{"id":28315,"date":"2017-02-10T11:00:24","date_gmt":"2017-02-10T10:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28315"},"modified":"2017-02-09T20:04:05","modified_gmt":"2017-02-09T19:04:05","slug":"finche-europa-non-si-separi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28315","title":{"rendered":"Finch\u00e9 Europa non si separi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;Intellettuale dissidente (Lorenza Vita)<\/strong><\/p>\n<p>Francia e Germania hanno da sempre rappresentato poli alternativi e confliggenti dell\u2019Europa. \u00c8 avvenuto per secoli, da quando si sono divise per sempre a livello dinastico e culturale, definendo nel Reno non solo i confini fra due Stati, ma anche il confine fra due visioni dell\u2019Europa a volte diametralmente opposte, tanto da rendere ineluttabile il destino dello scontro bellico.<\/p>\n<p>Solo per rimanere nel Novecento, senza addentrarci nella storia del nostro continente, questi due Stati hanno rappresentato le parti principali, almeno all\u2019inizio, dei peggiori conflitti che hanno insanguinato l\u2019Europa. La linea Maginot, l\u2019Alsazia e la Lorena, sono ancora oggi quei punti fermi nella lettura della Storia dell\u2019Occidente e sono quei simboli di un continente che ha deciso, da quel momento, di porre fine, almeno in questi termini, al conflitto che da sempre coinvolge questi due popoli.<\/p>\n<p><strong>Francia vs Germania<\/strong><\/p>\n<p>Parigi e Berlino, un tempo nemici storici, hanno nel corso degli anni conformato i propri interessi nel grande calderone d\u2019Europa, rendendo di fatto l\u2019Unione creata a Roma, un\u2019Unione fortemente nordica, quasi atlantica, il cui asse poggia sullo stesso asse che un tempo era stata la rotta di eserciti che dall\u2019Est all\u2019Ovest invadevano la Francia per unirla indissolubilmente allo Stato teutonico. Passati ormai molti decenni dall\u2019ultimo conflitto mondiale, lo scontro tra Germania e Francia si \u00e8 molto assopito, rendendo di fatto le due potenze europee un soggetto unico nel panorama politico mondiale, tanto da definire l\u2019Unione Europea la cosiddetta \u201cEuropa franco-tedesca\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 cronaca degli ultimi anni il fatto che la Germania ha poi surclassato definitivamente la Francia nel ruolo di guida dell\u2019Europa unita. Con l\u2019avvento di Angela Merkel, e la crisi finanziaria che ha falcidiato la pur solida (ma non solidissima) economia francese, Parigi ha definitivamente abdicato al ruolo di guida dell\u2019UE di fatto cedendo terreno, nuovamente, a Berlino, in una versione 2.0, senza spargimenti di sangue, ma non di meno tragica per certi versi, di una guerra universale tra Stati d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Dalla guerra con gli eserciti alla guerra con i numeri, la Francia sembra comunque dover di nuovo soccombere ai dettami tedeschi. In quest\u2019ottica, la presidenza Hollande altro non ha fatto che condannare la Francia a questa situazione. La sua pochezza politica, il suo essere totalmente privo di carisma e caratura politica, il suo convincimento nella capacit\u00e0 dell\u2019Europa di regolare in fondo tutto, ha fatto s\u00ec che non solo diventasse il Presidente pi\u00f9 odiato della storia della Quinta Repubblica, ma soprattutto, che lasciasse definitivamente la leadership del Continente al nemico-amico germanico.<\/p>\n<p><strong>Hollande Europa<\/strong><\/p>\n<p>Curiosamente, l\u2019anno della fine di Hollande coincide anche con l\u2019ultimo anno di cancellierato per Angela Merkel. Con una differenza sostanziale: mentre Hollande non si ricandider\u00e0 (prima volta della storia francese di un presidente che non si ricandida per il suo partito dopo il primo mandato), Merkel \u00e8 di nuovo stata eletta dall\u2019assemblea della CDU quale candidato al ruolo di Cancelliere per le prossime elezioni.