{"id":2834,"date":"2011-02-28T20:49:22","date_gmt":"2011-02-28T19:49:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2834"},"modified":"2011-02-28T20:49:22","modified_gmt":"2011-02-28T19:49:22","slug":"metternich-e-vivo-e-lotta-contro-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2834","title":{"rendered":"Metternich \u00e8 vivo e lotta contro di noi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 6\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">di <strong>Claudio Martini<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 6\"><strong><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Il cosa<\/span><\/font><\/font><\/strong><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 6\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">A partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi, l&#39;Europa &egrave; stata teatro di una grande costruzione politico-istituzionale, un&#39;opera che, per le sue caratteristiche interne, non ha paragoni nella storia: questa costruzione &egrave; l&#39;Unione Europea. Questo grandioso organismo sovranazionale &egrave; il frutto della sintesi delle precedenti Comunit&agrave; europee, quella del carbone e dell&#39;acciao, nata dal trattato di Parigi del 1951 rimasto in vigore fino al 2002, e quella economica, prevista dal celebre trattato di Roma, evolutasi in comunit&agrave; pi&ugrave; propriamente &quot;politica&quot;, e perdendo cos&igrave; la caratura &quot;economica&quot;,&nbsp; con il trattato di Maastrcht del 1992. <\/span><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 5\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Il nucleo originario della costruzione europea e, se volgiamo, la ragion d&#39;essere della stessa &egrave; costituito dale cosiddette quattro libert&agrave; fondamentali: libert&agrave; di circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali. L&#39;intero ordinamento giuridico europeo, dai primi trattati sino ad oggi, &egrave; sempre stato teso alla salvaguardia di queste libert&agrave;. Si era usi dire, almeno fino alla grande razionalizzazione operata tra il 2007 e il 2009 con il trattato di Lisbona, che le Comunit&agrave; costituivano il primo pilastro dell&#39;unificazione europea, gli altri essendo la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la cooperazione nell&#39;ambito delle giustizia e degli affari interni (GAI). <\/span><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 5\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Tutte queste sigle si riferivano ad altrettante organizzazioni internazionali, assimilabili a ONU o WTO, che perci&ograve; dipendevano dall&#39;assenso sovrano degli stati aderenti, secondo le regole del diritto internazionale: eppure, fin dagli anni &#39;70 il funzionamento delle comunit&agrave;&nbsp;&egrave; stato&nbsp;contraddistinto da una inedita interazione tra organi sovranazionali e singoli cittadini, oltrepassando l&#39;intervento diretto degli organi statali: il cosiddetto metodo comunitario. Epicentri di questo modello organizzativo sono dal punto di vista istituzionale il parlamento europeo e la commissione, e anche il consiglio d&#39;europa, almeno quando vota a maggioranza; dal punto di vista materiale, i regolamenti e le direttive. Ad oggi si pu&ograve; dire che nell&#39;ambito degli organi e dei procedimenti dell&#39;Unione prevalga il metodo comunitario, cosa che ci permette di dire che ormai l&#39;Unione si trova pi&ugrave; vicino alla condizione giuridica di uno stato-nazione, piuttosto che ad una organizzazione internazione quale, ad esempio, il FMI. L&#39;UE non n&eacute; uno stato n&eacute; una conferenza di stati; &egrave; un Impero. Pi&ugrave; avanti cercher&ograve; di spiegare cosa intendo con questa espressione. Ora soffermiamoci sui&nbsp;motivi che stanno alla base del processo di unificazione.<\/span><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 5\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><br \/>\n\t<font face=\"Calibri\" size=\"3\"><strong>Il perch&eacute;<br \/>\n\t<\/strong>In genere durante i corsi universitari non viene mai spiegato il &quot;perch&eacute;&quot; si &egrave; adottato un certo istituto, si &egrave; fatta una riforma, si &egrave; emanato un decreto. Non ci si sofferma, di solito, sulle ragioni politiche che sostengono determinate iniziative giuridiche.