{"id":28291,"date":"2017-03-24T00:27:24","date_gmt":"2017-03-23T23:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28291"},"modified":"2017-03-15T22:42:30","modified_gmt":"2017-03-15T21:42:30","slug":"intervista-a-jean-claude-michea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28291","title":{"rendered":"Jean-Claude Mich\u00e9a: I limiti del capitalismo post-democratico"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a cura di LES INROCKS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In\u00a0<a href=\"http:\/\/editions.flammarion.com\/Albums_Detail.cfm?ID=50454&amp;levelCode=sciences\">Contro il Capitale<\/a> lei auspica un \u201cpensare con la sinistra contro la sinistra.\u201d Eppure molti intellettuali di sinistra continuano a essere impermeabili, per non dire contrari ai suoi scritti. Si tratta della rottura definitiva di un dialogo possibile?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fosse davvero il caso, certamente non \u00e8 colpa mia! Ovviamente non mi rifiuterei mai di discutere con qualcuno con il solo pretesto che sarebbe \u201cin disaccordo con i miei scritti.\u201d Per\u00f2 dovrebbe trattarsi di un vero dibattito e non di una retata di polizia. Il problema \u00e8 che l\u2019antica cultura del dibattito \u00e8 ora in procinto di cedere il posto definitivamente a quella dell\u2019intimidazione e della caccia alle streghe. Ormai uno scrittore si giudica non per quello che ha effettivamente scritto (perfino quando il romanziere in questione \u00e8 Michel Houellebecq) ma sulla base di oscure intenzioni a lui attribuite o attraverso le strumentalizzazioni \u201cnauseanti\u201d che se ne fanno delle opere. Queste derive preoccupanti \u2013 che la dicono lunga, per rimanere in tema, sul sentimento di panico che si \u00e8 impadronito di una parte delle baronie universitarie e mediatiche \u2013 non possono che portare a giustificare \u201cintellettualmente\u201d le falsificazioni pi\u00f9 grossolane e le scorciatoie pi\u00f9 sempliciste.<a href=\"http:\/\/www.lesinrocks.com\/2014\/11\/news\/jean-claude-michea-accuse-francois-begaudeau-descroquerie-intellectuelle-les-propos-willy-sagnol\/\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 gli intellettuali \u00abconservatori\u00bb si dichiarano pi\u00f9 in sintonia con le sue opere di quanto non accada con quelli che potremmo definire di \u00absinistra\u00bb?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lei solleva, in fondo, l\u2019annosa questione della storica relazione tra\u00a0 \u201csinistra\u201d e\u00a0 movimento socialista. Il primo, infatti, \u00e8 sempre stato definito come \u201cil partito del movimento\u201d, del \u201cprogresso\u201d e dell\u2019\u201davanguardia\u201d in tutto. Partito il cui primo nemico non pu\u00f2 essere, per definizione, che la \u201creazione\u201d o \u201cil vecchio mondo\u201d. Lungi dal condividere le illusioni della sinistra del diciannovesimo secolo sui benefici della nuova societ\u00e0 industriale e del suo Diritto astratto, i pensatori socialisti pi\u00f9 radicali avevano dunque capito fin dall\u2019inizio, la natura fondamentalmente ambigua della nozione di \u201cProgresso\u201d (si pensi ad esempio al futuro che ci riservano in questi giorni la Silicon Valley o l\u2019agricoltura industriale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo, ogni pensiero che si vorrebbe ancora di \u201csinistra\u201d e unicamente di sinistra \u00e8 inevitabilmente esposto a una serie di derive suicidarie. Fin troppo facile, infatti, confondere l\u2019idea che \u201cnon si pu\u00f2 fermare il progresso\u201d con l\u2019idea che non si pu\u00f2 fermare il capitalismo. Tale, a mio avviso, la radice filosofica pi\u00f9 costante di tutte le disavventure della sinistra moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Secondo lei le classi popolari prendono atto del fatto che i due grandi partiti del blocco liberale stiano distruggendo quanto finora acquisito socialmente ma si rifugiano nell\u2019astensione o nel voto \u00abn\u00e9o-boulangiste\u00bb (nazionalismo + misure sociali). Come fare leva su tale consapevolezza per un\u2019alternativa di \u00absinistra\u00bb?