{"id":28296,"date":"2017-02-09T09:45:41","date_gmt":"2017-02-09T08:45:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28296"},"modified":"2017-02-08T23:16:35","modified_gmt":"2017-02-08T22:16:35","slug":"volatilita-di-uneuropa-a-doppia-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28296","title":{"rendered":"Volatilit\u00e0 di un\u2019europa a doppia velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>Dietro la proposta poco originale di un&#8217;Europa a doppia velocit\u00e0 potrebbe celarsi l\u2019intenzione di un\u2019accelerazione del processo di integrazione di cui il nostro paese ha fatto e continuer\u00e0 a fare le spese.<\/em><\/p>\n<p>La crisi dell\u2019Unione Europea, dopo l\u2019uscita confermata della Gran Bretagna e quella possibile della<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-corsa-alleliseo\/\" target=\"_blank\">Francia in caso di vittoria di Marine Le Pen<\/a>, comincia a dare qualche <strong>preoccupazione a Bruxelles<\/strong>. <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/17_febbraio_05\/ue-l-idea-merkel-il-post-brexit-un-europa-tante-velocita-variabili-80ac8e98-eb1e-11e6-ad6d-d4b358125f7a.shtml\" target=\"_blank\">Angela Merkel ha recuperato una proposta non certo originale<\/a>, quella di <strong>\u201cun\u2019Europa a diverse velocit\u00e0\u201d<\/strong>, cio\u00e8 con diversi livelli di integrazione, al fine di superare una fase cruciale per le istituzioni della UE. La proposta dovrebbe servire a <strong>sopire il malcontento<\/strong> verso un organismo che finora ha significato solo austerit\u00e0 e neoliberismo, il paradiso della finanza e l\u2019inferno dei popoli. In realt\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altro che un\u2019inversione di tendenza, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/ascesa-e-declino-dellideologia-europeista\/\" target=\"_blank\">invocata e promessa di fanatici della moneta unica e del \u201csogno europeo\u201d<\/a>\u00a0cui non vogliono rinunciare nemmeno di fronte al suo clamoroso fallimento. Anzi, sembra pi\u00f9 una <strong>riconferma con un lessico diverso<\/strong> di ci\u00f2 che esiste gi\u00e0. L\u2019Unione Europea<strong> \u00e8 sempre stata a diverse velocit\u00e0<\/strong>: c\u2019erano paesi membri che hanno adottato l\u2019euro e altri che hanno preferito conservare la propria valuta, esistono diversi trattati, ciascuno dei quali \u00e8 stato ratificato da paesi diversi. Se le \u201cdiverse velocit\u00e0\u201d dovrebbero permettere a ciascuno stato di scegliere quali accordi accettare e quali rifiutare, questa possibilit\u00e0 \u00e8 sempre esistita, anche se non tutti hanno deciso di avvalersene.<\/p>\n<p><strong>Di cosa dovrebbe trattarsi, dunque?<\/strong> Se non \u00e8 un semplice trucco retorico dietro il quale mascherare il nulla, l\u2019annuncio di Angela Merkel pu\u00f2 essere interpretato come intenzione di <strong>accelerare il processo di integrazione<\/strong> verso quegli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d che molti considerano la magica panacea di tutti i mali. Ad esempio, secondo quelli che dovrebbero essere gli obiettivi pi\u00f9 imminenti, costituzione di un esercito europeo e ministero degli esteri comune. Per questa accelerazione si penserebbe di dividere l\u2019insieme dei paesi membri in due o pi\u00f9 gruppi. Da una parte tutti coloro che sono disposti a <strong>un\u2019integrazione \u201chard\u201d<\/strong>, dall\u2019altra <strong>quelli pi\u00f9 scettici<\/strong>, che voglio restare nell\u2019Unione ma conservando una parte della loro sovranit\u00e0. Bisognerebbe capire se questa configurazione permetterebbe ai membri del primo gruppo di passare nel secondo, oppure se li ancorerebbe una volta per tutte alla loro posizione iniziale. In quest\u2019ultimo caso, si tratterebbe di un ulteriore irrigidimento, fatto passare come concessione. Quali paesi, inoltre, farebbero parte dei due, o pi\u00f9, diversi gruppi? <strong>Se l\u2019Italia dovesse capitare con la Germania, nulla cambierebbe<\/strong>. L\u2019industria tedesca ha potuto accumulare un vantaggio competitivo su quella italiana, proprio grazie alla condivisione della stessa moneta e ai vincoli di bilancio che impediscono interventi pubblici.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/r1Z07IN0Lpo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Prendetevi del tempo per ascoltare la lezione del prof. Bagnai<\/p>\n<p>Cosa ne sarebbe, invece, di<strong> trattati intercontinentali<\/strong> \u2013 quali il TTIP, il CETA, il TISA, ecc. \u2013 che liberalizzano i mercati ed espropriano gli stati di ogni potere? I Paesi membri \u201cpi\u00f9 veloci\u201d, tra cui potrebbe trovarsi anche l\u2019Italia, dovrebbero impegnarsi ad accettarli incondizionatamente e a votare a favore? Si tratta di dubbi che non sembrano sfiorare i propugnatori del \u201csogno\u201d spinelliano. <strong>Mai nessuna voce critica \u00e8 ammessa<\/strong>, si paventa il pericolo dei \u201cmuri\u201d di cui una diffusa retorica irenica si serve per giustificare il <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/italia-e-globalizzazione-tra-fca-e-tweet-presidenziali\/\" target=\"_blank\">globalismo e la mercatizzazione totale<\/a>. Di certo le \u00e9lite europeiste non sono