<\/p>\n<p>I due leader non lasciano soltanto i propri Stati in maniera completamente diversa, ma anche i loro stessi partiti vivono di una fortuna totalmente inversa. Angela Merkel, pur non senza problemi interni dettati dalla volont\u00e0 di emersione di una nuova generazione, lascia sostanzialmente la CDU come primo partito di Germania, ma la rimonta di Schulz potrebbe far cambiare il programma della Cancelliera nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>Al netto di elezioni regionali con l\u2019avvento di nuovi movimenti e la crescita delle frange pi\u00f9 radicali, la CDU insieme al suo degno sodale, l\u2019SPD, sono saldamente i primi partiti di Germania e, seppur esista il rischio di vedere sorgere un nuovo governo di matrice socialdemocratica, difficilmente si potr\u00e0 vedere un governo di stampo sovranista\/populista con Alternative fur Deutschland.<\/p>\n<p>Hollande, al contrario, lascia un Paese e un partito devastati da anni di politiche infime che hanno condotto la sua presidenza al baratro politico. Il partito socialista, dopo decenni di assoluta forza all\u2019interno del Paese, oggi rasenta il 15% nei sondaggi. A pochissimi mesi dal primo turno elettorale, il nuovo leader, Benoit Hamon, rischia di veder naufragare il proprio partito al quarto posto, con numeri quasi pari a quelli della sinistra radicale di M\u00e9lenchon.<\/p>\n<p>Un disastro politico che si ripercuote nella frenesia degli ultimi tempi dl panorama dei partiti francesi, dove a fare la voce grossa, per ora, sono due partiti: il Front National di Marine Le Pen, ed il nuovo partito liberale fondato da Macron, \u201cEn Marche!\u201d. Due partiti totalmente diversi tra loro e che per la prima volta si scontrano per l\u2019Eliseo.<\/p>\n<p><strong>Spiegel Gespraech mit Martin SchulzPraesident des Europaeischen Parlamentesund Jean Claude Juncker, Praesident der Europaeischen Kommission<\/strong><\/p>\n<p>Oggi come sempre, pertanto, Germania e Francia rappresentano non soltanto due diversi modi di intendere la vita politica, ma anche due modi diversi di intendere l\u2019Europa, e il proprio posto all\u2019interno dell\u2019Europa. Da una parte, la Germania \u00e8 salda nella sua volont\u00e0 di rimanere alla guida dell\u2019Europa e con partiti che rappresentano un continuum con la politica tedesca degli ultimi decenni. Che sia nuovamente la CDU di Angela Merkel o che sia il socialdemocratico Schulz, poco cambia. Non c\u2019\u00e8 distinzione.<\/p>\n<p>Schulz e Merkel sono esattamente i prototipi di una politica in cui la Germania si pone sempre alla guida dell\u2019Europa, ed entrambi rappresentano, seppur con differenze sostanziali riguardo alcuni punti, gli alfieri di un\u2019Europa in cui il centralismo tedesco non pu\u00f2 essere superato n\u00e9 pu\u00f2 esserne superata la visione continentale. Per entrambi il Vecchio Continente \u00e8 il Lebensraum della Germania in cui innestare la propria politica economica e sono entrambi consapevoli che sia quello il mercato da cui ripartire. Si possono modificare i parametri socio-culturali, neanche troppo visto come poi CDU e SPD abbiano governato cos\u00ec tanto insieme da essere diventati un\u2019unica cosa in tema di politica interna, ma difficilmente i due candidati rappresenteranno una rivoluzione a Berlino.