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le classi popolari sono quelle che sopportano il peso, per definizione, di tutte le storture del sistema capitalista. Eppure quest\u2019ultimo, a differenza delle societ\u00e0 precedenti, si caratterizza soprattutto per il fatto \u2013 come scriveva Marx \u2013 che i rapporti tra gli uomini siano essenzialmente sotto forma di relazione tra le cose (il \u201cfeticismo della merce\u201d era solo la pi\u00f9 visibile manifestazione quotidiana di tale \u201creificazione\u201d). In altre parole, il dominio del Capitale \u00e8 principalmente quello di una logica anonima e impersonale che s\u2019impone a tutti, perfino alle stesse \u00e9lite \u2013 a prescindere peraltro da quale sia la vera avidit\u00e0 e sconfinata vanit\u00e0 di tali \u00e9lite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinunciando definitivamente, verso la fine degli anni Settanta, a questa chiave di lettura socialista, la sinistra non poteva quindi lasciare alle classi popolari che una sola via d\u2019uscita politica: personalizzare all\u2019estremo l\u2019origine sistemica della loro sofferenza quotidiana e della loro crescente esasperazione, attribuendola alla semplice esistenza degli immigrati, degli ebrei o delle tasse dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa rinuncia a qualsiasi critica radicale della dinamica disumanizzante ed ecologicamente distruttiva del capitalismo va trovata, in sostanza, la costante progressione del voto \u201cn\u00e9o-boulangiste\u201d. Quest\u2019ultimo \u00e8 prosperato, infatti, grazie a quello che Renaud Garcia ha cos\u00ec bene definito il \u201cdeserto della critica.\u201d E non saranno certamente le prediche moralisticheggianti delle \u00e9lite intellettuali e mediatiche a portare un qualsivoglia cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lei sostiene che ritrovare la radicalit\u00e0 originaria della sinistra sarebbe insufficiente per riguadagnarsi la fiducia delle classi popolari. Tuttavia la posizione \u201cn\u00e9 di sinistra n\u00e9 di destra\u201d, \u00e8 occupata da Marine Le Pen ed Emmanuel Macron. Si \u00e8 forse in un vicolo cieco?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1874 gli esuli della Comune rifugiati a Londra ci tennero a ricordare a tutti \u201ccoloro che sarebbero tentati di dimenticarsene\u201d che \u201cVersagliesi di sinistra e Versagliesi di destra dovevano essere uguali di fronte all&#8217;odio del popolo.\u201d Cos\u00ec era in effetti, fino al caso Dreyfus, la posizione dominante del movimento socialista (nel 1893, Jules Guesde e Paul Lafargue ancora facevano appello agli operai affinch\u00e9 cacciassero \u201ci ladri tanto a destra che a sinistra\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Marine ha potuto cos\u00ec facilmente girare a proprio vantaggio questa vecchia massima socialista &#8211; garantendosi nel contempo, ovviamente, di disinnescare le implicazioni pi\u00f9 radicali \u2013, \u00e8 dunque proprio perch\u00e9, ancora una volta, la sinistra, una volta convertita all\u2019economia di mercato, le ha di fatto ceduto il monopolio della denuncia degli effetti economici e <em>culturali<\/em> umanamente e socialmente distruttivi della dinamica del capitale (senza che il Front National rinunci pi\u00f9 di tanto al mito della \u201ccrescita\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il \u201c<em>n\u00e9 destra n\u00e9 di sinistra<\/em>\u201d di Macron (converrebbe a questo punto introdurre una differenza tra un \u201cn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u201d dall\u2019alto, e un \u201cn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u201d dal basso), ci troviamo di fronte a un\u2019altra questione. Ovvero nella situazione di <em>vicolo cieco<\/em> in cui ci troviamo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 lei si \u00e8 dato come priorit\u00e0 politica per combattere il capitalismo, il superamento del divario destra\/sinistra?