&nbsp;E&#39; la forma odierna del totalitarismo culturale: se in altre epoche i proclami ideologici e i repertori del dogma&nbsp; venivano ricordati e ribaditi incessantemente, oggi basta lasciarli sullo sfondo, in silenzio, senza neanche nominarli, perch&eacute; dispieghino tutto il loro letale miasma conformante. Per esempio, il professore, nello spiegare la legge 218\/1995, provvedimento reazionario, riguardante il diritto internazionale privato, che riporta la legislazione italiana ai tempi di Giolitti, abolendo il criterio di nazionalit&agrave;, in favore di quello di residenza,&nbsp; nell&#39;individuazione della competenza a conoscere della causa da parte del giudice, ebbene il professore non ne canter&agrave; le lodi, non ne elencher&agrave; i vantaggi, ma solo qualora si manifesti un&nbsp; minimo dubbio da parte dello studente (per esempio che sia una legge modellata sulle esigenze delle imprese transnazionali) opporr&agrave; invece l&#39;orrore delle societ&agrave; illiberali, dello statalismo, dell&#39;oscuro passato.<br \/>\n\tNulla di diverso durante le lezioni di diritto dell&#39;Unione Europea. Nessuno si pone il problema delle ragioni che hanno spinto le classi dirigenti continentali ad intraprendere un tale, impegnativo percorso. Generalmente l&#39;inquadramento storico si riduce a frasette del tipo &quot;dopo la catastrofe della guerra, le forze politiche pi&ugrave; responsabili dei vari paesei si accordarono per fare in modo che nulla&nbsp; di simile si ripetesse&quot;; e sulla scorta di questa favoletta lo studente prosegue beato senza porsi troppe domande. <br \/>\n\tFacciamo un po&#39; di inquadramento storico: i soci fondatori della CECA nel &#39;51 sono Belgio, Lussemburgo, Olanda, Germania Occidentale, Francia e Italia. Le massime&nbsp;cariche politiche degli ultimi tre paesi erano ricoperte rispettivamente da Konrad Adenauer, Vincent Auriol e Alcide De Gasperi, tre anti-comunisti di ferro. Pochi anni prima, nel 1948, Regno Unito , Benelux e Francia avevano stretto il trattato di Bruxelles, un patto di mutua assistenza militare (evento che aveva mandato in sollucchero Harry Truman), patto a cui pochi anni dopo aderiranno anche tedeschi e italiani. Le radici dell&#39;Unione vanno cercate nel momento politico della guerra fredda, e nella necessit&agrave; di ricostruire le economie dei paesi formanti l&#39;Asse in funzione di argine anti-sovietico. In questo senso, la prima comunit&agrave; europea a supervisione americana ricorda tremendamente la Santa Alleanza a supervisione britannica del 1815. Finora la prima, a differenza della seconda, non ha mai represso militarmente le lotte per l&#39;emancipazione di popoli e classi, ma se guardiamo le cose nel contesto NATO forse l&#39;analogia pu&ograve; apparire pi&ugrave; calzante. <br \/>\n\tRidurre la costruzione UE alla mera contingenza anti-russa non spiegherebbe il suo mancato dissolvimento a seguito della cosiddetta Seconda Restaurazione (dal crollo del Muro in avanti), e a maggior ragione non chiarirebbe&nbsp;il progressivo consolidamento delle istituzioni comunitarie. Altri venti gonfiano le vele del progetto europeo, e fra questi credo che il pi&ugrave; importante sia una risalente opzione strategica di lungo termine degli USA, volta a perpetuare la propria egemonia e, per cos&igrave; dire, a blindarla.<br \/>\n\tPrima dell&#39;emergere della Cina in quanto potenza, quelli che potremmo definire i principali centri imperialistici del mondo erano ancora gli stessi dei tempi di Lenin.&nbsp;E&#39; facile ricordarli, perch&eacute; sono gli ospiti fissi di tutte le grandi kermesse diplomatiche: USA, Francia, Regno Unito, Germania e Giappone (mi rifiuto di inserire l&#39;URSS nella categoria di &quot;centro imperialistico&quot;). Il conflitto tra questi grandi centri aveva provocato la catastrofe (almeno dal punto di vista delle &egrave;lite capitaliste) della Rivoluzione d&#39;Ottobre e dei conseguenti movimenti di liberazione nazionale, i quali, dall&#39;Egitto al Sudamerica passando per l&#39;Angola fino al Vietnam avrebbero messo in serio difficolt&agrave; il sistema di dominio dell&#39;occidente sul resto del mondo. Gli USA, distrutti con la seconda guerra mondiale i principali concorrenti nella corsa inter-imperialista, si trovarono nella necessit&agrave; di trovare il modo di impedire il risorgere di pericolosi competitori e di mantenere compatto il fronte delle potenze capitaliste. A mio parere &egrave; questo il canone ermeneutico appropriato per de-codificare le genesi e il fine dell&#39;Unione Europea.<\/font><\/span><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"> (continua)<\/span><span style=\"color: #222222; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><o:p><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudio Martini&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il cosa &nbsp; A partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi, l&#39;Europa &egrave; stata teatro di una grande costruzione politico-istituzionale, un&#39;opera che, per le sue caratteristiche interne, non ha paragoni nella storia: questa costruzione &egrave; l&#39;Unione Europea. 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