{"id":28335,"date":"2017-02-11T09:15:55","date_gmt":"2017-02-11T08:15:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28335"},"modified":"2017-02-10T23:21:53","modified_gmt":"2017-02-10T22:21:53","slug":"tutto-troppo-tardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=28335","title":{"rendered":"Tutto troppo tardi"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019Italia sigla un patto con un governo che non ha esercito e che non controlla nemmeno la capitale: l\u2019accordo sul contrasto all\u2019immigrazione tra Roma e Tripoli \u00e8 molto simile a quello messo in atto nel 2008 con Gheddafi, ma le condizioni nel paese libico non sono pi\u00f9 le stesse e Gentiloni potrebbe aver firmato un autentico assegno a vuoto che pone numerosi interrogativi.<\/em><\/p>\n<p>ato presentato come l\u2019accordo della svolta, il documento in grado di arginare il <strong>fenomeno delle traversate nel Mediterraneo<\/strong> e delle relative tragedie che da anni si susseguono lungo il tratto di mare posto tra la Libia e la Sicilia; in realt\u00e0 per\u00f2, quanto siglato da Gentiloni ed Al Serraj lo scorso due febbraio a Roma, appare se non lettera morta quanto meno un accordo dalle<strong> molteplici difficolt\u00e0 e criticit\u00e0<\/strong>. E\u2019 bene, in primis, evidenziare un fatto che gi\u00e0 in altre occasioni \u00e8 stato ben rimarcato: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/frattura-libica\/\" target=\"_blank\">Al Serraj al momento rappresenta solo se stesso<\/a>, non ha il controllo nemmeno della capitale libica ed il suo esecutivo, nato da un accordo ONU all\u2019interno di un albergo del Marocco, appare in grande difficolt\u00e0. Stringere accordi con Al Serraj<strong> equivale a siglare assegni a vuoto<\/strong>: l\u2019attuale capo di governo libico non ha un esercito, non ha appoggio popolare e non ha nemmeno una sede fisica sicura in cui poter lavorare, visto che molti uffici proprio per motivi di sicurezza si trovano attualmente all\u2019interno di una nave ancorata a Tripoli.<\/p>\n<p>Leggendo i dettagli del documento siglato a Roma, saltano agli occhi non poche perplessit\u00e0; l\u2019accordo infatti, in poche parole,<strong> contiene due punti salienti<\/strong>: l\u2019Italia fornisce armamenti e mezzi alla Libia per poter <strong>pattugliare le coste<\/strong>, la Libia garantisce all\u2019Italia una lotta senza quartiere per fermare le partenze dai propri porti. La domanda sorge lecita: questi soldi e queste strumentazioni, Roma <strong>a chi le sta fornendo?<\/strong> E\u2019 stato pi\u00f9 volte rimarcato e lo si \u00e8 detto anche sopra, che Al Serraj non ha un esercito e non ha alcuna forza armata a sua disposizione: dunque, \u00e8 bene capire a chi si riferisce il presidente del consiglio Gentiloni quando parla di \u2018rafforzamento della Polizia di frontiera libica\u2019, se gi\u00e0 anche a Tripoli il premier libico ha difficolt\u00e0 a controllare i quartieri centrali dove teoricamente dovrebbe avere libero acceso almeno agli edifici del suo stesso governo. Al Serraj ha a sua disposizione delle milizie, tra le quali quelle di Misurata, che se da un lato hanno contribuito alla cacciata dell\u2019ISIS da Sirte, dall\u2019altro sono <strong>ben lontane dal poter essere considerate un esercito vero e proprio<\/strong>; esse sono, per l\u2019appunto, delle fazioni fedeli alle trib\u00f9 di Misurata (terza citt\u00e0 del paese e cuore industriale della Tripolitania prima della caduta di Gheddafi), le quali non garantiscono rispetto di patti interni n\u00e9 tanto meno internazionali.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Th_7qtLqIOU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\" style=\"font-size: 10pt\">Video che testimonia il clima all\u2019epoca del primo accordo sui migranti, giudicato dalla corte europea contrario al rispetto dei diritti dell\u2019uomo. L\u2019accordo siglato da Gentiloni, sotto tutela di Bruxelles, \u00e8 invece una vittoria\u2026<\/span><\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: si presuma, per assurdo, che Al Serraj riesca a reclutare anche una piccola forza armata ed a piantarla con i mezzi forniti dall\u2019Italia all\u2019interno delle rade dei porti di Tripoli e Sabrata; che succede se, ad esempio, l\u2019ex premier filo \u2013 islamista <strong>Ghwell riesca con le proprie milizie a riprendere il potere?<\/strong> Non \u00e8, quest\u2019ultima, un\u2019ipotesi da considerare velleitaria: Ghwell <strong>ha gi\u00e0 tentato due colpi di stato<\/strong> (ammesso che esista uno stato) negli ultimi quattro mesi, pi\u00f9 volte ha dimostrato di tenere gi\u00e0 il controllo di alcune zone di Tripoli e di poter contare su diversi uomini a disposizione per riprovare la spallata definitiva ad Al Serraj. Se il prossimo tentativo va a segno, a chi andranno le nostre armi e le nostre strumentazioni? Cadranno in mano degli islamisti? Oppure, ancora peggio, nel caos della Tripolitania paradossalmente cadranno nelle mani delle bande che organizzano o quanto meno agevolano il traffico vergognoso di esseri umani?<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia si \u00e8 ritrovata dentro un imbuto da cui adesso \u00e8 difficile uscire.