testimoniano i numerosi video del reporter italiano <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vittorionicola.rangeloni\" target=\"_blank\">Vittorio Nicola Rangeloni<\/a> sul canale YouTube di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCgJlkrUxyd2WDcL25nvIDFA\" target=\"_blank\">DONi<\/a>:<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4FBTeCpF1UY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p><em>L\u2019esercito ucraino colpisce indiscriminatamente obiettivi militari e civili, anche a chilometri di distanza dalla linea del fronte<\/em><\/p>\n<p>Il Presidente russo <strong>Vladimir Putin<\/strong> ha puntato il dito contro l\u2019Ucraina per l\u2019aggravarsi del conflitto in Donbass. <strong>Il Governo di Kiev<\/strong>, sostiene Putin, ha bisogno di soldi e deve presentarsi presso l\u2019Unione europea, i singoli Paesi membri dell\u2019Ue, gli Stati Uniti e le istituzioni finanziarie internazionali, <strong>come vittima di un\u2019aggressione<\/strong>. L\u2019Ucraina post-Maidan sarebbe uno Stato fallito, che ha perso il controllo sulle sue regioni pi\u00f9 ricche e produttive (il solo bacino del Don costituiva \u00bc del PIL ucraino) e sta affondando in una guerra dagli elevatissimi costi economici e umani, se non fosse mantenuto artificialmente in vita dai prestiti del Fondo Monetario Internazionale, che <strong>impone austerit\u00e0 e svendita delle propriet\u00e0 statali<\/strong>:<\/p>\n<div id=\"attachment_82227\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82227 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FMI-Ucraina-Sputnik.png\" alt=\"FMI Ucraina, Sputnik\" width=\"998\" height=\"1336\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Le richieste e le scadenze imposte all\u2019Ucraina dal Fondo Monetario Internazionale per ottenere la quarta tranche di finanziamenti del valore di 1 miliardo di dollari (Fonte Sputnik)<\/p>\n<\/div>\n<p>Sono molte le speranze riposte in Trump, per <strong>un\u2019inversione di rotta<\/strong> nei rapporti tra la Casa Bianca e il Cremlino, ma le dichiarazione dei funzionari \u2013 scelti personalmente dal Presidente \u2013 non lasciano spazio ad aperture. Mentre il Tycoon tende una mano a Putin, nella speranza di trovare una sponda per contenere l\u2019ascesa della Cina e combattere lo Stato Islamico, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/tillerson-e-la-diplomazia-del-petrolio\/\" target=\"_blank\">il Segretario di Stato Rex Tillerson<\/a>, il Segretario alla Difesa <strong>James Mattis, il capo della CIA<\/strong> <strong>Mike Pompeo<\/strong> e l\u2019ambasciatrice USA presso le Nazioni Unite Nikki Haley sono concordi nel denunciare la Russia, che:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abHa invaso l\u2019Ucraina e si \u00e8 presa [illegalmente] la Crimea\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dalla dichiarazione d\u2019indipendenza del 1991 gli Stati Uniti hanno investito pi\u00f9 di <strong>5 miliardi di dollari in Ucraina<\/strong> per allontanarla dall\u2019orbita di Mosca, perch\u00e9 <strong>\u00absenza l\u2019Ucraina la Russia cessa di essere un impero\u00bb<\/strong> (Brzezinski,\u00a0<em>La grande scacchiera<\/em>, 1989). Dallo scoppio della guerra in Donbass, invece, hanno speso <strong>600 milioni di dollari<\/strong> per sostenere l\u2019esercito ucraino all\u2019interno dell\u2019<em><a href=\"http:\/\/www.eur.army.mil\/atlanticresolve\/\" target=\"_blank\">Operazione Atlantic Resolve<\/a>.\u00a0<\/em>L\u2019Ucraina dovrebbe essere un ponte che unisce l\u2019Europa alla Russia, un cordone ombelicale che collega due mercati complementari, ma oggi \u00e8 una trincea e, nonostante Trump, importanti settori dell\u2019amministrazione statunitense continueranno a portare avanti la politica anti-russa, perch\u00e9 <strong>non possono permettere che cada la cortina di ferro<\/strong> che divide Mosca dal resto dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/donbass-una-guerra-nel-cuore-deuropa\/\"><strong>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/donbass-una-guerra-nel-cuore-deuropa\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Marcello Berera) Si riaccende il conflitto, ma la guerra non si era mai spenta. 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