disposte a rinunciare all\u2019euro senza prima aver usato tutti i mezzi possibili per salvarlo. Infatti, grazie alle <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/agonia-euro-europa-italia-bce-draghi-target2\/\" target=\"_blank\">politiche deflazionistiche della BCE<\/a>, l\u2019euro non solo tutela i creditori, ma ha anche un carattere politico; \u00e8 il grimaldello attraverso il quale le oligarchie europee possono imporre i trattati che <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-elefante-nella-stanza\" target=\"_blank\">bloccano la spesa pubblica in disavanzo e l\u2019intervento dello stato<\/a>. Lo si \u00e8 visto alla fine del governo Berlusconi, quando la Germania, che non tollerava le infrazioni di deficit italiane, cominci\u00f2 a vendere titoli di stato italiani facendone crollare il valore e creando cos\u00ec il rischio di una crisi finanziaria. Solo questo rischio provoc\u00f2 le dimissioni di Berlusconi. Senz\u2019altro una minaccia del genere non avrebbe gli stessi effetti se rivolta contro un paese<strong> dotato di una propria moneta.<\/strong><\/p>\n<p>Risulta anche evidente, che il Paese sorvegliato pi\u00f9 di ogni altro, sia\u00a0l\u2019Italia. Infatti \u00e8 l\u2019unico, tolta la Germania, ad avere un deficit sotto il 3% e ad essere in avanzo primario da un ventennio (cio\u00e8, <strong>se si escludono gli interessi sul debito<\/strong> le entrate sono maggiori delle uscite). Tutti gli altri paesi, hanno violato il Patto di Stabilit\u00e0 e il Fiscal Compact (addirittura l\u2019Irlanda nel 2011 raggiunse il 32% di rapporto deficit\/Pil). Come si spiega questa attenzione speciale per l\u2019Italia? Da una parte, per le sue <strong>caratteristiche anomale<\/strong>. L\u2019Italia era l\u2019unico dei cosiddetti \u201cPIIGS\u201d ad avere un solido apparato industriale e un eccezionale risparmio privato ereditato dal passato e per questo capace di sopportare per pi\u00f9 tempo l\u2019austerit\u00e0 e i vincoli fiscali. Tuttavia, dopo il caso della Grecia, il rischio che si ripetesse in altre nazioni un tracollo economico avrebbe potuto mettere in pericolo la moneta unica e l\u2019impalcatura dei trattati. Sui paesi pi\u00f9 deboli, dunque, cio\u00e8 quelli meno capaci di assorbire il trauma (come Spagna, Portogallo e Irlanda) si \u00e8 chiuso un occhio e si \u00e8 permesso loro di violare temporaneamente i limiti di spesa in modo da evitare il rischio di default, con tutto quello che ne sarebbe potuto derivare.<\/p>\n<div id=\"attachment_82355\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-82355\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/italy-government-budget.png\" alt=\"lo storico del deficit italiano: come si pu\u00f2 nuotare il disavanzo ha raggiunto il suo apice nel biennio 2008-2010, per poi cominciare a ridursi con il governo Monti\" width=\"730\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Lo storico del deficit italiano: come si pu\u00f2 nuotare il disavanzo ha raggiunto il suo apice nel biennio 2008-2010, per poi cominciare a ridursi con il governo Monti<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019Italia invece, con la sua maggiore capacit\u00e0 di assorbimento in virt\u00f9 del pi\u00f9 solido sistema industriale e finanziario, rappresentava la <strong>\u201cgallina dalle uova d\u2019oro\u201d<\/strong>, il Paese dal quale si poteva continuare a esigere un contributo straordinario; la finanza poteva alzare i rendimenti, e le industrie italiane potevano essere svendute, mentre si imponeva lo smantellamento delle tutele sul lavoro per mezzo della elevata disoccupazione che riduce il potere contrattuale dei lavoratori. Se a ci\u00f2 si aggiunge il fatto che il nostro Paese \u00e8 il <strong>principale antagonista commerciale dell\u2019industria tedesca<\/strong>, la quale quindi ha tutto l\u2019interesse nel veder destrutturare il sistema industriale italiano, si comprende come esistano forti ragioni per sorvegliare l\u2019Italia e imporle il rispetto dei vincoli in modo pi\u00f9 intransigente. L\u2019euro \u00e8 quindi uno strumento di grande efficacia per la strategia delle oligarchie capitalistiche, con esso \u00e8 possibile controllare i bilanci dei governi dei paesi membri, e di qui la loro economia. <strong>Non vi rinunceranno troppo facilmente<\/strong>, a meno di non ottenere una contropartita che possa compensare la perdita, quale potrebbe essere una cessione di sovranit\u00e0 da parte degli stati per via politica. Ed \u00e8 questa l\u2019importanza degli \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/volatilita-di-uneuropa-bidimensionale-doppia-velocita\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/volatilita-di-uneuropa-bidimensionale-doppia-velocita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) Dietro la proposta poco originale di un&#8217;Europa a doppia velocit\u00e0 potrebbe celarsi l\u2019intenzione di un\u2019accelerazione del processo di integrazione di cui il nostro paese ha fatto e continuer\u00e0 a fare le spese. La crisi dell\u2019Unione Europea, dopo l\u2019uscita confermata della Gran Bretagna e quella possibile dellaFrancia in caso di vittoria di Marine Le Pen, comincia a dare qualche preoccupazione a Bruxelles. 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