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due sono i motivi principali. Da un lato, la divisione sinistra\/destra, cos\u00ec come la vediamo oggi, porta sempre a opporre un \u201cpopolo di sinistra\u201d a un \u201cpopolo di destra\u201d (qui sta d\u2019altronde tutto il senso della recente importazione\u00a0delle \u201cprimarie\u201d dal sistema statunitense). In effetti, la sola linea di demarcazione politicamente fruttuosa \u00e8 quella che avrebbe invitato, al contrario, a riunire l\u2019insieme delle classi popolari contro questa oligarchia liberale che non sembra affatto fermarsi nell\u2019opera di dissoluzione del loro stile di vita specifico nelle \u201cacque gelide del calcolo egoistico\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, coloro che, nella tradizione di Adam Smith e Turgot, vedono nella continua espansione del mercato il primo fondamento della libert\u00e0 individuale. E dall\u2019altra, chi ritiene che sia piuttosto l\u2019estensione indefinita dei \u201cdiritti umani\u201d, a essere il motore principale. Ma dal momento in cui il liberalismo economico della \u201cdestra\u201d moderna deve essere definito, secondo la formula di Hayek, come il diritto assoluto \u201cdi produrre, vendere e comprare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere prodotto o venduto\u201d (sia che si tratti di un orologio connesso in rete, di una dose di cocaina o del grembo di una madre surrogata), \u00e8 chiaro che lui non potr\u00e0 mai svilupparsi in modo integralmente coerente senza appoggiarsi, prima o poi, al liberalismo culturale della \u201csinistra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, Hayek chiama in causa Foucault e Foucault fa lo stesso con Hayek. Basti dire che avremo sempre pi\u00f9 a che fare \u2013 se non dovesse cambiare nulla \u2013 con quelle che Debord gi\u00e0 definiva \u201c<em>le false lotte spettacolari delle forme rivali del potere separato\u201d<\/em>. Lotte il cui unico vero vincitore non pu\u00f2 essere che il Capitale e il suo \u2018incessante movimento di guadagno sempre rinnovato\u201d (Marx).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 prende in giro intellettuali alla Fran\u00e7ois Cusset, sostenitori della tesi secondo cui tutta la societ\u00e0 si stia orientando a destra? Tale diagnosi le sembra infondata?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso di questo concetto mediatico soffre di due principali difetti che lo privano di qualsiasi senso. In primo luogo, ci invita a considerare la \u201cSociet\u00e0\u201d come un blocco omogeneo. Questo porta a nascondere il crescente divorzio tra il discorso modernizzatore delle \u00e9lite del Sistema e il crescente rigetto di questo stesso sistema da parte dei ceti popolari. Dall\u2019altro, tende anche a omogeneizzare il concetto di \u201cdestra\u201d. Di fatto quest\u2019ultima \u00e8 per definizione pluralista. La destra pu\u00f2 altrettanto facilmente portare a legittimare l\u2019<em>ub\u00e9risation<\/em> integrale della vita, come in voga tra i liberalisti, che l\u2019uso dello stato totale, come nel caso del fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma forse, in fin dei conti, il concetto presupposto dall&#8217;\u201dorientamento a destra\u201d mirava soltanto alla riscoperta di quei valori detti \u201ctradizionali\u201d che hanno sempre contribuito a frenare, nelle classi popolari, il processo di atomizzazione del mondo di cui il capitalismo \u00e8 strutturalmente il paladino. In tal caso rappresenterebbe allora che uno dei molti modi con cui le \u00e9lite liberali sogliono stigmatizzare il \u201cripiego su di s\u00e9\u201d e il \u201cpassatismo\u201d di queste classi \u201csubalterne\u201d. Eppure Debord aveva risposto in largo anticipo a questo tipo di critica. \u201cQuanto all\u2019essere assolutamente moderni \u2013 ha scritto \u2013 \u00e8 diventato una legge speciale proclamata dal tiranno, quello che l\u2019onesto schiavo teme pi\u00f9 di ogni altra cosa, \u00e8 che lo si possa tacciare di passatismo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lei considera che la sinistra abbia smarrito la propria anima abbandonando la lotta di classe a profitto della difesa delle minoranze. Tali lotte