<\/p>\n<p>Se solo mettessimo a confronto questi due candidati tedeschi con una fra tutti quelli francesi, ovvero Marine Le Pen, \u00e8 del tutto evidente come ci si trovi di fronte a posizioni distanti anni luce l\u2019una dall\u2019altra. Isolazionismo contro europeismo; da una parte l\u2019uscita dalla NATO dall\u2019altra il rafforzamento della politica occidentale; da una parte il referendum sull\u2019euro, dall\u2019altra la nazione che pi\u00f9 ha guadagnato e guadagna dalla moneta unica; da una parte la chiusura delle frontiere, dall\u2019altra chi le ha aperte urbi et orbi rendendo di fatto la Germania un hub del mercato dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>Francia e Germania, in caso di vittoria di Marine Le Pen all\u2019Eliseo (ipotesi improbabile se Macron diventasse la seconda forza del ballottaggio), si ritroverebbero nel giro di pochi mesi non pi\u00f9 a contendersi la leadership dell\u2019Unione Europea, ma a contendersi direttamente la leadership europea nella grande \u201cguerra\u201d del Terzo Millennio, fra sovranisti e globalisti. La Francia diventerebbe paladina di un\u2019Europa che ritorna alla Nazione, e che seguirebbe il filone Brexit e l\u2019isolazionismo d\u2019Oltreoceano. La Germania, dal canto suo, diventerebbe la culla dell\u2019europeismo e la paladina di chi cede sovranit\u00e0 in cambio di un continente pi\u00f9 unito e fortemente votato alla logica del mercato.<br \/>\n<strong>La visione dell\u2019Europa di Marine Le Pen<\/strong><\/p>\n<p>Non sar\u00e0, di certo uno scontro facile. Se non altro perch\u00e9 l\u2019ascesa di Macron, con le sue politiche fortemente volte all\u2019Europa e al liberismo, di certo incider\u00e0 sulla vittoria di Marine Le Pen. Ma \u00e8 chiaro che, comunque vada, Francia e Germania rappresenteranno le due visioni del mondo dei popoli europei del nostro tempo. Se i galli rappresenteranno un popolo che dubita di questo mondo germanocentrico, i teutoni, ancora una volta, saranno i portabandiera della granitica certezza nell\u2019avvenire, dove il proprio mondo a dettare le regole sugli altri.<\/p>\n<p>L\u2019isolazionismo francese contro l\u2019Europa al ritmo tedesco sar\u00e0 quanto di pi\u00f9 metaforico dei dubbi e delle diverse sensibilit\u00e0 dei popoli europei. Non a caso, se la Germania \u00e8 a spinta atlantica, e a Sud \u00e8 chiusa dal muro delle Alpi, quasi a significare uno stacco importante anche solo a livello geografico, la Francia \u00e8 quel Paese dove allo spirito nordico, atlantico e pi\u00f9 germanico, si contrappone quell\u2019afflato emotivo, ribelle e anche pi\u00f9 incostante di matrice mediterranea.<\/p>\n<p>La sfida dunque sar\u00e0 soltanto una: comprendere se la Francia \u201cmediterranea\u201d sconfigger\u00e0 la Francia \u201catlantica\u201d, e si contrapporr\u00e0, definitivamente, al senso tedesco di unire l\u2019Europa sotto la sua ala protettrice; oppure se, al contrario, e come probabile, la Francia atlantica, europeista e a stretto contatto con la Germania confermer\u00e0 l\u2019oblio nei confronti del suo senso di isolazionismo e ribellione, tornando a voler condividere la leadership dell\u2019Unione Europea con Berlino e dimenticandosi della possibilit\u00e0 di guidare un\u2019altra Europa rispetto a quella che viviamo a trazione tedesca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/finche-europa-non-vi-separi\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/finche-europa-non-vi-separi\/<\/a><\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/finche-europa-non-vi-separi\/\">\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;Intellettuale dissidente (Lorenza Vita) Francia e Germania hanno da sempre rappresentato poli alternativi e confliggenti dell\u2019Europa. \u00c8 avvenuto per secoli, da quando si sono divise per sempre a livello dinastico e culturale, definendo nel Reno non solo i confini fra due Stati, ma anche il confine fra due visioni dell\u2019Europa a volte diametralmente opposte, tanto da rendere ineluttabile il destino dello scontro bellico. 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