<\/strong>\u00a0Roma ha avallato l\u2019intervento NATO contro Gheddafi, non ha tutte le colpe ma ha comunque una grave responsabilit\u00e0 storica per lo stallo libico e la ripresa, da cinque anni a questa parte, delle tragedie della disperazione nel Mediterraneo. Adesso il governo italiano si ritrova nel cuore del nuovo scenario di scontro\/incontro tra Russia ed USA; Mosca appoggia Haftar, che un esercito ce l\u2019ha cos\u00ec come ha il controllo su una larga fetta di territorio cireniaco e non solo, Washington per cercare di salvare la faccia<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/se-il-respiro-della-storia-soffia-sulla-libia\/\" target=\"_blank\"> dopo quanto combinato nel 2011 e nel 2012<\/a>, ha provato ad imporre un governo definito di \u2018unit\u00e0 nazionale\u2019 che risponde ad Al Serraj: in tutto questo,<strong> l\u2019Italia non ha margini di manovra<\/strong> per poter usare il proprio peso economico nell\u2019ex colonia e <strong>cercare di mediare tra i due governi<\/strong> che si contendono il potere in Libia ed \u00e8 costretta, su incipit americano ma anche di Bruxelles, a siglare assegni a vuoto con un esecutivo la cui stabilit\u00e0 \u00e8 fortemente compromessa. Questo non solo non produrr\u00e0 frutti nella lotta al traffico di esseri umani (500 migranti sono stati fatti tornare indietro da quando \u00e8 stato siglato l\u2019accordo, ma al tempo stesso pi\u00f9 di 1.500 sono sbarcati nei porti siciliani), ma creer\u00e0 <strong>non pochi grattacapi<\/strong> al nostro Paese ed ai nostri interessi economici se le mire di Haftar arrivino un giorno a compimento.<\/p>\n<p>In poche parole, <strong>Roma paga lo scotto di riconoscere il governo di Al Serraj.<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/haftar-e-il-maresciallo-della-libia\/\" target=\"_blank\">\u00c8 vero, da un lato, che i nostri servizi hanno anche contatti con Haftar<\/a> (circostanza non smentita in Italia e confermata dall\u2019entourage del generale libico), ma il nostro governo \u00e8 l\u2019unico ad aver spinto per un riconoscimento a 360 gradi solo dello zoppicante Al Serraj precludendo altre iniziative diplomatiche tra le parti in causa in Libia, <strong>riaprendo anche l\u2019ambasciata a Tripoli, <\/strong>operazione decisamente mal vista e mal digerita dal governo vicino ad Haftar. In tutto questo per\u00f2, \u00e8 bene rimarcare anche un altro aspetto e cio\u00e8 la <strong>posizione ambigua <\/strong>(per non dire schizofrenica) <strong>dell\u2019Unione Europea<\/strong>; Donald Tusk, presidente del consiglio europeo, appoggia l\u2019accordo tra Italia e Libia (per quel che rappresenta Al Serraj): l\u2019accordo, come detto, si basa su un principio semplice e corretto, ossia controllare le coste e bloccare i gommoni prima che prendano il largo, in tal modo sarebbero scongiurate le tante tragedie di questi anni.<strong> Una linea nei fatti inapplicabile<\/strong>, per le ragioni sopra esposte e per la precariet\u00e0 dell\u2019esecutivo Al Serraj, ma il cui principio non appare inesatto: Tusk appoggia tale linea, ma andando indietro di nove anni, \u00e8 stata l\u2019UE a criticare il medesimo accordo stretto tra Roma e Tripoli quando a Palazzo Chigi vi era Berlusconi e Gheddafi trascorreva le sue giornate dentro la sua tenda.<\/p>\n<p><strong>Era il 2008, da Bruxelles si levarono cori di indignazione<\/strong> verso questa misura ritenuta irrispettosa dei diritti umani; l\u2019accordo ha avuto immediata applicazione, con la Libia che ha ricevuto i nostri mezzi (in parte distrutti dai bombardamenti NATO del 2011) e con la marina di Tripoli che nel 2010 ha ridotto ad una cifra vicina allo zero il numero delle partenze verso la Sicilia. L\u2019accordo de facto \u00e8 poi saltato con l\u2019avvio delle proteste nel paese africano ed \u00e8 giuridicamente caduto nel 2012 grazie ad una sentenza della corte europea che l\u2019ha giudicato come <strong>contrario al rispetto dei diritti umani<\/strong>. Oggi il dietrofront di Bruxelles, che sa tanto di ammissione del proprio errore: evidentemente anche l\u2019UE si \u00e8 resa conto che l\u2019unico modo per arginare il fenomeno migratorio, \u00e8 quello di un <strong>normale controllo delle coste<\/strong>. Ma oggi \u00e8 troppo tardi: corsi e ricorsi storici, a Bruxelles non solo si sono resi conto di essersi sbagliati nel 2008 a condannare l\u2019accordo di allora, ma soprattutto di essere caduti in errore nel volere la destituzione di Gheddafi. Sono state necessarie molte annate, molte guerre e molti morti in mare all\u2019Europa, a questa Europa, per capire la giusta direzione da prendere, ma la Libia di oggi non \u00e8 quella di sei anni fa e l\u2019accordo tra le due sponde del Mediterraneo ha un valore molto limitato.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/tutto-troppo-tardi\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/tutto-troppo-tardi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Mauro Indelicato) L\u2019Italia sigla un patto con un governo che non ha esercito e che non controlla nemmeno la capitale: l\u2019accordo sul contrasto all\u2019immigrazione tra Roma e Tripoli \u00e8 molto simile a quello messo in atto nel 2008 con Gheddafi, ma le condizioni nel paese libico non sono pi\u00f9 le stesse e Gentiloni potrebbe aver firmato un autentico assegno a vuoto che pone numerosi interrogativi. ato presentato come l\u2019accordo della svolta, il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/intellettuale-dissidente-e1474974730908.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7n1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28335"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28335"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28338,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28335\/revisions\/28338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}