le sembrano antagoniste? Pensa veramente che esista una lotta prioritaria rispetto ad altre<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non si tratta di definire delle priorit\u00e0. La vera questione innanzitutto concerne la costruzione di un legame dialettico tra la lotta contro il capitale e la \u201ctutela delle minoranze\u201d. Ma siccome la sinistra moderna \u00e8 diventata incapace di proporre una tale articolazione, non pu\u00f2 che semplicemente accompagnare il processo storico che conduce, secondo la formula di Wolfgang Streeck, a \u201cmettere fine alla dimensione democratica del capitalismo cancellando qualsiasi dimensione economica della democrazia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando ha rinunciato a candidarsi per le elezioni presidenziali, Francois Hollande ha dichiarato che \u201cil pericolo maggiore \u00e8 il protezionismo\u201d, equiparandolo cos\u00ec al nazionalismo. Pensa che la maggioranza della popolazione sia ancora sensibile a quest\u2019avvertimento?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema capitalista si fonda, per definizione, sulla sempre crescente produzione di beni destinati principalmente alla vendita sul mercato dove la concorrenza dovrebbe essere teoricamente \u201clibera e non falsata\u201d. Nella visione liberale, tutte le misure \u201cprotezionistiche\u201d possono soltanto compromettere la riproduzione estesa del capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile oggi presentare questa libera concorrenza capitalistica come un \u201cvalore di sinistra&#8221;, pare ormai ben pi\u00f9 redditizio per una sinistra liberale rivendicare che ogni critica del libero scambio globalizzato deriverebbe, in realt\u00e0, da uno spirito \u201cnazionalista\u201d o \u201cfascisteggiante\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui troviamo, insomma, l\u2019antico sofisma diventato popolare grazie a Bernard Henry L\u00e9vy: se l\u2019estrema destra denuncia il capitalismo, questa \u00e8 la prova che ogni critica del capitalismo \u00e8 di estrema destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si scrive che il sistema liberale \u201cfa acqua da tutte le parti\u201d, e che la sua scomparsa \u00e8 \u201cinevitabile\u201d. Siamo forse in una situazione pre-rivoluzionaria? Che alternativa politica potrebbe sostituirlo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo post-democratico si scontra con tre grandi limiti: quello morale, perch\u00e9 distrugge gradualmente le basi antropologiche di della vita intera; il limite ecologico, giacch\u00e9 la crescita all\u2019infinito \u00e8 chiaramente impossibile in un mondo finito; e con quello sistemico, perch\u00e9 il suo ingresso nel regno del \u201ccapitale fittizio\u201d lo avvicina a grandi falcate alla sua fase terminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Regno moderno del capitale fittizio che si spiega da s\u00e9 con il fatto che la riproduzione allargata del capitale si basi ormai meno \u2013 a causa dell\u2019incessante innovazione tecnologica \u2013 sul lavoro vivo degli uomini che su una piramide di debiti che non potranno mai essere rimborsati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 nulla dice \u2013 in questo campo di rovine che la sinistra ha lasciato alle spalle \u2013 che il periodo di catastrofi che cos\u00ec si annuncia avr\u00e0 un lieto fine. Potrebbe altrettanto facilmente portare all\u2019avvento di un mondo post-capitalista che sposerebbe in una maniera inedita <em>Brazil <\/em>e <em>Mad Max<\/em>. Tale era gi\u00e0 il cupo avvertimento di Rosa Luxemburg, ormai pi\u00f9 di un secolo fa.<\/p>\n<p><em>Fonte: sinistrainrete.info<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a cura di LES INROCKS In\u00a0Contro il Capitale lei auspica un \u201cpensare con la sinistra contro la sinistra.\u201d Eppure molti intellettuali di sinistra continuano a essere impermeabili, per non dire contrari ai suoi scritti. Si tratta della rottura definitiva di un dialogo possibile? Se fosse davvero il caso, certamente non \u00e8 colpa mia! 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